NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 96

11 NOVEMBRE 2011

Dalla Cna Marche:

 

QUALI POLITICHE PER LO SVILUPPO DELLE IMPRESE ROSA?

                                                                     FORUM CNA TOSCANA, EMILIA ROMAGNA, MARCHE, UMBRIA

 

Nonostante la difficile congiuntura economica la partecipazione femminile al mondo delle imprese è in espansione. Sono quindi essenziali le politiche per favorire la nascita e lo sviluppo di imprese rosa.  E la Cna di Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria ha deciso di effettuare un ricognizione e mettere a confronto i provvedimenti esistenti nelle 4 regioni del centro nord.

“Le politiche per l’imprenditoria femminile nelle regioni del centro nord” è stato infatti il tema del forum organizzato a Firenze con  gli Assessorati delle quattro regioni.

Di fronte alle difficoltà del mercato del lavoro, secondo la Cna,  le donne reagiscono con il lavoro autonomo e la voglia di fare impresa; l’imprenditoria femminile rappresenta una realtà sempre più importante e dinamica che può diventare una leva strategica contro la crisi economica.

Sono 1.421.085 le imprese al femminile in Italia. Di queste 262.613 sono le imprese femminili con sede nelle 4 regioni del centro nord: 99.331 in Toscana (23,8% del totale delle imprese), 97.107 in Emilia Romagna (20,4%), 42.184 nelle Marche (23,9%) e 24.662 in Umbria (25,7%). E queste imprese rosa sono diffuse non solo nei settori ‘tradizionali’ (acconciatura e estetica per esempio), ma anche e sempre più nel manifatturiero (19,7% le imprese rosa) e prevalentemente nelle Marche e in Toscana.

Per quanto riguarda la forma giuridica delle imprese, le ditte individuali femminili sono il 60,7% del totale, seguite dalle società di persone (22,8%) e dalle società di capitali (14,1%). La distribuzione nelle regioni del centro nord è la seguente: ditte individuali in Toscana e Emilia Romagna 60,7%, Marche 65,3% e Umbria 62,9 %; società di persone in Toscana 25,5%, Emilia Romagna 23,4%, Marche 21,3% e Umbria 24,1 %; società di capitale in Toscana e Emilia Romagna 14,5 %, Marche 11,8% e Umbria 11,4%;

L’attività imprenditoriale femminile riesce ad essere più longeva di quella degli imprenditori. Pur avendo una dimensione micro (da 1 a 9 addetti) contribuisce a creare più posti di lavoro. Ha ancora un livello di partecipazione al mondo imprenditoriale notevolmente al di sotto delle proprie potenzialità, anche se negli anni ha aumentato la presenza. L’imprenditrice manifesta un più forte bisogno di servizi a supporto della competitività, soprattutto per l’innovazione. Sente ovviamente più degli uomini la complessità di gestire i tempi di lavoro, della famiglia e si appoggia prevalentemente alla rete familiare e amicale. Ha una gestione finanziaria dell’impresa molto cauta, in caso di necessità preferisce rivolgersi alle banche locali. Percepisce di più la crisi economica, ma reagisce con strategie di organizzazione e rilancio. Tra gli interventi pubblici a supporto dell’impresa ritiene prioritaria la riduzione delle tasse, maggiori finanziamenti pubblici, e la semplificazione amministrativa. Ha una vasta rete di conoscenze sul territorio e preferisce avere relazioni con le proprie colleghe, con le quali realizza anche progetti.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

I DATI CNA: CREDITO E FATTURATO, PICENO IN AFFANNO ANCHE NELL’ULTIMO TRIMESTRE DEL 2011

 

Balloni: “Le microimprese e le attività commerciali nei centri storici e nei piccoli borghi sono le realtà che necessitano di sostegno maggiore. Sostenere loro vuol dire sostenere tutte l'economia”

 

ASCOLI PICENO.“Il Piceno è una provincia che risente ancora troppo di un diffuso pessimismo riguardo le possibilità di recupero e di crescita del territorio e questo non aiuta la ripresa. Cna di Ascoli e Fidimpresa Marche stanno lavorando proprio per cercare di sostenere soprattutto micro e piccole imprese dell’artigianato e del commercio nei centri storici e nei piccoli comuni per evitare rischi di desertificazione e di ulteriore depauperamento del nostro tessuto produttivo”. Francesco Balloni, coordinatore della Cna di Ascoli Piceno, commenta così gli ultimi dati diffusi dal sistema nazionale Cna e che si basano su interviste a tappeto fatte agli imprenditori di tutte le province.

Nel Piceno, in base alle informazioni raccolte dagli intervistatori Cna, e riferiti ai dati di consuntivo del terzo trimestre 2011 e di preventivo per il quarto e ultimo trimestre 2011, il 31 per cento degli intervistati prevede ancora un calo di produzione per la propria azienda (previsione per l’ultimo trimestre) mentre il 28 per cento segnala che un calo c’è comunque già stato nel terzo trimestre. Stesso discorso per gli ordinativi e il fatturato: il 35 per cento prevede un ulteriore calo nel periodo ottobre-dicembre mentre il 30 per cento segnala che nel periodo luglio-settembre il calo è stato purtroppo già più che consistente. Ancora più allarmante il quadro riguardo l’occupazione. Se è infatti vero che piccole e micro imprese continuano a confermarsi l’unica e reale forza di sostegno per il lavoro (l’80 per cento degli intervistati dichiara di essere riuscito malgrado tutto a mantenere costante il numero degli addetti) è anche vero che l’11 per cento ha dichiarato di essere stato costretto a ridurre gli organici nel terzo trimestre, percentuale che sale al 15 per cento se si fa riferimento alle previsioni di riduzione di organico nel quarto trimestre dell’anno. Il tutto aggravato dal fatto che il 20 per cento conferma che negli ultimi tre mesi di quest’anno prevede se non proprio tagli agli organici in ogni caso una sensibile diminuzione delle ore lavorate all’interno della propria azienda.

Criticità assoluta, infine, per il credito con il 20 per cento degli imprenditori intervistati che prevede un ulteriore diminuzione del credito bancario per la propria azienda e con quasi un 40 per cento che lamenta aumento dei tempi di concessione, aumento dei tassi d’interesse e aumento delle garanzie richieste. “Proprio su questo fronte la nostra azione di consulenza è davvero importantissima – commenta Massimo Capriotti, direttore provinciale di Fidimpresa Marche – perché se i dati nazionali e internazionali parlano da soli non è vero che non sia possibile intercettare credito a condizioni accettabili. E’ necessario avere un preciso progetto aziendale e sapersi muovere fra i tanti prodotti che offrono i vari istituti bancari. In questi mesi Cna e Fidimpresa Marche stanno battendo a tappeto il territorio proprio per fornire agli imprenditori informazioni di così vitale importanza. Con un’attenzione particolare alla microimpresa e al commercio. E ancora di più se queste attività sono esercitate nei centri storici e nei piccoli borghi. In questi casi le difficoltà sono maggiori ma proprio per questo contribuire a superarle farà la differenza tra un futuro di recessione o uno di sviluppo per tutta la nostra provincia”.

 

 

“ARTIGIANATO ARTISTICO:

UN' OPPORTUNITÀ PER RILANCIARE LO SVILUPPO”

 

FERMO. La CNA Provinciale di Fermo, in collaborazione con Fidimpresa Marche e la Camera di Commercio, ha organizzato per sabato 12 novembre, alle ore 9.30, presso la Sala dei Ritratti, in piazza del Popolo a Fermo.

In un momento di crisi l'artigianato artistico ha tutte le carte in regola per essere la leva giusta per la ripresa economica e lo sviluppo del territorio: l'associazione degli artigiani del Fermano è fortemente convinta delle potenzialità di questo settore, vero e proprio traino non solo per l'economia, ma anche per il versante turistico.

Mappatura della situazione dell'artigianato artistico nel Fermano; presentazione degli strumenti a sostegno delle imprese del settore; testimonianza della validità di questa tipologia di artigianato nella realtà territoriale. Ecco gli obiettivi del convegno organizzato dalla CNA Provinciale di Fermo.

Dopo la registrazione dei partecipanti, ad aprire i lavori saranno le autorità cittadine e provinciali che porteranno il proprio saluto, seguiti dalla relazione del presidente CNA Provinciale di Fermo, Sandro Coltrinari.

Alle ore 10.30 il primo degli interventi in programma sarà quello del direttore del Centro Studi CNA Marche, il dottor Giovanni Dini, che presenterà la mappatura regionale e locale dell'artigianato, seguito da Michela Borri, presidente del Gal Fermano, che avrà il compito di illustrare il bando per l'attività di artigianato tipo e artistico, finalizzato al potenziamento del sistema di commercializzazione dei prodotti rurali, con una dotazione finanziaria che ammonta ad 80 mila euro.

Il direttore per la Provincia di Fermo di Fidimpresa Marche, Roberto Romagnoli, presenterà invece le possibilità offerte dalla Legge Regionale 20/2003, articolo 14, che eroga contributi per la tutela dell'artigianato artistico, tradizionale e tipico di qualità.

Dopo l'intervento del nuovo preside del Liceo Artistico “Preziotti” di Fermo, il professor Roberto Capponi, la signora Anna Maria Bozzi porterà la sua testimonianza del valore dell'artigianato artistico: non a caso, la nota azienda “Ceramiche Bozzi” di Montottone ha festeggiato i 160 anni di attività. Le conclusioni saranno affidate ad Emilio Berionni, responsabile CNA Marche Unione Artistico.

 

 

Lavoro, iniziativa della Cna per la trasmissione di competenze rivolta ai giovani e a chi cerca un’occupazione

 

MESTIERI ARTIGIANI IN CERCA DI “EREDI”

PESARO – Giovani alla disperata ricerca di un lavoro; quarantenni e cinquantenni che fuoriescono dalle fabbriche e che non trovano un’occupazione; donne che aspirano ad un qualsiasi impiego, magari anche part-time. Il bollettino del lavoro in provincia di Pesaro e Urbino è a dir poco sconfortante con ben 42.771 persone (tra uomini e donne), che sono alla ricerca di un’occupazione. Eppure a fronte di questa situazione ci sono attività artigiane e antichi mestieri che non riescono a trovare persone alle quali poter trasmettere le proprie competenze. Poche decine di attività tra calzolai, ceramisti, restauratori, decoratori, falegnami, sarti. Artefici indiscussi di una cultura materiale fatta di gesti, di tecniche, di sensibilità ai materiali, di gusto che continua a rappresentare un tratto specifico della nostra economia che, spesso, non solo non possono tramandare la propria attività ai figli, ma che non trovano persone (soprattutto giovani), attratti dal quel tipo di manualità che oggi sembra così lontana dalle esigenze consumistiche del mercato. E poi ci sono mestieri meno “romantici” come ad esempio tornitori nelle officine meccaniche, tecnici dell’impiantistica e dell’autoriparazione che finiscono ugualmente per non attirare le preferenze di chi cerca lavoro. Per questo la CNA si sta attivando per raccogliere segnalazioni da parte di imprese della provincia (anche attraverso la storia della propria azienda documentata da materiali, immagini, testimonianze, fotografie), che intendono trasmettere le proprie competenze e cedere il “testimone” della propria azienda a giovani e persone disoccupate o in cerca di nuova occupazione, disposte ad ereditarne saperi , tecnica, manualità e cultura. L’obiettivo è quello di creare una sorta di banca dati per mettere in contatto attività in cerca di “eredi” e chi invece è alla ricerca di un lavoro ed è disposto ad investire sulla propria capacità di apprendere e saper declinare la migliore tradizione per volgerla al futuro. Un incrocio tra domanda ed offerta che possa cercare anche di mettere in contatto non semplicemente delle persone fisiche ma affinità, attitudini, sensibilità. Per questo la CNA attende segnalazioni da parte di attività (anche non associate al sistema CNA), in cerca di apprendisti o eventuali successori e persone in grado di raccogliere la sfida. Non solo. La CNA sta lavorando ad una iniziativa che coinvolgerà tutte le scuole medie superiori e quelle medie inferiori della provincia sul tema della rivalutazione dei mestieri artigianali e tradizionali, sul passaggio di competenze tra generazioni, sulle caratteristiche del lavoro artigiano e su come le aziende stanno superando la crisi. Si tratta di una iniziativa che sfocerà in una grande mostra che proporrà anche dimostrazioni pratiche di come i mestieri artigiani costituiscano la ricchezza del nostro territorio. Tutto questo nell’ottica di una visione complessiva relativa all’artigianato e alla piccola e piccolissima impresa che in tutti questi anni ha rappresentato benessere, coesione e tenuta sociale per il territorio. La CNA, come detto, raccoglierà le segnalazioni sopra citate attraverso i numeri: 0721-426142 oppure 348/7009515 

L’associazione si rivolge alle forze politiche presenti in consiglio e alla Provincia per approvare in tempi stretti lo strumento urbanistico. Lunedì 21 fissato un incontro con gli amministratori

 

FANO, SULLE B5 APPELLO DELLA CNA AI PARTITI

“SERVE RESPONSABILITÀ, LA CRISI NON ASPETTA”

 

FANO – CNA di Pesaro e Urbino e CNA Costruzioni, esprimono soddisfazione per la conclusione dell’iter amministrativo che ha portato in discussione il Piano particolareggiato che riguarda in particolare le cosiddette B5, ovvero le case coloniche e gli edifici rurali del comprensorio comunale. Un primo concreto risultato che ha premiato l’impegno della CNA che su questo argomento ha speso molte energie sottoponendo la questione in tutti questi anni nelle varie sedi istituzionali e creando un’ inedita sensibilità sul tema degli edifici rurali e sulla cultura del paesaggio.

Al di là delle legittime posizioni, e delle differenti interpretazioni l’associazione invita in queste ore tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale e l’Amministrazione provinciale, ad un’assunzione di responsabilità. Nel pieno di una crisi come quella che sta attraversando il settore dell’edilizia nella nostra provincia, l’approvazione del piano potrebbe infatti dare il via libera ad una serie di interventi di qualificazione e ristrutturazione nel comprensorio fanese. “Si tratterebbe – dice il presidente provinciale dell’Unione, Marco Rossi – di una vera e propria boccata d’ossigeno per un settore (quello dell’edilizia e dell’impiantistica), in evidente e perdurante stato di difficoltà”.

Secondo la CNA le costruzioni classificate come B5 nel territorio comunale sono circa 130  e su queste si potrebbero operare una serie di interventi come ampliamenti e ristrutturazioni che migliorerebbero non solo il decoro e l’immagine del comprensorio comunale, ma che darebbero forte impulso all’economia e ad un settore in affanno. “Nessuna speculazione dunque – dice il presidente della CNA di Fano Davide Gattoni – ma un’operazione che avrebbe come duplice obiettivo quello di riqualificare l’immagine del territorio e di ridare fiato a tante piccole imprese e all’economia”.  

“Questo – spiegano Rossi e Gattoni – perché all’operazione si possono unire interventi collegati all’attuazione del Piano Casa che prevedono aumenti di cubatura e riqualificazione delle abitazioni secondo le norme legate al risparmio energetico. Si tratta di interventi che consentirebbero agevolazioni fiscali per i cittadini nella misura del 36 e del 55%.

“Per non perdere questo tipo di agevolazioni, e per creare nuove opportunità alle nostre imprese – concludono Rossi e Gattoni – occorre accelerare i tempi. Per questo ci appelliamo ancora una volta alle forze politiche di Fano e alla Provincia di Pesaro per giungere al più presto all’approvazione del Piano particolareggiato. La crisi non aspetta e molte ditte del settore, se qualcosa non cambierà, rischiano la chiusura per mancanza di lavoro”.

Intanto la CNA prosegue il suo lavoro di mediazione per una rapida applicazione del Piano. Lunedì 21 novembre alle ore 18, è fissato un incontro con gli amministratori fanesi per definire criteri e tempi di attuazione del Piano stesso. 

  

ASSOCIATI