Senza una banca. Sono 48 i comuni marchigiani senza una filiale.

IN CINQUE ANNI GLI ADDETTI DEL SETTORE SONO CALATI DI 387 UNITA’

Silenzi (Cna): “Occorre intervenire per ridurre i disagi dell’entroterra marchigiano, sempre più penalizzato anche nel settore dei servizi finanziari”

 Senza una banca. Non c’è solo la vicenda Banca Marche a pesare sul sistema del credito marchigiano. Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito al ridursi del numero delle filiali e degli addetti agli sportelli bancari. I motivi? Secondo il presidente Cna Marche Paolo Silenzi il venir meno di banche locali, radicate nel territorio, la riorganizzazione dei grandi gruppi creditizi nazionali con riduzioni di sedi e personale e l’accelerazione verso i servizi home banking. Il risultato? Su 225 Comuni marchigiani, sono ben 48 quelli senza sportelli bancari.

“Si tratta” afferma Silenzi “di piccoli Comuni montani e dell’entroterra marchigiano, abitati prevalentemente da anziani, che perdono lo sportello bancario dopo aver visto chiudere ospedali, uffici postali, edicole ed altri servizi di grande importanza per la qualità della vita. Non deve sorprendere se in questi territori si assiste ad un costante calo demografico a causa della fuga di tanti giovani verso le grandi città e le località costiere della regione o verso altre regioni a addirittura all’estero. Tra l’altro gli anziani che rimangono, non hanno grandi capacità digitali e diffidano dell’home banking. Sono quindi costretti a recarsi in altri Comuni vicini per fare le loro operazioni bancarie o anche solo per prelevare contanti con il Bancomat. Ma disagi si hanno anche per imprese ed operatori economici che debbono versare in banca i loro incassi giornalieri o settimanali, in realtà dove si paga ancora in contanti, soprattutto per i piccoli acquisti. Occorre intervenire per ridurre i disagi dell’entroterra marchigiano, sempre più penalizzato anche nel settore dei servizi finanziari”

Comuni senza banche. Secondo una indagine del Centro Studi Cna Marche su dati Istat, Inail e Banca d‘Italia, dal 2017 alla fine del 2021, il numero degli addetti nel settore dell’intermediazione finanziaria, settore costituito per la quasi totalità da banche, è sceso da 3.828 a 3.441. Il calo è stato di 387 addetti, pari al 10,1 per cento, un valore doppio rispetto al meno 5,2 dell’Italia. Su 225 Comuni, quelli dove si può trovare uno sportello bancario sono 177 con 853 filiali. I Comuni privi di servizi bancari e di intermediazione finanziaria son 48, pari al 21,3 per cento del totale. Dove le banche sono presenti, si hanno in media 3,8 sportelli ogni Comune.

L’elenco dei comuni senza sportello non è omogeneo per caratteristiche orografiche: si va dai più piccoli comuni di montagna nei Sibillini a quelli integrati in aree fortemente industrializzate come la media Vallesina, ai comuni collinari del pesarese. Sono soprattutto le province di Fermo e Macerata a soffrire di più per la mancanza di sportelli bancari. In particolare nel fermano i Comuni bank free sono 15 e nel maceratese 14. Senza sportelli bancari ci sono 7 Comuni ad Ascoli e Pesaro Urbino e 5 nella provincia di Ancona.

“Noi” conclude Silenzi “riteniamo che alcune particolari realtà urbane particolarmente piccole e posizionate in siti difficili da raggiungere, con risorse non facili da valorizzare, sono comunque importanti per il presidio del territorio regionale e per il suo equilibrio. Pertanto occorre prendere in considerazione anche l’opportunità di dotare i comuni non presidiati da sportelli bancari, di strutture adatte a garantire i servizi del credito e della finanza per i residenti e per quelle iniziative imprenditoriali che potrebbero sorgere sul territorio e aiutarlo a mantenere una sua vivacità e una sia pur minima attrattività.”

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