Sanità a Fermo, i pensionati non possono attendere

“Prenotazione di una risonanza magnetica non urgente. Tempo di attesa: 15 mesi”. È quanto si è sentito rispondere dal CUP un artigiano pensionato associato alla CNA di Fermo alla richiesta di prenotare un esame richiesto dal proprio medico. Una prestazione erogata, forse, non prima di 15 mesi e con molta probabilità in strutture fuori provincia.

Un bel problema, una testimonianza che trova, purtroppo, frequente riscontro nell’esperienza quotidiana dei cittadini del fermano. Il pensionato ritenta la prenotazione nei giorni successivi ma senza successo: si rivolge così all’URP dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Fermo che si impegna, senza definire i tempi, a trovare una soluzione.

“Dopo una settimana – riferisce il presidente della CNA Pensionati di Fermo, Luigi Silenzi – arriva la prenotazione, prevista per fine gennaio, in una struttura privata della città. La vicenda si è risolta, certo, grazie alla tenacia del nostro associato e alla grande disponibilità dell’URP. Ma come fanno i cittadini che non hanno risorse e strumenti per mettere in campo azioni come questa e non riescono a ottenere prenotazioni in tempi ragionevoli?”.

 La riflessione di Silenzi prosegue: “Nonostante l’avvio della riforma sanitaria con legge di delega del Parlamento n.204 del 01/09/2022 e la legge regionale del 19/08/2022, nelle Marche, il servizio sanitario non decolla. Nella provincia di Fermo la sanità risulta in affanno, ultima in regione per prestazioni e servizi alle popolazioni del territorio”.

Eppure, ricorda Silenzi, la riforma fissava le priorità delle politiche territoriali: creare una forte rete di servizi di base, case della salute, “la casa come principale luogo di cura” possibile con la telemedicina, l’assistenza domiciliare integrata, la riforma dei medici di medicina generale.

“Tutto questo non trova ancora applicazione e restano grandi criticità soprattutto in materia di prevenzione, diagnostica e visite specialistiche. O si viene dirottati in tutte le Marche, con forti disagi per coloro che hanno difficoltà a spostarsi, oppure ci si deve accontentare di tempi estremamente lunghi. L’alternativa è quella di rivolgersi al privato, con costi non sempre sostenibili. Questo provoca l’abbandono della richiesta della prestazione, con gravi danni per la salute e la prevenzione”.

“Come CNA Pensionati lanciamo un appello perché le problematiche denunciate siano affrontate tramite il coinvolgimento delle associazioni da parte degli Enti Pubblici, affinché vengano risolte nell’interesse del diritto alla salute del cittadino e dell’intera comunità”, conclude Luigi Silenzi.

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