Stati Generali dei Restauratori di Beni Culturali – Resoconto

Torino Lingotto, 19 novembre 2022

    Siamo molto soddisfatti della giornata di discussione: qualità dei relatori, partecipazione di pubblico e maturità del dibattito. Il Restauro dei Beni Culturali è ormai una “professione regolamentata” e la sensazione netta è che la percezione all’esterno della nostra categoria sia radicalmente mutata. Tutti i relatori hanno approcciato con grande serietà le nostre problematiche ed è stato evidente l’impegno e la partecipazione nell’ assisterci ad affrontarle. I due rappresentanti delle istituzioni giuridiche, oltre al significativo contributo in sala ci hanno offerto la loro disponibilità per l’avvenire. Particolarmente importante il ruolo dell’ANAC spiegato dal Dott. Giacomazzo che ci ha illustrato tra l’altro come le associazioni di categoria possano essere tramite per segnalare anomalie nelle gare d’appalto. CNA Restauratori è a disposizione degli associati per le loro eventuali segnalazioni. Il dott. Simeoli Consigliere di Stato ha colto alcune nostre istanze chiedendoci ulteriori elementi di precisazione. I rappresentanti della Soprintendenza e di Venaria Reale hanno condiviso le critiche e la preoccupazione per l’invasività delle imprese di costruzione nel settore restauro. A conclusione della mattinata e nel programma pomeridiano si è consolidato l’impegno unitario delle rappresentanze del settore proiettandolo anche verso le altre professioni della cultura, come ad esempio i “Conservation Scientists”. In questi ultimi anni noi e le altre maggiori associazioni stiamo sempre più coltivando una posizione unitaria ed azioni comuni. Risulta evidente, infatti, che soltanto l’azione associativa ha consentito tutti i progressi che la nostra professione ha finora ottenuto. 

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del Presidente CNA Piemonte e del Consigliere Regionale Gianluca Gavazza che ci hanno accolto dedicando ai restauratori parole ed immagini suggestive.

L’Architetto Stefano Trucco, Presidente di CCR Venaria Reale ha sottolineato la recente partnership con CNA Torino grazie alla quale, dopo il successo della giornata dedicata alla Sicurezza nei cantieri e nei laboratori di restauro si sta attivando una convenzione dedicata allo scambio di competenze, all’aggiornamento professionale ed alla formazione continua. Tema che CNA Restauro considera cruciale e che ricorrerà in molti degli interventi successivi. Ha poi stigmatizzato l’invasività dei costruttori edili nel campo della conservazione.

Luca Emilio Brancati, Presidente CNA Restauratori Piemonte ha svolto un’ampia relazione mettendo a fuoco la situazione generale dei Restauratori di Beni Culturali, “Attori di Cultura” e portatori non solo di competenze e abilità, ma anche di Responsabilità sociale.

La relazione ha toccato numerosissimi temi, principalmente focalizzati sui temi della crescita:

La scarsità di risorse e di attenzione da parte della politica
Un mercato degli appalti che esclude progressivamente le PMI e le relega al ruolo di subappaltatrici sotto ricatto economico (casi emblematici il recente Bando di Invitalia per Accordo Quadro e la costante disapplicazione delle norme che stabiliscono la suddivisione in lotti degli appalti e il divieto di inserire in appalti generali i lavori di restauro di superfici artistiche)
L’assenza di verifiche sulla effettiva composizione dell’organico durante i lavori
Il fenomeno deleterio dei Direttori Tecnici “a tempo”
Le gravi incongruenze nelle gare bandite con il criterio della OEPV (non trasparenti, tecnicamente insensate, inutilmente costose)
Il procedimento di qualifica ex Art.182, ancora in attesa dell’ultimo “pezzo” e le criticità sorte con l’attribuzione dei Settori di Competenza, sulle quali si sente la necessità di intervenire a vari livelli
L’assenza di previsione, al momento, della possibilità di ampliamento dei settori di competenza per i Restauratori già presenti nell’elenco ministeriale
La necessità di avviare un percorso di aggiornamento professionale e di “formazione continua” non obbligatorio, ma volontario e premiante, dei Restauratori di BC

Il dott. Dario Simeoli, Consigliere di Stato ci ha illustrato i principi di fondo che ispirano la bozza di Nuovo Codice degli Appalti estesa per conto del governo uscente:

Risultato
Fiducia
Accesso al mercato

Per realizzare i quali le direttrici vanno nel senso della discrezionalità, della semplificazione e della professionalizzazione. Il Consigliere ci ha poi offerto la sua disponibilità per approfondire gli aspetti critici emersi nella discussione.

Il dott. Marco Paolini, Soprintendenza ABAP di Torino, si è soffermato sulle problematiche operative ed interpretative sorte con l’attribuzione dei Settori di Competenza nell’ambito del procedimento di qualifica dei RBC, confermando la difficoltà di interpretazione ai fini delle procedure di gara.

Il dott. Paolo Giacomazzo, magistrato dell’A.N.A.C., ha dapprima presentato i dati raccolti dall’Agenzia attraverso i Codici identificativi gara (C.I.G.), che evidenziano un settore del restauro in crescita: si passa da 123 gare per 30 milioni di euro nel 2019 ai 52,5 milioni ripartiti in 229 appalti nel 2021. Ha poi illustrato l’attività di controllo dell’Agenzia citando importanti casi con riferimento al nostro settore. Infine, ha esposto particolareggiatamente le diverse forme in cui possono essere portate all’attenzione dell’Agenzia le problematiche degli appalti: Segnalazioni, Precontenzioso, Parere Generale sulla Normativa, sottolineando che l’azione di ANAC risulta molto efficace con oltre l’80% di incidenza positiva. Il dott. Giacomazzo ha messo in evidenza che Segnalazioni e richieste di Parere Generale possono essere indirizzate ad ANAC anche dalle associazioni di categoria. Questo è particolarmente importante perché consente alle piccole imprese di non esporsi direttamente rischiando eventuali ritorsioni.

Mario Pagani, Dipartimento politiche industriali CNA, ha brevemente illustrato le linee generali dell’azione politica dell’Associazione in tema appalti pubblici: garantire l’accesso alle P.M.I., attuazione delle indicazioni Comunitarie sulla suddivisione in lotti, lotta alla distorsione del subappalto in “intermediazione”, incentivazione delle aggregazioni di imprese, attenzione al territorio.

Sara Abram, Segretario Generale CCR Venaria Reale, ha svolto un appassionato discorso sulla relazione tra insegnamento, ricerca scientifica e professione, sottolineando il valore della formazione continua durante tutta la carriera professionale, incitandoci ad atteggiamenti propositivi e a “non aspettare la norma”.

Giacomo Casaril, Presidente Nazionale Restauratori CNA, ha chiuso i lavori mattutini sottolineando come, pur in presenza di un quadro normativo organico da giudicare positivamente, esista una frequente e a volte reiterata disapplicazione di norme che assieme alla mancanza di controllo durante gli appalti, spesso vanifica le garanzie che sulla carta la nostra categoria ha ottenuto. Come esempio eclatante ha citato il recente bando di Invitalia per Accordo 

Quadro che contravviene e distorce buona parte di queste garanzie espellendo di fatto la stragrande parte delle imprese di restauro da una importante fetta di mercato.

Il Presidente ha infine ringraziato gli intervenuti dando appuntamento a un prossimo incontro da tenersi a Roma, nel quale il confronto con le istituzioni potrà allargarsi in virtù di una più avviata attività del Governo.

 

Nel pomeriggio la discussione coordinata con il consueto garbo e con altrettanta schiettezza dal prof. Giorgio Bonsanti ha spaziato in molte direzioni assai liberamente ed è difficile condensarla in poche righe.

Il focus è stato soprattutto sulla formazione continua e su come integrarla nella attività professionale senza gravare sulle risorse economiche e temporali delle piccolissime realtà, ma si è parlato anche di interdisciplinarità (Lorenzo Appolonia, IGIIC ha ricordato le esperienze del laboratorio di Aosta, il ruolo negletto del conservation scientist) di comunicazione (Sara Abram e Luca Emilio Brancati in particolare, sottolineando il ruolo che essa ha nel restituire l’opera restaurata alla collettività) di scenari europei e standardizzazione (Roberto Borgogno ha illustrato il dibattito sui codici NACE che vede l’Italia in retroguardia e degli EQF indicatori dei livelli di formazione), di qualità della prestazione (Giovanna Comes, Presidente CNA Restauro Sicilia ha ricordato la necessità di strumenti efficaci per limitare i ribassi d’asta) Si è parlato inoltre del ruolo attivo degli stessi professionisti nell’elaborare e promuovere la definizione della professione fino ad ottenerne la normazione, andando oltre l’inerzia dell’apparato pubblico (Giacomo Casaril e Giorgio Bonsanti in particolare). Franco Del Zotto ha esortato a non lasciarsi trascinare nella riduzione del restauro ad un atto tecnico-scientifico coltivando la componente “animica” dell’atto conservativo.

Ne risulta una figura a tutto tondo del restauratore che soprattutto deve saper uscire dal suo ruolo ristretto e costretto nel luogo di lavoro, per partecipare a momenti collettivi di scambio apprendimento e organizzazione, mostrando di sé sempre di più quell’immagine matura che in questo convegno è sembrata davvero conquistare la considerazione degli astanti.

Locandina iniziative 19 novembre

Prossimi Appuntamenti

La CNA di Roma e la CNA Friuli Venezia Giulia si sono già impegnati per organizzare nei lori rispettivi territori analoga iniziativa nella primavera 2023

 

Il convegno è stato organizzato da CNA Nazionale con CNA Piemonte. Il nostro ringraziamento particolare a Gabriele Rotini, Costantino Spataro e Giusy Brancatisano.

Un grande grazie a Giorgio Bonsanti amico vero dell’arte e dei suoi restauratori.

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