NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 70

NOTIZIE DAL TERRITORIO  70

28 LUGLIO 2011

 

Dalla Cna Marche:

 

Corteo di camion a clacson spiegati ad Ancona, organizzato dalla Cna Fita Marche

LA VOCE DEI TIR CONTRO IL CARO CARBURANTE

Dalla sede del consorzio ATS al porto di Ancona e ritorno. I Tir della Fita Cna hanno fatto sentire la oro voce, suonando il clacson per protestare contro il caro carburanti. Sotto accusa l’aumento delle accise su benzina e gasolio che ha convinto gli autotrasportatori marchigiani associati alla Fita Cna a scendere in strada ed a spiegare le loro ragioni in conferenza stampa.

Secondo Olindo Brega, presidente regionale Cna Fita “pagano sempre gli autotrasportatori e le accise si accumulano una dopo l’altra da quella del 1936 per la guerra d’Etiopia fino alle ultime per il fondo spettacolo e l’emergenza profughi. La misura è colma e non escludiamo un fermo totale dei mezzi”.

Resistere alla concorrenza dei vettori stranieri è sempre più dura. In Italia il costo del carburante alla pompa è di 1,52 euro al litro in media contro 1,25 in Slovenia, 126 in Bulgaria, 1,28 in Romania, 1,29 in Spagna e 1,36 in Francia.  Come se non bastasse  ci si è messo anche l’aumento delle assicurazioni  dei mezzi, che ha visto la Provincia di Ancona incrementare l’aliquota del 3 per cento e quella di Pesaro del 3,5 per cento. Alla manifestazione, promossa da Cna Fita, hanno aderito Federconsumatori, Adiconsum, Fit-Cisl, Filt-Cgil, Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl, Transfrigoroute Italia Assotir, Anitrav, CNA Servizi alla Comunità-Autoriparazione, Lega Coop Servizi e il “Corriere dei Trasporti”.

 

Dalla Cna nazionale:

IVAN MALAVASI, PRESIDENTE DI RETE IMPRESE ITALIA

“QUATTRO PUNTI NELL’AGENDA DELLE IMPRESE PER L’EUROPA”

 

“La fase economica difficile che stiamo attraversando impone di fare ogni sforzo possibile per restituire competitività al Paese e alle imprese. L’integrazione europea, in questo contesto, è una scelta strategica fondamentale e irreversibile. Nella  scia della Relazione Programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, abbiamo perciò voluto  individuare quattro punti che rivestono una particolare rilevanza per le imprese e che riguardano la regolamentazione dei mercati  finanziari, gli appalti pubblici, la politica per il turismo e la politica fiscale”.

Lo ha detto Ivan Malavasi, Presidente di Rete Imprese Italia, (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) nel corso dell’audizione presso la XIV  Commissione (Politiche dell’Unione Europea) della Camera dei Deputati.

Regolamentazione dei mercati finanziari. Malavasi, ha indicato la necessità di superare “le difficoltà di rapporto tra le autorità di vigilanza e i grandi gruppi che operano in più paesi, in modo da favorire la trasparenza e la protezione dei creditori e degli investitori.”

 Il Presidente di Rete Imprese Italia ha inoltre espresso preoccupazione per l’impatto delle decisioni di Basilea 3, le cui regole rischiano di rendere difficile l’accesso delle micro, piccole e medie imprese ai finanziamenti bancari, ed ha ricordato la proposta, elaborata congiuntamente fra l’ABI e le associazioni delle imprese italiane, tese ad evitare restrizioni del credito alle Pmi attraverso accorgimenti che consentano l’adozione di nuovi criteri patrimoniali per le banche, in modo da distinguere fra la rischiosità esistente nelle diverse aree di attività finanziaria.

 Appalti Pubblici. “Il mercato degli appalti pubblici ammonta al 10% del PIL – ha sottolineato Malavasi – per questo  è fondamentale renderlo più accessibile, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese”. L’obiettivo di Rete Imprese Italia è l’applicazione del principio comunitario di parità di trattamento e di concorrenza, sostenuto da una legislazione  stabile che non comporti la necessità di ricorrere a modifiche continue, come è avvenuto fino ad ora nell’ordinamento italiano, modifiche che pregiudicano la certezza del diritto, alimentano infiniti contenziosi e penalizzano gli operatori.

 Politica per il Turismo. Rete Imprese Italia, nella consapevolezza che  le PMI, e soprattutto le micro imprese, rappresentano la maggioranza dell’offerta turistica in tutta Europa, e in particolare in Italia, chiede che le iniziative di incentivazione a favore di queste imprese siano indirizzate all’adeguamento e al miglioramento delle strutture esistenti.

 Politica fiscale. Malavasi ha sottolineato “l’esigenza di semplificare il sistema di applicazione dell’Iva riducendo le deroghe e i regimi speciali”. Si condivide, dunque, l’esigenza espressa nel Libro Verde sul futuro dell’IVA di creare un sistema più semplice ed armonizzato tra i Paesi europei.

 

L’APPELLO AL GOVERNO DI IMPRESE, BANCHE E SINDACATI

UN PATTO PER LA CRESCITA CHE COINVOLGA TUTTE LE PARTI SOCIALI

Guardiamo con preoccupazione al recente andamento dei mercati finanziari. Il mercato non sembra riconoscere la solidità dei fondamentali dell’Italia. Siamo consapevoli che la fase che stiamo attraversando dipende solo in parte dalle condizioni di fondo dell’economia italiana ed è connessa a un problema europeo di fragilità dei paesi periferici. A ciò si aggiungono i problemi di bilancio degli Stati Uniti. Ma queste incertezze dei mercati si traducono per l’Italia nel deciso ampliamento degli spread sui titoli sovrani e nella penalizzazione dei valori di borsa. Ciò comporta un elevato onere di finanziamento del debito pubblico ed un aumento del costo del denaro per famiglie ed imprese.Per evitare che la situazione italiana divenga insostenibile occorre ricreare immediatamente nel nostro Paese condizioni per ripristinare la normalità sui mercati finanziari con un immediato recupero di credibilità nei confronti degli investitori. A tal fine si rende necessario un Patto per la crescita che coinvolga tutte le parti sociali; serve una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed una discontinuità capace di realizzare un progetto di crescita del Paese in grado di assicurare la sostenibilità del debito e la creazione di nuova occupazione.

ABI, ALLEANZA COOPERATIVE ITALIANE (CONFCOOPERATIVE, LEGA COOPERATIVE, AGCI), CGIL, CIA, CISL, COLDIRETTI, CONFAGRICOLTURA, CONFAPI, CONFINDUSTRIA, RETEIMPRESE ITALIA (CONFCOMMERCIO, CONFARTIGIANATO, CNA, CASARTIGIANI, CONFESERCENTI), UGL, UIL IMPRESE ARTIGIANE DELL’ AREA CHIMICA – CERAMICA.

SOTTOSCRITTO L’ ACCORDO DI RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO RIGUARDA CIRCA 40.000 IMPRESE ED OLTRE 100.000 LAVORATORI

 

La CNA, insieme alle altre Organizzazioni Datoriali ed a  FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL e UILCEM – UIL al termine di una trattativa  lunga e complessa, durata circa venti mesi, hanno sottoscritto l’accordo di rinnovo del CCNL Area Chimica, che accorpa i previgenti CCNL dei settori chimica, gomma  plastica, vetro e ceramica valido per il triennio 2010 – 2012.

L’accordo prevede un incremento salariale pari a 89.50 euro per l’operaio qualificato del settore Chimica, ed 84.50 euro per l’operaio qualificato del settore  Ceramica. Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale verrà corrisposto un importo forfettario “una tantum” pari ad euro 150 per la Chimica e 100 per la Ceramica.

In una nota la CNA esprime “grande soddisfazione per l’accordo raggiunto che risponde positivamente alle esigenze di imprese e lavoratori in una fase cruciale per l’ economia del nostro Paese”.

Tra le principali novità dell’accordo, in deroga a quanto disposto ai limiti temporali previsti per i contratti a tempo determinato, è stata introdotta la possibilità di una ulteriore estensione di 12 mesi, a condizione che la stipula avvenga presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio.

Per quanto attiene al welfare contrattuale le Parti hanno ribadito la contrattualizzazione delle prestazioni della bilateralità nazionale e regionale ed hanno previsto l’attivazione di un fondo sanitario integrativo per tutti i lavoratori del settore.

 

 

Dalla Regione Marche:

 

INTESA TRA REGIONE MARCHE E CASSA DEPOSITI E PRESTITI PER IL SOSTEGNO AD ARTIGIANI E PICCOLE E MEDIE IMPRESE

 

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini, ha recepito l’intesa tecnica con la Cassa depositi e prestiti, per l’attivazione del Fondo per il sostegno ad artigiani e piccole e medie imprese.

“Si tratta di un’iniziativa – sottolinea la Giannini – che abbiamo attivato per far fronte ai tagli continui e sempre più consistenti che il Governo opera nei confronti delle autonomie locali. In particolare, dopo gli ultimi interventi, i trasferimenti che ricevevamo per il sostegno alle imprese, sono stati di fatto azzerati. Ciò è tanto più grave se si considera che le previsioni sull’andamento dell’economia per l’anno in corso non sono affatto rosee e che quindi le imprese che investono andrebbero sostenute il più possibile. Strumenti agevolativi storici come Artigiancassa e contributi in conto interessi per l’innovazione come la 598/94 gestita da Mediocredito sono stati bloccati a causa della chiusura dei trasferimenti statali che da dieci anni consentivano di sostenere, attraverso il credito agevolato, investimenti produttivi, innovazione e ricerca. Siamo dovuti quindi ricorrere a contromisure, attivando l’intesa con Cassa depositi e prestiti, che gestisce il Fondo rotativo per i finanziamenti agevolati. Le Marche sono la prima Regione a dar vita ad un protocollo come questo, facendo da apripista in un’inedita forma di collaborazione istituzionale nel sostegno alle imprese. Lo stanziamento regionale, pari a un milione di euro, grazie all’effetto leva finanziaria, potrà sostenere in prima battuta la nuova linea di operatività che attiva 63 milioni di euro di liquidità di Cassa Depositi e Prestiti e indicativamente altrettanti da parte del sistema bancario, mobilitando un significativo ammontare di investimenti da parte delle imprese.

Secondo la Cna Marche è un risultato importante, per il quale l’associazione artigiana si è fortemente impegnata e che, dovrebbe raggiungere praticamente gli stessi risultati delle leggi soppresse. Ora la palla passa alla Cassa e al Ministero per la definizione degli aspetti tecnici delle operazioni, funzionali all’operatività del Fondo che, si augura la Cna,  speriamo avvenga nel più breve tempo possibile

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

CNA E QUINTANA: MOSTRA E SFILATA DI GIOIELLI E CERAMICHE

ASCOLI PICENO. Resteranno in mostra nella Sala delle Colonne del Palazzo comunale di Ascoli Piceno fino al 31 agosto. Ma domenica 7 agosto le 15 opere (8 ceramiche e 7 gioielli) realizzate dai maestri artigiani della Cna lasceranno il chiuso del museo per sfilare lungo tutta la città insieme al corteo storico che accompagna i cavalieri giostranti del Palio ascolano.I gioielli saranno indossati dalle dame dei sestieri cittadini, mentre le ceramiche (placche devozionali ispirate alla vita del Santo Patrono) saranno portate da figuranti in costume. “I nostri artigiani – spiega Gino Sabatini, presidente della Cna Picena e vice presidente della Camera di Commercio – hanno voluto dare il loro contributo per rendere la Quintana più bella e promuovere, allo stesso tempo, il saper fare artigiano”.“La ceramica è una peculiarità di Ascoli Piceno – aggiunge Barbara Tomassini, presidente provinciale dell’unione Cna Artistico e Tradizionale – e ci è sembrato naturale legarle, oltre agli ori che saranno in corteo per il secondo anno consecutivo,  a questa importante manifestazione. Per la sfilata i nostri associati hanno realizzato placche devozionali ispirate alla vita e alla rappresentazione iconografica di Sant’Emidio, come si usava fare del 1.400 nelle occasioni importanti della vita cittadina.

 

 

A Pesaro un’inedita ricerca sociologica sulla terza età che ha visto insieme CNA, capofila di un pool di associazioni (Confartigianato, Casartigiani, Claai, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, CIA e API), Università di Urbino e Adi (Associazione Disegno Industriale)

MOBILE-ARREDAMENTO, DOMOTICA CON UN PIZZICO DI VINTAGE

ECCO LA CASA DEL FUTURO PER GLI OVER 60

 

Obiettivo, capire e sostenere le esigenze domestiche degli anziani per produrre appositi mobili e arredi creando nuove opportunità per il settore

 

PESARO – «Un progetto legato all’innovazione, che va verso la creazione di opportunità nuove per l’economia e il territorio». Così Matteo Ricci sulla presentazione dei risultati della ricerca «Il luogo dell’abitare», promossa dalla Regione Marche, dalla Provincia di Pesaro e Urbino e dalla Facoltà di sociologia dell’Università Urbino, in collaborazione con la CNA e CNA Pensionati, associazione capofila tra le nove (Confartigianato, Casartigiani, CLAAI, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, CIA e API) che hanno aderito all’iniziativa e l’ADI(Associazione per il Disegno Industriale). Un lavoro che, sostanzialmente, mira ad approfondire le esigenze e le necessità abitative degli over 60-70, per sostenere, con gli scenari futuri della domotica, le piccole e medie imprese del distretto del mobile. «Mentre resistiamo alla crisi – evidenzia il responsabile di Cna Pensionati, Valerio Angelini – dobbiamo essere in grado di individuare settori di crescita e nuovi posti di lavoro, anche per sostenere i nostri giovani. Puntiamo su turismo, green economy e domotica. Che abbinata alla qualità e all’alta aspettativa di vita apre strade importanti da percorrere». Gli over 60 come risorsa: «La ricerca – continua Angelini – dà indicazioni importanti per le nuove frontiere dell’arredamento e del design, a partire dalle necessità che si sono riscontrate per questo target di popolazione. Ora il prossimo step sarà la ricerca di risorse per la realizzazione, con la collaborazione dell’ADI(Associazione per il Disegno Industriale) dei prototipi».

Aggiunge il segretario provinciale  CNA Camilla Fabbri: «Siamo soddisfatti per un’intuizione che ci ha permesso di indagare le abitudini di una parte non passiva della popolazione. Abbiamo voluto capire come potere utilizzare il loro modo di vivere per progettare il futuro. Si parte da un’attività sociologica per arrivare a una traduzione pratica, che possa sostenere anche il futuro delle nostre imprese. I mobili per bambini sono diventati un mercato importante: l’auspicio è che lo stesso percorso possa essere seguito dall’arredamento dedicato agli over». Il preside di sociologia Bernardo Valli: «Analizziamo la società che si muove, per capire dove sta andando la popolazione. Una ricerca condotta sul campo, che ha permesso di intercettare gli umori che mutano e servirà a orientare la produzione. Siamo entrati dentro le case, dando un senso emotivo alla ricerca». L’indagine ha riguardato soggetti di età compresa tra i 60 e i 75 anni, completamente abili e iscritti alle associazioni di categoria. La metodologia: interviste, focus group e materiali audiovisivi per definire la cornice culturale, simbolica, sociale e comunicativa dell’over 60. Concludono i ricercatori: «Abbiamo messo a punto le indicazioni essenziali per la progettazione di architetture, spazi e arredi. La congiuntura economica negativa determina una contrazione dei consumi, anche per le necessità di supporto verso le nuove generazioni.

La fruizione degli spazi domestici è sempre più legata alla presenza di nipoti. Gli oggetti che sono visti positivamente? Quelli legati alla memoria e all’identità, come telefoni a disco, portafoto, quadri, orologi. I colori devono essere chiari ma non vivaci. Da evitare gli angoli appuntiti.

C’è un’avversione sostanziale verso le cose da grande distribuzione. La praticità non deve soverchiare completamente la gradevolezza estetica. Il letto? Meglio se a due piazze separate, per comodità e comfort».

 

ALIMENTARE: 61 NUOVE IMPRESE SFIDANO LA CRISI

Cautela della CNA: “Il settore regge ma rallenta.

I nuovi tentativi imprenditoriali sono spesso fragili se non supportati adeguatamente”

 

ANCONA. L’alimentare sfida la crisi. I dati dell’albo artigiani della provincia di Ancona (periodo: gennaio-giugno 2011) confermano la tenuta del settore: sono nate 61 nuove imprese artigiane alimentari e 55 hanno cessato l’attività (saldo +6).

L’andamento numerico relativo ai primi sei mesi dell’anno pone il settore al 4° posto in termini di saldo (1° posto per gli impiantisti con un saldo di +12) e al 2° posto per quanto riguarda la nascita di nuove imprese in valori assoluti (1° posto per l’edilizia con 199 imprese nate, che tuttavia non sono bastate ad arginare la chiusura di attività dato che il saldo in questo settore risulta pari a –15).

Cautela da parte della Cna Alimentare della provincia di Ancona che invita a riflettere sui dati degli ultimi 10 anni.

“Da un confronto con gli anni precedenti – spiega Andrea Cantori, responsabile provinciale Cna Alimentare – il dato tendenziale rileva un rallentamento della crescita di imprese: nello stesso periodo gennaio-giugno del 2010, le nuove imprese iscritte erano 50 a fronte di 37 imprese cessate con un saldo di +13, ovvero 7 in più rispetto all’anno in corso”.

“Dal 2001 al 2010  – continua Cantori – le imprese artigiane alimentari hanno registrato 879 nuove iscrizioni alla Cpa, contro le 661 cessazioni per un saldo di +218. Questi dati fanno del settore alimentare, in 10 anni di rilevazioni dell’albo artigiani, il secondo miglior comparto dopo l’edilizia (in 10 anni un saldo positivo di 1040 imprese). Mentre però il settore edile negli ultimi 2 anni ha registrato un saldo negativo, l’alimentare, ad esclusione del 2001, ha registrato costantemente saldi positivi (9 anni consecutivi di crescita!)”.

Non dobbiamo illuderci – conclude il responsabile provinciale di Cna Alimentare – perché in ogni caso i numeri degli ultimi dieci anni fotografano il rallentamento della crescita del comparto alimentare e ciò è sinonimo di crisi in corso che non risparmia il settore. Il dato più significativo si registra in termini di valore assoluto dell’avvio e delle cessazioni delle imprese: ritroviamo molte più aperture ma anche molte più chiusure di attività alimentari rispetto all’anno scorso, il che potrebbe essere indice di una certa confusione imprenditoriale. Potrebbe cioè essere in atto un fenomeno legato a tentativi: imprenditori, usciti dal mercato del lavoro per vari motivi, che cercano di avviare una nuova attività, o riconversioni produttive in un settore ritenuto di traino. Queste esperienze sono spesso fragili se non supportate adeguatamente da una conoscenza del mercato e soprattutto della clientela di riferimento”.

 

 

CRISI: SERVE UNA STRATEGIA COMUNE

L’Assessore Sara Giannini ospite dell’Assemblea CNA provinciale di Ancona

ANCONA. Troppa burocrazia uccide le piccole imprese, soprattutto in tempi di crisi, come questi. Pesa anche una grave assenza di strategia che spinga a puntare tutti insieme verso un’unica direzione.

Delle prospettive economiche future per le Marche e il territorio della provincia di Ancona, e di come possono intervenire le istituzioni a sostegno del mondo produttivo, si è discusso in occasione dell’Assemblea della Cna provinciale di Ancona svoltasi presso il centro direzionale Cna della Baraccola.

Ospite l’assessore regionale alle attività produttive Sara Giannini, seduta al tavolo dei relatori, di fronte ad una nutrita platea di imprenditori e dirigenti dell’associazione, insieme al presidente regionale Cna Renato Picciaiola, al presidente provinciale Marco Tiranti, al direttore provinciale Otello Gregorini e alla vice presidente provinciale Alberta Cantiani.

In apertura, Gregorini ha ricordato l’accordo siglato tra Cna, Cgia e Regione Marche che definisce una serie di impegni politici e misure coerenti con l’obiettivo di un sostegno attivo al tessuto produttivo e al sistema delle piccole e medie imprese al fine di rilanciare gli investimenti, il riposizionamento competitivo ed occupazionale e il superamento delle difficoltà derivanti dalla crisi in atto.

Una collaborazione che ha già portato, come risultato concreto, alla nascita del C.R.A.I. (Centro regionale per l’Assistenza all’Impresa) che rappresenta lo strumento attivato dal sistema Cna in funzione della legislazione regionale messa in atto in tema di semplificazione.

Il confronto tra imprenditori e assessore Giannini è stato aperto e costruttivo e diversi sono stati i temi indicati tra quelli di maggiore attualità.

Innanzitutto, la necessità che nel Paese si metta in atto una strategia comune contro la crisi, che vengano quindi individuati quali sono i settori su cui puntare al fine di concentrarvi tutti gli sforzi e non disperdere preziose energie.

Per quanto riguarda un altro annoso problema che affligge le piccole e medie imprese, ovvero i tempi di pagamento da parte delle PA, la Giannini ha ricordato l’accordo siglato con l’ABI ma ha altresì detto che occorre vigilare attentamente sull’atteggiamento delle Banche che continuano in ogni caso a penalizzare le piccole imprese.

Grande attenzione è stata dedicata al tema delle infrastrutture, legate, in questo particolare momento, anche al tema dell’energia e quindi del rigassificatore Api a Falconara Marittima. “Dire sì al rigassificatore – ha detto Sara Giannini – significa mettere la Regione nella possibilità di controllare l’operato dell’Api e di fare in modo che quell’industria riduca drasticamente la sua capacità inquinante sul territorio. Significa anche dare un futuro al porto di Ancona la cui attività dipende in larga parte dalla presenza dell’Api”.

Molto interessante l’intervento di Francesca Petrini, presidente provinciale Cna Alimentare, che ha puntato il dito contro la troppa burocrazia: “Per far fronte agli innumerevoli oneri burocratici – ha detto la Petrini – non riusciamo a fare gli imprenditori. Le piccole aziende infatti non hanno flotte di impiegati che smaltiscono la burocrazia come le grandi industrie. Abbiamo necessità di semplificare altrimenti andremo a fondo”.

In conclusione, massimo accordo nel constatare che questa crisi cambierà tutti; ognuno, nel proprio ruolo, sarà infine diverso: istituzioni, associazioni, banche, imprese…

“In un momento di crisi come questo – ha detto l’assessore regionale Giannini – ognuno tende a difendere i propri privilegi per paura di perderli e in questo la politica spesso non dà buon esempio. Ma sono d’accordo con la Cna quando asserisce che è da qui che si deve partire”.

 

 

BENE L’ORDINANZA CONTRO I MASSAGGI IN SPIAGGIA.

NECESSARIO TUTELARE L’INCOLUMITÀ PUBBLICA.

 

FERMO. La CNA Provinciale di Fermo, nella persona di Perlita Vallasciani, Presidente dell’Unione Benessere e Sanità, esprime la propria soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza emanata dal Ministero della Salute a tutela dell’incolumità pubblica dal rischio derivante dall’esecuzione di massaggi lungo i litorali.

Grazie a quest’ordinanza – dichiara Perlita Vallascianisi ribadisce finalmente che il  massaggio non terapeutico è disciplinato dalla legge n.1/90 sull’Estetica. Ringraziamo il Sottosegretario Martini per la decisione presa, che va quindi a tutelare gli operatori del settore, nello specifico le estetiste, che lavorano quotidianamente nel rispetto delle norme vigenti”.

La normativa a cui si riferisce il presidente Vallasciani recita: “L’attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano, il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti”.

 

 

CNA PENSIONATI DI FERMO:

COSTI ESORBITANTI PER RINNOVO DELLA PATENTE PER GLI OVER 80.

APPELLO A COMUNE, PROVINCIA E PREFETTURA.

 

FERMO. Rinnovare la patente per gli automobilisti che superano gli 80 anni di età è diventata una spesa decisamente insostenibile.

La CNA Pensionati di Fermo, su sollecitazione di molti degli associati, intende segnalare il problema e porre l’attenzione sui gravi disagi cui chi vuole rinnovare la patente di guida, avendo superato gli 80 anni, va incontro.

Anzitutto, come è noto, la relativa Commissione si trova ancora ad Ascoli Piceno, dove è quindi necessario portare la documentazione.

Dalle stime effettuate è stato rilevato che la spesa media per il rinnovo della patente per i soggetti indicati può superare i 500 euro, tra spostamenti, spese di commissione e visite sanitarie.

Queste ultime, vale a dire visita cardiologica, oculistica ed esami del sangue, vanno fatte esclusivamente a pagamento: il rinnovo della patente, dice infatti la legge italiana, non deve gravare sul Sistema Sanitario Nazionale. La spesa, tuttavia, può arrivare anche ad un importo complessivo di circa 200 euro.

La CNA Pensionati di Fermo – dice il presidente Guido Gennarochiede agli organi competenti, Comune, Provincia e Prefettura, di attivarsi per riuscire, ad esempio, a farsi carico di alcuni dei pesanti oneri cui l’utente anziano deve sottostare: tra questi citiamo, oltre i disagi dovuti alla distanza da coprire per andare alla Motorizzazione di Ascoli Piceno, ovviamente i costi delle visite da fare privatamente. Purtroppo ci troviamo di fronte una legge che penalizza i ceti più poveri”.

La Cna Pensionati si rivolge alle istituzioni, inoltre, affinché venga fornita una risposta anche sulla questione riguardante l’aumento del ticket sanitario, che come sempre, aggiunge il presidente, ricade sulle fasce di popolazione che hanno redditi modesti.

 

 

 

 

 

 

ASSOCIATI