NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 96

2 settembre   2014

 

Dalla Cna Marche:

 

MARCHE, NEL 2013 RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE  IN CRESCITA DEL 40 PER CENTO

 

Sabatini: “presentate oltre 45 mila domande per una spesa di quasi 1 miliardo di euro. Ogni euro di spesa genera una ricaduta complessiva sull’economia di 3,3 euro”

 

I marchigiani li utilizzano sempre di più. Lo scorso anno, secondo Cna Costruzioni Marche,   sono state presentate oltre 45 mila domande di ristrutturazioni edilizie e riqualificazioni energetiche degli edifici per una spesa complessiva di quasi 1 miliardo di euro, pari ad oltre il 60 per cento di tutti i lavori edili nella nostra regione. In ambito nazionale i lavori in casa incentivati dai bonus fiscali Irpef del 50 per cento per il recupero edilizio e del 65 per cento per il risparmio energetico, hanno riguardato 1,5 milioni di domande per una spesa di 28,5 miliardi di euro.

“Si tratta” commenta il presidente Cna Marche Gino Sabatini “di lavori che per ogni euro di spesa generano una ricaduta complessiva sull’economia di 3,3 euro e valgono il 2 per cento del Pil.. Tra il 2012 e il 2013 i lavori di ristrutturazione sono aumentati del 40 per cento e ci aspettiamo una ulteriore crescita nel 2014, grazie anche a Cna Costruzioni che, nelle Marche, ha lanciato una iniziativa chiamata ‘Costo Zero’, alla quale hanno aderito 83 aziende edili marchigiane, che prevede un ulteriore sconto fino al 10 per cento per i cittadini che decidono di ristrutturare casa, fino a coprire quasi l’intero costo dell’investimento. Le imprese che vogliono aderire al progetto possono iscriversi sul sito www.costozero.it dove i proprietari di immobili che vogliono ristrutturare casa troveranno le informazioni e l’elenco delle imprese a cui rivolgersi”.

Il mercato potenziale delle ristrutturazioni nelle Marche è notevole. Infatti il 70 per cento dei 367.633 edifici ha più di quarant’anni e il 20 per cento versa in cattivo stato di manutenzione.

Gli sgravi fiscali per il 2014 sono stati estesi anche alla prevenzione antisismica ed all’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Ancora pochi mesi, dunque per usufruire di questa opportunità. Poi, dal gennaio 2015 il bonus fiscale per la riqualificazione energetica è destinato a scendere al 50 per cento e quello per i lavori edili al 40 per cento.

“La leva fiscale” sostiene Marco Bilei responsabile Cna Costruzioni delle Marche ”sta trainando l’unico mercato davvero brillante dell’edilizia ed abbiamo chiesto al Governo di prorogare anche nel 2015 gli attuali sgravi fiscali, che costituiscono anche una formidabile spinta all’emersione del lavoro nero. Soltanto questo provvedimento, oltre al rilancio dei lavori pubblici degli enti locali, potrà evitare un ulteriore anno di recessione per le imprese edili marchigiane.”

Nelle Marche le imprese edili in attività sono 22.121. Ma solo nei primi sei mesi del 2014, nonostante l’aumento dei lavori di ristrutturazione, hanno cessato l’attività   472 imprese mentre sono sorte 350 nuove attività. Lo scorso anno a gettare la spugna erano state 1.795 imprese contro 1.195 nuove aperture. Il settore edile marchigiano negli ultimi cinque anni ha perso il 30 per cento del fatturato e il 65 per cento degli investimenti, soprattutto a causa del crollo delle nuove costruzioni. Drammatico il calo degli occupati nel settore, scesi negli ultimi due anni da 56.885 a 36.047, con la scomparsa di 20.838 addetti, pari al 36,6 per cento.

 

Se le imprese “rosa” calano in settori tradizionalmente femminili come l’abbigliamento sono sempre di più le donne marchigiane alla guida di imprese in settori tipicamente maschili, come l’edilizia. In crescita anche i bar, i ristoranti e le attività legate al turismo gestiti da donne così come le attività immobiliari, i servizi finanziari, di direzione aziendale, le attività professionali ed i servizi alla persona. In forte calo, invece le imprenditrici agricole.

 

MARCHE, IN AUMENTO LE DONNE CHE FANNO IMPRESE DA UOMINI

 

Nell’intento di sostenere le piccole e medie imprese femminili la Cna ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Abi, il ministero delle Pari Opportunità e il ministero dello Sviluppo Economico, per favorire le imprese in rosa e le lavoratrici autonome con finanziamenti ad hoc.

 

Marche, in aumento le donne che fanno imprese da uomini. In quattro anni, tra il 2009 e il 2013, il sistema produttivo marchigiano ha registrato un calo di 2.054 imprese, passando da 177.771 a 175.617 aziende iscritte alle Camere di commercio. Sono invece aumentate, secondo i dati forniti dal Centro Studi Cna Marche, le imprese al femminile. Si è passati da 42.415 aziende guidate da donne a 42.603, con una crescita di 188 attività. E se le imprese “rosa” calano in settori tradizionalmente femminili come l’abbigliamento sono sempre di più le donne marchigiane alla guida di imprese in settori tipicamente maschili, come l’edilizia, l’impiantistica, il calzaturiero. In crescita anche i bar, i ristoranti e le attività legate al turismo gestiti da donne così come le attività immobiliari, i servizi finanziari, di direzione aziendale, le attività professionali ed i servizi alla persona. In forte calo, invece le imprenditrici agricole.

Complessivamente nelle Marche ogni quattro imprese, una ha una donna al comando (il 24,3 per cento) e in alcuni settori, come la sanità e i servizi alla persona, ormai un’impresa su due è “rosa”.

La provincia marchigiana con il maggior di imprese femminili è Ancona (11.838) seguita da Macerata (9.802), Pesaro Urbino (9.554), Ascoli Piceno (6.018) e Fermo (5.391). Da sottolineare il fatto che tra le imprese femminili, il 12 per cento è guidato da giovani donne con meno di 35 anni ed il 6 per cento da immigrate.

Delle imprese femminili si è parlato ad Ancona, nella sede della Cna Marche, in occasione di una iniziativa di Cna Impresa Donna.

“Le pari opportunità, per le donne che fanno impresa” ha dichiarato Emilia Esposito presidente di Cna Impresa Donna “ sono ancora lontane da raggiungere a causa soprattutto di una maggiore difficoltà nell’accesso al credito per le imprese femminili e della difficile conciliazione dei tempi di lavoro con quelli familiari. Un dato su tutti: nelle Marche i servizi per la prima infanzia, secondo gli ultimi dati Istat, coprono appena il 53,6 per cento dei Comuni e soltanto il 16,9 per cento dei bambini fino a due anni viene preso in carica dagli asili comunali.”

Malgrado questi ostacoli, un fatto trova conferma nei dati del Centro Studi Cna Marche: anche quando le condizioni di mercato non sono certo vantaggiose, come in questi anni di crisi, la voglia d’impresa delle donne non cede.

Proprio nell’intento di sostenere le piccole e medie imprese femminili la Cna ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Abi, il ministero delle Pari Opportunità e il ministero dello Sviluppo Economico, per favorire le imprese in rosa e le lavoratrici autonome con finanziamenti ad hoc.

“ Si tratta” ha spiegato il segretario Cna Marche Otello Gregorini “di 1,4 milioni di euro da ripartire sul territorio. Le banche che aderiranno al Protocollo indicheranno il plafond finanziario che potrà essere utilizzato per la concessione di finanziamenti relativi a specifiche linee di intervento: nuovi investimenti, materiali o immateriali, per lo sviluppo dell’attività di impresa o della libera professione; costituzione di nuove imprese o avvio della libera professione; ripresa dell’attività di Pmi e lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà. E’ prevista, inoltre, la possibilità di sospendere il rimborso dei finanziamenti, per un periodo fino a dodici mesi, in caso di maternità, grave malattia (anche di coniuge, convivente, figli), malattia invalidante di un genitore o di un parente/affine, entro il terzo grado, convivente con l’imprenditrice o la lavoratrice autonoma.”

L’addetto stampa: Sergio Giacchi

 

Marche, le imprese femminili tra il 2009 e il 2013    
         
Principali settori        
  2009 2013 var ass. var%
         
Agricoltura 9.980 8.956 -1.024 -10,3
Manifatturiero 9.980 8.956 -84 -1,6
di cui abbigliamento 1.034 1.013 -21 -2,0
di cui calzature 1.303 1.357 54 4,1
Autotrasporto 391 385 -6 -1,5
Costruzioni 1.424 1.528 104 7,3
Ristorazione 2.897 3.213 316 10,9
Calzature 1.303 1.357 54 4,1
Servizi finanziari 693 806 113 16,3
Consulenza e direzione aziendale 199 249 50 25,1
Attività professionali 357 466 109 30,5
Servizi alla persona 3.393 3.589 196 5,8
TOTALE 42.415 42.603 188 0,4
Fonte: Centro Studi Cna Marche su dati Ccia Ancona        

 

Le imprese femminili nelle province  
     
  2013 % su tot, Imp
     

Ascoli Piceno

6.018 24,3
Ancona 11.838 25,1
Macerata 9.802 24,7
Fermo 5.391 23,9
Pesaro e Urbino 9.554 22,9
MARCHE 42.603 24,3
Fonte: Centro studi Cna Marche su dati Ccia Ancona    

 

Dalle Cna provinciali:

 

MODELLO AU ERAP MARCHE: IL CAF CNA A DISPOSIZIONE DEGLI ASSEGNATARI PER COMPILAZIONE TELEMATICA E CONSEGNA.

 

FERMO. L’ERAP MARCHE – Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica (ex case popolari) sta inviando il MOD.AU per l’aggiornamento del canone locativo 2015 che dovrà essere compilato e consegnato all’Ente stesso entro il prossimo 30 settembre 2014.

 

La CNA Provinciale di Fermo ha stipulato una convenzione con ERAP Marche e quindi comunica a tutti gli assegnatari che il CAF CNA Fermo è a disposizione per l’elaborazione dell’ISEE con conseguente compilazione telematica e consegna del Modello AU all’ENTE ERAP.

 

Si ricordano le sedi:

 

Fermo, via XXV Aprile n. 37/b (0734 – 600288);

 

Porto Sant’Elpidio, Villa Baruchello, via Belvedere n. 20 (martedì – venerdì mattina 0734 – 992746);

 

Amandola, via Biondi n.33 (0736 – 847830);

 

Porto San Giorgio, via Sacconi n.39 (mercoledi’ mattina 0734 – 677103).

 

PARTITO IL MICAM 2014

Sul Made in il Presidente Ligliani dice: “Controllo della filiera produttiva e origine dei prodotti fondamenta dell’Europa che vogliamo”.

 

  1. Domenica 31 agosto ha aperto i battenti “theMicam 2014”, manifestazione leader del settore calzature che si tiene negli spazi espositivi di Milano Rho.

1.557 gli espositori, dei quali 617 internazionali, su oltre 67.500 mqdi superficie espositiva netta: saranno più di 40 le imprese iscritte alla CNA Marche presenti in fiera, oltre ai Consorzi di nostro riferimento. Una bella pattuglia, costituita dai produttori di vero Made in Italy, ideato e realizzato nel nostro distretto marchigiano.

Con un’anticipazione rispetto alle edizioni precedenti theMICAM si tiene dal 31 agosto al 3 settembre. L’organizzazione riferisce che la decisione è stata presa per “permettere ai buyer di pianificare meglio e con anticipo gli acquisti, dare agli espositori l’opportunità di organizzare con più tempo la produzione, oltre che per allinearsi con le tempistiche del calendario internazionale”.

E’ per questo che sin dal mese di luglio si è notato un gran movimento tra gli imprenditori, per lo sviluppo delle prime ipotesi di lavoro, la scelta dei modelli, i materiali.

La tensione è alta – dichiara il coordinatore regionale CNA Federmoda Luigi Silenzima i nostri artigiani sono comunque pronti per l’appuntamento fieristico con modelli esclusivi, frutto della passione e delle professionalità, che rappresentano la carta vincente del valore del Made in Italy. Purtroppo, non si risconta pari impegno della politica, visto che da troppi anni resta irrisolto il problema della tutela del Made In Italy”.

Il coordinatore Federmoda si riferisce al fatto che il mercato europeo è l’unico tra i maggiori mercati mondiali a consentire l’importazione delle merci senza la certificazione d’origine. Questo innesca inevitabilmente processi di falsificazione delle merci, a tutto danno dei consumatori e dei produttori onesti.

Interviene il Presidente Provinciale CNA Macerata Giorgio Ligliani:Se il Governo italiano intende realmente mettere in atto una politica fattiva sul lavoro, ha il compito, considerato anche il semestre di presidenza italiana in Europa, di chiarire definitivamente una questione fondamentale come il made in Italy. Il continuo rimandare la decisione stimola noi artigiani a pensare: questa Europa non ci interessa, non è questa l’Europa che vogliamo come cittadini e come imprenditori”.

Se analizziamo la regolamentazione imposta dalla Comunità Europea sulla certificazione d’origine – prosegue Luigi Silenziscopriremo che i prodotti possono essere marchiati Made In anche quando gli stessi vengono realizzati per metà in Paesi diversi da quello d’origine. Tuttavia, nel nostro Paese abbiamo una legge che autorizza la marchiatura 100% Made in Italy.

Ecco allora che i consumatori sul mercato trovano due distinti Made in Italy: quello regolato dal codice doganale europeo e quello dalla legge italiana. In entrambi si tratta di autocertificazione e nessuno controlla. Per il consumatore la confusione è totale, eppure il Made In Italy è tra i primi brand più blasonati al mondo”. Inoltre, impossibile non valutare l’incognita derivata dall’intensificarsi della criticità tra la Russia e l’Ucraina e dei conseguenti provvedimenti restrittivi proposti dagli Stati Uniti.

Conclude il Presidente Ligliani: “Ogni Paese deve poter dare all’Europa le sue migliori peculiarità. L’Italia deve poter assicurare i consumatori di tutto il mondo che solamente le produzioni interamente realizzate qui abbiano la dicitura “made in Italy”. Il controllo della filiera produttiva e l’origine dei prodotti sono le fondamenta dell’Europa che vogliamo”.

 

LA CNA DI ASCOLI “CONTRO” LA BUROCRAZIA: DA OGGI IN UN SOLO UFFICIO PER LE PRATICHE RELATIVE AGLI AFFITTI DELL’ERAP

 

ASCOLI PICENO. Affitti, in Cna le procedure per il calcolo dell’importo d’affitto dell’Erap. Gli affittuari, recandosi negli uffici di Ascoli e San Benedetto, potranno aggiornare la loro posizione nei confronti dell’ente senza doversi più recare in nessun altro ufficio.

“Come Caf Cna – spiega Caterina Mancini – con questa ulteriore procedura continuiamo nel percorso che ci sta portando ad alleggerire il più possibile le incombenze burocratiche dei nostri associati e dei loro familiari”.

Nello specifico gli uffici Cna sono a disposizione, in questo caso, per il calcolo dell’Ise e dell’Isee, oltre che per la trasmissione telematica del Modello AU.

GLI UFFICI DELLA CNA DI SAN BENEDETTO A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE PER LE SPESE PER L’AVVIO DELL’ANNO SCOLASTICO

 

SAN BENEDETTO. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di San Benedetto del Tronto, nell’ambito delle iniziative prese per garantire il fondamentale diritto allo studio e per sostenere le famiglie meno abbienti che a settembre si ritroveranno a sopportare le spese per i materiali didattici, propone il kit scuola. Sarà in particolare distribuito un buono per il ritiro di un “kit scuola”, ovvero materiale didattico del valore di 25 euro spendibile presso i negozi (cartolerie, tabaccai, ecc) che aderiscono all’iniziativa e che parteciperanno al progetto offrendo del materiale di cancelleria”.

“Potranno presentare la domanda per avere il buono – spiega Irene Cicchiello – le famiglie i cui figli frequentano scuole dell’infanzia, primaria e secondaria inferiore e che presentano un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) riferito ai redditi 2013 pari o inferiore a 10.632 Euro. Gli interessati possono rivolgersi nei nostri uffici di Porto d’Ascoli per ulteriori informazioni mentre ricordiamo che la scadenza per la presentazione della domande è fissata per mercoledì 10 settembre”.

 

IN PARTENZA I NUOVI CORSI PASTA FRESCA E PIZZA CNA

 

  1. Sono aperte le iscrizioni per i nuovi corsi della Cna Alimentare: 3° corso “Impariamo a fare la pasta fresca” e 13° corso “Impariamo a fare la pizza”.

il 3° corso “Imparare a fare la pasta fresca” prevede 10 lezioni: 6 pratiche e 4 teoriche di 4 ore l’una. Le lezioni si terranno martedì e giovedì in orario serale (dalle 18.30 alle 22.30). Le 2 lezioni sulla formazione alimentare di 10 ore saranno organizzate dalla Cna Tecnoquality che rilascerà regolare attestato haccp.

La partenza del corso è fissata per giovedì 9 ottobre e terminerà martedì 11 novembre. Il temine per le iscrizioni è fissato per lunedì 6 ottobre.

Il 13° corso “Impariamo a fare la pizza” prevede invece 14 lezioni: 9 pratiche e 5 teoriche da 4 ore. Le lezioni si terranno due volte alla settimana il martedì e il giovedì dalle 18.30 alle 22.30. Verrà rilasciato l’attestato haccp. Le lezioni teoriche saranno incentrate sull’apprendimento delle principali fasi di produzione della pizza (impasto diretto e indiretto, lievitazione, precottura, condimento, cottura). Focus anche sulle materie prime (con l’utilizzo di varie farine) e soprattutto sui macchinari necessari all’apertura di una pizzeria artigianale.

L’inizio del corso è programmato per il 28 ottobre e terminerà giovedì 11 dicembre. Scadenza iscrizioni: 22 ottobre.

La sede di entrambi i corsi sarà a Camerano (zona Baraccola).

Maggiori info su www.an.cna.it oppure: Andrea Cantori – cell. 3483363017 – email acantori@an.cna.it

 

Le imprese delle costruzioni plaudono all’iniziativa del Vescovo Armando Trasarti

“RISTRUTTURARE CHIESE? FANO DIVENTI ESEMPIO NAZIONALE”

Cna rilancia “Facciamone un progetto pilota su tutte le 182 parrocchie della provincia”

 

PESARO – Non c’è solo il patrimonio edilizio pubblico da ristrutturare (scuole, caserme, municipi, etc.). Esiste anche quello dedicato al culto e alla attività sociali e religiose. L’esempio della Diocesi di Fano di ristrutturare alcune chiese cittadine è da prendere ad esempio a livello nazionale. Un’operazione, quella lanciata dal Vescovo Armando Trasarti, che gode di tutta la nostra ammirazione e del nostro più convinto appoggio. Non solo perché contribuisce a dare lavoro ad imprese del territorio che vivono un momento particolarmente difficile, ma perché si tratta di un progetto più ampio che permetterà di restituire alla bellezza originaria molte chiese della Diocesi di Fano ed anche – fatto non secondario – di metterle in sicurezza. CNA Costruzioni plaude all’iniziativa e rilancia. “Se anche le altre Diocesi della provincia, seguissero l’esempio di Fano – dice il responsabile provinciale di CNA costruzioni, Fausto Baldarelli – si potrebbe avviare un esempio pilota in Italia. Ristrutturare e mettere a norma tutti i luoghi di culto del territorio. Di cosa parliamo? Di ben 182 parrocchie con almeno altrettante Chiese, luoghi dedicati al culto e alla preghiera e strutture (Oratori, Centri di aggregazione, abitazioni), ad esse connesse. Di queste 75 sono sotto la Diocesi di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola. Altre 54 sotto l’Arcidiocesi di Pesaro comprendendo anche le Parrocchie di Gradara, Tavullia, Gabicce, Vallefoglia, Mombaroccio, Montecciccardo. Sono complessivamente 53 invece le Parrocchie della Diocesi di Urbino-Urbania, Sant’Angelo in Vado. Insomma si tratterebbe di una gigantesca operazione che consentirebbe a molte imprese di lavorare secondo parametri di qualità. “Molte di queste Chiese sono soggette a vincoli da parte della Sovrintendenza ai Beni storici e Architettonici e nella nostra provincia ed esistono molte imprese specializzate in restauri, recuperi e manutenzioni di edifici di particolare pregio e valore storico ed artistico”. “Se si lavorasse ad un progetto complessivo di ristrutturazione e restauro conservativo dei luoghi di culto – dice il presidente di CNA Costruzioni,l’ingegner Fabio Vernarecci (in foto) – si arriverebbe a costituire un vero e proprio modello nazionale. Un “sistema” virtuoso che vedrebbe coinvolte Diocesi, sistema delle imprese impegnate in una grande operazione di ristrutturazione e restauro in grado di poter attivare anche un indotto di tipo turistico”.

 

 

 

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