Riconversione stazioni di servizio, incentivi dal Governo per le colonnine ma l’autotrasporto resta escluso

Nelle Marche ha chiuso un terzo dei distributori negli ultimi 5 anni. CNA “Non lasciamo indietro il trasporto merci”

 

ANCONA – La decisione del Governo di introdurre nuovi incentivi destinati alle stazioni di servizio che scelgono di riconvertire parte dei propri impianti installando colonnine per la ricarica elettrica rappresenta un passaggio significativo nella strategia nazionale di transizione energetica. Una misura che guarda alla mobilità del futuro, ma che si inserisce in un contesto complesso, dove la crisi energetica continua a colpire non solo gli utenti finali, ma anche chi l’energia la commercializza. I distributori, infatti, sono l’ultimo anello della catena: quello più esposto alle oscillazioni dei prezzi, ai cambiamenti tecnologici e alle trasformazioni dei consumi.

Il quadro nelle Marche: meno imprese, più pressione competitiva

Secondo il Centro Studi CNA Marche le imprese attive nel settore delle pompe di carburante alla fine del primo trimestre 2026 sono 352, ovvero 104 in meno rispetto al primo trimestre 2021. Una contrazione pari al 22,8%, che testimonia come il processo di selezione del mercato sia già in corso da tempo.

La riduzione non è omogenea sul territorio regionale.

In provincia di Ascoli Piceno il calo delle imprese attive è stato particolarmente intenso (-29,9%). In provincia di Pesaro e Urbino, invece, la diminuzione è più contenuta (-17,5%).

Un quadro diverso emerge osservando le localizzazioni attive, che risultano numericamente più numerose delle imprese e sostanzialmente stabili tra il 2021 e il 2025. Tuttavia, il numero degli addetti registra una flessione significativa (9,3%), con una caduta particolarmente marcata nel pesarese (-28,7%), nonostante la sostanziale tenuta delle localizzazioni.

Sul provvedimento interviene Riccardo Battisti, responsabile CNA-Fita Marche, che accoglie positivamente l’orientamento del Governo, pur evidenziandone i limiti rispetto alle esigenze del comparto dell’autotrasporto:

“Gli incentivi per la riconversione delle stazioni di servizio sono una buona notizia per le famiglie e per chi si muove con veicoli elettrici. Favoriscono investimenti, modernizzazione e una rete più adeguata alle nuove abitudini di mobilità. Tuttavia – sottolinea Battisti – l’autotrasporto merci non ne beneficia. La nostra filiera viaggia ancora con motori termici, e lo farà ancora per anni: servono misure dedicate, che tengano conto delle reali esigenze di un settore che sostiene ogni giorno l’economia regionale.”

Battisti richiama inoltre l’attenzione sul fatto che la crisi energetica ha colpito duramente anche i gestori delle pompe di carburante, spesso micro e piccole imprese che operano con margini ridotti e che devono affrontare investimenti rilevanti per adeguare gli impianti.

La riconversione delle stazioni di servizio verso la mobilità elettrica è un passaggio inevitabile, ma la transizione non può lasciare indietro chi garantisce la continuità dei servizi essenziali. Per CNA Marche, la sfida è duplice: sostenere l’innovazione e, allo stesso tempo, tutelare la sostenibilità economica delle imprese che operano nel settore, incluse quelle che servono l’autotrasporto merci.

La nuova misura del Governo è un segnale importante, ma per essere davvero efficace dovrà inserirsi in una strategia più ampia, capace di accompagnare l’intera filiera energetica e logistica verso un futuro sostenibile, competitivo e inclusivo.

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