Silenzi, Cna: Marche, una regione che resiste al freddo inverno dell’economia

Imprese giovanili, femminili e start up. Sono la cintura di sicurezza del sistema produttivo marchigiano. Mentre calano le imprese con titolari over 50, cresce la voglia di mettersi in gioco dei giovani e delle donne e sono sempre più numerose le start up innovative. E’ grazie a loro se le Marche hanno resistito negli anni della crisi pandemica e “tengono botta” anche in questo freddo inverno dell’economia, tra inflazione, rischi di recessione e alti prezzi dell’energia e delle materie prime.  Le imprese marchigiane under 35 sono 10.991, quelle femminili 37.146 e le start up innovative 393. Un contributo al Pil regionale viene anche dalle imprese guidate da stranieri, che sono 14.878.

“Nella nostra regione” ricorda il presidente di Cna Marche Paolo Silenzi, “il Pil negli ultimi due anni è aumentato più della media nazionale, grazie ad un sistema di piccola imprenditoria diffusa su tutto il territorio, che ha dato dimostrazione di grandi capacità di resilienza. Dopo aver perso il 7,2 per cento nel 2020 in linea con l’Italia, il Pil per abitante nelle Marche è aumentato dell’8,5 per cento nel 2021 rispetto ad una media nazionale del 7,9 per cento. Le previsioni per l’anno che si è appena concluso indicano una ulteriore crescita superiore al 3 per cento. Altri indicatori che inducono a guardare il futuro della nostra regione con un ragionevole ottimismo, riguardano la crescita dell’attività nei principali settori della manifattura regionale, a partire dal calzaturiero, e la crescita dell’export del 23,1 per cento nei primi nove mesi del 2022, al netto dell’export farmaceutico. Anche il superbonus energetico ha favorito i buoni risultati dell’edilizia. Una frenata, sia della produzione sia dell’export, si è registrata nell’ultimo trimestre, a causa dei rincari dell’energia e della difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.”

In aumento l’occupazione. Segnali positivi nel 2022 sono arrivati anche dal fronte del mercato del lavoro.

Alla fine di settembre” afferma Silenzi “nelle Marche gli occupati nelle Marche erano 638. 893, con un aumento di 22.377 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un incremento ascrivibile totalmente alle donne (+24.492) mentre tra gli uomini gli occupati calano di 2.115 unità. Gli occupati aumentano nell’industria (+4,7 per cento), nelle costruzioni (+6,1) e nei servizi (+3,8) mentre crollano in agricoltura (-11,3). Gli ultimi dati Excelsior sugli ingressi al lavoro previsti nella regione per il trimestre gennaio-marzo 2023 sono positivi e mostrano per le Marche una crescita maggiore di quella che si registra per il Paese (+15,5% contro +12,9%). I settori che guidano la domanda di nuovi lavoratori sono nell’ordine il manifatturiero, il turismo e i servizi a imprese e persone. Ma per il 48% delle imprese che prevedono assunzioni, sarà difficile reclutare le figure professionali ricercate.”

L’incubo della stagflazione. Un mostro si aggira per l’Europa e potrebbe colpire anche le Marche. Si chiama stagflazione, cioè il combinato disposto tra alta inflazione e recessione.

“Nell’anno in corso, secondo stime del Codacons” sostiene il presidente Cna Marche “l’inflazione comporterà per le famiglie marchigiane un aumento della spesa media di 3.229 euro. Allo stesso tempo l’aumento dei tassi di sconto da parte della Bce provoca un rincaro dei mutui e dei prestiti alle imprese per investimenti. In una tempesta perfetta ecco il caro energia, i costi in crescita delle materie prime e dei trasporti. Sempre nella speranza che non torni dalla Cina la minaccia del Covid, con altre chiusure e lock down.”

Il sostegno alle imprese. “Snellire la burocrazia, favorire l’accesso al credito delle piccole imprese e degli artigiani, anche attraverso il finanziamento dei Confidi, coinvolgere le piccole imprese nell’accesso ai bandi del Pnrr, prevedere ulteriori tagli al cuneo fiscale e intervenire per calmierare i costi energetici e dei carburanti, che incidono sui trasporti e su tutta la filiera produttiva. Sono queste” conclude Silenzi “le misure che servono alle imprese per resistere e superare il 2023, in attesa di una ripresa che ci auguriamo arrivi prima della fine dell’anno, insieme alla pace in Ucraina”.

 

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