Ricostruzione, CNA Marche chiede più fondi alle imprese e più servizi

RICOSTRUZIONE, BENE I PROGETTI DEI COMUNI MA CNA MARCHE CHIEDE PIU’ FONDI ALLE IMPRESE E PIU’ SERVIZI ALLO SVILUPPO

Ricostruzione, i Comuni del Cratere hanno presentato 130 progetti per un costo complessivo di 900 milioni, ma i fondi disponibili nel Contratto istituzionale di sviluppo sono poco più di 100 milioni. Come fare a coprire tutte le richieste? Un’idea è quella di utilizzare parte del miliardo e 780 milioni previsti nel Fondo Complementare per gli Investimenti. L’ipotesi preoccupa Cna Marche, per il rischio che a rimetterci siano le esigenze delle imprese.

“Bene i progetti di parte pubblica” afferma il segretario Cna Marche Otello Gregorini “ma anche le PMI vogliono contribuire allo sviluppo delle Marche e del Centro Italia. Per questo chiediamo alla Regione e al Commissario straordinario di sostenere non solo i progetti degli enti locali ma anche il rafforzamento delle attività produttive, comprese quelle legate al settore agricolo e alla filiera agroalimentare, e i progetti di avvio di impresa o di ampliamento delle attività esistenti. Tutto ciò anche attraverso forme di cofinanziamento a sostegno di progetti di investimento, garantendo il maggiore regime di aiuto possibile nel rispetto della normativa comunitaria.”

Più infrastrutture e servizi allo sviluppo. “Tra i 130 progetti stimati in 910 milioni di euro” sostiene Daniele Salvi coordinatore di ‘Team Sisma Cna Marche’ “abbiamo notato molti cammini e ciclovie, una eccessiva enfasi sul turismo e poca infrastrutturazione a servizio dello sviluppo, come ad esempio la riqualificazione-rigenerazione di aree artigianali e produttive, infrastrutture energetiche e per la mobilità a servizio del territorio, la dotazione di servizi evoluti a supporto dello sviluppo. Vogliamo sperare che non si sottovaluti il fatto che la resilienza di territori fragili e vulnerabili sta nella promozione di una economia robusta, diversificata e fortemente integrata.”

Cna Marche si augura che, a partire dalle misure del Fondo complementare per gli investimenti, e da quelle che verranno individuate nella nuova programmazione 2021-2027 vi sia una adeguata attenzione alle esigenze delle 35.652 imprese del cratere, che nel 2020 hanno perso il 15,1 per cento del fatturato. Servono investimenti per rendere più robusto il tessuto imprenditoriale dell’area cratere, vero antidoto allo spopolamento e leva per nuovo sviluppo e occupazione.

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