Superbonus 110%. Il Presidente Rossi di CNA Costruzioni: gli eco incentivi hanno favorito non solo il settore dell’edilizia ma tutto l’indotto”

Il Superbonus del 110%? Ha creato le condizioni per una vera ripresa. CNA Costruzioni “Anche nelle Marche tanti interventi”

Il presidente Rossi: “Gli eco incentivi hanno favorito non solo il settore dell’edilizia ma tutto l’indotto”

 

Il superbonus del 110% e le varie forme di incentivi preesistenti al provvedimento “booster” hanno creato le condizioni per una ripresa dell’economia ben oltre le intenzioni iniziali. Lo afferma CNA Costruzioni delle Marche all’indomani della pubblicazione del rapporto “Ecobonus e Superbonus per la transizione energetica del Paese”, pubblicato dal Censis e dall’Agenzia Harley&Dikkinson per conto delle associazioni dell’edilizia.

“L’insieme, la tipologia e la durata degli interventi – afferma il presidente di CNA Costruzioni delle Marche, Marco Rossi – hanno creato le condizioni per una decisa ripresa rendendo percorribile la strada verso la transizione ecologica ed energetica e ponendo le basi per una nuova fase della politica industriale, rimasta ferma, in Italia, per troppo tempo”.

Anche i dati relativi alle Marche lo rivelano. Superbonus ed Ecobonus hanno ridato slancio all’intera economia regionale e non solo al settore dell’edilizia, ma anche a quello dell’impiantistica, degli infissi, del mobile. Secondo i dati del rapporto Enea e Ministero per la transizione ecologica, nelle Marche al 31 ottobre sono state quasi 7.699 le pratiche presentate per il Super Bonus 110% per un totale di 1miliardo e 373milioni di euro di investimenti ammessi a detrazione (pari a 966milioni di euro di investimenti per lavori conclusi), con una percentuale di interventi realizzati pari al 70,4%.  Di questi il 54% sono stati utilizzati dai condomini per 521milioni di euro. Il 30% per case e villette (283 milioni di euro) e il 16% (162milioni di euro), per abitazioni con ingresso indipendente.

Secondo CNA Costruzioni Marche per riformare e rimodulare gli incentivi per l’edilizia e in particolare i Superbonus occorrerebbe partire da questi dati per una esatta comprensione dell’impatto economico e sociale dei Super ecobonus.

“Poiché i Super ecobonus, in particolare quelli dedicati all’efficienza energetica, rispondono a due obiettivi, ovvero a quello del risparmio energetico e quello del contrasto al surriscaldamento ambientale. Per questo le decisioni su come proseguire in materia di Superbonus non possono essere assunte solo sulla base di criteri di scostamento della spesa pubblica con budget predeterminati”. Ed anche in questo Censis osserva che “Il fenomeno va analizzato simulando l’impatto della spesa pubblica in termini di risorse economiche attivate, di occupazione generata nonché in termini di capacità del gettito fiscale di “ripagare” almeno in parte un investimento che ha una forte valenza sociale. Non da ultimo, qualunque decisione dovrebbe tenere conto del risparmio energetico finora attivato dalla spesa per Super ecobonus e di quello che potrà essere attivato nell’immediato futuro”.

Secondo Rossi “Questo parametro di valutazione dell’impegno dello Stato non appare affatto secondario (ma appare del tutto trascurato dal dibattito politico attuale) se si considera che l’Italia si trova in questo momento, insieme a molti altri Paesi europei, in una seria crisi energetica”.

“Occorre dunque – conclude Rossi – che le misure di agevolazione vengano mantenute e occorre fare di tutto perché si blocchino fenomeni speculativi anche determinati dall’abnorme aumento delle materie prime e dalle spinte inflattive. Le banche debbono agevolare cittadini e imprese in questa fase cruciale del paese. Questo ancora di più nelle Marche, una regione dove il 60% del patrimonio abitativo ha più di 47 anni e dove terremoto ed eventi climatici hanno reso ancora più fragile questo territorio”.

L’Ufficio Stampa   

 

 

1.1. La Direttiva (UE) 2018/844 sull’efficienza energetica e i risultati attesi (Long Term Strategy e Renovation wave)

Il quadro di riferimento europeo per l’efficienza energetica degli edifici è stabilito dalla Direttiva 844/2018 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018, che ha modificato la Direttiva numero 31 del 2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia e la numero 27 del 2012 sull’efficienza energetica. Il provvedimento europeo è stato recepito in Italia con il Decreto legislativo numero 48 del 10 giugno 2020.

La transizione ecologica è alla base della Direttiva. Per il 2030 l’Unione europea si è prefissata, rispetto al 1990, una riduzione del 40% delle emissioni dei gas serra. A tale obiettivo, viene ricordato nelle considerazioni iniziali, è stata affiancata anche l’elaborazione di un sistema energetico, che sia decarbonizzato entro il 2050. Quest’ultimo target richiede uno sforzo al settore edilizio, che deve decarbonizzare il parco immobiliare, responsabile di poco più di un terzo di tutte le emissioni di CO2 nell’Unione.

A tal fine, la ristrutturazione degli edifici volta ad assicurarne una maggiore efficienza energetica è uno degli strumenti decisivi per ottenere un’Europa sostenibile sul piano ambientale. Per questo, la direttiva chiede agli Stati membri di elaborare un’azione di lungo termine, che contenga tabelle di marcia con misure e indicatori di progresso misurabili, per sostenere la ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e non, sia pubblici sia privati. Per ottenere un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica entro il 2050 si stima che il tasso medio di ristrutturazione debba essere del 3% all’anno. In Italia, il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti e quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha presentato la Strategia per la riqualificazione del parco immobiliare nazionale il 25 novembre 2020.

Le premesse ricordano, inoltre, come gli interventi nel campo edilizio abbiano effetti positivi sull’occupazione, in particolare per le piccole e medie imprese, ma anche nella decarbonizzazione dell’economia. Anche lo sviluppo della mobilità elettrica necessita di infrastrutture adeguate che siano in prossimità degli edifici per agevolare la ricarica delle batterie dei veicoli.

Le considerazioni non tralasciano, infine, l’aspetto economico, ricordando come i meccanismi finanziari e gli incentivi siano fondamentali per sostenere investimenti volti alla ristrutturazione del parco immobiliare. A tal fine, la Direttiva raccomanda agli Stati di facilitare l’accesso a meccanismi che utilizzino fondi pubblici per stimolare gli investimenti privati supplementari o reagire a fallimenti del mercato, di orientare gli investimenti verso un parco immobiliare pubblico efficiente dal punto di vista energetico, di ridurre la percezione del rischio delle operazioni di efficienza energetica per gli investitori e il settore privato.

Inoltre, la Direttiva ricorda come i nuovi strumenti digitali possano rivelarsi utili per l’efficienza energetica. Le abitazioni smart permetterebbero un controllo maggiore dei consumi e al gestore dei servizi di utilizzare più efficacemente la rete. Anche in questo si rende necessaria un’infrastruttura adeguata, tanto che la Commissione europea viene delegata ad adottare un sistema comune per predisporre un indicatore in grado di valutare la predisposizione degli edifici a questi obiettivi.

La Direttiva incoraggia gli Stati membri ad assumere per gli interventi in campo edilizio una prospettiva di lungo periodo nella certezza dell’irreversibilità della transizione ecologica. Allo stesso tempo ricorda come siano necessarie politiche economiche che non solo incoraggino ma anche accompagnino la ristrutturazione del parco immobiliare.

In Italia, la questione appare particolarmente urgente per quello residenziale dove il 65% degli edifici ha in media oltre 47 anni di età.

Anche la transizione digitale con lo sviluppo di tecnologie che rendono gli edifici sempre più intelligenti può offrire un contributo sostanziale per la riduzione dell’emissione di CO2. In questa prospettiva, per l’edilizia si sono aperti nuovi campi di intervento che chiedono di essere sostenuti da misure che favoriscano la diffusione dei nuovi strumenti digitali finalizzati al risparmio energetico.

 

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