Paradosso Superbonus: cassetti fiscali pieni e liquidità ‘zero’

“Gli incentivi all’edilizia hanno bisogno di programmazione a medio lungo termine, certezza e stabilità nel tempo. L’esatto contrario delle oltre 30 modifiche alle norme che alimentano soltanto incertezza e confusione. Rilevo che estendere l’obbligo delle attestazioni SOA ai lavori che beneficiano di incentivi può essere considerato un atto di ostilità nei confronti delle piccole imprese e senz’altro un’altra spallata al sistema dei bonus per l’edilizia” così Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, in una intervista a QN nella quale, oltre al Superbonus, ha affrontato anche il tema del divieto di produzione auto e moto con motore termico dal 2035 e autoproduzione di energia. Sul primo fronte, Silvestrini ha sottolineato come “date e divieti devono essere ben meditati e quando le istituzioni impongono al mercato scelte tecnologiche è fonte di pericoli. La preoccupazione è forte. Tutela dell’ambiente e salvaguardia dell’economia devono camminare in piena sintonia. Siamo di fronte a un tema complesso che riguarda sia l’infrastruttura per le ricariche, sia l’adeguamento della rete elettrica. Ma soprattutto c’è la necessità di accompagnare la trasformazione di tutta la filiera che spazia dai costruttori agli autoriparatori, dalla componentistica ai servizi. Occorre insomma un confronto tra Governo e parti sociali su come affrontare questa transizione sfruttandone le opportunità e minimizzando i rischi. Discorso che vale anche per il potenziamento dell’energia da fonti rinnovabili. Una regia è quanto mai necessaria, non basta semplificare le procedure”.

Sul fronte autoproduzione di energia, Silvestrini ricorda: “Per ragioni storiche l’Italia è tra i paesi più esposti alle oscillazioni dei prezzi energetici. Nel breve termine la congiuntura è condizionata dalla guerra in Ucraina per la quale occorre il massimo sforzo per arrivare al cessate il fuoco. Ed è un motivo in più per definire una strategia a medio e lungo termine per l’energia. Come CNA abbiamo fatto una proposta per incentivare l’autoproduzione da fonti rinnovabili. Artigiani e piccole imprese offrono un potenziale stimato di 50 GW di nuova capacità con un risparmio di 5 miliardi di metri cubi di gas l’anno. Anche qui c’è un paradosso: se un cittadino installa un impianto sul tetto della sua abitazione riceve un incentivo economico e l’autorizzazione in pochi giorni. Bene. Se sotto quel tetto c’è un’attività produttiva non ci sono incentivi e la burocrazia resta opprimente. Misteri italiani che meritano di essere affrontati nell’interesse del Paese”.

 

Leggi qui l’intervista a Sergio Silvestrini

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