Paolo Silenzi Cna Marche: “Isolamento regione va spezzato con infrastrutture materiali e immateriali”

Corriere dell'Economia” La mia mission? Stare al fianco delle imprese aprendo al confronto e alla dialettica con gli altri soggetti”

Paolo Silenzi è il nuovo presidente di Cna Marche dopo essere stato per due mandati presidente provinciale di Fermo. La sua nomina è una spinta al rinnovamento da parte dell’associazione: “Ma gli obiettivi restano quelli soliti: stare al fianco dell’impresa. Io ho sempre creduto nel confronto e nella dialettica con la Regione, la Camera di Commercio e le altre associazioni di categoria. La nuova presidenza, perché non bisogna dimenticare gli altri presidenti provinciali, avrà queste caratteristiche”.

Le Marche sono una regione “plurale. Ossia, fin dal nome si denota la propensione alla diversificazione, infatti nel nostro territorio ci sono vari distretti che sono eccellenza riconosciuta a livello nazionale e a volte mondiale. Parlo di agroalimentare, mobile, meccanica, meccanica di precisione, nautica e calzaturiero. Contribuiscono al pil regionale e negli ultimi mesi hanno denotato tutti segnali di ripartenza con la pandemia che è andata a diminuire”. Parte con qualche metro di svantaggio il calzaturiero: “Un mese fa ancora non c’era ripresa, ma è normale trattandosi di un comparto ciclico-stagionale, di beni semi durevoli. Aver perso tre campagne di vendita vuole dire aver spostato l’attività produttiva delle imprese in avanti. Non c’erano commesse e questo ha creato criticità. Sono state fondamentali le sospensive, le moratorie e il blocco dei licenziamenti per tenere in vita il settore. Le fiere internazionali, in particolare quella di Milano, hanno coinciso con segnali di ripresa e di ripartenza. In Fiera abbiamo portato alla luce il problema del calzaturiero marchigiano e abbiamo ottenuto il sostegno del ministro Giorgetti, del presidente di Unioncamere nazionale e del presidente dell’Ice. Ora ci sono segnali positivi anche dal calzaturiero: non siamo ancora ai numeri pre-covid, ma la ripartenza genera ottimismo e questo, a sua volta, fa sì che l’imprenditore veda una prospettiva e riprenda a investire, a fare innovazione di processo e di prodotto”. Aggiunge Silenzi: “Naturalmente ci vuole l’aiuto di tutti, enti locali, regione e associazioni di categoria. Stiamo facendo massa critica, c’è forte coesione in questo senso”.

Cna Marche ha accolto positivamente il Green Pass anche nel mondo del lavoro privato (dal 15 ottobre sarà obbligatorio): “Serve per monitorare la pandemia e per dare più sicurezza nei luoghi di lavoro. È strumento propedeutico per questi obiettivi. Gli ambienti in cui sono possibili assembramenti devono essere il più sicuri possibile”.

Le Marche, come Umbria e Abruzzo, sono da anni in declino economico: “Sono diventate regioni in transizione, sempre più vicine al Mezzogiorno. Bisogna attuare politiche costruttive a livello infrastrutturale, bisogna far ripartire questi territori con il Pnrr, occasione unica per superare il gap infrastrutturale e offrire servizi alle imprese per far sì che queste regioni possano riprendere a crescere come in passato. Anche il bilancio regionale, con bandi mirati, può aiutare le imprese. Bisogna aggiungere che tanti distretti stanno soffrendo del ricambio generazionale, nel manifatturiero per esempio non c’è abbastanza personale che possa sopperire a questa carenza. È dunque fondamentale puntare sulla formazione, Regione o enti pubblico-privati possono, con politecnici, garantire la continuità, la crescita e la sostenibilità di certi distretti”. Quando si parla di infrastrutture, non ci si riferisce solo a quelle materiali, ovvero il porto, le strade, le autostrade e la ferrovia: “Le Marche sono isolate dal resto d’Italia. Vanno quindi completate le opere infrastrutturali già iniziate e sviluppate di nuove, ma sono importantissime anche le infrastrutture immateriali. Dobbiamo puntare sulla banda larga, portarla anche nei territori dove a volte non c’è neanche la connessione”.

Vanno collegate sempre di più le zone costiere con quelle interne: “Negli ultimi anni si è puntato molto sulla costa, ma se le Marche vogliono continuare a crescere devono puntare sul collegamento tra mare e monti. Il turismo deve essere connesso con i borghi meravigliosi che abbiamo, anche in quelle zone dove il terremoto e lo spopolamento non sono facili da affrontare. Questi luoghi possono portare un indubbio valore aggiunto grazie a vere e proprie eccellenze agroalimentari. Perciò, vanno tutelate, preservate e sostenute”.

Silenzi chiude con un pensiero sul mondo creditizio: “Perché l’ottimismo continui a esserci, l’imprenditore deve avere accesso al credito non difficile e limitato, ci vuole flessibilità. Importante dunque il supporto bancario e dei Confidi: da noi c’è Uni.Co., che unisce i confidi più importanti della regione, che sostiene il mondo imprenditoriale”.

 

 

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