Prima regione in Italia per occupati nel manifatturiero
MARCHE, DOPO AVER TOCCATO IL FONDO NEL 2013 PROVE DI RISALITA PER L’ARTIGIANATO E LA PMI
Ad affermarlo “Trend Marche”, l’Osservatorio integrato sulla piccola e media impresa delle Marche, a cura di Cna e Confartigianato Marche, con il contributo della Banca Popolare di Ancona e la collaborazione dell’Istat regionale. Fatturato in crescita nella prima parte del 2014, dell’1,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre gli investimenti hanno registrato un incremento del 27 per cento dopo un crollo del 32,7 per cento nel 2013. Gli artigiani risparmiano sulla formazione (-59 per cento)
Artigianato, dopo aver toccato il fondo nel 2013 , quest’anno è arrivato qualche timido segnale di ripresa. Ad affermarlo l’indagine congiunturale semestrale “Trend Marche”, realizzata dall’Osservatorio integrato sulla piccola e media impresa delle Marche, a cura di Cna e Confartigianato Marche, con il contributo della Banca Popolare di Ancona e la collaborazione dell’Istat regionale. I dati di Trend Marche, presentati oggi ad Ancona presso la sede della Regione Marche,parlano di un fatturato in crescita nella prima parte del 2014, dell’1,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre gli investimenti hanno registrato un incremento del 27 per cento. Dal lato dei costi, si registra un aumento della spesa per retribuzioni (+2,5 per cento) ed un dimezzamento (-59 per cento) di quella per la formazione, che finirà per incidere pesantemente sulla loro competitività.
Sono intervenuti il presidente della Confartigianato Marche Salvatore Fortuna ed il Vicepresidente Cna Marche Marco Tiranti. Inoltre i professori Ilario Favaretto dell’Università di Urbino Carlo Bo e Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche, il direttore della Banca popolare di Ancona Nunzio Tartaglia, gli assessori regionali all’Artigianato Sara Giannini e al Bilancio Pietro Marcolini.
La lieve risalita del fatturato e la ripresa degli investimenti, secondo l’indagine di Cna e Confartigianato, è dovuta quasi esclusivamente ad un “rimbalzo”, dopo la caduta dell’anno scorso, che aveva registrato un crollo degli investimenti del 32,7 per cento.
A far crescere, seppure con percentuali modeste, il fatturato delle imprese artigiane marchigiane, sono stati soprattutto il terziario (+4,1 per cento) e le costruzioni (+2,4 per cento) grazie esclusivamente alle ristrutturazioni edilizie e agli interventi per il risparmio energetico, spinti dagli sgravi fiscali. Il manifatturiero continua invece a perdere fatturato (-0,6). In particolare prosegue la crisi della meccanica (-4,9) e del calzaturiero (-6,8) mentre cresce il mobile (+9,5).
“Questi dati” secondo Fortuna e Tiranti“ non debbono illudere perché siamo ancora ben lontani dai valori precedenti la crisi , con il fatturato dell’artigianato marchigiano che è pari all’87,6 per cento di quello di dieci anni fa e gli investimenti che sono il 32,9 per cento rispetto al 2005. Per una duratura ripresa del sistema produttivo, è urgente rilanciare con forza gli investimenti in macchinari ed impianti. Purtroppo attualmente le nostre piccole imprese utilizzano il limitato accesso al credito per affrontare problemi di liquidità a breve termine (nell’84,6 per cento dei casi) e solo il 15,4 per cento per investimenti aziendali a medio e lungo termine.”
A pesare, sulle perduranti difficoltà del sistema produttivo marchigiano, è la crisi dei distretti manifatturieri. Questo perché, sostiene Trend Marche, la nostra regione è al primo posto in Italia per incidenza del valore aggiunto prodotto dall’artigianato manifatturiero sul totale (42,5 per cento contro il 34 per cento della media nazionale e il 40,8 del Veneto che è al secondo posto.) Le Marche sono inoltre la prima regione italiana per incidenza degli occupati nel manifatturiero sul totale. Con il 29,9 per cento precediamo il Veneto (27,7), l’Emilia Romagna (26,2) e la Lombardia (26,2). E’ evidente che , se va male il manifatturiero, vanno male le Marche.
Nei primi nove mesi del 2014 anche l’export ha rallentato la crescita. Se si escludono il settore farmaceutico e la raffinazione di petrolio, l’incremento dell’export si è fermato allo 0,9 per cento mentre è calato dell’1,3 per cento per quanto riguarda le sole piccole e medie imprese, che rappresentano il 36,7 per cento dell’export manifatturiero marchigiano. A trascinare verso il basso l’export delle piccole e medie imprese marchigiane, è stato il crollo delle vendite verso la Russia (-16,1 per cento). L’export del manifatturiero marchigiano in Russia è sceso nei primi nove mesi del 2014 da 570 a 478,2 milioni di euro, con le calzature che hanno perso il 24,7 per cento, i mobili il 22,7 e l’abbigliamento il 9 per cento.
Trend Marche ha riservato un Focus alle 3.136 imprese artigiane agroalimentari, la cui attività è strettamente legata alle produzioni di qualità (6 Dop e 6 Igp), con un export che nei primo nove mesi del 2014 è stato di 106,9 milioni di euro, con un calo del 16,5 per cento rispetto al 2013.
Rilanciare i settori manifatturieri, l’export e l’agroalimentare di qualità, secondo Trend Marche, rappresentano le priorità sulle quali nei prossimi mesi dovrà concentrarsi l’azione della Regione e delle istituzioni locali, per sostenere il sistema produttivo e l’occupazione nelle Marche.
DICHIARAZIONI DEGLI INTERVENUTI ALLA CONFERENZA STAMPA
FAVARETTO “Dall’inizio della crisi sono scomparse oltre 4 mila aziende marchigiane, do cui 2.400 artigiane. Quelle che sono rimaste, resistendo alla crisi ora devono scegliere se riposizionarsi tra le imprese che puntano sull’export, sull’innovazione, sulla ricerca, sul Made in Italy. L’unica cosa che non possono fare è stare ferme. Altrimenti il sistema manifatturiero continuerà a perdere pezzi”
GREGORI “Trend è il frutto della collaborazione delle associazioni artigiane, di due università, di un istituto di credito, della Regione Marche, dell’Istat. E’ importante che queste istituzioni si mettano insieme anche per costruire una nuova politica industriale nelle Marche e per promuovere le nostre produzioni nel mondo, a cominciare dal settore agroalimentare”
TARTAGLIA: “la crisi ha portato il fatturato delle imprese marchigiane a stabilizzarsi tra l’80 e il 90 per cento di quello del 2005. Dobbiamo rassegnarci al fatto che non tornerà più a quei livelli. Soprattutto per il manifatturiero mentre i servizi hanno quasi recuperatoli fatturato pre crisi e le costruzioni hanno avviato una timida ripresa grazie ai piccoli lavori ed alle manutenzioni. Per far ripartire le Marche bisogna sconfiggere la frammentazione, cominciando a unificare le quattro Università ed i 20 Confidi.”
MARCOLINI: “In questi anni il nostro sistema manifatturiero ha perso quote sul mercato interno ma anche all’estero, soprattutto se si depurano le statistiche dai dati della farmaceutica e del petrolifero. E’ da questa consapevolezza che bisogna ripartire per sostenere un nuovo ciclo espansivo ma la Regione non basta. Serve un tavolo di politica industriale nazionale.”
GIANNINI: “La Regione ha deciso di investire 360 milioni di euro sulle produzioni manifatturiere sostenibili, per promuovere la qualità, l’innovazione, l’internazionalizzazione e la ricerca. Uno sforzo importante ma che va affiancato dalla collaborazione di tutti i principali soggetti economici e sociali delle Marche, anche attraverso seminari e incontri, per individuare nel confronto con la Regione le azioni più efficaci a sostegno del nostro sistema produttivo”.
L’Ufficio Stampa: Paola Mengarelli e Sergio Giacchi 17 dicembre 2014
Nella foto allegata, da sinistra: Gregori, Marcolini, Fortuna, Tartaglia, Giannini, Favaretto
APPENDICE STATISTICA
MARCHE, FATTURATO, INVESTIMENTI E COSTI
DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE E DELLE IMPRESE ARTIGIANE
Indicatori di domanda – var. % semestrali. rispetto allo stesso semestre dell’anno prima – Marche
| MARCHE | I-07 | II-07 | I-08 | II-08 | I-09 | II-09 | I-10 | II-10 | I-11 | II-11 | I-12 | II-12 | I-13 | II-13 | I-14 |
| Fatturato totale | 6,6 | 0,0 | -1,2 | -7,6 | -15,3 | -4,7 | 3,1 | 7,4 | 1,1 | -21,8 | -13,0 | -13,7 | 0,4 | 5,5 | 1,5 |
| Fatturato estero | -35,4 | -39,2 | -4,1 | 1,2 | -10,2 | -19,7 | 93,5 | 132,8 | -10,2 | -24,0 | 6,4 | -33,3 | |||
| Fattur. interno | 8,0 | 0,7 | -1,2 | -7,7 | -15,3 | -4,6 | 2,5 | 6,7 | 1,3 | -21,7 | -13,3 | -13,5 | -1,3 | 3,8 | 2,0 |
| Fatt. c/o terzi | 4,7 | 1,3 | -1,2 | -11,5 | -13,7 | -5,0 | 0,1 | 8,1 | 0,6 | -23,8 | -12,5 | -7,8 | -1,2 | 1,9 | 2,7 |
Gli indicatori di investimento – Totale Marche – variazioni % semestrali rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente – Marche
| MARCHE | I-07 | II-07 | I-08 | II-08 | I-09 | II-09 | I-10 | II-10 | I-11 | II-11 | I-12 | II-12 | I-13 | II-13 | I-14 |
| Investimenti totali | -4,6 | -10,7 | 2,5 | 4,4 | -36,3 | -30,7 | 31,2 | 11,8 | -6,4 | -25,8 | -38,1 | -32,7 | 27,0 | ||
| Inv.immobilizz.mater. | -2,2 | -9,0 | -5,7 | -2,3 | -31,2 | -26,7 | 30,1 | 9,0 | -6,8 | -25,3 | -35,4 | -35,6 | 33,7 | ||
| Inv. in macchinari | -6,5 | -8,3 | -12,0 | 35,1 | -28,4 | -40,0 | 11,7 | 43,9 | -12,1 | -20,1 | -8,2 | -43,7 | 89,2 |
Gli indicatori di costo – Totale Marche – variazioni % semestrali rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente – Marche
| MARCHE | I-08 | II-08 | I-09 | II-09 | I-10 | II-10 | I-11 | II-11 | I-12 | II-12 | I-13 | II-13 | I-14 |
| Spesa retribuzioni | 0,8 | 11,3 | -1,5 | -6,1 | -9,2 | -7,5 | 13,9 | -17,1 | -10,7 | 0,9 | 1,3 | -8,2 | 2,5 |
| Spesa consumi | -5,1 | 1,2 | 7,4 | -0,9 | -16,0 | -10,9 | 8,8 | -16,1 | -5,5 | -18,3 | -0,7 | 19,9 | -1,5 |
| Spesa formazione | -6,4 | -5,6 | -21,6 | 18,8 | 34,7 | -6,3 | -32,0 | -7,4 | 35,3 | -59,0 | |||
| Spesa assicurazioni | -29,5 | -7,3 | -4,5 | -5,1 | -2,7 | 15,3 | 15,6 | -15,1 | 14,2 | 11,0 | -11,7 | -5,7 | 12,1 |
I dati mancanti sono omessi perché il livello di affidabilità statistica non è adeguato
MARCHE, L’EXPORT PER SETTORI
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MARCHE, L’EXPORT PER PAESI
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MARCHE, L’EXPORT VERSO LA RUSSIA
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Fonte: Trend Marche
