NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 73

NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 73

05 AGOSTO

Dalla Cna Marche:

 

CONFINDUSTRIA, CNA E CONFARTIGIANATO MARCHE

SULLA CRISI ECONOMICA E LE PRIORITA’ DA AFFRONTARE

 

Si sono incontrati i Presidenti regionali di Confindustria Paolo Andreani, di Confartigianato Salvatore Fortuna e di CNA Renato Picciaiola, con i rispettivi direttori, per condividere alcune considerazioni sulla situazione economica e sugli sviluppi futuri.

Nonostante alcuni timidi segnali di ripresa congiunturale da inizio anno, permangono grandi difficoltà nelle imprese e nell’economia regionale, aggravate – nelle ultime settimane – dalla criticità  crescente sui mercati finanziari del sistema Italia .

A fronte della straordinarietà della situazione è necessario rispondere con uno scatto di discontinuità rispetto al passato, con il coinvolgimento di tutte le forze economiche e sociali, attualmente impegnate insieme anche nei tavoli nazionali, per rappresentare alle Istituzioni alcune priorità di intervento.

Il Presidenti regionali lanciano un allarme comune di preoccupazione per il sistema produttivo per il quale necessitano interventi urgenti ed adeguati volti da un lato al recupero di efficienza e di spesa improduttiva, dall’altro al sostegno e al rilancio dell’economia, a partire innanzitutto dalla politica nazionale e da quella regionale.

Nell’attuale situazione di forte carenza di risorse risulta indispensabile iniziare a lavorare sin da subito per individuare alcune priorità condivise, da perseguire con urgenza a partire dalle prossime settimane.

I Presidenti hanno convenuto sulla necessità di proporre, in modo unitario e condiviso tra loro e con le altre Rappresentanze,un pacchetto di poche azioni prioritarie per il reale rilancio economico delle imprese e della economia diffusa del territorio.

I Presidenti regionali dell’artigianato e dell’industria auspicano dunque un metodo di lavoro coinvolgente ed efficace con le altre forze economiche e sociali interessate e disponibili ad avviare un costruttivo confronto insieme alle Istituzioni, in primis la Regione.

Dobbiamo cambiare per salvarci tutti insieme. Ad una situazione straordinaria bisogna saper rispondere con un’azione comune straordinaria.

 

Dalla Cna nazionale:

 

IVAN MALAVASI, PRESIDENTE DI RETE IMPRESE ITALIA: “LAVORARE A TAPPE FORZATE PER LA CRESCITA E PER LO SVILUPPO”.

 “Lavorare per la crescita. Assicurare lo sviluppo. Riaccendere il più rapidamente possibile i motori al sistema economico del Paese. Con questa premessa abbiamo condiviso, con le altre associazioni d’impresa e con i sindacati, il documento illustrato e consegnato oggi al Governo e alle forze politiche di opposizione”. Lo ha dichiarato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti).

Per Malavasi: “è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di procedere a tappe forzate. Le prossime settimane dovranno essere scandite da una agenda costantemente condivisa  fra Governo e parti sociali sulle iniziative da mettere in campo con serietà e con responsabilità da parte di tutti”.

“Siamo in una situazione di emergenza. Lo vediamo ogni giorno dalle reazioni dei mercati finanziari. Il nostro debito pubblico è sotto attacco. Dobbiamo rispondere subito.  Dobbiamo far capire a tutti gli osservatori  che la nostra  volontà, la volontà di tutto il Paese, è solida e compatta”.

“Il documento condiviso dalle grandi associazioni di imprese e dai grandi sindacati è chiarissimo nelle proposte e nell’indicare  le priorità. Ci sarà parecchio da lavorare, anche ad agosto, se vogliamo arrivare a settembre con fatti concreti in campo”.

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

CORSO PATENTINO PERFORATORI CON CNA

 

ANCONA. Nel corso dell’anno si è tenuto il corso per patentino perforatori organizzato dalla scuola edile Edilart di Ancona  e dalla Cna TecnoQuality srl per conto e presso la ditta Methodo srl di Falconara Marittima, specializzata in servizi nel campo della geologia applicata.

Il corso ha coinvolto, in particolare, gli operatori di macchine complesse (perforatori di piccolo diametro: sonde di perforazione, macchine per l’esecuzione di pali, paratie e diaframmi,  esecuzione dei pozzi) per i quali sussiste l’obbligo di conseguimento di un patentino cosi come introdotto dall’Art. 77 del CCNL: “i lavoratori che operano utilizzando macchine complesse nel settore delle fondazioni e dei consolidamenti e nel settore delle indagini nel sottosuolo devono essere in possesso di un patentino rilasciato dalle Scuole Edili conforme alle normative vigenti negli Stati della UE”.

 

CRISI, IN FERIE COL BATTICUORE

IMPRENDITORI PREOCCUPATI PER SETTEMBRE

Già ora fortissimi timori per la riapertura dopo agosto In crisi nera manifattura, edilizia e trasporti   

 

PESARO – La tempesta finanziaria che si sta abbattendo sull’Italia sta già provocando serie ripercussioni anche al sistema delle imprese della nostra provincia che, dopo tre anni di passione e tanti caduti sul campo (si calcola almeno 1.200 attività nei vari settori), ora si trovano davanti un’altra via crucis, soprattutto in vista della ripresa dell’attività dopo la pausa estiva, a settembre. “Piove sul bagnato e guardiamo con grande preoccupazione – dicono allarmati Camilla Fabbri e Giorgio Aguzzi, rispettivamente segretario e presidente provinciale della CNA – al recente andamento dei mercati finanziari. E questo perché il mercato non sembra riconoscere la solidità dei fondamentali dell’Italia. A questo si aggiungano le turbolenze internazionali e le difficoltà connesse alla specificità del sistema economico della provincia di Pesaro e Urbino, da fiore all’occhiello a maglia nera della regione. Sono ancora in crisi settori come la manifattura, i trasporti ed anche i servizi. Difficoltà per il mobile, che continua a soffrire nonostante un lieve incremento delle esportazioni. Vanno malissimo i trasporti che sfiorano punte negative da record; un po’ meglio (con un andamento a fasi alterne), la meccanica. Profondo rosso per l’edilizia e l’impiantistica, alle prese con una crisi fortissima e dove a reggere è solo il mercato delle ristrutturazioni.  Un insperato miglioramento invece nel settore tessile-abbigliamento, in crisi da decenni. Ancora in affanno la nautica. Insomma il quadro è ancora di grande difficoltà e gli avvenimenti legati alla situazione economica e finanziaria non fanno altro che aggravare le cose. “A questo punto temiamo – dicono la Fabbri ed Aguzzi – che a settembre siano diverse le imprese che decideranno di non riaprire i battenti. Prevale negli imprenditori un senso di sfiducia e incertezza”.

Secondo la CNA “la fase che stiamo attraversando è delicatissima dipende in gran parte dalle condizioni di fondo dell’economia italiana (debito pubblico, mancata crescita e investimenti, spesa sociale, costi delle politica e della pubblica amministrazione, etc.), ed è in parte connessa a un problema europeo di fragilità dei paesi periferici.  A ciò si aggiungono i problemi di bilancio degli Stati Uniti. Ma queste incertezze dei mercati si traducono per l’Italia nel deciso ampliamento degli spread sui titoli sovrani e nella penalizzazione dei valori di borsa. Questo comporta un elevato onere di finanziamento del debito pubblico ed un aumento del costo del denaro per famiglie ed imprese. Tutto questo mentre il Governo, anche dopo il varo della manovra economica,  sembra non aver trovato soluzioni convincenti, né per i mercati né per le imprese, per uscire dal pantano. Questa manovra era certamente inevitabile, ma purtroppo già ora si rivelata è insufficiente. Lo dimostra la sonora bocciatura dei mercati che non credono alle misure dall’esecutivo. “Perché – secondo il segretario ed il presidente della CNA – non fa ripartire la crescita, non fa marciare l’economia. E senza crescita non si può aggredire il macigno del debito pubblico. In questa fase delicatissima occorrerebbe maggiore senso di responsabilità della politica. Per evitare che la situazione italiana divenga insostenibile occorre ricreare immediatamente nel nostro Paese condizioni per ripristinare la normalità sui mercati finanziari con un immediato recupero di credibilità nei confronti degli investitori”.

A tal fine si rende necessario un Patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali; serve una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita del Paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione. Occorre modificare il Patto si stabilità che blocca milioni di euro che potrebbero essere impiegati nella creazione di infrastrutture e dare lavoro a centinaia di imprese. Bene il patto tra le parti sociali nazionale mentre a livello provinciale occorre riprendere subito un tavolo di concertazione comune ed un patto di solidarietà formato da Rete Imprese Italia e istituzioni pubbliche e creditizie, per fronteggiare questa nuova emergenza”.

 

 

 

 

 

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