Pistoia, da impianto per i rifiuti a data center d’Italia. Un progetto targato CNA

CNA Toscana Centro, Ordine degli Architetti di Pistoia e Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, hanno lanciato oggi una coraggiosa proposta progettuale per trasformare l’area del Dano – ex impianto di gestione rifiuti da bonificare – a centro avanzato in cui ospitare un data center in grado di rispondere alle esigenze di connettività e di trasformazione digitale dell’intera Regione.

Il progetto rientra negli obiettivi del gruppo di co-progettazione Cantiere Recovery Pistoia, costituito dai tre protagonisti un anno fa con l’obiettivo di elaborare un unico documento di proposte territoriali per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund e della relativa programmazione economica dell’amministrazione regionale, in linea con le missioni e le relative componenti funzionali a realizzare gli obbiettivi economico-sociali definiti nel Pnrr. Di qui, la necessità di concentrare tutti gli stakeholder territoriali, politici ed istituzionali, sull’urgente costruzione di un’unica e condivisa piattaforma progettuale, da presentare alla Regione Toscana.

In questo caso il progetto punta a far tornare Pistoia e il suo sviluppo al centro delle politiche regionali, fondendo tre esigenze molto sentite dalle imprese: connettività, trasformazione digitale e transizione energetica, come spiega il presidente di CNA Toscana Centro, Claudio Bettazzi: “L’idea progettuale del data center nasce dalla considerazione che da un anno a questa parte, pur essendo arrivati alla fase conclusiva del Pnrr con emissione di bandi e destinazione delle risorse, assistiamo nei territori a scarsità di idee progettuali innovative in grado di incidere effettivamente sullo sviluppo economico del territorio pistoiese. Eppure parliamo di opportunità irripetibili che non possono e non devono essere sprecate. La straordinaria congiuntura economica in corso sta rivoluzionando rapidamente i modelli produttivi e di consumo con una prevedibile accelerazione del ritmo attivata da alcuni rinnovati fattori, ultimo il conflitto Ucraino, che rendono del tutto imprevedibili gli scenari nel medio-lungo periodo: reperibilità e costi materie prime, costi energetici, trasporti e logistica, dinamica dei consumi, post moratoria finanziaria. Fattori quest’ultimi in grado di neutralizzare gli effetti positivi della ripresa soprattutto in termini di redditività, capacità di investimento ed in certi casi di continuità aziendale.  Questa dinamica stravolgerà la competitività dei territori con particolare criticità, come Pistoia, che senza iniziative coraggiose rischia di vedere aumentare il gap rispetto ad altre realtà più organizzate. Ecco perchè la presenza di un data center nel nostro territorio, anche tramite un’appropriata iniziativa pubblico-privata, porterebbe fisiologicamente connettività esclusiva ultra veloce, propedeutica all’attivazione di evoluzioni innovative da applicare nelle sue attività economiche quali Iot, cloud computing, big data analysis, robotica, ma anche all’interno dei servizi pubblici. Questa dunque è la nostra proposta, da un’area da bonificare, ad un sito indispensabile per fare ritornare con coraggio Pistoia ed il suo sviluppo, al centro”.

“I data center inoltre – aggiunge il presidente area territoriale di CNA Pistoia Città, Massimo Iozzelli –  hanno il potenziale per svolgere un ruolo importante nella transizione energetica, in quanto l’elevato calore residuo prodotto può essere riutilizzato per riscaldare case, imprese e serre. Infine con questa infrastruttura si instaurerebbe un vero processo di rigenerazione urbana, da un’area di gestione rifiuti ad un’area attiva ambientalmente, dalla quale potrebbe essere attivato un parco dell’innovazione nella parte sud-est del territorio comunale di Pistoia basato su nuovi metodi di gestione del verde, generazione di energia, trattamento dei rifiuti, trattamento delle acque e conservazione dei dati.”

Di qui, l’idea di lanciare una proposta progettuale affidandola ad uno degli architetti più prolifici e avveniristici, Maurice Nio, che ben conosce il territorio essendo stato progettista dell’ampliamento del Museo Pecci di Prato.

“Pistoia è una città che necessita di un rapido intervento organizzativo di adeguate infrastrutture digitali – sottolinea il presidente dell’Ordine architetti di Pistoia, Serena Zarrini – Un data center è un luogo nel quale le organizzazioni possono archiviare sui server i propri dati e le applicazioni aziendali, in un ambiente sicuro e stabile. Dal punto di vista infrastrutturale il data center è il cuore pulsante del business perché ospita in outsourcing, tutte le apparecchiature che consentono di governare i processi, le comunicazioni e i servizi a supporto di qualsiasi attività aziendale. Nel mondo, il mercato dell’archiviazione dei dati è in rapida crescita con una domanda in continua e crescente evoluzione, flussi sempre più consistenti ai quali non rispondono adeguate infrastrutture di raccolta. E questa situazione è particolarmente rappresentata dalla differenza tra i data center collocati nei vari paesi europei (Francia 147, Germania 190, Regno Unito 294, Olanda 94) e le 55 strutture esistenti in Italia”.

Pertanto con un’adeguata infrastruttura energetica derivante dall’adiacente stazione Enel e della strumentale infrastruttura IT, Pistoia si candida a divenire uno degli hub più importanti per il traffico digitale, e può aspirare a diventare il data center d’Italia

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