Un nuovo tracciato ferroviario per l’alta velocità nelle Marche e sulla linea Adriatica

Di Paolo Silenzi Presidente Regionale CNA Marche   

La Cna Marche ha sottoscritto un documento che ribadisce la necessità del progetto di riqualificazione della tratta ferroviaria Adriatica. 

Eliminare il gap infrastrutturale che penalizza la regione 

Attuale ferrovia come naturale metropolitana di superficie 

Un nuovo tracciato ferroviario per tutte le Marche dentro un progetto di alta velocità che coinvolga non solo la nostra regione ma che, partendo dall’Emilia Romagna, arrivi fino alla Puglia, attraverso l’Abruzzo e il Molise. Senza alta velocità, come ha ribadito il presidente dell’Istao Mario Baldassarri, la linea Adriatica sarà fortemente penalizzata rispetto alla linea ferroviaria tirrenica. Infatti è previsto un forte incremento del trasporto merci con il passaggio, a regime, di circa 200 treni al giorno. Un flusso di traffico che non può essere sostenuto dal tracciato attuale. Si tratta di fare scelte e investimenti che condizioneranno lo sviluppo dei prossimi cinquant’anni. Nel versante adriatico ci sono tracciati ferroviari obsoleti rispetto sia al Nord Italia sia all’asse tirrenico. Per evitare di perpetuare un gap infrastrutturale che penalizza da anni il sistema trasportistico ed economico marchigiano, occorre cogliere l’occasione irripetibile dei fondi del PNRR, per arretrare e potenziare i 400 chilometri della linea ferroviaria marchigiana, quasi tutta a ridosso della costa.

Insieme alle altre associazioni di rappresentanza delle imprese, Cna Marche ha sottoscritto un documento che ribadisce la necessità del progetto di riqualificazione della tratta ferroviaria Adriatica, finalizzato a potenziare l’infrastruttura per poter sviluppare una intermodalità sostenibile.  Un progetto che avrà ricadute positive sui territori e sulle imprese. Questo progetto di sviluppo però deve coinvolgere tutta la tratta regionale che corre lungo la dorsale Adriatica. Bene dunque l’arretramento a Pesaro, ora si lavori per proseguire la progettazione degli interventi per tutto il tracciato marchigiano in quanto non è pensabile che un così rilevante aumento del traffico ferroviario attraversi tutti i nostri centri costieri e diventi una barriera tra le nostre città e la spiaggia con effetti devastanti sulla qualità della vita dei cittadini ma anche sulle attività commerciali, artigianali e turistiche che sono i punti di forza del nostro territorio.

L’attuale asse ferroviario potrà diventare una naturale metropolitana così da alleggerire anche il traffico stradale.

Le Marche hanno una straordinaria opportunità per ripensare la dotazione infrastrutturale e il potenziamento della mobilità che duri negli anni. Per una ferrovia moderna, è necessaria un’alta velocità che non sia impattante per l’ambiente, valorizzi il patrimonio urbanistico ed il turismo.

L’obiettivo primario deve essere quello di una maggiore integrazione del territorio marchigiano nel contesto italiano ed europeo, sia con il potenziamento delle opere funzionali al Corridoio Adriatico sia con il completamento delle integrazioni verso il Tirreno e Roma. In particolare le aree interne vanno maggiormente integrate in termini viari per evitare lo spopolamento di popolazioni e imprese.

Chiediamo la massima attenzione delle Istituzioni per raggiungere questi obiettivi strategici per rilanciare e rendere competitivo il territorio ed il sistema produttivo della nostra regione.

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