Veicoli a metano, il Centro di Revisione di Jesi scoppia. Richiesta di intervento dell’Assessore Antonini nei confronti della Motorizzazione

Cna e Confartigianato Marche chiedono all’assessore regionale alle attività produttive e green economy Andrea Maria Antonini, di intervenire nei confronti della Motorizzazione per risolvere il problema che penalizza decine di migliaia di utenti.

VEICOLI A METANO, IL CENTRO DI REVIZIONE DI JESI SCOPPIA, AUTO FERME, AUTOMOBILISTI E OFFICINE SUL PIEDE DI GUERRA

Le Marche sono la regione italiana in cui è maggiore la quota percentuale di veicoli a metano sul totale del parco circolante: il 10,4 per cento. La provincia italiana con la maggior quota di veicoli a metano sul totale è Macerata (12,6%), seguita da Ancona (12,4%) e Fermo (11,9%).

 Revisioni bombole del metano, il centro di revisione di Jesi scoppia. Auto e mezzi pesanti in attesa delle bombole revisionate non possono circolare. Cna e Confartigianato Marche chiedono all’assessore regionale alle attività produttive e green economy Andrea Maria Antonini, di intervenire nei confronti della Motorizzazione per risolvere il problema, che penalizza decine di migliaia di utenti.

“intendiamo portarla a conoscenza” scrivono i segretari regionali di Confartigianato Gilberto Gasparoni e di Cna Moreno Bordoni “di una situazione, venuta ad aggravarsi nelle ultime settimane, relativa al Centro di Jesi che fa capo alla SFBM – Servizio Fondo Bombole Metano Spa – Società a controllo pubblico deputata alla manutenzione e revisione delle bombole a metano per autotrazione, con la finalità di garantire la sicurezza della circolazione. Gli autoriparatori protestano per i disservizi arrecati alle imprese ed ai loro utenti. Sono decine di migliaia gli automobilisti che subiranno ritardi rispetto alle scadenze previste dalla norma per l’attività obbligatoria di revisione delle bombole a metano.”

 

Esistono tre Centri di questo tipo nel centro Italia: uno è il centro di Jesi (AN), un altro è a San Lazzaro di Savena (BO) ed è sottorganico. Il terzo (privato) è a Latina e opera un solo giorno a settimana. Devono evadere la richiesta di revisione delle bombole a livello nazionale.

Una situazione esplosiva per le autofficine del territorio e per gli automobilisti.

“Le officine” sostengono Bordoni e Gasparoni “sono costrette a rinviare- sine die – la revisione delle bombole (che va fatta ogni 4 anni) o a tenere ferme per diversi giorni o addirittura per settimane le auto nel proprio piazzale in attesa delle bombole revisionate”.

Alcuni dati e numeri per chiarire la portata del problema: le auto a metano in circolazione nel nostro Paese sono circa 1 milione. Nel 2023 la SFBM ha revisionato circa 500.000 bombole.

Le Marche sono una delle Regioni Italiane con il più alto tasso di motorizzazione ibrida a metano. In Italia la quota di veicoli a metano sul totale del parco circolante è pari al 2,1%. Se si considerano i dati a livello regionale emerge che sono le Marche la regione italiana in cui è maggiore la quota percentuale di veicoli a metano sul totale del parco circolante. Nella nostra regione, infatti, i veicoli a metano rappresentano addirittura il 10,4% dei veicoli in circolazione. La provincia italiana con la maggior quota di veicoli a metano sul totale è Macerata (12,6%), seguita da Ancona (12,4%) e Fermo (11,9%). Tutto il fabbisogno regionale ovviamente pesa sul centro di Jesi e le nostre autofficine – e di conseguenza gli utenti – vengono penalizzate più di altre non potendo soddisfare la domanda di servizi. Infine, sono 2000 le officine nelle Marche, 5000 i lavoratori dell’indotto, 20.000 gli utenti coinvolti.

Tutto il centro Italia è costretto a rivolgersi al Centro di Jesi, che pur mantenendo la produzione ai massimi previsti (2 linee e circa 700 bombole al giorno) non ce la fa ad ovviare alle difficoltà degli altri due Centri di revisione di San Lazzaro e di Latina.

“Abbiamo ricevuto garanzie dalla Motorizzazione” precisano Gasparoni e Bordoni “che il loro impegno nel fornire ingegneri per le procedure di revisione sarà continuo anche in questo periodo. Inoltre le nostre officine stanno avvisando i clienti con le bombole in scadenza, ma ovviamente riceviamo lamentele e proteste per gli inevitabili ritardi”

Due le ipotesi di soluzione avanzate da Cna e Confartigianato Marche di cui dovrebbe farsi tramite l’assessore Antonini con la Motorizzazione e con i Ministeri competenti: 1) soluzione di medio periodo (1-2 settimane): richiedere maggiori approvvigionamenti di nuove bombole dal Monopolista FABER; 2) soluzione di lungo periodo (1 mese): garantire ai centri di Latina e Bologna il personale mancante per l’attività.

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