NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 9

27 GENNAIO 2014

Dalla Cna Marche:

 

Secondo una indagine di Cna e Confartigianato Marche, su dati della Banca d’Italia  e del Crif (centrale rischi finanziari), nel 2013 la domanda di credito da parte delle imprese marchigiane, è aumentata del 15,9 per cento mentre le imprese artigiane e quelle con meno di 20 dipendenti, hanno visto i prestiti ridursi in due anni del 14,3 per cento.

 

MARCHE, IN AUMENTO LA RICHIESTA DI CREDITO DELLE IMPRESE

MA DIMINUISCONO I PRESTITI DELLE BANCHE

 

Marche, le imprese chiedono credito ma le banche tagliano i prestiti. Il risultato? Crollo degli investimenti e la crisi che si avvita su sé stessa. Secondo una indagine di Cna e Confartigianato Marche, su dati della Banca d’Italia  e del Crif (centrale rischi finanziari), nel 2013 la domanda di credito da parte delle imprese marchigiane, è aumentata del 15,9 per cento mentre gli istituti di credito hanno ridotto le somme erogate alle aziende della regione. A farne le spese sono state soprattutto le imprese artigiane e quelle con meno di 20 dipendenti, che hanno visto i prestiti ridursi in due anni del 14,3 per cento, scendendo da 6.756 a 5.787 milioni di euro.

“Solo le imprese del Molise” commentano i presidenti di Cna Marche Gino Sabatini e di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna “hanno subito una riduzione dei prestiti maggiore  mentre il calo dei prestiti a livello nazionale è stato del 10,9 per cento. Lo scorso anno, anche come conseguenza della stretta creditizia, le  imprese delle Marche con meno di 20 addetti, secondo Trend, l’osservatorio congiunto delle associazioni artigiane,  hanno ridotto del 32 per cento i loro investimenti. Addirittura, gli investimenti in macchinari e impianti hanno subito, in un solo anno, una contrazione del 43,7 per cento”.

Tra le province marchigiane, quella dove le banche hanno stretto di più i cordoni della borsa tra giugno 2011 e giugno 2013, è stata Macerata (-16,2 per cento) seguita da Ascoli Piceno (-15,5), Ancona (-14,0), Pesaro e Urbino (-13,2) e Fermo (-12,9).

“Le nostre imprese” precisano Fortuna e Sabatini “non hanno bisogno di grosse somme, tanto che l’importo medio dei prestiti richiesti nel 2013 ammonta ad appena  75.347 euro. Cifre piccole ma fondamentali per la sopravvivenza di tante piccole attività economiche. Infatti l’impossibilità di autofinanziarsi a causa della bassa capitalizzazione e della scarsa liquidità impone alle nostre piccole imprese di dover contare su una continuità delle linee di credito al fine di poter proseguire l’attività.”

 Insomma, le imprese marchigiane sarebbero anche pronte a tornare a investire in beni materiali ma anche in asset immateriali, come la formazione, il marketing,  la ricerca e lo sviluppo, gli studi di mercato. Ma la loro volontà di investire è ostacolata dalla difficoltà di reperire risorse.

Come uscirne?

“Per favorire l’accesso al credito degli artigiani e delle piccole imprese” propongono Sabatini e Fortuna “è urgente un intervento di Governo e Regione per rafforzare la filiera delle garanzie, valorizzando i consorzi fidi promossi dalle associazioni di categoria, che sono vicino alle imprese e conoscono il territorio”.

Intanto le imprese artigiane non hanno visto soltanto ridursi i prestiti da parte delle banche ma si sono anche impoverite. Infatti, secondo i dati Banca d’Italia, i depositi bancari ed il risparmio postale degli artigiani marchigiani sono scesi in un anno da 12.127  i a 11.703 milioni, con un calo di 424 milioni di euro, pari al 3,4 per cento. L’Ufficio Stampa:Paola Mengarelli e Sergio Giacchi

 

Graduatoria della diminuzione degli impieghi vivi per le imprese al di sotto di 20 addetti (ammontare totale dei prestiti al netto delle sofferenze in milioni di euro.)

posizione

regione

30/06/2011

30/06/2013

Variazione %

1

MOLISE

            699

            570

-18,5

2

MARCHE

         6.756

         5.787

-14,3

3

CALABRIA

         2.824

         2.433

-13,8

4

CAMPANIA

         6.464

         5.608

-13,2

5

SARDEGNA

         3.102

         2.702

-12,9

 

ITALIA

174.619

155.508

– 10,9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Banca d’Italia

 

Graduatoria provinciale della diminuzione degli impieghi vivi per le imprese al di sotto di 20 addetti

(ammontare totale dei prestiti al netto delle sofferenze)

Posizione

nella graduatoria

provinciale

province

30/06/2011

30/06/2013

Variazione %

1

Campobasso

542

428

-21,0

 

 

 

 

 

6

Macerata

1.466

1.229

-16,2

10

Ascoli Piceno

858

725

-15,5

20

Ancona

1.957

1.683

-14,0

31

Pesaro e Urbino

1.768

1.534

-13,2

35

Fermo

707

616

-12,9

 

 

 

 

 

110

Lodi

1.088

1.095

+0,6

 

ITALIA

174.619

155.508

-10,9

Fonte: Banca D’Italia

 

Richieste di credito delle imprese alle banche nel 2013

 

 

variazione %

nel numero

delle richieste

variazione %

importo richiesto

1

Umbria

14,0

152,4

2

Valle d’Aosta

13,0

63,8

3

Trentino A.A.

8,3

37,8

4

Puglia

7,7

33,9

5

Emilia Romagna

6,7

33,8

6

Sicilia

6,7

28,5

7

Toscana

5,9

26,5

8

Calabria

4,2

25,5

9

Marche

2,8

22,0

10

Campania

2,5

20,4

11

Friuli V.G.

2,3

18,6

12

Basilicata

1,5

17,4

13

Piemonte

0,5

15,9

14

Veneto

0,3

12,6

15

Lazio

-0,1

9,3

16

Lombardia

-1,2

9,1

17

Liguria

-1,9

8,8

18

Molise

-2,2

2,9

19

Sardegna

-4,7

-2,1

20

Abruzzo

-9,9

-17,6

 

 

 

 

Fonte: Crif

 

Da Rete Imprese Italia:

DECRETO AMMORTIZZATORI IN DEROGA,

AUDIZIONE DI RETE IMPRESE ITALIA

 

“Serve decreto chiaro ed immediatamente applicabile, non escludere piccole imprese ed apprendisti. separare gestioni di cassa integrazione in deroga e mobilità in deroga”

 

Il decreto sugli ammortizzatori sociali in deroga deve essere chiaro ed immediatamente applicabile, senza necessità di ricorrere ad ulteriori circolari interpretative. Ma l’impianto dell’intervento, così come è stato presentato alle Parti Sociali, necessita di una considerevole rivisitazione: la formulazione attuale, infatti, potrebbe portare ad escludere i piccoli imprenditori dalla sfera di applicazione del decreto.

Lo afferma una nota di R.E TE. Imprese Italia, diffusa oggi al termine dell’Audizione presso la XI Commissione (Lavoro e Previdenza Sociale) del Senato.

Nel documento presentato alla Commissione, ed inviato anche al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini, Rete Imprese ha sottolineato alcuni punti critici del decreto su cui intervenire. In primo luogo, è necessario riformulare la definizione della sfera di applicazione, in modo tale da includere anche i Piccoli Imprenditori e il sistema delle organizzazioni di rappresentanza e dei servizi che supporta l’attività di questi ultimi. Tra i beneficiari, invece, vanno inclusi gli apprendisti, che attualmente non sono citati dal testo del decreto.  

Occorre, inoltre, chiarire le norme relative all’accesso agli ammortizzatori sociali per le imprese che possono accedere agli ammortizzatori ordinari o ai Fondi di Solidarietà Bilaterali. In particolare, R.E TE. Imprese Italia ritiene necessario evitare che la costituzione di Fondi di Solidarietà Bilaterali, che ad oggi rappresenta una grande opportunità, si tramuti in un danno per imprese e lavoratori. Va rivista anche l’anzianità lavorativa minima del lavoratore per accedere alla deroga: il decreto la quadruplica, portandola dalle attuali 90 giornate a 12 mesi. Un intervento che R.E TE. giudica troppo ponderoso da gestire soprattutto in un momento in cui ancora perdurano gli effetti della crisi, e per questo auspica una via mediana tra le attuali 90 giornate e i 12 mesi proposti.

Infine, R.E TE: Imprese Italia ribadisce la necessità di separare la cassa integrazione in deroga dalla mobilità in deroga prevedendo due gestioni distinte per le quali possano, in futuro, essere operate scelte differenziate.

 

Dalle Cna provinciali:

 

FABRICA, PER LA BOTTEGA DI MESTIERE DELL’ARTIGIANATO       INIZIA A GIORNI LA FORMAZIONE PER I TIROCINANTI

 
Fino al 30 gennaio è possibile candidarsi per il secondo ciclo di tirocini rivolti ai giovani

 

PESARO – Inizia la formazione trasversale per i tirocinanti impegnati nel primo ciclo della Bottega di Mestiere Fabrica a cui aderiscono otto imprese della provincia di Pesaro e Urbino che hanno accettato di sperimentare nuove modalità di inserimento di giovani disoccupati in azienda.

Nei giorni scorsi Massimo Seri, assessore provinciale alla formazione, Flavio Nucci, dirigente del servizio formazione provinciale, Alessandra Ragni, referente per la regione marche  di Italia Lavoro, Alberto Barilari, presidente di CNA Pesaro e Giuseppe Cinalli, direttore di Confartigianato Pesaro, hanno portato il loro saluto ai giovani tirocinanti invitandoli ad essere propositivi e positivi e a non sottovalutare l’importanza dell’esperienza che stanno maturando. La formazione sul campo integrata dalla formazione in aula sono previste dal progetto F.A.B.R.I.C.A. che nasce da una collaborazione tra CNA e Confartigianato con l’obiettivo di inserire i giovani in tirocinio senza aggravio di costi per l’impresa ospitante. 

Sono aperte fino al 30 gennaio le iscrizioni per le candidature del secondo ciclo di tirocini che si svolgeranno da maggio ad ottobre del 2014. 

I giovani tirocinanti che saranno selezionati avranno una borsa di tirocinio di 500 euro mensili. I giovani interessati possono rivolgersi ai Centri per l’impiego, la formazione e l’orientamento Professionale di Pesaro, Fano e Urbino.

In queste sedi saranno assistiti nella conoscenza del progetto e nella formulazione della domanda.

 

CONCLUSO IL 10° CORSO DI PIZZA IN CNA
IN PARTENZA CORSI PER PASTA FRESCA, XI PIZZA E PRODOTTI DA FORNO/PASTICCERIA

 

ANCONA. Si è concluso IL 10° corso “Imparare a fare la pizza” organizzato da Cna Alimentare della provincia di Ancona (nella foto allegata, i diplomati a fine corso). Novità di questa edizione, la nuova lezione “destinazione estero” incentrata sulla Svizzera. In videoconferenza con Berna, il segretario della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Fabrizio Macri, ha illustrato ai corsisti opportunità e possibili problematicità per chi decide di investire in quel Paese.

Date le grandi richieste, la Cna Alimentare sta ora promuovendo 3 nuovi corsi: il 2° corso di pasta fresca, l’11° di pizza e, novità, il 1° corso per prodotti da forno/pasticceria.

Il 2° corso di pasta fresca prevede 10 lezioni (6 pratiche e 4 teoriche) e si terrà a Falconara, mentre l’11° corso di pizza (partenza il 10 di febbraio) avrà luogo alla Baraccola di Ancona per un totale di 16 lezioni (11 pratiche e 5 teoriche). Infine la novità dell’anno è il 1° corso di prodotti da forno/pasticceria che inizierà ad inizio di marzo e che prevede 19 lezioni (12 pratiche e 7 teoriche). Per tutti i corsi sono ancora aperte le iscrizioni.

 

 

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