Trasporti e Intelligenza artificiale, la posizione di CNA Fita

“L’indagine conoscitiva avviata dal Senato sull’uso delle tecnologie digitali e dell’Intelligenza artificiale applicate all’attività di pianificazione, realizzazione e vigilanza delle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e logistiche costituisce un fondamentale momento di approfondimento per trasmettere al decisore politico il punto di vista degli operatori dell’autotrasporto”. Ad affermarlo i rappresentanti di CNA Fita che, nella memoria inviata alla Commissione Ambiente del Senato, hanno messo nero su bianco aspettative e preoccupazioni avvertite dalla categoria.

Misurare la portata effettiva dell’Intelligenza artificiale sull’autotrasporto appare essenziale per coglierne le opportunità e per prevenirne rischi imprenditoriali, scongiurando, sotto questo secondo profilo, l’effetto razionalizzazione del mercato e scompensi di tipo occupazionale causati dal repentino ricambio tecnologico. Occorre l’Intelligenza artificiale in modo che la gestione delle infrastrutture e la previsione delle regole siano orientate alla massima efficienza del settore trasportistico, senza pregiudizio per la sicurezza stradale.

Ogni giorno gli autotrasportatori percorrono circa 7mila chilometri di rete autostradale italiana e lo fanno dovendo prestare la propria attività in situazioni di assoluta precarietà a causa dell’elevato livello di cantierizzazione.

Ecco perché, per prima cosa, il ricorso alle tecnologie digitali dovrebbe indurre il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a imporre ai concessionari l’applicazione di procedure standardizzate a favore dell’utenza laddove lo richieda il manifestarsi di episodi di disagio legati al traffico veicolare, da cui deriva un forte decremento dei tempi medi di percorrenza e della velocità commerciale. Questo mediante l’automatica attivazione di una procedura di agevolazione tariffaria (riduzione/eliminazione/sospensione dei pedaggi) o di rimborso, senza che ciò costringa l’utenza a dover produrre cospicua documentazione infilandosi nel tunnel della burocrazia.

In secondo luogo, siamo convinti che l’applicazione dell’Intelligenza artificiale al sistema della viabilità nazionale potrebbe dare nuovo impulso al processo di materiale realizzazione dell’archivio nazionale delle strade, vale a dire l’anagrafe comprensiva di tutte le strade del Paese distinte per categoria. Strumento, l’archivio, finalizzato a individuare percorsi alternativi in caso di scatenamento di eventi eccezionali tali da precludere la possibilità di utilizzazione delle vie principali. CNA Fita ritiene, poi, che l’applicazione dell’Intelligenza artificiale all’organizzazione del lavoro dei conducenti di automezzi potrebbe consentire loro di svolgere il proprio lavoro con maggiore elasticità in termini di tempi di guida e riposo. I singoli tragitti dovrebbero, di volta in volta, essere oggetto di preventiva valutazione e correlativa pianificazione riguardo all’origine del viaggio, alla destinazione del carico e ai tempi medi di percorrenza, allo scopo di pervenire al razionale, efficiente e ottimale perfezionamento del servizio. Si tratterebbe di una innovazione di straordinaria importanza, capace di cambiare, in meglio, le modalità di effettuazione delle prestazioni professionali in linea con il valore costituzionale della libertà d’iniziativa economica.

Infine, il ricorso all’Intelligenza artificiale consentirebbe di superare il calendario dei divieti di circolazione ricadenti in capo al trasporto merci. Ciò risponderebbe all’esigenza di limitare la libertà di iniziativa economica dell’autotrasporto solo all’emergere di sicure condizioni di criticità per la circolazione stradale, ma nei limiti in cui ciò sia effettivamente utile a salvaguardare oggettivi interessi di sicurezza pubblica. Serve, in altre parole, contemperare la garanzia dei livelli essenziali di sicurezza della circolazione con l’apprestamento di misure atte ad assicurare in concreto standard qualitativamente elevati di competitività economica da parte delle imprese dell’autotrasporto. Ne verrebbe una più appropriata amministrazione dei flussi di traffico, da cui l’uscita di scena dell’arcaico calendario dei divieti di circolazione e del piano neve.

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