NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 78

21 DICEMBRE 2012

 

 

Dalla Cna Marche:

 

ACCORDO PER

IL SOSTEGNO DELLE IMPRESE, DEL LAVORO

E IL  RILANCIO DELL’ECONOMIA

ANNO 2013

 

 

 

La Giunta Regionale delle Marche, Confindustria, CNA, Confartigianato imprese delle Marche

 

 

Premesso che il sistema delle imprese delle Marche ha subito nel corso del 2012 una ulteriore contrazione delle attività, in un contesto di crisi economica e finanziaria generalizzata, con forti e marcate preoccupazioni per la prospettiva ed anche per la tenuta del sistema produttivo regionale a cui, in parte e per quanto di competenza, si è contrastato con l’azione della politica regionale basata  su interventi a sostegno al reddito delle famiglie e dei lavoratori, sull’utilizzo delle risorse di sostegno alla ricerca ed innovazione delle PMI e dell’accesso al credito;

 

Considerato che i nodi strutturali del Paese e l’alto debito pubblico, impediscono di trovare risorse significative da destinare allo sviluppo, mentre l’ulteriore inasprimento della pressione fiscale e contributiva toglie margini ai risultati aziendali e comprime gli investimenti produttivi, sottrae risorse agli scambi interni;

 

Evidenziato come le Marche, proprio per essere caratterizzate da una forte e diffusa presenza di Micro, Piccole e Medie Imprese  necessitano di progetti di rete che ne rafforzino i differenziali competitivi;

 

Preso atto dell’iniziativa della Regione Marche che ha dimostrato di saper cogliere la gravità del momento, cercando di adeguare iniziative e risorse di un Bilancio ridotto ai minimi termini dai ricorrenti tagli dei trasferimenti statali, alle nuove e diverse esigenze evidenziate dalla crisi in atto;

 

Valutato positivamente il Patto di stabilità per gli Enti locali che per il terzo anno consecutivo consente di trasferire capacità di spesa a favore degli Enti Locali e quindi di liberare risorse per investimenti con conseguente auspicato beneficio per le imprese sul territorio;

 

Rimarcato come permangano forti preoccupazioni complessive sulle prospettive del nostro sistema economico, in particolare per la stessa tenuta dell’impianto generale che deve coniugare alti livelli di sviluppo ed alta coesione sociale;

 

 

la Regione Marche, Confindustria, CNA, Confartigianato imprese delle Marche

 

Si impegnano a mettere in  campo ogni strumento ed  azione per il sostegno del  “modello di sviluppo marchigiano” che ha  fino ad oggi alimentato una crescita economica in cui famiglie, imprese e radicamento territoriale sono stati il vero punto di forza. Ciò ha reso possibile sviluppo e qualità della vita della comunità marchigiana.  Da lì occorre partire, con l’obiettivo di difendere l’occupazione e la coesione sociale, consapevoli che per il futuro la flessibilità e lo spirito d’iniziativa tipici degli imprenditori marchigiani dovranno essere sempre più caratterizzati da approcci innovativi sul prodotto e sull’organizzazione, sul mercato, così come la Istituzione Regione deve  concentrare  le sue azioni su tali definite priorità;

 

Valutano positivamente i risultati delle misure anticrisi concertate tra Governo Regionale, Associazioni di Impresa e OO.SS. e finora realizzate per la difesa del lavoro, del reddito e della coesione sociale delle Marche, così come reputano positivi i cardini su cui si innesta il bilancio di previsione 2013 della Regione Marche: il massimo rigore per sostenere il lavoro  e per riconfermare le misure anticrisi a favore dello sviluppo e dell’equità sociale, senza aumentare le tasse e garantendo il diritto alla salute di tutti i marchigiani e le misure dedicate ai giovani in diversi settori, dalla formazione, alla casa e alla occupazione;

 

Concordano, pertanto, che – seppur nel costante quadro drammatico dei tagli nazionali – il Bilancio regionale assicuri l’invarianza della pressione fiscale e destini priorità e significative risorse agli interventi destinati ai pacchetti anti-crisi, al lavoro, alla formazione, all’istruzione, ai giovani, alle  MPMI, alla domotica, all’internazionalizzazione commerciale, al turismo, alla cultura, alle politiche sociali e ai trasporti, al credito per le  imprese;

 

Ritengono che occorra investire nella qualità del lavoro, nella condizione di lavoro, nella valorizza­zione delle competenze e delle professionalità in una dimensione di occupazione stabile che deve tornare a essere considerata come ordinaria e indispensabile sia per la competitività delle imprese sia per la sostenibilità delle po­litiche di welfare;

 

Valutano che sia, dunque, opportuno proseguire in azioni di sostegno alla protezione sociale, di difesa del lavoro, dei livelli occupazionali, di contrasto alla precarietà, di sostegno al reddito delle fasce deboli e dei lavoratori in sospensione, combinati con misure volte a incentivare l’internazionalizzazione, qualità e innovazione nello sviluppo, anche commerciale, di prodotti e servizi;

 

Ritengono importante favorire programmi di housing sociale anche per rendere possibile l’accesso al bene casa per i ceti meno abbienti, nonché realizzare progetti integrati di riqualificazione urbana che rilancino il comparto dell’edilizia sostenendo i livelli di attività delle imprese e valorizzando nel contempo le nostre città;   

 

Condividono la necessaria consapevolezza di dover sostenere con forza e con tutti gli strumenti disponibili, ogni politica economica ed industriale finalizzata a rafforzare il sistema delle imprese sul territorio regionale e la microimprenditorialità diffusa, garantendo ed assicurando, innanzi tutto, un accesso al credito ed  a costi contenuti; in questo senso convergeranno gli sforzi comuni per sostenere il sistema regionale delle garanzie e dei Confidi e il relativo processo di aggregazione di questi ultimi con progetti aggregativi da presentarsi entro il primo semestre 2013;

 

Valutano necessario rafforzare il monitoraggio sugli effetti della crisi sul tessuto produttivo, con   riferimento anche al sistema del credito, valorizzando l’apporto conoscitivo di tutte le Associazioni di imprese sottoscrittrici, adeguando costantemente gli interventi possibili da mettere in campo e contemporaneamente lavorare insieme alle “riforme” del sistema Marche del futuro;

 

Individuano come  priorità, l’intervento per la razionalizzazione e l’efficientamento  della politica e della burocrazia, la riduzione dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese e la semplificazione della burocrazia a carico delle imprese, da attuarsi anche attraverso modifiche normative e/o organizzative, accelerazione e snellimento delle procedure, garantendo tempi compatibili con  le esigenze delle imprese. Va garantito dunque l’impegno della Regione all’emanazione di una legge annuale di semplificazione per aggiornare in tal senso l’ordinamento giuridico regionale, anche di settore;

 

Intendono privilegiare, pur nelle ristrettezze di Bilancio, i nuovi investimenti e progetti imprenditoriali delle micro, piccole e medie imprese – ad esempio in ricerca, innovazione, sicurezza, risparmio energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili, commercio estero/export/internazionalizzazione – sia per  favorire la nascita di nuove attività che il rilancio dell’economia, accrescendo il grado di internazionalizzazione e di promozione commerciale del nostro sistema produttivo, disincentivando ogni forma di delocalizzazione che impoverisca la Regione.

 

Ritengono di concretizzare, concertandone i contenuti e le modalità attuative con misure operative di impatto diretto sul sistema delle imprese, le linee del Piano Integrato Attività produttive, formazione, istruzione e lavoro 2012 – 2014 nonché dei diversi Piani di settore: Internazionalizzazione, Turismo, Commercio, individuando le azioni prioritarie, puntando all’integrazione, coerenza e complementarietà di risorse e interventi tra loro;

 

Considerano evidente che, in un contesto internazionale e nazionale in continua evoluzione, la profonda recessione possa anche rappresentare una opportunità per promuovere un riposizionamento competitivo del nostro sistema produttivo, puntando sullo sviluppo del manifatturiero basato su più innovazione e ricerca, internazionalizzazione e qualificazione delle risorse umane, con una forte integrazione con il mondo dell’Università, nonché in nuovi settori strategici, in primo luogo quelli legati alla “green economy”, ed alle sue potenzialità, più in generale quelli connessi all’economia sostenibile, volta cioè a valorizzare e ripristinare sistematicamente le condizioni per la propria efficienza e efficacia nei confronti del contesto socio-culturale, ambientale-paesistico ed ecologico, nonché alla blue-economy;

 

Ritengono infine indispensabile una promozione integrata del territorio basata sul patrimonio della nostra regione costituito dalle ricchezze ambientali, culturali e territoriali, per incrementare l’attrattività in termini turistici-economici integrati, nonché per la conoscenza e la diffusione commerciale dei nostri prodotti, garantendo un equilibrio socio economico nel quale le imprese sono elemento fondamentale sia nel sistema manifatturiero sia per il ruolo delle imprese dei servizi;

 

Considerano strategicamente fondamentale per l’economia regionale il ruolo di secondo motore di sviluppo che il Turismo e la Cultura in una visione unitaria, integrata e trasversale possono offrire al sistema economico marchigiano, con azioni e misure susseguenti;

 

Stimano urgente e strategico stimolare, sostenere e orientare interventi e processi in materia di qualificazione e crescita del capitale umano, in particolare agendo concretamente e coerentemente sulla formazione e l’aggiornamento delle risorse umane (imprenditoriali e lavorative) per adeguarne le competenze all’evoluzione competitiva, delle tecnologie in specie quelle della informazione e della comunicazione (ICT e in particolare, tra le iniziative fondanti dell’Agenda digitale nelle Marche, il Progetto Marche-Cloud, importante infrastruttura di computing cloud in grado di erogare moderni e innovativi servizi digitali ad alto contenuto tecnologico alla P.A., alle imprese, e ai cittadini, realizzando importanti economie di scala e garantendo opportunità di business per il territorio marchigiano);

 

Si impegnano ad  operare per il rilancio dei processi innovativi con ancora maggiore determinazione sui processi di internazionalizzazione, sia per favorire l’accesso a nuovi mercati internazionali, che per consolidare i mercati esteri già presidiati ed attrarre investimenti, anche esteri, nella convinzione che questi si configurino, come una risorsa aggiuntiva e strategica per la ricerca di efficienza e di competitività attraverso l’attivazione di nuovi canali per lo scambio e la circolazione di conoscenze, know-how, risorse manageriali e lavorative, ulteriori opportunità anche integrate tra loro;

 

Decidono  di privilegiare le azioni di stimolo alla ripresa dei processi di investimento nelle PMI in primo luogo a favore degli asset immateriali  (Innovazione, ricerca e sviluppo, realizzazione e acquisizione brevetti, promozione commerciale e internazionalizzazione, formazione e aggiornamento, pubblicità e marketing, ecc.) per consentire alle imprese Micro Piccole e Medie di rafforzarsi in termini competitivi;

 

Si impegnano inoltre ad  agire con rapidità e efficacia nei confronti delle attività imprenditoriali e lavorative di alcuni settori di particolare rilevanza per la cultura e l’immagine delle produzioni regionali, a rischio di scomparsa per effetto del mancato ricambio generazionale sia della componente imprenditoriale sia di quella lavorativa;

 

Impegnano la Regione Marche  ad esercitare con capacità propositiva il ruolo di coordinamento nazionale delle regioni sui temi dell’economia e della internazionalizzazione definendo preventivamente con le parti economiche e sociali firmatarie le posizioni da esprimere a livello nazionale;

 

Impegnano altresì la Regione a promuovere misure concrete di sostegno finanziario e di semplificazione in grado di rilanciare il comparto dell’industria delle costruzioni, per il riavvio ed il rilancio del settore dell’edilizia oggi in gravissima crisi e a rischio di sopravvivenza, sollecitando anche nuovi interventi legislativi nazionali in campo urbanistico ed edilizio, che favoriscano gli investimenti;

 

Ribadiscono  il ruolo strategico di una nuova fase di comunicazione e integrazione tra le componenti più giovani e quelle più anziane, anche nell’esperienza aziendale, puntando alla riproposizione della misura positivamente sperimentata Adotta un giovane e del varo di misure di impatto reale sul fronte del Ricambio Generazionale;

 

 

la Regione Marche, Confindustria, CNA, Confartigianato imprese delle Marche

 

concordano che per l’attuazione di quanto sopra esposto possano essere individuati i seguenti strumenti da  elaborare o seguire nell’attuazione con il coinvolgimento delle Parti sociali firmatarie:

–   Piano integrato triennale attività produttive formazione istruzione e lavoro 2012 – 2014. Verifica costante dello suo stato di attuazione, delle priorità in esso indicate al fine di controllare che i risultati attesi siano stati  raggiunti e siano ancora rispondenti alla  situazione attuale ed eventualmente  apportare i necessari correttivi;

–   Piano annuale formazione istruzione e lavoro 2013;

–   Piani di settore e annuali del Turismo, Commercio, Internazionalizzazione;

–   Adozione del Documento per lo sviluppo dello Small Business Act nella regione;

–   Adozione del Piano pluriennale sull’Innovazione e sulle Smart Specialization a valere sulla prossima programmazione comunitaria;

–   Accordo per l’utilizzo dei fondi rotativi per il sostegno finanziario agli investimenti attraverso le ex leggi 598/94 e 949/52; risoluzione definitiva del loro pregresso e di quello relativo alla L. Sabatini, vista la totale assenza da due anni di agevolazioni in conto interesse per il comparto delle PMI;

–   Progetti integrati FAS – FSE;

–   Riprogrammazione Fondo di Garanzia POR Marche, con la finalità di incentivare e sostenere l’aggregazione dei Confidi, con progetti da presentarsi entro il 30/06/2013, altrimenti utilizzo delle risorse come Fondo di garanzia di II grado a SRGM;

–   Adozione del pacchetto ricambio generazionale;

–   Sviluppo della progettazione integrata territoriale;

–   Conferma delle principali linee di intervento a difesa e sostegno del sistema imprenditoriale (Pacchetto anticrisi, sviluppo della domotica, accordo di programma area di crisi della A. Merloni, sostegno al credito attraverso i Confidi);

–   Riattivazione del tavolo per gli appalti pubblici per affrontare le tematiche emergenti che risultano di maggiore interesse per le imprese, partendo dai risultati fin qui ottenuti, con l’obiettivo di pervenire ad un quadro legislativo di riferimento complessivo su urbanistica, edilizia, riqualificazione urbana ed appalti, condiviso da tutte le associazioni di imprese.

–   Semplificazione delle procedure: approvazione della p.d.l. regionale Semplificazione, Progetto TEO (Tender opportunities for smes – portale dedicato agli appalti pubblici nel territorio regionale), pieno funzionamento del SUAP, avvio sperimentazione Stazione Unica Appaltante;

–   Sviluppo delle iniziative relative alla Bottega scuola (definizione degli standard per il riconoscimento della qualifica di Maestro artigiano ed attivazione della formazione per apprendisti);

–   Prestito d’Onore, in collaborazione con le Associazioni di Impresa;

–   Cofinanziamento regionale dei Dottorati di ricerca;

–   Incremento dei fondi per il bando ricerca in filiera e avvio bando per reti e filiere a favore dei principali settori del Made in Italy, caratterizzanti l’economia regionale;

–   Incremento dei fondi per l’internazionalizzazione ad impatto diretto sulle imprese, sostegno dell’inserimento dei giovani per l’internazionalizzazione, abbinamento dell’art.6 della LR 30/2008 (Contributi per iniziative di internazionalizzazione e progetti promozionali) con l’emanazione dei voucher per l’internazionalizzazione delle imprese di nuova introduzione, con adeguata dotazione finanziaria;

–   Riproposizione bando Adotta un giovane;

–   Progetto Marche-Cloud;

–   Percorsi di formazione con stage ed incentivo all’assunzione;

–   Incentivi per la stipula dei contratti di solidarietà;

–   Nuova sperimentazione di interventi per la valorizzazione delle zone montane, anche in funzione anticrisi – progetto Appennino;

–   Contributo una tantum per sostenere gli studi delle fasce deboli;

–   Intervento per gli ammortizzatori in deroga sulla base delle risorse nazionali messe a disposizione;

–   Contributo all’EBAM per l’integrazione  del Fondo di Sostegno al Reddito destinato ai lavoratori in sospensione delle imprese Artigiane;

–   Progetto scuola o di valorizzazione dei lavoratori precari della scuola, di cui al D.M. 82/2009;

–   Contributo di solidarietà;   

–   Agevolazioni sanitarie a favore di lavoratori in mobilità, in CIG o in contratto di solidarietà e lavoratori disoccupati.

 

La sottoscrizione del presente Accordo non esaurisce il confronto tra Regione e Associazioni di Impresa sulle politiche di bilancio della Regione.

 

 

 

 

 

 

Da Rete Imprese Italia:

 

APPRENDISTATO:“IL MINISTERO DEL LAVORO NON RISPETTA

GLI IMPEGNI ASSUNTI CON LE IMPRESE E ALZA IL COSTO DEL LAVORO”

Rete Imprese Italia esprime sconcerto e incredulità nell’apprendere, da una circolare dell’Inps, che a partire dal 1° gennaio 2013 le imprese dell'artigianato e del commercio dovranno corrispondere, per i dipendenti con contratto di apprendistato, il contributo per l'ASpI nella misura piena dell'1,31%. L’indicazione dell'INPS – sottolinea Rete Imprese Italia – è in netta contraddizione con gli impegni assunti dal Ministero del Lavoro e dallo stesso Istituto durante il confronto con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. In base a tali impegni l'aliquota sarebbe stata allineata alle aliquote ridotte cui è stato soggetto, nei settori dell'artigiano e del commercio, il contributo per la disoccupazione involontaria. Il paradosso che si produrrebbe è che per gli apprendisti, nei confronti dei quali la legge riconosce tuttora un trattamento contributivo incentivante, la misura del contributo per l'ASpI sarebbe piena. “Ci auguriamo si tratti di un errore e ci aspettiamo – conclude Rete Imprese Italia – un rapido chiarimento da parte del Ministero del Lavoro, nel rispetto degli impegni presi con Rete Imprese Italia e al fine di evitare un incremento del costo del lavoro che contrasta con i principi ispiratori della riforma del contratto di apprendistato e con la volontà espressa dal Ministro Fornero di valorizzare l’apprendistato per farne la strada maestra per l’ingresso nel mondo del lavoro”.

 

Da Cna nazionale:

 

APPROVATO DALLA X COMMISSIONE DELLA CAMERA

IL DISEGNO DI LEGGE PER LE PROFESSIONI NON REGOLAMENTATE.

 

Sergio Silvestrini: “Un risultato storico. Dopo 30 anni arriva il riconoscimento per tante attività professionali utili al funzionamento dell’economia e della società”.

 

 

E’ stato approvato dalla X Commissione della Camera dei Deputati il disegno di legge per le professioni non regolamentate.

“E’ un risultato storico – afferma il Segretario Generale della CNA Sergio Silvestrini – dopo 30 anni è arrivato finalmente il riconoscimento per tante attività professionali  vitali per il funzionamento della nostra economia e della nostra società. Un passo decisivo che contribuisce alla costruzione di un sistema professionale, pienamente rispondente ai principi e ai criteri richiamati dall’Unione Europea nella Strategia di Lisbona, prima di tutto quelli della conoscenza e della formazione, ai quali devono uniformarsi tutti i soggetti che operano nel mercato, dando garanzie e certezze al cittadino-consumatore”.

“E’ un segnale forte di modernizzazione e di liberalizzazione di cui il Paese ha forte bisogno per ritornare a crescere. Bisogna infatti considerare –  prosegue Silvestrini –  che i professionisti che già svolgono attività senza albo, ordini o collegi, sono oltre due milioni. Parliamo, fra gli altri, di nutrizionisti, chinesiologi, osteopati, naturopati, arteterapeuti, tecnici emodialisi, bioingegneri, i 'clinical monitors', operatori omeosinergetici, tributaristi, periti, cuochi, interpreti, per citarne solo alcuni”.

“Il via libera –  per Silvestrini –  dimostra che la scelta fatta, esattamente un anno fa, di dare voce e rappresentanza anche al mondo delle professioni non regolamentate, si è rivelata una giusta intuizione dalla portata strategica, testimoniata dall’ intenso confronto maturato con i parlamentari che hanno creduto nella costruzione di un progetto che testimonia un inequivocabile cambiamento culturale. Non dobbiamo dimenticare che la strada che ha portato all’approvazione della legge ha visto un escalation dell’attività delle lobby, che miravano soltanto alla conservazione di interessi corporativi e che invece sono state sconfitte”.

“Consideriamo questa legge – conclude Silvestrini –  come l’inizio di un percorso che, superando le rigidità degli ordinamenti, mette al centro competenze, professionalità e trasparenza: elementi indispensabili per aumentare il livello di competitività del nostro Paese”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

Sconfortanti i dati congiunturali elaborati dalla CNA.  Male tutti i settori, lieve ripresa solo dal 2014

 

PESARO E URBINO, PER L’ECONOMIA DELLA PROVINCIA

SI CHIUDE UN ALTRO ANNO DURISSIMO

 

PESARO (PU) – E’ un quadro sconfortante quello offerto dall’analisi sui dati congiunturali in provincia di Pesaro. Secondo i dati di Trend Marche, l’osservatorio integrato sulle imprese con meno 20 addetti della regione, elaborati dal Centro Studi della CNA, nella provincia di Pesaro e Urbino nel terzo trimestre del 2012 (rispetto allo stesso periodo del 2011), la produzione manifatturiera è calata dell’ 8,3%; il fatturato ha perso il 7,4% e gli ordinativi l’8,1%.

Per contro la crescita del fatturato estero è stata modesta (+0,7%) e gli impianti sono stati utilizzati, in media, al di sotto del 73% delle capacità tecniche. Gli ordinativi registrati sono stati tali da assicurare meno di 5 settimane di produzione.  

Secondo la CNA nella provincia le imprese con meno di 20 addetti hanno registrato una decisa riduzione tendenziale del fatturato (-19% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima ), passando da un indicatore di livello pari a 88,1 nel primo semestre 2011, al valore di 71,4 nel primo semestre 2012. Il calo del fatturato ha riguardato – in controtendenza con il dato regionale – anche il fatturato realizzato all’estero (l’indice è passato da 175,4 del primo semestre 2011 a 169 nel 2012).

 

Sotto il profilo dell’attività di investimento, nella provincia il primo semestre coincide con un vero e proprio crollo: l’indicatore di livello passa da 65,1 nel primo semestre 2011 a 29,7 nel I semestre 2012 (la variazione tendenziale oltrepassa il -50%). Ciò significa che le piccole imprese della provincia investono oggi il 70% in meno rispetto a quanto avveniva nel 2005.

Ma non è tutto qui. Secondo l’analisi della CNA, gli andamenti di alcune tra le principali voci di costo (per retribuzioni e consumi), mostrano anch’essi delle dinamiche in diminuzione, coerentemente con il calo delle vendite e degli investimenti. Le spese da retribuzioni, in particolare, si riducono in termini tendenziali di oltre il 30% rispetto al primo semestre 2011 e il loro indice di livello tocca il valore più basso dall’inizio della crisi (66,4 fatto 100 il dato di inizio 2005). Per le spese da consumi (spese telefoniche, energia elettrica, forza motrice, carburanti e lubrificanti, consumi gas e acqua e riscaldamento locali), il ridimensionamento è meno deciso (-8% circa) ma comunque significativo: le spese da consumi sono un indicatore dell’intensità di utilizzo degli impianti e delle strutture produttive; dunque anche i livelli produttivi  – non solo il fatturato – sono in deciso calo.   

 

LA DEMOGRAFIA D’IMPRESA

 

Il confronto tra il numero di imprese attive alla fine del terzo trimestre (ultimo dato disponibile) per ogni anno e lo stesso dato per le imprese artigiane, nella provincia di Pesaro e Urbino, mostra una netta differenza a sfavore delle microimprese che da 14.014 nel terzo trimestre 2008 passano a 12.504 nello stesso trimestre del 2012, con una perdita di 1.510 imprese artigiane pari al –10,8%.

Nello stesso periodo, che coincide con il periodo della crisi in corso,  il totale delle imprese attive si riduce di 2.553 imprese pari al -6,4% . Dunque, il ridimensionamento del numero di imprese attive è dovuto, nella provincia di PU come nel resto del Paese, al forte calo delle imprese artigiane, il cui peso nella provincia si riduce dal 34,9% del III trimestre 2008 al 33,3% del 2012. Il confronto tra tassi di crescita delle imprese totali nella provincia (calcolati al terzo trimestre di ogni anno), con il resto del Paese mostra come la dinamica di crescita delle imprese sia nel 2012 ancora positiva (+0,17), ma molto vicina allo zero, ancora superiore al dato medio regionale (+0,10) ma inferiore al dato dell'Italia nel suo complesso e del Centro Italia.

 La dinamica per settore delle imprese nel periodo della crisi 2009-2012 risulta caratterizzata dalla diminuzione delle imprese del primario (-1.030); delle costruzioni (-552); delle attività manifatturiere (-426); del commercio (-208); e dei trasporti (-170). Crescono solo le attività immobiliari (+135); i servizi di alloggio e ristorazione (+61);  e i servizi delle attività professionali (+79) e di tipo vario (supporto alle imprese, agenzie viaggi, noleggio: +49). 

 

 

LE PREVISIONI

 

Purtroppo, stando alle previsioni, il quadro non cambierà nel 2013. Anzi. Qualcuno parla addirittura di un peggioramento di tutti gli indicatori. “Tuttavia – dicono il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della CNA Giorgio Aguzzi ed il segretario provinciale dell’associazione, Camilla Fabbri – la situazione si sbloccherà e dal 2014 potremmo finalmente intravedere dei segnali di ripresa. Secondo alcuni analisti anche abbastanza consistenti. Ma in questo anno l’imperativo sarà resistere, resistere, resistere”.

Aguzzi e la Fabbri invitano le imprese (soprattutto quelle artigiane), “a puntare sulle principali caratteristiche: qualità e specializzazione ma anche flessibilità della propria produzione. Sono tratti distintivi che le imprese della nostra provincia hanno nel proprio dna e che debbono essere ulteriormente sviluppate. Unito a questo, CNA invita le proprie imprese a far gioco di squadra, ad unirsi in vere e proprie reti d’impresa; uno strumento straordinario attraverso il quale poter competere sui mercati internazionali. Infine non bisogna smettere di credere fermamente nella propria idea e mission imprenditoriale cercando di puntare sulle idee, sull’innovazione e scommettendo sul futuro. Certo, in questo le nostre aziende vanno aiutate e sostenute”.

 

“Per questo proseguono Aguzzi e la Fabbri, dopo misure di rigore che hanno portato ad un livello intollerabile la pressione fiscale sulle nostre aziende, occorrono ora provvedimenti che diano impulso all’economia e che favoriscano il sistema della piccola e media impresa”.

Tutto questo però non basta. Occorre che anche le istituzioni locali facciano la loro parte. “Bene le recenti misure approvate dal Governo che riguardano lo sblocco parziale del Patto di Stabilità per Comuni e Province. Ma non è ancora abbastanza. Diversa infine deve essere la politica del credito da parte delle banche. Secondo Aguzzi e la Fabbri “gli istituti di credito debbono tornare ad investire in idee e progetti imprenditoriali e non contribuire invece a strangolare il sistema delle imprese”. 

 

NUOVO ACCORDO DI PROGRAMMA: QUALI OPPORTUNITÀ PER LE PMI?

Le richieste di CNA e Confartigianato alla Regione a sostegno delle imprese

 

ANCONA. Lo scorso 18 ottobre è stato firmato a Roma l’accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico e le Regioni Marche e Umbria finalizzato al rilancio economico dei territori delle due regioni, duramente provati da pesanti crisi aziendali. Il nuovo accordo, che supera e semplifica quello precedente, prevede 35 milioni di euro a sostegno di interventi di rilancio e reindustrializzazione delle zone colpite dalla crisi dell’ex Antonio Merloni. L’Ente di coordinamento è la Regione Marche. Soggetti attuatori di tali azioni: le agenzie ministeriali di Invitalia e Italia Lavoro.

Tra le principali novità, proprio l’estensione dell’accordo ai 52 comuni marchigiani colpiti dalla crisi ex Antonio Merloni (di cui 21 nella provincia di Ancona) e la previsione di un consistente pacchetto di risorse ed interventi specifici per la piccola impresa, dei settori manifatturiero e servizi, a sostegno di innovazione, investimenti, ricerca, creazione e sviluppo di nuove unità produttive.

Sebbene ci siano ancora aspetti da definire e migliorare, Cna e Confartigianato lo ritengono un buon accordo. Per spiegarne i contenuti e le opportunità per le pmi, le due associazioni di categoria hanno organizzato un incontro aperto a tutte le imprese svoltosi il 15 dicembre scorso presso l’Hotel Gentile a Fabriano. Erano presenti alcuni funzionari della Regione Marche e il portavoce del Presidente, Becchetti.

In tale occasione, Cna e Confartigianato hanno avanzato, a nome delle imprese, alcune richieste specifiche di modifica alle regole dell’Accordo di Programma, tra le quali la possibilità di rendere ammissibili anche gli investimenti di importo inferiore a 300mila euro, abbassando il limite a 100mila al fine di consentire di inserire anche i progetti elaborati dal comparto artigiano e dalla piccola impresa. In particolare su questo punto, la Regione si è detta disponibile ad accogliere la richiesta.

Confartigianato e Cna chiedono anche la convalida di quanti hanno già presentato la domanda di ac cesso al contributo anche se con la modulistica ancora non ufficializzata e di rendere ammissibili gli investimenti anche sull’usato. Infine, per quanto riguarda la L.185 (autoimprenditorialità e autoimpiego) si chiede di accelerare i tempi di approvazione delle pratiche.

Le due associazioni hanno inoltre predisposto un Info Point Provinciale a supporto delle imprese che volessero approfondire questa opportunità o necessitassero di assistenza tecnico professionale per sviluppare progetti concreti.

Ecco i recapiti dell’ Info Point:

Confartigianato: Andrea Rossi – cell. 338/5957923 – tel. 071/2293264 mail: andrea.rossi@confartigianato.an.it

CNA: Alessandro Righi – cell. 348/4054710 – tel 071/286081 – mail: arighi@fidimpresamarche.it

 

CONCLUSO IL VI CORSO PER DETENUTI A MONTACUTO

CONSEGNATI 10  ATTESTATI PER “IMPIANTISTA ELETTRICO”

 

ANCONA. Si è concluso nei giorni scorsi il VI corso di formazione organizzato da Cna e rivolto ai detenuti del carcere di Montacuto; questa volta il contenuto formativo è stato dedicato agli impianti elettrici, con un approfondimento su domotica, illuminotecnica e fotovoltaico.

Il corso, realizzato in collaborazione con Formart, ente di formazione della Cna regionale, ha avuto una durata complessiva di 75 ore di lezioni teorico–pratiche, durante le quali i detenuti partecipanti hanno acquisito conoscenze e competenze nell’ambito degli impianti elettrici.

“La nostra proposta progettuale – dice Lucia Trenta, segretaria Cna Ancona – ha avuto un gran successo sin dalla prima edizione degli anni scorsi, perché dà ai partecipanti una concreta opportunità di imparare cose che potranno risultare utili una volta usciti dal carcere, favorendo quindi il loro reinserimento sociale”.

“I docenti – continua Trenta – sono imprenditori artigiani che ben conoscono le richieste del mercato: Dati di BLTN Installation, Traferro della Antrox, Di Donfrancesco di Elektrica, Angeletti di Esco Marche, Brunelli di Cna TecnoQuality e Fabrizio Cesarini. Desidero ringraziarli per l’ottimo lavoro che hanno svolto con passione e dedizione. La relazione che si è instaurata tra docenti ed allievi potrebbe in seguito offrire spunto per future collaborazioni, qualora gli allievi intendano cercare un’occupazione in questo ambito lavorativo, una volta usciti dalla struttura carceraria”.

Al termine dell’ultima lezione, sono stati consegnati ai dieci partecipanti gli attestati e alcuni gadget ed è stata l’occasione per scambiarsi gli auguri. “Soprattutto in questi giorni – conclude Lucia Trenta – in cui ci stringiamo intorno alle nostre famiglie, ci è piaciuto condividere alcuni momenti con chi si trova lontano da casa.”

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