Piccole imprese, grandi sfide: uno sguardo all’economia regionale e modenese

Nei primi sei mesi del 2023 l’economia dell’Emilia-Romagna ha subito un rallentamento. Nel corso del semestre si è manifestata una inversione di tendenza, stavolta di segno negativo dopo quella positiva verificatasi ad inizio anno. Infatti, l’incremento tendenziale dei ricavi totali nel secondo trimestre, pari a -3,6%, ribalta il dato positivo del +2,5% del primo trimestre. Complessivamente, il primo semestre 2023 segna una frenata dei ricavi totali tendenziali pari a -0,6%. È quanto emerge dall’analisi di CNA Emilia-Romagna TrendER, l’osservatorio che monitora l’andamento di alcuni parametri di circa 11mila imprese regionali sotto i 20 dipendenti (duemila quelle modenesi).

Il trend negativo del secondo trimestre 2023 interessa in misura diversa tutte le province dell’Emilia-Romagna. Per i ricavi totali questo dato risulta più accentuato a Parma, Ravenna e Forlì-Cesena mentre nelle altre province il decremento è modesto e inferiore alla media regionale del -3,6%.  A livello di macro-settore, nessuna provincia con ricavi in crescita nel manifatturiero e nei servizi, tre invece nelle costruzioni: Rimini (+10,1 per cento), Reggio Emilia (+2,8) e Modena (+1,3). I dati consolidati per l’intero primo semestre 2023 vedono invece soltanto due province mantenere una dinamica di crescita dei ricavi totali: Ravenna (+1,7 per cento) e Ferrara (+1,1). Le altre province manifestano invece tendenze moderatamente negative, che variano tra il -2,9 per cento di Parma e il -0,1 per cento di Bologna (-0,3% Modena). La tendenza semestrale delle spese per investimenti e di quelle per consumi conferma il clima poco dinamico. Gli investimenti si attestano su livelli analoghi a quelli del primo semestre 2022, con un lieve incremento pari a +0,7%, ma con una forte contrazione nel secondo trimestre. Le spese per consumi registrano una diminuzione semestrale del –10,0% su base tendenziale.

Per quanto riguarda la situazione modenese, si rileva un calo più netto, rispetto a quello regionale, per quanto riguarda i ricavi, in deciso calo (-11,5%) in tutti i settori, in particolare nel secondo trimestre nell’anno (attorno al -10% rispetto allo stesso trimestre, il terzo, dell’anno precedente). A stare meno peggio sono i ricavi nei macrosettori delle costruzioni e dei servizi, mentre al contrario, in discesa sono quelli del manifatturiero.

Anche l’andamento dei consumi (energia, assicurazioni, eccetera), in diminuzione in tutti i settori, testimonia il rallentamento in corso, rallentamento che però non frena l’occupazione: le spese per retribuzioni (che non fanno riferimento ai singoli stipendi, ma al totale delle spese per il personale sostenute dalle imprese) rimane in crescita.

“La situazione economica delineata dalla nostra analisi sulle micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna richiede un impegno tangibile da parte delle istituzioni. Gli indicatori negativi evidenziati nel primo semestre del 2023 richiamano l’urgenza di strategie mirate per rilanciare il settore produttivo regionale che ha già dovuto sopportare una pandemia, le conseguenze di guerre e disordini geopolitici ai confini dell’Europa, l’inflazione, i conseguenti elevati tassi di interesse e, come se non bastasse, l’alluvione dello scorso maggio che ha ferito un’area molto vasta della Romagna. È proprio in questo contesto di continua emergenza che riteniamo urgente e indispensabile promuovere politiche capaci di stimolare gli investimenti, incoraggiare l’innovazione e supportare la crescita delle imprese soprattutto in settori chiave come il manifatturiero, i servizi e le costruzioni. È cruciale agire subito per stabilizzare l’economia regionale, garantendo così un ambiente favorevole allo sviluppo imprenditoriale” dichiara il presidente di CNA Emilia-Romagna, Paolo Cavini.

“Il quadro economico per le micro e piccole imprese dell’Emilia-Romagna delineato dalla rilevazione di TrendER sui dati economici di un campiono di oltre 11 mila imprese – quasi duemila quelle modenesi – rappresentativo dell’universo delle imprese con meno di 20 addetti attive in regione, evidenzia una serie di sfide significative. I dati negativi nei ricavi totali, negli investimenti e nei consumi richiedono un’analisi attenta e strategie precise. È evidente la necessità di rafforzare le politiche di sostegno agli investimenti, migliorare l’efficienza nei settori più colpiti dalle recenti emergenze e adottare iniziative che promuovano la domanda interna e estera. L’accento deve essere posto sull’innovazione e sulla creazione di un ambiente favorevole alle imprese, per promuovere una crescita sostenibile e di contrastare questa fase di rallentamento economico“, commenta il presidente di CNA Modena, Claudio Medici.

Che cos’è TrendER

TrendER è l’Osservatorio del Centro Studi di CNA Emilia-Romagna che, dal 2005, analizza le micro e piccole imprese della regione. La diffusione dei dati avviene a livello settoriale e per singola provincia. La sua validità scientifica è garantita dalla collaborazione con ISTAT che, dagli esordi, collabora all’elaborazione di un’analisi periodica, a cadenza trimestrale.

I principali indicatori socioeconomici alla base dell’indagine riguardano: investimenti, costi, fatturato, consumi, occupazione, dinamica delle esportazioni.

La più recente analisi presentata in queste pagine comprende i valori relativi al secondo trimestre 2023. Il campione di imprese, pari a 11.113, selezionato tra le aziende con contabilità presso CNA, è rappresentativo dell’universo delle imprese con meno di 20 addetti attive in regione.

Questo articolo Piccole imprese, grandi sfide: uno sguardo all’economia regionale e modenese è stato pubblicato su CNA.

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