Silvestrini: piano vaccinale vero atto di politica economica

“Il vero atto di politica economica è definire una strategia sulle vaccinazioni” senza mezzi termini Sergio Silvestrini, segretario generale CNA, ha indicato questa come vera priorità per le imprese. L’occasione è stata l’incontro con il sottosegretario al ministero del Lavoro e le politiche sociali, Tiziana Nisini. 

“I nostri imprenditori stanno vivendo questa fase con ansia e disperazione. E noi siamo convinti che si possa fare meglio di così. Il Governo non contribuisca all’idea che hanno in molti che la politica non conti più niente. Che siamo in mano a Big Pharma: cinquanta grandi gruppi globali che governano il mondo” ha detto Silvestrini. “Questa è una guerra contro un nemico invisibile drammaticamente insidioso, complesso, difficilmente tamponabile. Ma siamo in guerra e allora gli stati maggiori la combattano con gli strumenti a disposizione, non compatibili con situazioni di normalità. Ma straordinarie, sì”.

Prima di mettere sul tavolo del confronto i temi più importanti del lavoro che riguardano il mondo dell’artigianato, della piccola e media impresa, il segretario generale CNA è tornato sui vaccini. “Le parti sociali – ha detto- possono dare un contributo straordinario perché il processo di vaccinazione si conformi, si sistematizzi. Ma una parte di loro pensa anche che debba essere lo Stato a decidere chi e come vaccinare, secondo le regole che lo Stato stesso deve stabilire. Per evitare conflittualità di interessi tra privato e pubblico”. Silvestrini si appella dunque al “senso di comunità” e invita a scongiurare il rischio che l’accordo proposto alle parti sociali si trasformi in un “fatto di comunicazione, dalla valenza meramente estetica”.

Quanto agli altri temi sul tavolo, Silvestrini ha ricordato il ruolo fondamentale di FSBA nel periodo dell’emergenza, per allontanare lo spettro dell’ammortizzatore unico: “Il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato è uno strumento che si autofinanzia, tranne in momenti straordinari come quello appena trascorso. Ha dato grande prova di sé -ha ricordato Silvestrini – anticipando 260 milioni di euro. A conti fatti, durante tutto il 2020 ha erogato due miliardi di euro. Pensiamo che questo strumento possa rientrare nello standard qualitativo del ministero”. Per Silvestrini, universalizzare gli ammortizzatori sociali significherebbe mettere in discussione uno standard qualitativo che oggi è garantito proprio grazie a FSBA. “Se fosse ferito, abbattuto ed eliminato a farne le spese sarebbero le imprese e i lavoratori”.

Passando poi al tema del contratto a tempo determinato, Silvestrini invita il Governo a non irrigidirne la disciplina, con leggi non in sintonia con l’evoluzione del mercato. “E’ il principale canale di ingresso nel mondo del lavoro” ha ricordato Silvestrini, trovando su questo una sponda convinta nel sottosegretario Nisini. “Liberalizziamolo, rendiamolo strutturale – ha aggiunto Silvestrini. Chi assume a tempo determinato non può trovarsi a dover dare motivazioni troppo dettagliate. Il rischio? È che la risposa sia “non assumiamo”.

Il ministero del Lavoro ha davanti a sé una sfida fondamentale: rendere il mercato del lavoro appetibile, funzionale rispetto alle aspettative di selezione di un gruppo di lavoro qualificato. E il tema della formazione è altrettanto cruciale per il mondo delle imprese, ha sottolineato il segretario generale CNA. “Alle nostre imprese manca manodopera qualificata. Il paradosso è che c’è tanta parte della società che non trova lavoro e tanti potenziali datori che non trovano manodopera. Una risposta va individuata negli istituti tecnici che devono diventare momento importante di congiunzione tra impresa e scuola. Cosa che non è mai avvenuta da trent’anni a questa parte” ha aggiunto poi.

Infine, la questione del salario minimo: “noi siamo contrari perché si parte da un presupposto sbagliato che oggi manchi una regolamentazione. Che invece secondo noi c’è: è la contrattazione collettiva, lo strumento idoneo a fissare la giusta retribuzione” ha spiegato Silvestrini. “Salario minimo significherebbe invece trattare al peggio i nostri dipendenti”.

Infine secondo Silvestrini occorre “dare coordinamento anche temporale tra la fine del blocco dei licenziamenti, l’erogazione dei ristori e della cassa integrazione. Confidiamo che da qui a ottobre il nostro mondo possa essere sostenuto nella giusta direzione”. Una regia coordinata, ispirata a un unico e solo principio-guida: la “rapidità”.

Questo articolo Silvestrini: piano vaccinale vero atto di politica economica è stato pubblicato su CNA.

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