NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 72

13 giugno 2014

 

 

Dalla Cna Marche:

 

Si tratta di dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sulle previsioni  occupazionali delle imprese marchigiane, ed elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna Marche.

 

IMPRESE DELLE MARCHE, ENTRO DICEMBRE A CASA 26.600 LAVORATORI

LE NUOVE ASSUNZIONI SARANNO SOLTANTO 19.950

 

Sabatini: “negli ultimi due anni il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è salito dal 5,4 all’8 per cento e quello dei diplomati dal 7 al 10,1 per cento. Dobbiamo favorire l’inserimento di giovani occupati nelle nostre aziende, in particolare diplomati e laureati, che portano competenze, innovazione, ricerca, capacità di guardare ai mercati internazionali.”

 

Entro la fine dell’anno le imprese marchigiane manderanno a casa 26.600 lavoratori mentre le nuove assunzioni saranno 19.950. Scompariranno quindi 6.670 posti di lavoro. Si tratta di dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sulle previsioni  occupazionali delle imprese marchigiane, ed elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna Marche.

L’allarme viene lanciato dal presidente Cna Marche Gino Sabatini, secondo il quale “abbiamo sei mesi di tempo per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale nelle aziende della regione. Come? Intervenendo sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato avviare un’impresa per i tanti giovani desiderosi di mettersi in proprio. Secondo stime del sistema camerale, sono più di 5 mila i giovani marchigiani tra i 18 ed i 35 anni potenziali imprenditori e riuscirebbero ad assorbire quasi il doppio di lavoratori, fornendo un contributo decisivo al mercato del lavoro marchigiano. Regione, Camere di commercio e associazioni di categoria debbono unire i loro sforzi per facilitare la nascita di nuove imprese, fornendo agli aspiranti imprenditori assistenza, supporto e finanziamenti dedicati”.

La provincia dove nei prossimi mesi si perderanno più posti di lavoro sarà Ancona (-2.180) seguita da Pesaro Urbino (-1.880) e Macerata (-1.280). Situazione migliore ad Ascoli Piceno (-830) e a Fermo (-500). I lavoratori maggiormente a rischio disoccupazione saranno quelli occupati nel commercio, nel turismo, alloggio e ristorazione, nei trasporti, nei servizi. Tra le imprese manifatturiere, quelle che avranno il maggior calo di personale saranno quelle del sistema moda, meccanica, mobile e alimentari.

“Di fronte ad una disoccupazione giovanile che ha raggiunto quest’anno il 36,1 per cento rispetto al 23,8 per cento del 2001,”  ha concluso Sabatini non si deve e non si può restare a guardare. Si tratta di una disoccupazione non solo manuale ma anche intellettuale, visto che negli ultimi due anni il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è salito dal 5,4 all’8 per cento e quello dei diplomati dal 7 al 10,1 per cento. Dobbiamo favorire l’inserimento di giovani occupati nelle nostre aziende, in particolare diplomati e laureati, che portano competenze, innovazione, ricerca, capacità di guardare ai mercati internazionali.”

 

MARCHE, MOVIMENTI OCCUPAZIONALI 2014 
       
  entrate uscite saldo
       
PESARO URBINO

4.810

6.680

-1.880

ANCONA

6.420

8.590

-2.180

MACERATA

3.670

4.950

-1.280

ASCOLI PICENO

2.900

3.730

-830

FERMO

2.150

2.650

-500

       
MARCHE

19.950

26.600

-6.670

Fonte: Unioncamere e Ministero del Lavoro
       

 

Dalle Cna provinciali:

 

La crisi non si ferma. Le previsioni occupazionali di UnionCamere e Ministero del lavoro

 

PESARO E URBINO, ANCORA NUBI ALL’ORIZZONTE

NEL 2014 ALTRI POSTI DI LAVORO IN MENO

 

Di qui alla fine dell’anno si perderanno quasi 2mila occupati. Peggio di noi solo Ancona

 

 PESARO – Pesaro e Urbino, anche il 2014 sarà un anno difficile per il lavoro. Alla fine di dicembre i posti di lavoro nelle aziende della provincia saranno circa 2mila in meno.

Un risultato dovuto alla perdita di posti di lavoro, non compensati dai nuovi ingressi di personale nelle aziende marchigiane. Si tratta di dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese marchigiane, ed elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna Marche.

 L’allarme viene lanciato dal presidente Cna di Pesaro e Urbino, Alberto Barilari secondo il quale “abbiamo sei mesi di tempo per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale nelle aziende della regione”.

 Come? Moreno Bordoni, segretario provinciale lancia la sua ricetta. “Intervenendo sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato avviare un’impresa per i tanti giovani desiderosi di mettersi in proprio sulla riduzione della tassazione locale che sta diventando un ostacolo alla crescita.

 Secondo stime del sistema camerale, sono più di 5 mila i giovani marchigiani tra i 18 ed i 35 anni potenziali imprenditori e riuscirebbero ad assorbire quasi il doppio di lavoratori, fornendo un contributo decisivo al mercato del lavoro marchigiano. Regione, Camere di commercio e associazioni di categoria debbono unire i loro sforzi per facilitare la nascita di nuove imprese, fornendo agli aspiranti imprenditori assistenza, supporto e finanziamenti dedicati”.

Nella classifica regionale stiamo peggio solo rispetto alla provincia di Ancona dove nei prossimi mesi si perderanno più posti di lavoro (- 2.180). Segue la provincia di Pesaro Urbino (- 1.880) e Macerata (- 1.280). Situazione migliore ad Ascoli Piceno (- 830) e a Fermo (- 500).

 I lavoratori maggiormente a rischio disoccupazione saranno quelli occupati nel commercio, nel turismo, alloggio e ristorazione, nei trasporti, nei servizi. Tra le imprese manifatturiere, quelle che avranno il maggior calo di personale saranno quelle del sistema moda, meccanica, mobile e alimentari.

 “Di fronte ad una disoccupazione giovanile che ha raggiunto quest’anno il 36,1 per cento rispetto al 23,8 per cento del 2001 – concludono Barilari e Bordoni – non si deve e non si può restare a guardare. Si tratta di una disoccupazione non solo manuale ma anche intellettuale, visto che negli ultimi due anni il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è salito dal 5,4 all’8 per cento e quello dei diplomati dal 7 al 10,1 per cento. Bisogna per questo favorire l’inserimento di giovani occupati nelle nostre aziende, in particolare diplomati e laureati, che portano competenze, innovazione, ricerca, capacità di guardare ai mercati internazionali.”

 

 

LAVORO. PER IL 2014 LE PREVISIONI SONO ANCORA NEGATIVE:

MACERATA SEGNA -1280 POSTI.

 

MACERATA. Anche il 2014 sarà un anno difficile per il lavoro nelle Marche. Alla fine di dicembre i posti di lavoro nelle aziende marchigiane saranno 6.670 in meno. Un risultato dovuto alla perdita di 26.600 posti di lavoro, non compensati dai 19.950 nuovi ingressi di personale nelle aziende marchigiane. Si tratta di dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese marchigiane, ed elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna Marche.

La provincia di Macerata perderà nei prossimi mesi 1.280 posti di lavoro. Il territorio più colpito sarà Ancona (-2.180), seguito da Pesaro Urbino (-1.880), situazione migliore ad Ascoli Piceno (-830) e a Fermo (-500).

I lavoratori maggiormente a rischio disoccupazione saranno quelli occupati nel commercio, nel turismo, alloggio e ristorazione, nei trasporti, nei servizi. Tra le imprese manifatturiere, quelle che avranno il maggior calo di personale saranno quelle del sistema moda, meccanica, mobile e alimentari.

L’allarme viene lanciato dal presidente della CNA Provinciale di Macerata Giorgio Ligliani, secondo il quale: “Abbiamo 6 mesi di tempo per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale. Come? Intervenendo sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato avviare un’impresa per i tanti giovani desiderosi di mettersi in proprio. Regione, Camere di commercio e associazioni di categoria – prosegue Ligliani debbono unire i loro sforzi per facilitare la nascita di nuove imprese, fornendo agli aspiranti imprenditori assistenza, supporto e finanziamenti dedicati”.

Secondo stime del sistema camerale, sono più di 5 mila i giovani marchigiani tra i 18 ed i 35 anni potenziali imprenditori e riuscirebbero ad assorbire quasi il doppio di lavoratori, fornendo un contributo decisivo al mercato del lavoro marchigiano.

Di fronte ad una disoccupazione giovanile che ha raggiunto quest’anno il 36,1% rispetto al 23,8 % del 2001”  è l’opinione del presidente regionale CNA Gino Sabatininon si deve e non si può restare a guardare. Dobbiamo favorire l’inserimento di giovani occupati nelle nostre aziende, in particolare diplomati e laureati, che portano competenze, innovazione, ricerca, capacità di guardare ai mercati internazionali.

 

OCCUPAZIONE, ANCHE IL 2014 SARA’ ANNO NERO PER IL PICENO

SECONDO I DATI ELABORATI DELLA CNA ENTRO DICEMBRE ALTRI 830 POSTI IN MENO IN TUTTA LA PRVINCIA

 

ASCOLI PICENO. Occupazione, nuovo allarme della Cna di Ascoli. Anche il 2014 sarà un anno “nero” per l’occupazione. A dicembre 2014, nel Piceno, si perderanno altri 830 posti di lavoro. Sono i dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese marchigiane, ed elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna Marche. “Ci sono sei mesi di tempo – sostiene Luigi Passaretti, presidente provinciale della Cna – per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale nelle aziende. Come? Intervenendo sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato avviare un’impresa per i tanti giovani desiderosi di mettersi in proprio”.

“Negli ultimi due anni – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna di Ascoli – il tasso di disoccupazione dei giovani laureati è salito dal 5,4 all’8 per cento e quello dei diplomati dal 7 al 10,1 per cento. A fronte di ciò, sono più di 5 mila i giovani marchigiani tra i 18 ed i 35 anni che potrebbero essere potenziali imprenditori e che riuscirebbero ad assorbire quasi il doppio di lavoratori, fornendo un contributo decisivo al mercato del lavoro marchigiano. Il tutto se il sitema Sempre secondo l’analisi del Centro studi Cna, i lavoratori maggiormente a rischio disoccupazione saranno quelli occupati nel commercio, nel turismo, alloggio e ristorazione, nei trasporti, nei servizi. Tra le imprese manifatturiere, quelle che avranno il maggior calo di personale saranno del sistema moda, meccanica, mobile e alimentari. Complessivamente, se non ci saranno radicali correttivi di politica economica, nell’anno in corso in tutte le Marche si perderanno altri 6.670 posti di lavoro, con il primato negativo (meno 2.180 posti) ad appannaggio della provincia di Ancona. Migliori risultato (si fa per dire!) per Fermo con le previsione che la attestano a un calo di posti di lavoro di circa 500 unità.

 

 

 

Export, la Cna di Ascoli analizza gli ultimi dati Istat del primo trimestre 2014, riguardo i mercati esteri: prosegue il trend a doppia cifra per le Marche e il Piceno

 

IL PICENO (+19,5 %) FA MEGLIO DI TUTTE LE ALTRE PROVINCE MARCHIGIANE

 

ASCOLI PICENO. Esportazioni, Piceno da record. “L’export delle Marche prosegue il suo andamento positivo e si mantiene ai vertici nazionali per crescita. Dopo l’ottima chiusura del 2013, anche l’avvio del 2014 si conferma con un aumento a due cifre. E’ il segno della vivacità e tenuta del nostro sistema produttivo. Un elemento di fiducia, in particolare in questa fase”. Così il presidente provinciale della Cna, Luigi Passaretti, commenta i dati Istat sull’export del primo trimestre 2014. A fronte di un lieve incremento delle esportazioni in Italia (+1,5%) e di un segno meno per l’area Centro (-0,9%), le Marche registrano un ottimo +10,5%.

 Tra le province che si segnalano per una dinamica particolarmente positiva a livello nazionale, Ascoli Piceno (+19,5%) ed Ancona (+14,1%).  “Appena ieri commentavamo con rammarico i dati sull’occupazione che rischiano di vedere per il Piceno un segno negativo anche in questo 2014 – aggiunge Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – E proprio commentando questi dati non si poteva che sollecitare interventi forti per correggere questa ulteriore flessione. Innovazione e reti d’impresa restano a nostro avviso il rimedio migliore. Anche perché le aggregazioni e il fare sistema possono essere la ricetta vincente per presentarsi competitivi sui mercati di tutto il mondo. E i dati di oggi confermano quanto percorrere questa strada sia di vitale importanza per il pil e per l’occupazione del nostro territorio”.

 

 

NASCE LA WEB COMMUNITY DELLA MODA
“Mood Market” è un progetto di Federmoda Cna che prevede un portale ed azioni di ecommerce per le aziende di abbigliamento e calzature

 

ANCONA. Parte “Mood Market”, un progetto della Cna per la creazione di una web community nel settore della moda. Al centro del progetto la costituzione di un portale al quale potranno aderire le imprese del comparto, selezionabili per settore, tipologia di prodotto e di lavorazione, livello di qualità, sistemi di vendita, struttura occupazionale e produttiva. Il portale, che sarà bilingue (italiano e inglese), conterrà inoltre le normative di riferimento, i bandi per il finanziamento di iniziative di innovazione ed internazionalizzazione, fiere ed altri eventi promozionali, studi ed indagini sul sistema moda marchigiano. Al progetto di web community, Federmoda Cna affiancherà anche incontri diretti tra imprenditori.

“Nel nostro territorio e nella nostra regione – dichiara Lucia Trenta, responsabile provinciale Federnoda Cna – è ancora scarsa la presenza di businnes community virtuali, che sono invece strategiche per rilanciare il made in Italy e l’economia locale. Recentemente però, gli imprenditori hanno cominciato a capire che in un mondo profondamente cambiato, le relazioni tra imprese sono diventate un fattore strategico per lo sviluppo di nuovo business e di conseguenza per un rilancio della loro attività.”

Le imprese marchigiane del sistema moda sono 7.523 di cui 4.804 del calzaturiero e 2.719 del tessile abbigliamento. Si tratta di un settore in difficoltà, che nei soli primi tre mesi del 2014, ha perso 133 imprese di cui 87 calzaturiere e 46 di abbigliamento. Inoltre, le industrie tessili e dell’abbigliamento hanno avuto un calo della produzione, secondo l’ultima indagine Unioncamere, del 3,3% e le aziende calzaturiere dell’1%. Per fortuna ha tenuto l’export del sistema moda marchigiano, passato da 2,6 a 2,7 miliardi di euro.

“La Web community e il nostro portale ‘Mood Market’ – conclude la Trenta – si pongono anche l’obiettivo di incrementare ulteriormente le esportazioni delle nostre imprese. Come? Connettendo  le imprese del sistema moda marchigiano a potenziali nuovi clienti nel mondo, attraverso azioni di web marketing e di e-commerce, delle quali il portale sarà il trampolino di lancio”.

 

INSTALLAZIONE P.O.S DAL 30 GIUGNO 2014.

LA CNA AVVERTE: ATTENZIONE, NON CI SONO NÉ OBBLIGO NÉ SANZIONI.

Il suggerimento: concordare preventivamente con il cliente la forma di pagamento.

 

FERMO – MACERATA. Dal prossimo 30 giugno, artigiani, commercianti e professionisti saranno tenuti ad accettare pagamenti con carte di debito per transazioni di importo superiore a 30 euro.

Lo stabilisce l’art. 15 del D.L. 179/2012, con l’obiettivo di ridurre l’uso del contante e rafforzare l’utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili nell’attuazione dell’Agenda digitale.

L’impegno profuso in questi mesi dalla CNA e Rete Imprese Italia ha portato allo slittamento di sei mesi di tale obbligo e all’attenuazione dell’impatto, con l’esclusione dei pagamenti di importo inferiore a 30 euro.

Per evitare interpretazioni della norma fuorvianti, che potrebbe lasciar pensare all’introduzione di un obbligo di installazione del P.O.S., la Divisione Economica e Sociale della CNA si è espressa chiarendo che la mancata previsione di una sanzione per quanti non si muniscano di P.O.S. e non siano, quindi, in grado di garantire alla clientela la possibilità di effettuare il pagamento tramite carta di debito, esclude l’esistenza dell’obbligo.

L’art. 15 del D.L. 179/2012, infatti, prevede solo che gli operatori siano tenuti ad “accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito”.

Quindi a partire dalla data di entrata in vigore del provvedimento, qualora il cliente privato voglia pagare con carta di debito, l’impresa è tenuta ad accettare anche questa forma per pagamenti di importo superiore a trenta euro. Rimane, pertanto, inalterato un principio di riferimento, ovvero la volontà delle parti, impresa e cliente privato, nella individuazione delle forme di pagamento.

Ciò premesso, a nostro avviso, l’individuazione delle forme di pagamento continua ad essere rimessa alla volontà delle parti: impresa e cliente privato.

Si ritiene opportuno consigliare alle imprese di concordare preventivamente, laddove possibile, la forma di pagamento, al fine di non provocare un irrigidimento dei rapporti con i clienti: questo è, infatti, il vero rischio che può generarsi dall’entrata in vigore della nuova disposizione.

Per quanto di nostra competenza, la CNA continuerà a lavorare per attenuare la portata del provvedimento, nella convinzione che principi assolutamente condivisibili quali semplificazione e trasparenza, ma anche sicurezza per gli operatori economici, non si traducano solo in ulteriori oneri per gli stessi.

 

 

CARA TASI, QUANTO CI PESI E QUANTO CI COSTI?

CNA E CONFARTIGIANATO SCRIVONO AI SINDACI DEI COMUNI

 

Semplificazione degli adempimenti, proroga del termine di versamento dell’acconto, inapplicabilità di sanzioni e delibere omogenee: queste le richieste

                                                                                   

ANCONA. Crisi e burocrazia stanno uccidendo cittadini e imprese. In questo clima di gravi incertezze la nuova TASI aggiunge ulteriori difficoltà. Con questa preoccupazione, Cna e Confartigianato della provincia di Ancona hanno scritto una lettera a tutti i Sindaci per chiedere la semplificazione degli adempimenti.

“Per quanto riguarda la TASI, non si tratta solo di una nuova tassa  – scrivono le due associazioni di categoria – essa porta con sé problemi crescenti di natura operativa sia per le incertezze legate alle scadenze del versamento del nuovo tributo sia per l’estrema eterogeneità delle delibere che i Comuni stanno adottando per la determinazione di aliquote e detrazioni”.
Cna e Confartigianato quindi chiedono ai Sindaci, il rispetto di quella “massima semplificazione degli adempimenti” richiamata dal legislatore nell’articolo 1, comma 689, legge n. 147 del 27 dicembre 2013, e che dovrebbe essere attuata, in particolare, con l’invio di “modelli di pagamento preventivamente compilati da parte degli enti impositori“.
A livello nazionale, le Confederazioni si sono già attivate con la presentazione di emendamenti, richieste al Ministro dell’economia e delle finanze e comunicati stampa che, nell’immediato, hanno l’obiettivo di ottenere una proroga generalizzata dei termini di pagamento e una sanatoria per gli omessi e insufficienti versamenti.

“Nel contempo – continuano Confartigianato e Cna rivolgendosi ai Sindaci – si ritiene inevitabile sostenere una riforma della fiscalità immobiliare che sopprima la TASI e reintroduca il solo tributo IMU, con il sistema di detrazioni per le abitazioni principali stabilite a livello centrale. La sovrapposizione dei due tributi è insostenibile, oltreché in termini di pressione fiscale, da un punto di vista esclusivamente gestionale”.
A livello locale, le associazioni Confartigianato e Cna oltre che ribadire la disponibilità ad un confronto con i Comuni sollecitano i Comuni a concedere una proroga del termine di versamento dell’acconto. L’azione può essere rafforzata con l’inapplicabilità di sanzioni o interessi qualora il versamento dell’intero tributo sia comunque correttamente eseguito entro il termine del 16 dicembre 2014.

“E’ opportuno, inoltre – concludono le due associazioni – sollecitare affinché le delibere siano quanto più omogenee almeno nell’ambito della stessa provincia”.

 

 

ASSOCIATI