PAOLO SILENZI PRESIDENTE CNA MARCHE: “LE BANCHE SOSTENGANO LE MICRO E PICCOLE IMPRESE”

Il delicato e complesso dialogo tra banche e imprese del territorio riflette sfide e opportunità che le aziende avanzano nei confronti dei finanziamenti sostenuti dagli istituti di credito. A parlarne è Paolo Silenzi, Presidente Cna Marche.

Qual è l’importanza del finanziamento bancario per le micro piccole medie imprese (MPMI) del territorio?

Premesso che le banche italiane non hanno nulla da invidiare, per solidità e redditività, alle banche tedesche, olandesi o austriache, bisogna rilevare però che il supporto delle banche all’attività delle micro e piccole imprese è da anni incerto e discutibile.

Come dimostra quanto si legge nell’ultimo Bollettino Economico della Banca d’Italia (il numero 2 del 2024), secondo cui il costo del credito a imprese e famiglie è rimasto elevato e i prestiti bancari si sono ulteriormente ridotti, dopo il modesto e temporaneo incremento registrato a fine 2023.

Il calo ha riflesso sia la debolezza della domanda di finanziamenti, frenata dall’alto costo del credito e dal ricorso all’autofinanziamento, sia i criteri di offerta ancora restrittivi, principalmente per effetto di un’elevata percezione del rischio.

In particolare, sostiene la Banca d’Italia che, dopo essere lievemente aumentati negli ultimi due mesi del 2023, i prestiti alle aziende sono tornati a diminuire ma il calo è stato particolarmente deciso per quelli con durata originaria superiore ai dodici mesi, tipicamente associati a esigenze di investimento, e la contrazione resta più significativa per le imprese con meno di 20 addetti (-9,4 per cento, a fronte di -3,3 per quelle di maggiore dimensione) e si è acuita nella manifattura.

Se riflettiamo sul fatto che la struttura economica delle Marche è particolarmente caratterizzata dalla presenza di piccole imprese e di manifatture, si capisce che le nostre aziende non trovano nel credito delle banche un partner soddisfacente per le attività di investimento che sono divenute strategiche per affrontare la trasformazione tecnologica in atto; mi riferisco alla transizione digitale e green, due processi che comportano grandi opportunità ma anche un grande impegno di investimenti per l’innovazione organizzativa e di prodotto nelle nostre imprese“.

In che modo le banche possono sostenere le esigenze finanziarie delle imprese italiane?

Le banche dovrebbero approfondire la conoscenza delle capacità delle nostre imprese di piccole dimensioni e delle opportunità di mercato che si presentano loro.

Questo può avvenire se le banche interagiscono sistematicamente con le associazioni imprenditoriali come la nostra, come già succede quando collaborano alla realizzazione di monitoraggi e analisi che le nostre strutture di studio e ricerca conducono sul territorio.

Valga l’esempio dell’Osservatorio TrendMarche al quale collabora un grande gruppo bancario nazionale e che si realizza senza disturbo statistico ma utilizzando i dati amministrativi raccolti dalla CNA Marche nell’erogazione dei servizi contabili e fiscali alle nostre imprese clienti.

Da questo Osservatorio si ricavano molte indicazioni sugli andamenti di variabili come i ricavi, le esportazioni, gli investimenti, i costi del personale, e sui punti di forza e debolezza delle MPMI marchigiane“.

Quali sono i principali ostacoli che le MPMI possono incontrare nell’ottenere il sostegno delle banche e come possono essere superati?

I principali ostacoli li abbiamo appena elencati citando Banca d’Italia: costo del credito ancora elevato, criteri di offerta ancora restrittivi per effetto di un’elevata percezione del rischio, inadeguata conoscenza delle capacità delle nostre micro e piccole imprese di affrontare opportunità e rischi.

Abbiamo già indicato nella collaborazione tra le attività di studio e analisi delle associazioni di rappresentanza con gli uffici di ricerca delle banche una modalità per superare la diffidenza delle banche e dei piccoli imprenditori; dobbiamo ricordare che il ruolo dei Confidi come IL nostro UNI.CO, sotto tali profili è strategico: nell’abbassare il costo dei finanziamenti come nel ridimensionare il rischio di credito.

In una fase congiunturale come quella attuale, dove il tasso di occupazione rimane su livelli elevati e le retribuzioni accelerano gradualmente, l’inflazione al consumo è rimasta su valori contenuti e quella di fondo è ulteriormente diminuita, i rischi per la crescita sono ancora quelli che derivano dal protrarsi della restrizione monetaria, dagli effetti della riduzione degli incentivi al comparto edilizio e dalla possibilità che la debolezza del commercio mondiale persista.

Le nostre MPMI devono poter attuare i progetti di investimento e di riorganizzazione degli organici, adeguati ad affrontare le opportunità se non di una ripresa, quantomeno di un forte cambiamento che è già in atto nei gusti e negli atteggiamenti dei consumatori“.

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