Superbonus, la trappola Soa

Il Decreto Ucraina prevede un emendamento che rappresenta una stretta ulteriore, una barriera burocratica che costituisce un impedimento nell’ottenimento degli ecobonus.

Per fare il punto e chiarire la situazione sulle certificazioni Soa, Claudio Giovine, direttore del Dipartimento economia della CNA, interviene nel corso della puntata di Buongiorno in Blu2000 del 10 maggio.

“L’articolo, aggiunto nel corso del dibattito parlamentare, prevede che, per ottenere il Superbonus 110 per cento, le imprese che effettuano i lavori debbano possedere le certificazioni Soa, attestazioni che, di solito, vengono realizzate per partecipare ai bandi pubblici”, spiega Giovine.

“È un contrasto il fatto che uno strumento con una finalità specifica, l’edilizia pubblica, venga applicato all’edilizia privata” – prosegue. Le imprese che lavorano nell’edilizia civile, inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi, non sono in possesso di queste attestazioni. L’80% delle imprese che oggi opera, ne fa a meno”.

“La certificazione Soa rappresenta un onere aggiuntivo per le imprese” – sottolinea. “È alto il rischio che molte possano essere escluse dall’attestazione, per il cui ottenimento è necessario che le imprese dimostrino di aver lavorato negli ultimi dieci anni su commissioni con particolari caratteristiche, che poco hanno a che fare con il lavoro edile. Altro aspetto che peggiora il quadro – aggiunge– è che l’attestazione diventerebbe obbligatoria non solo per gli appaltatori, ma anche per i sub-appaltatori. Anche una piccola impresa chiamata a installare un impianto termico all’interno di un condominio che ha commissionato un lavoro per un importo superiore a 516mila euro, questa la soglia minima al di sopra della quale diventa obbligatorio il possesso dell’attestazione, è costretta a dotarsi della certificazione. Questa rappresenta un onere aggiuntivo, appunto, un costo che non garantisce la miglior qualità e capacità di una certa impresa a effettuare un lavoro che è già pienamente titolata a svolgere, ma costituisce un rallentamento ulteriore in questa ‘corsa a ostacoli’ che sta diventando tutto il processo di incentivazione sulla realizzazione dei lavori di riqualificazione energetica e di messa in sicurezza dei nostri immobili”.

È un’ulteriore tegola che si abbatte su un mondo che sta dando un contributo utile e importante allo sviluppo della nostra economia – conclude Giovine – e che, in prospettiva, sta migliorando la qualificazione energetica degli immobili e contribuendo a raggiungere gli obiettivi che l’Europa ha imposto all’Italia e che noi ci siamo assunti l’onere di realizzare anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa.

Questo articolo Superbonus, la trappola Soa è stato pubblicato su CNA.

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