NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 91

20 OTTOBRE 2011

Dalla Cna Marche:

 

LA NUOVA GLOBALIZZAZIONE, PER IL PRESIDENTE CNA  MARCHE RENATO PICCIAIOLA BISOGNA RIPARTIRE DALLE IMPRESE

 

Il Presidente della Cna Marche Renato Picciaiola è intervenuto ieri  a Urbino, all’incontro con il giornalista di Repubblica Marco Panara, organizzato da Banca Marche. Dopo la relazione di Marco Panara sul tema della nuova globalizzazione,  si è aperto il dibattito al quale ha partecipato Picciaiola insieme a rappresentanti di Confindustria, Confcommercio, Unioncamere, e Istao.

“In Italia” ha affermato Picciaiola “siamo arrivati al punto che “mettersi in proprio è un incubo, non un sogno”, come scriveva un collega di Marco Panara, il giornalista Alessandro Penati su La repubblica dell’8 ottobre in un articolo che argomenta come l’esperienza innovatrice di Steve Jobs, l’inventore della Apple, non avrebbe avuto alcuna possibilità in Italia a meno di una serie di miracoli:  “Jobs” scrive Penati “ ha cominciato l´attività in un garage, pagando i fornitori con il credito ottenuto grazie a un ordine di computer che esistevano solo sulla carta. Da noi, nessuno fa credito a un´idea;” da noi, proseguiva l’articolo “il garage non avrebbe rispettato le norme di sicurezza; e non ci sarebbero stati i soldi per il commercialista, notaio e Camera di Commercio”. La nuova globalizzazione premia chi sa, attraverso le nuove tecnologie della comunicazione, inventarsi e imporsi su nicchie di specializzazione e innovazione applicata. Ma se in Italia si arresta anche il processo che da sempre ha portato molti giovani a pensare di fare impresa, proseguendo l’esperienza dei padri o avviando ex novo proprie iniziative, magari innovative se non rivoluzionarie, allora rischiamo che anche questa nostra ultima grande capacità, quella di fare impresa, si vada spegnendo e non possa più essere considerata come un fattore di crescita.

Insomma, per far fronte ai rischi e cogliere le opportunità  di  un tempo complicato, in cui progresso e regresso sono ugualmente possibili, servono la qualità e la forza delle scelte. Serve la mobilitazione del Paese verso obiettivi comuni. Serve un’idea di futuro. Serve un nuovo e accresciuto senso di responsabilità, di tutti! A cominciare dalla politica e dalla classe dirigente di questo paese!  “L’Italia – come recita il Manifesto di Rete Imprese Italia – ha bisogno di una rotta, di una bussola, di un obiettivo dal quale ripartire. Le imprese, e quelle legate al territorio in modo particolare, sono soggetti capaci di dare all’Italia vitalità collettive, innovazione continua, efficienze e internazionalizzazione. Ripartiamo da qui”.

 

 

Dalla Regione Marche:

 

PROGETTI PRIORITARI DELL’UE PER LE GRANDI RETI: LE 275 REGIONI D’EUROPA HANNO CHIESTO IL PROLUNGAMENTO DEL CORRIDOIO BALTICO-ADRIATICO A TUTTA LA COSTA ADRIATICA.

 

 

Uno dei primi, principali risultati dell’approvazione della macroregione adriatico ionica al Comitato delle Regioni d’Europa dell’11 ottobre scorso, è l’inserimento nel testo del parere di progetti concreti soprattutto per quel che riguarda le infrastrutture e i trasporti. Uno di questi è l’emendamento all’indirizzo della Commissione Europea in materia di infrastrutture, con cui si prevede il prolungamento a sud del Corridoio Baltico-Adriatico, con l’inserimento delle Marche e di Ancona nel tracciato. “I progetti prioritari nel quadro delle grandi reti transeuropee 2014-2020 approvati ieri in Commissione europea, quindi – sottolinea il presidente della Regione Marche e relatore del parere al Comitato delle Regioni, Gian Mario Spacca – non potranno non tenere conto delle indicazioni che dalle 275 Regioni d’Europa sono state indirizzate alla stessa Commissione”.

Spacca si riferisce in particolare al punto 28 del parere sulla macroregione approvato dal Comitato in cui è scritto che “le due macrostrategie europee per il Baltico ed il Danubio, insieme alla strategia adriatico ionica e alle future strategie dell’UE, possono creare interconnessioni e sinergie, anche infrastrutturali…Esse dovrebbero costituire un asse ideale fra Nord e Sud dell’Europa e, in questo contesto, la macroregione adriatico-ionica rafforzerebbe e decongestionerebbe l'accesso sudorientale dell’Europa al resto del mondo, potendo comprendere anche l’area del Mediterraneo centro-orientale attraverso l’allungamento del Corridoio Baltico-Adriatico previsto dalla comunicazione della Commissione COM(2011) 500 del 29 giugno 2011 e la sua connessione con le reti intermodali”. Il che significa che l’inserimento nel Corridoio Baltico-Adriatico dei collegamenti ferroviari e delle piattaforme multimodali di Udine, Venezia e Ravenna e dei porti di Trieste, Venezia e Ravenna deciso ieri dalla Commissione Europea, dovrebbe essere prolungato a sud lungo la costa adriatica, ricomprendendo dunque anche le Marche e il porto di Ancona. “Del resto – conclude Spacca – nel parere approvato dalle Regioni è chiaramente evidenziato che tutti gli spazi europei sono tra loro funzionali e si auspica dunque il collegamento dell’area baltica e dell’area danubiana con quella adriatico ionica, quale naturale completamento e rafforzamento della politica europea di cooperazione territoriale”.

La strategia adriatico ionica, come sottolineato nel parere, “non produrrà solo documenti di pianificazione, ma anche azioni – azioni concrete e visibili – volte ad affrontare le sfide che si aprono per quest’area. Gli Stati, le regioni e le altre parti interessate devono assumersi la responsabilità di fare da capofila in settori prioritari specifici e in progetti di punta ispirati da un approccio integrato alla politica marittima, alla politica dei trasporti e della portualità nell’ambito della logica dei corridoi paneuropei”.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

CNA NASCE IL GRUPPO DEI GIOVANI IMPRENDITORI

DELLA PROVINCIA DI ASCOLI

 

ASCOLI PICENO. Nasce giovedì 20 ottobre 2011 il gruppo dei Giovani imprenditori della Cna di Ascoli Piceno. Una scelta significativa dell’Associazione in un momento in cui, secondo i dati della stessa Cna di Ascoli e di Unioncamere, quella Picena è la  provincia con il maggior tasso di crescita per le imprese artigiane (+0,75%) seguita da Pesaro Urbino (+0,72). Trend confermato anche a livello regionale visto che in tutte le Marche nel secondo trimestre 2011 sono stati in 3.036 hanno deciso di avviare un'attività imprenditoriale mentre a cessarla sono stati 2.006, con un saldo positivo che non si registrava da parecchi trimestri.
“Gli associati under 40 della Cna di Ascoli – spiega il coordinatore provinciale Francesco Balloni – in tre anni sono cresciuti del 20 per cento rispetto all’intera base associativa provinciale. Creare anche a livello provinciale il gruppo dei Giovani imprenditori vuol dire anche spingere sull’acceleratore riguardo i temi della formazione, del ricambio generazionale e della cultura d’impresa. Temi che riguardano i giovani ma che se ben affrontati decideranno il destino di tutta la nostra economia”.
E infatti lo scopo del Gruppo Cna Giovani Imprenditori è proprio quello di proporre soluzioni alle problematiche legate al mondo dell’imprenditoria dal punto di vista dei giovani imprenditori, sia nella rappresentanza interna, sia nella rappresentanza esterna verso le istituzioni, il governo, la società civile. Nell’agenda programmatica del nuovo gruppo Cna, ai primi punti: favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile; creare percorsi di sostegno e di sviluppo delle giovani imprese; promuovere il riconoscimento sociale dell’imprenditore e in particolare del giovane imprenditore ed esaltare la sua utilità socio-economica; sostenere lo sviluppo dei temi del un ricambio generazionale nel mondo dell’impresa.

 

 

I dati confermano la chiusura di numerose attività rosa. I motivi? Credito sempre più difficile, mancate riscossioni e tagli ai servizi sociali

 

IMPRENDITRICI? LE PIÙ COLPITE DALLA CRISI

 

FOSSOMBRONE – Le donne? Le più colpite dalla crisi. L’attuale fase di recessione ha falcidiato le imprese femminili in provincia di Pesaro e Urbino: lo dimostrano i dati che confermano la chiusura di numerose attività a conduzione femminile negli ultimi mesi (-302 rispetto al 2010). Ora sono in totale 8.742 (erano 9.134 nel 2009).  E’ quanto è emerso nel corso di una riunione di CNA Impresa Donna tenutasi nei giorni scorsi a Fossombrone, centro ad alta vocazione manifatturiera che vanta una lunga tradizione di aziende rosa. Nel corso dell’iniziativa, aperta dal presidente provinciale di CNA Impresa Donna, l’analisi dei dati ha portato ad una riflessione più ampia sul fenomeno. “Molte imprese femminili – ha detto Emilia Esposito – non solo soffrono la crisi dei mercati e la flessione della domanda di servizi come tutte le altre, ma in più devono fare i conti con un momento che le penalizza ulteriormente. Un esempio? Il credito. Se prima la concessione di mutui e prestiti era poco agevole, e comunque in misura ridotta rispetto ad analoghe richieste di imprese più strutturate, con la stretta delle banche ottenere finanziamenti per le imprese rosa da parte degli istituti di credito è diventata una vera e propria scommessa. L’introduzione dei parametri imposti da Basilea 3 mortifica infatti in maniera più pesante la piccola dimensione aziendale: quella prevalente nel mondo imprenditoriale femminile”. Un fatto che scoraggia l’apertura di nuove attività rispetto ad un dato, quello sulla disoccupazione che parla  di 25.648 donne rispetto a 17.123 uomini che in provincia di Pesaro e Urbino cercano un lavoro. C’è poi il problema delle insolvenze, che riguarda numerose imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Stando un monitoraggio risulta infatti come siano in vertiginoso aumento i mancati pagamenti alle piccole aziende sia nel campo della manifattura che in quello dei servizi. Ma non è tutto. 

Un altro effetto devastante della crisi per le imprenditrici donne sono i tagli ai servizi sociali. “I minori trasferimenti del Governo agli Enti locali – dice la coordinatrice di CNA Impresa Donna Alessandra Benvenuti – hanno determinato una sensibile riduzione dei servizi di assistenza agli anziani e quelli scolastici destinati ai bambini. Molto spesso le titolari di attività sono figlie e mamme e si trovano per questo nella condizione di dover conciliare con sempre maggiore difficoltà i tempi tra casa e lavoro. E’ chiaro che una riduzione dei servizi sociali (una volta garantiti anche nei piccoli centri), costringe ora le donne imprenditrici a caricarsi di ulteriore impegno in termini di gestione della famiglia nella cura dei figli e degli anziani. Si tratta di ore della giornata che comunque non possono essere sottratte all’attività lavorativa e che, dunque, finiscono per ridurre drasticamente i già esigui spazi della giornata destinati al tempo libero e alla cura di sé. Smantellare il sistema di servizi sociali implica quindi un enorme aggravio del lavoro di cura della famiglia che, come ben sappiamo, in Italia ricade in gran parte sulle donne e costituisce un ostacolo per le stesse  nell’ipotesi che volessero aprire un attività o trovare un impiego .

“Le donne – aggiunge Emilia Esposito – invece di essere penalizzate dovrebbero essere aiutate sia nella funzione fondamentale di cura della famiglia che nell’attività lavorativa sia essa autonoma o dipendente. Le donne infatti sono portatrici  di  valori, conoscenze e talenti che se utilizzati correttamente contribuirebbero al progresso economico sociale del nostre paese”.

Per parte sua CNA Impresa Donna sta su questi temi cercando di trovare soluzioni attraverso una serie di proposte al Governo e alle Istituzioni locali. Anche con gli Istituti di credito, ed attraverso il proprio Confidi (Fidimpresa Marche), la Cna cerca di aiutare e sostenere il cammino delle aziende femminili in questo difficile momento, attraverso apposite linee di credito che aiutino le imprenditrici a guardare con più fiducia al futuro.     

 

 

Le nuove norme della Regione minacciano il blocco anche per Euro 3 e 4 su Adriatica, Montelabbatese, Urbinate, Fogliense e Cesanense

 

PM10, CAMIONISTI PESARESI IN MARCIA SU ANCONA

 

PESARO – Un presidio di autotrasportatori pesaresi di fronte alla Regione Marche per protestare contro le misure di contenimento delle PM 10 che impongono blocchi ai mezzi Euro3 ed Euro4.

Martedì 25 ottobre i camionisti pesaresi porteranno la loro protesta ad Ancona contro l’estensione della proposta di blocco della Regione Marche che, se applicata, nella nostra provincia impedirà la circolazione per il 90% dei mezzi pesanti sulle seguenti arterie di collegamento: strade provinciali (tra queste la Statale 16 Adriatica, la Ss Urbinate, la Montelabbatese, la Fogliense, la Cesanense in prossimità dei centri abitati e delle zone industriali).

A protestare la CNA-FITA e la Confartigianato Trasporti di Pesaro e Urbino che esprimono contrarietà e forte preoccupazione rispetto alla proposta di Accordo di Programma sulle misure di contenimento delle PM10, predisposto dalla Regione Marche e proposto alla firma agli Enti Locali, alle Prefetture che impone parametri severissimi sull’emissione delle polveri sottili. Norme che se attuate porterebbero al blocco totale di merci (alimentari, generi di prima necessità, carburanti, etc.)

La nuova bozza predisposta dalla Regione,  pur contenendo significativi miglioramenti rispetto alla stesura iniziale, che ha accolto positivamente alcune proposte ed osservazioni avanzate unitariamente da CNA e CGIA, contiene un inasprimento delle misure volte a colpire in primo luogo il traffico commerciale, che rischiano di avere effetti pesantissimi sull’economia ed in particolare sul mondo del trasporto merci che sta vivendo da anni una crisi devastante.

Riccardo Battisti e Michele Tonelli, rispettivamente responsabili provinciali di Cna-Fita e Cgia Trasporti affermano: “Siamo in sintonia con quanto affermato nei giorni scorsi dal Presidente dell’Anci Regionale: se le limitazioni dovessero restare così come sono avrebbero conseguenze molto gravi per l’economia regionale ed insopportabili per molte piccole imprese ed attività artigianali, che in questo momento non sono in grado di affrontare investimenti per ammodernare il parco veicolare e che possono perciò essere condannate alla chiusura”.

L’allargamento delle zone limitate al traffico dai centri urbani veri e propri ad anche a zone industriali e snodi di comunicazione (comprese la viabilità statale in prossimità di caselli autostradali), secondo CNA e CGIA di fatto impedisce la circolazione ai veicoli pesanti anche Euro 4 senza FAP.

La zonizzazione delle aree interessate deve interessare i centri urbani abitativi.  

Secondo le due associazioni dai divieti di circolazione devono essere tenuti fuori i veicoli pesanti euro 3 ed euro 4. Il sistema di deroghe, seppur più limitativo dello scorso accordo, deve prevedere l’accesso alle zone interdette per carico e scarico anche i mezzi adibiti al trasporto derrate alimentari in genere e rete carburanti ed un sistema di richiesta di permessi che non sia troppo burocratico ed oneroso.

“Su questi temi – concludono Battisti e Tonelli – chiediamo pubblicamente un  confronto tra i soggetti che sono chiamati a sottoscrivere l’Accordo di programma.  Pur essendo consapevoli che misure limitative si rendono necessarie per preservare la qualità dell’aria e per evitare sanzioni comunitarie, vogliamo augurarci che prevalga il buonsenso nel non contribuire a soffocare l’economia regionale già pesantemente stressata. Il mondo dell’autotrasporto, già esasperato da un continuo aumento dei costi, è pronto a mobilitarsi ed a proclamare iniziative di lotta”.

 

 

MACERATA, AL VIA IL PRIMO CORSO DI FORMAZIONE   SULLA BIO EDILIZIA E PROTOCOLLO ITACA

 

MACERATA.Venerdì 21 ottobre alle ore 21,00 presso la sede provinciale della CNA, si aprirà ufficialmente un corso rivolto ad imprenditori artigiani edili ed affini sul protocollo

ITACA.

Il corso – afferma Italo Pierotti, Segretario CNA COSTRUZIONI di Macerata – è stato organizzato con il contributo della Camera di Commercio maceratese, con il patrocinio della Regione Marche e avrà una durata di 44 ore.

L’obiettivo di formare e di aggiornare le imprese edili – continua Marco Zucconi- Presidente CNA costruzioni – è da sempre perseguito dalla nostra Associazione, che due anni fa coinvolse CASA CLIMA in un iniziativa del genere. Ora, visto che la Regione Marche ha adottato il Procollo ITACA, sarà sui suoi contenuti che i docenti – gli architetti dello studio tecnico OPERA – concentreranno le proprie lezioni.

La crisi del comparto edile – prosegue Pierotti – è molto pesante nella nostra realtà: duecento imprese in meno iscritte alle CEDAM Cassa Edile dell’artigianato delle Marche che ha anche riscontrato un calo delle ore lavorate nell’ultimo anno, le imprese artigiane edili sono diminuite di oltre 220 unità dal 2007 al 2010 e sembra che nel 2011 si confermerà questo trend.

La difficile situazione economica da un lato e la contemporanea affermazione dei concetti di bio edilizia e risparmio energetico dalll’altro impongono una specifica qualificazione gli operatori del settore su questi temi.

CNA COSTRUZIONI ricorda a tutti gli interessati che il corso è completamente gratuito.

 

 

TUTTI INSIEME CONTRO LA CRISI

Il “Patto delle 3 C” presenta una lista di priorità agli enti locali

 

ANCONA. Cna, Confartigianato e Confcommercio della Provincia di Ancona hanno sottoscritto nel giugno scorso un accordo sindacale unitario per rafforzare ulteriormente lo spirito di collaborazione fra le tre organizzazioni e dare più forza e visibilità alle oltre 38.000 imprese dei settori rappresentati, sul totale di circa 47.000 aziende che operano in provincia. Un’azione concreta per semplificare la rappresentanza sindacale cercando di dare le giuste risposte all’articolato sistema imprenditoriale che insieme le tre sigle rappresentano.

Competizione globale e crisi economica impongono a tutti – politica, istituzioni, mondo finanziario e mondo produttivo – riflessioni profonde per trovare nuove vie per tornare ad essere competitivi.

In questo scenario, il “Patto delle 3 C” ha avviato una seria discussione sul ruolo delle piccole imprese nella nostra economia, sul ruolo della rappresentanza sindacale e su come confrontarsi in modo efficace con gli altri attori principali – politica, enti, banche, istituzioni – che insieme determinano le scelte, le sorti e lo sviluppo del paese.

L’iniziativa avviata nella provincia di Ancona vedrà nelle prossime settimane il “Patto delle 3 C” confrontarsi con tutti i Sindaci del territorio, mentre l’incontro con la Presidente della Provincia, Patrizia Casagrande Esposto, si è già svolto.

Le tre associazioni indicheranno alcune azioni ritenute strategiche ed indispensabili per affrontare la crisi individuando subito cinque questioni prioritarie: spesa pubblica e riforma delle pensioni, riforma fiscale, cessioni del patrimonio pubblico, liberalizzazioni e semplificazioni, infrastrutture ed energia.

Oltre a tali questioni di carattere generale, il “Patto delle 3C” proporrà ai Sindaci del territorio provinciale alcuni argomenti di grande rilievo per i propri associati, tra i quali: le politiche per il credito, il ruolo dei confidi ed i rapporti con le banche; lo sviluppo di più moderne  infrastrutture a supporto dell’economia territoriale; le politiche di bilancio, gli investimenti ed i servizi, la semplificazione degli adempimenti burocratici, la riduzione dei tempi di pagamento della P.A.; la lotta alle polveri sottili e il tema delle politiche ambientali più in generale; la crisi del manifatturiero.

Sono questioni di grande importanza per l’intera economia del territorio. Si pensi, ad esempio, per quanto riguarda il tema delle infrastrutture, alla necessità di provvedere alla manutenzione e al potenziamento della rete stradale provinciale, con particolare riferimento al raddoppio della SS 16 Falconara/Orte, alle opportunità offerte dalla Quadrilatero come dall’Interporto, dall’aeroporto e dal porto, che potrebbero favorire la ripresa dei lavori pubblici a misura di piccola impresa, coinvolgendo l’imprenditoria locale.

Un discorso a parte merita la promozione e valorizzazione del territorio provinciale in funzione di un turismo in grado di favorire la diversificazione dell’economia e di sostenere le imprese commerciali, del turismo, del terziario, dell’artigianato e di qualità con un’analisi sul ruolo del STL (Sistema Turistico Locale) e sull’attività fin qui svolta che sicuramente va indirizzata meglio.

Alla tassa di soggiorno, le associazioni dicono NO, dichiarandosi fermamente contrarie alla sua introduzione, perché rischia di penalizzare un settore (turismo) che dimostra una forte vitalità e che al contrario va sostenuto.

Un comparto che ha urgentemente bisogno di interventi è l’edilizia e più in generale il Sistema Casa: la profonda crisi che investe il settore e che sta portando al blocco delle vendite e delle nuove costruzioni rischia di far saltare l’intera filiera con danni incalcolabili che potrebbero portare al fallimento diverse centinaia di imprese del territorio. Occorre individuare interventi concreti, a partire dal contingentamento del rilascio di nuove concessioni edilizie da parte delle amministrazioni comunali, puntando sul recupero e sulla valorizzazione del patrimonio esistente con incentivi mirati.

Utile trasversalmente a tutti i settori economici sarebbe investire in modo convinto sulla green economy, non solo relativamente all’energia e alle fonti rinnovabili, ma esplorando anche ambiti nuovi con l’aiuto di una più convinta politica di promozione e valorizzazione del territorio.

C’è poi la questione che riguarda le polveri sottili e quindi la necessità di limitare le emissioni delle PM 10 prevista dall’Accordo di Programma. Le tre associazioni sono contrarie alla girandola di provvedimenti estemporanei fin qui messi in atto dagli enti locali. Tali provvedimenti hanno dimostrato di non aver prodotto risultati ai fini della qualità dell'aria, ma di avere invece creato ricadute negative sul sistema economico, specialmente su commercianti ed artigiani. Se realmente si vuole gradualmente risolvere il primario problema della qualità dell'ambiente bisogna mettere in moto processi certi e calendarizzati, forse più impegnativi, ma gli unici che potranno garantire un lento raggiungimento dell'obiettivo. Motivo per cui le associazioni stanno organizzando la mobilitazione delle imprese del manifatturiero e dell’autotrasporto sul territorio.

Questi e tanti altri temi saranno in discussione nel corso degli incontri con i Sindaci del territorio, che verranno chiamati in 5 appuntamenti specifici: uno riservato ai Comuni dell’area della Valle del Misa e, a seguire, quelli delle aree Valle Esina, Zona Sud di Ancona, area Fabrianese e Zona Nord di Ancona.

L’intento del “Patto delle 3C” è di arrivare alla formulazione di proposte concrete per risollevare le sorti dell’economia provinciale.

Se non si otterranno riscontri entro l’anno, le tre associazioni attiveranno ulteriori iniziative.

 

 

“PMI DEL FERMANO E INNOVAZIONE TECNOLOGICA”

Venerdì 21 ottobre, ore 10

Camera di Commercio di Fermo

 

FERMO. Conoscere e valutare lo stato di informatizzazione delle imprese artigiane e delle PMI del Fermano, vale a dire la diffusione e l'utilizzo presso queste ultime delle tecnologie digitali.

Organizzato dalla CNA Provinciale di Fermo, con il sostegno della Camera di Commercio e della MC Evolution, il convegno in programma per il 21 ottobre, presso l'auditorium dell'ente camerale, sarà l'occasione per presentare pubblicamente i risultati della “Valutazione sull'informatizzazione delle piccole e medie imprese del Fermano”, voluta da questa associazione.

Dopo il saluto delle autorità cittadine e provinciali, ad aprire il convegno saranno il presidente della CNA Provinciale di Fermo, Sandro Coltrinari e il coordinatore provinciale, Alessandro Migliore, che spiegheranno ai presenti i motivi della ricerca commissionata all'ingegner Marco Carboni.

Dai dati raccolti si evince che le PMI del Fermano  danno molta importanza alla qualità del prodotto e del servizio – commenta Sandro Coltrinarima utilizzano ben poco le nuove tecnologie per raggiungere questo obiettivo. E' nostra intenzione agevole gli artigiani e le imprese del territorio nell'implementazione delle tecnologie informatiche, così da aumentare produttività e competitività sui mercati, interni ed esteri”.

L'ingegner Marco Carboni, consulente per l'innovazione tecnologica, provvederà ad illustrare metodi e risultati della ricerca condotta su un campione di oltre 300 aziende del nostro territorio, seguito dall'intervento di un esperto del settore, Maurizio Foglia della Sixtema spa. 

Le conclusioni saranno affidate all'assessore regionale Sara Giannini, che delineerà il panorama dell'innovazione tecnologica nelle Marche e illustrerà le proposte della Regione.

 

  

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