NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 86

4 OTTOBRE 2011

Dalla Regione Marche:

 

PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE:

 INSTALLATORI ,ALLO STUDIO CODICE ETICO

 

Il cinque dicembre inizia lo switch-off per l’avvio del digitale terrestre nella Regione Marche. Su impulso dell’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini, gli uffici regionali hanno avviato un confronto con le associazioni imprenditoriali per la definizione di un codice etico che potrà essere sottoscritto dai soggetti in possesso dei requisiti per l’adeguamento degli impianti di ricezione TV domestici.

“Ieri c’è stata la prima riunione tra i responsabili regionali di Industria e Artigianato e Sistemi informativi, con le associazioni di categoria di industria e artigianato, per definire un tariffario unificato e di servizi omogenei sul territorio. L’obiettivo è minimizzare costi e difficoltà dei cittadini nella transizione al digitale delle trasmissioni televisive. L’obiettivo è anche quello di arrivare ad un elenco di installatori certificati, per garantire la massima professionalità e affidabilità, in un servizio che riguarderà una vasta platea di destinatari”. Così Sara Giannini, commentando l’iniziativa che vede impegnati gli uffici regionali e le associazioni imprenditoriali, per affrontare al meglio le fasi del passaggio al digitale terrestre, che avverrà nelle Marche entro la fine di quest’anno (tra il 5 e il 20 dicembre). Iniziativa questa che si aggiunge al sostegno finanziario approvato a favore delle tv locali per la predisposizione delle soluzioni tecnologiche necessarie alla transizione e alle reiterate osservazioni formali avanzate dalla Regione al Ministero per lo Sviluppo Economico, inerenti le interferenze estere sulle frequenze assegnate alle Marche. L’assessore Giannini esprime preoccupazione su questo. Un aspetto che ha portato anche il presidente Spacca a scrivere direttamente al Ministro Romani, affinché le difficoltà tecniche evidenziate siano risolte. ”Gran parte delle competenze e responsabilità inerenti il passaggio al digitale, compresa l’opera di informazione alla cittadinanza, sono in capo alle amministrazioni centrali dello Stato. Ma non sempre tali competenze vengono presidiate puntualmente. Da parte nostra cerchiamo di fare il possibile per agevolare un’evoluzione che presenta ancora diverse difficoltà”, conclude la Giannini

 

 

Dalla Cna Marche:

 

Le associazioni di categoria, in collaborazione con la Rai e con il  gruppo Eurosatellite, hanno inoltre predisposto due incontri di informazione per gli antennisti marchigiani che si terranno nel mese di ottobre a Senigallia e Fermo.

 

PASSAGGIO AL DIGITALE TERRESTRE, SI STRINGONO I TEMPI

IL 6 OTTOBRE RIUNIONE DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

E ENTRO IL 15  CABINA DI REGIA IN REGIONE PER TUTELARE GLI UTENTI

 

Passaggio al digitale terrestre, si stringono i tempi. In vista dell’avvio dello switch – off, previsto per le Marche il 5 dicembre e che si protrarrà fino al 20 dicembre,  è stata convocata in Regione la cabina di regia il 10 ottobre per approvare codice etico e prezzario degli impiantisti aderenti alle associazioni di categoria. Della cabina di regia fanno parte le organizzazioni imprenditoriali, i movimenti dei consumatori e l’assessorato regionale alle Attività produttive, che coordinerà i lavori. In previsione di questo appuntamento, Confartigianato, Cna e le altre associazioni regionali di categoria, si ritroveranno il 6 ottobre alle ore 18 nella sede regionale della Cna di Ancona, via Sandro Totti n.4, per predisporre una bozza di prezzario e codice etico da discutere nella cabina di regia che la  Regione convocherà entro il 15 ottobre.

L’obiettivo del codice etico per gli antennisti marchigiani” affermano Confartigianato e Cna Marche” dovrà essere quello di gestire la transizione al digitale un modo da garantire agli utenti una fruizione trasparente dei servizi sia sotto il profilo economico sia tecnico. Sarà poi predisposto un listino prezzi che verrà pubblicizzato in modo adeguato e portato a conoscenza degli utenti, in modo da conoscere preventivamente la spesa per i diversi interventi e mettere il cliente in condizioni di non trovare sorprese al termine dei lavori. Invitiamo i marchigiani che devono adeguare i loro apparecchi televisi al nuovo sistema di trasmissione digitale, di rivolgersi agli antennisti che aderiranno al codice etico e al prezzario regionale, i cui elenchi saranno disponibili presso le associazioni di categoria”.

Le associazioni di categoria, in collaborazione con la Rai e con il  gruppo Eurosatellite, hanno inoltre predisposto due incontri di informazione per gli antennisti marchigiani che si terranno nel mese di ottobre a Senigallia e Fermo.

 

 

Dalla Cna nazionale:

 

LE PROPOSTE DELLE IMPRESE PER L'ITALIA.

"SONO CINQUE LE GRANDI PRIORITÀ PER LA CRESCITA"

 

Non possiamo più permetterci di non decidere, gli Stati europei e i mercati ci guardano. Il tempo degli annunci è finito, noi ai tavoli finora ci siamo sempre seduti, ma vogliamo tavoli che possano incidere. Il Parlamento deve muoversi, e forse lì non ci si è reso conto della gravità della situazione". Lo ha dichiarato Ivan Malavasi, presidente della Cna e presidente di Rete Imprese Italia, nel corso della conferenza stampa congiunta con i presidenti di Confindustria, Emma Marcegaglia, dell'Abi, Giuseppe Mussari, dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, Luigi Marino, dell'Ania, Fabio Cerchiai, per la presentazione delle proposte delle imprese per l'Italia.
"La buona tenuta dei conti pubblici è il punto di partenza sul quale costruire le misure per favorire la crescita", ha spiegato Malavasi. "Le forze del lavoro e dell'impresa, il risparmio delle famiglie, il successo dell'export italiano sui mercati mondiali rappresentano i punti di forza su cui costruire. Salvare l'Italia non è uno slogan retorico. Non intendiamo sostituirci ai compiti che spettano al governo, alla politica, a chi rappresenta la sovranità popolare". Malavasi ha sottolineato "l'esigenza di non limitarci alle critiche" ed ha indicato 5 punti prioritari:

1.Spesa pubblica e riforma delle pensioni
2. Riforma fiscale
3. Cessioni del patrimonio pubblico
4. Liberalizzazioni e semplificazioni
5. Infrastrutture ed energia

IL DOCUMENTO INTEGRALE SUwww.cna.it

 

 

RETE IMPRESE ITALIA:

“CONTRO LA DISOCCUPAZIONE POLITICHE DEL LAVORO EFFICACI E MODERNE, FORMAZIONE PROFESSIONALE, ISTRUZIONE TECNICA, FLESSIBILITÀ”

 

“Non esistono ricette facili per risolvere l’emergenza della disoccupazione, soprattutto giovanile, nel nostro Paese: l’unica strada seria è attivare immediatamente politiche del lavoro efficaci e moderne, costruite sulla formazione professionale, sull’istruzione tecnica, basate sul rapporto stretto scuola lavoro, e sulla flessibilità. C’è bisogno di un lavoro duro e dell’impegno di tutti per ottenere risultati concreti e non abbandonare definitivamente un’intera generazione di giovani. Accanto a ciò  la riduzione del costo del lavoro è una operazione imprescindibile se vogliamo tornare ad essere competitivi e a crescere".

 E’ questo l’allarme lanciato da Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) in occasione dell’audizione  presso l’XI Commissione della Camera (Lavoro pubblico e privato), nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul mercato del lavoro.

 Per Rete Imprese Italia oggi assistiamo ad una divaricazione profonda e crescente tra sistema educativo e sistema produttivo. Il tasso di attività dei giovani in Italia con alta istruzione è molto basso rispetto alla media europea e altrettanto bassa risulta essere anche la media dei nostri laureati: il 20% rispetto alla media del 32% nell’Europa a 27. A questo va aggiunto che cresce il numero dei laureati, ma non altrettanto l’offerta di impiego che, in un tessuto costituito soprattutto da Pmi, richiede profili tecnici e specialistici.

 Una ulteriore spia del peggioramento della condizione occupazionale dei giovani – sottolinea Rete Imprese Italia – è il gravissimo fenomeno dei Neet (not in education or training or employment), cioè dei ragazzi che non studiano, non lavorano e non seguono alcun percorso di formazione professionale. Si stima che siano circa 2 milioni i giovani fuori dal circuito scolastico, formativo e lavorativo, una zona grigia che tende in maniera preoccupante ad aumentare, soprattutto nel Mezzogiorno dove, tra i maschi, tocca punte dell’80%.

 

Puoi trovare il documento integrale su www.cna.it

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

POLTRONA FRAU: CONFRONTO TRA PROVINCIA,

CNA ED ALTRE ASSOCIAZIONI ARTIGIANE.

 

MACERATA. Nei giorni scorsi si è svolto in Provincia il confronto tra il presidente Antonio Pettinari ed i rappresentanti delle associazioni artigiane interessate da vicino a contrastare la recente decisione della Poltrona Frau di delocalizzare in Romania la cucitura di poltrone e divani.

All’incontro erano presenti anche il sindaco di Tolentino, Luciano Ruffini e l’assessore provinciale alle politiche del lavoro, Paola Mariani. Le associazioni di categoria erano rappresentate dai vertici delle rispettive organizzazioni. Per la CNA era presente il direttore Alfredo Santarelli.

Quello di ieri è stato uno degli incontri con le categorie che la provincia ha convocato in questi giorni. La CNA ha espresso con forza le preoccupazioni rispetto alle ricadute negative che l’eventuale delocalizzazione avrà sul tessuto produttivo ed occupazionale del nostro territorio, già provato, ancora nel secondo trimestre del 2011, dalla chiusura di 219 imprese.

Sono oltre venti le imprese coinvolte dall’eventuale delocalizzazione, un pezzo assolutamente importante del comparto manifatturiero. Nei giorni scorsi la notizia aveva provocato allarme soprattutto tra le associazioni di lavoratori. La provincia di Macerata si è impegnata a proseguire nell’interlocuzione con tutte le categorie – fino alla costruzione di un tavolo unico intercategoriale – per far emergere le perplessità che tale ipotesi sta suscitando ma anche per confrontarsi, finalmente in modo chiaro, sulle reali strategie aziendali che la FRAU vuole mettere in campo.

 

 

UNO SPIRAGLIO DI SPERANZA PER I FRANTOI ARTIGIANI
Il Consiglio di Stato si è espresso sul registro telematico per l’olio d’oliva

Ricorso appoggiato da Cna Alimentare Nazionale, su richiesta della Cna di Ancona

 

ANCONA. Era partita da Ancona nel mese di agosto la battaglia nazionale contro il registro informatico dell’olio grazie ad un’azione della Cna messa in campo a tutela dei frantoi artigiani. E’ di questi giorni la risposta del Consiglio di Stato al ricorso presentato da Cna Alimentare nazionale su richiesta di Cna Alimentare provinciale per la modifica del Sian.

Il Sian, ovvero sistema informatico dell’agricoltura nazionale, dal 1 luglio scorso obbliga le imprese che producono e quelle che confezionano olio a trasmettere per via telematica i flussi in entrata e in uscita e quindi i dati relativi a tali movimentazioni entro un tempo massimo di sei giorni.

“Grandi le problematicità sollevate da questo obbligo – spiega il responsabile provinciale Cna Alimentare Andrea Cantori – a partire dalla scarsa tutela riservata a dati cosiddetti sensibili: il trasferimento in via telematica di tutta l’anagrafica clienti e fornitori andrebbe trattato con estrema cautela dato il suo valore strategico per la singola impresa. Non solo: sul piano pratico, l’obbligo di trasmettere i dati al Sian entro sei giorni dà origine ad una mole di lavoro che mette in difficoltà i piccoli frantoi dove il personale spesso consta di soli componenti del nucleo familiare. Infine, la necessità di revisionare le procedure per permettere di evitare errori è un altro punto critico per l’evidente complessità del sistema informatico da gestire, visto anche che in alcune zone vi sono problemi di connessione e/o assenza di adsl”.

Tenendo conto di queste difficoltà, che di fatto rischiano di portare al collasso l’attività dei frantoi artigiani, la Cna Alimentare ha preparato un documento di modifica del Sian, sottoscritto da numerose aziende olivicole della provincia di Ancona, inviato poi all’Agea (agenzia per le erogazioni in agricoltura, ente che gestisce il Sian), ed ha presentato ricorso al Consiglio di Stato.

Il 16 settembre scorso il Consiglio di Stato ha stabilito, pur non potendo procedere ad una sospensione del Sian, di riaprire la questione sollevata in appello perché meritevole di approfondimento, avendo affermato che le contestazioni mosse sono particolarmente significative.

“Si apre quindi uno spiraglio di concreta speranza – conclude Cantori – per un possibile esito positivo del giudizio, che terminerà con una sentenza che speriamo accolga le richieste dei frantoi artigiani”.

  

 

 

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