Silver Economy, la rivoluzione copernicana passa per il Pnrr

Il Pnrr è la sfida principale e il termine fallimento non è contemplato. La sfida per la politica è quella di guardare in avanti, ma di farlo come non è mai stato fatto fino ad ora. E proprio voi pensionati dovete essere i più contenti perché è un discorso che riguarda soprattutto voi. L’Italia realizzerà il Pnrr se verranno coinvolte le imprese private, le nostre micro e piccole imprese, attivando anche investimenti privati. Al tempo stesso va superato il dualismo culturale tra Stato e privati. Non sono alternativi, ma devono essere complementari. La risposta per un nuovo welfare non è la privatizzazione di servizi pubblici, bensì la costruzione di un sistema ispirato alla sussidiarietà. Altro tema centrale da risolvere è quello degli anziani soli, aumentati del 24% negli ultimi 12 anni. Un dato significativo che va attenzionato e che ci obbliga come Paese a fare sforzi ulteriori di assistenza alla persona.” Chiude così il suo intervento il Presidente Nazionale, Dario Costantini, al convegno sulla Silver Economy, “Il benessere delle persone al centro delle nuove politiche di protezione sociale”.

Il convegno, tenutosi questa mattina al Senato, è stato aperto dalla vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, nonché promotrice dell’iniziativa: “In Italia la silver economy vale il 19,4% del PIL in termini di redditi, per un totale di oltre 321 miliardi di euro, secondo i dati diffusi da CNA e Assolombarda. Numeri che rendono bene l’idea della sfida che abbiamo davanti e dell’importanza dei servizi agli anziani nel nostro futuro sociale, economico e sanitario. Numeri che assumono sempre più importanza se consideriamo che, secondo le stime elaborate dalla Banca Mondiale, nel 2050 in Italia ci saranno circa 20 milioni di over 65, pari al 35,1% della popolazione. Ora ci attende una occasione unica, che è quella rappresentata dal Pnrr, che assegna 15,63 miliardi di euro, pari all’8,16% dell’importo totale per sostenere il Servizio Sanitario Nazionale”.

Anche il presidente di CNA Pensionati, Giovanni Giungi, ha poi rimarcato l’importanza delle risorse del “Pnrr che, con un investimento di 10miliardi di euro, assicurano la vastità di un impegno nei confronti di noi pensionati e soprattutto la certezza del suo propagarsi nel tempo. Si tratta di risorse, destinate a scopi così mirati, mai viste prima.  È proprio questa l’occasione per un cambio di paradigma. Ed è per supportare questo nuovo paradigma, che CNA Pensionati, insieme all’Istituto Tagliacarne e Cergas Bocconi, ha varato un Osservatorio permanente sulla silver economy, con una prima edizione dedicata al futuro dei servizi sanitari territoriali, della telemedicina e più in generale teleassistenza, poiché vedrà impegnati in prima linea soprattutto infermieri e altre professioni sanitarie. L’intenzione è quella di presidiare in maniera continuativa, aggiornando con oggettività ed appropriatezza scientifica, le opportunità e le occasioni di sviluppo che nascono dalla spesa pubblica e dalla spesa dei consumatori rispetto all’invecchiamento della popolazione e alle specifiche esigenze dei pensionati. Non perdiamo allora questa occasione, unica e irripetibile, per conseguire una complessiva ristrutturazione di una parte importante del welfare nazionale verso assetti sociali più equi, efficienti e sostenibili, mettendo il cittadino al centro”.

Ricollegandosi al discorso del presidente Giungi, il segretario nazionale CNA Pensionati, Filippo D’Andrea, ha sottolineato la visione strategica della CNA che con questo osservatorio vuole indagare gli ambiti vicini alle esigenze dei loro associati e che permette di essere così gli interlocutori con il Governo. ”Un sistema di servizi efficiente è il vero sostegno di reddito per i pensionati” ha concluso D’Andrea.

Ha parlato di Pnrr anche Salvatore Cavini, delegato sulle tematiche del welfare della presidenza di CNA Pensionati: “Proprio ora si vota in aula la delibera del Pnrr che dovrebbe rispondere alla qualità della spesa. Ci vuole cultura politica e visione per poter effettuare la rivoluzione copernicana del servizio sanitario nazionale che noi oggi chiediamo. Quando parliamo di sanità dobbiamo avere una visione basata sulla sanità pubblica e su un privato accreditato e controllato.” Concetto ripreso anche dalla senatrice Sandra Zampa che ha evidenziato di quanto non ci sia di nulla di più ambizioso in politica di quello di guardare avanti e di fare scelte coraggiose.

Sulla centralità degli anziani come persone e non come peso della società è intervenuta l’ex senatrice Paola Taverna, che ha esordito ribadendo che “i primi a doversi occupare e preoccupare delle politiche legate alla longevità sono i cinquantenni perché si tratta di futuro e di diritti. E bisogna farlo ripensando il nostro Ssn, uno tra i migliori al mondo, ma va aggiornato, innovato e adeguato ad una popolazione che si evolve, cambia”. A seguire è intervenuta Elena Murelli, della commissione Affari sociali e Sanità del Senato, che dopo aver mostrato apprezzamento per l’iniziativa di CNA pensionati ha sottolineato l’importanza del confronto sul contenuto della cosiddetta ‘Delega anziani’.

Infine, il senatore Ignazio Zullo, subito dopo il voto al Senato sul Pnrr, ha invitato CNA Pensionati a partecipare ai lavori dell’ Intergruppo Parlamentare per l’Invecchiamento Attivo appena ricostituito per promuovere la cultura della prevenzione della salute.

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