NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 7

7 MARZO 2013

 

Dal Cupla Marche:

 Dal 2013 l’Inps non invierà più il modello Cud per la denuncia dei redditi per posta. I pensionati dovranno scaricarlo dal sito dell’Istituto, attraverso una complessa procedura, oppure recarsi alle Poste e pagare 3 euro. Nessuna campagna per informare gli anziani.

 

MARCHE, ASPETTANDO IL CUD CHE NON ARRIVA.

PER I 329 MILA PENSIONATI QUEST’ANNO, IL POSTINO NON SUONA

 

Cupla Marche:per ottenere il Cud mettiamo i nostri uffici a disposizione di tutti i pensionati marchigiani, non solo dei nostri associati e chiediamo all’Inps di concordare con noi una soluzione per il futuro che non penalizzi gli anziani”

 

Sono 329.913 di cui 217.689 ex lavoratori autonomi. A loro, pensionati marchigiani, come a tutti gli oltre 11 milioni di pensionati italiani, l’Inps ogni anno, in questo periodo, invia per posta il modello Cud per presentare la denuncia dei redditi. O almeno così avveniva negli anni passati. Quest’anno non funziona più così ed i nostri pensionati attenderanno invano lo squillo del postino.

L’Istituto nazionale di Previdenza sociale ha infatti deciso, sulla base dell’ultima legge di stabilità, di risparmiare i costi della carta e dei francobolli necessari per inviare i Cud.

“I pensionati “sostiene il Cupla, associazione che rappresenta gli ex lavoratori autonomi marchigiani “potranno procurarsi il modello Cud attraverso una complessa procedura telematica, che richiede il collegamento Internet. Molti anziani però non sono pratici o non possiedono affatto un computer. Saranno allora costretti a rivolgersi agli uffici postali, pagare circa 3 euro e richiedere il Cud. Insomma si chiedono ancora soldi ai pensionati e si consente un notevole businnes alle Poste. Infine manca una campagna informativa per far sapere ai pensionati che non riceveranno il Cud per posta, come gli altri anni”.

Anche il modello Obis M, nel quale vengono specificate e analizzate le voci che compongono la pensione, non sarà più inviato per posta, ma sarà scaricabile solo tramite il sistema informatico Inps. In pratica i pensionati non riceveranno più dall’Inps nessuna notizia in merito alla loro pensione.

I Centri di assistenza fiscale (CAF) delle associazioni marchigiane adenti al Cupla (Cna, Confartigianato, Casartigiani, Confesercenti, Confcommercio, Confagricoltura, Coldiretti e Cia) nell’intento di assistere i pensionati, mettono a disposizione i loro uffici per ottenere la stampa dei Cud non soltanto dei soci ma di tutti gli anziani della regione.

“Noi” conclude il Cupla Marche “svolgeremo come sempre il nostro ruolo a sostegno dei pensionati accollandoci ulteriori oneri fiscali e burocratici, con il rischio di paralizzare gli uffici per sovraffollamento. Ma questo modo di operare dell’Inps è inaccettabile. Ci auguriamo che in tempi brevi l’Inps torni sui suoi passi, concertando con le forze sociali una soluzione che vada a favore dei pensionati”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

NUOVI POSTI DISPONIBILI PER DOUBLE B – BUILD YOUR BUSINESS
Dato il gran numero di richieste, la CNA ha riaperto le adesioni alla II Edizione del progetto per l’internazionalizzazione delle imprese

 

ANCONA. L’internazionalizzazione è un settore che fa gola ai giovani: dato il gran numero di richieste di partecipazione pervenute da parte di studenti italiani, la Cna ha riaperto le adesioni alla II edizione del progetto “Double B – Build Your Business” a tutte le imprese interessate esclusivamente ai mercati-Paese dell’Unione Europea.
Il progetto ha la finalità di implementare le azioni strategiche su un Paese-obiettivo individuato quale possibile mercato di sbocco, grazie al supporto, per ogni azienda partecipante selezionata, fornito da un team composto da 3 studenti dell’Università Politecnica delle Marche, 1 consulente Cna, 1 tutor Aiesec e 1 stagista internazionale proveniente dall’area-Paese di interesse.
I team opereranno sotto la supervisione di un docente dell’Università Politecnica delle Marche esperto in internazionalizzazione per un periodo di tre mesi.
Le imprese interessate possono rivolgersi al team Export Box della Cna entro mercoledì 13 marzo ai seguenti recapiti: tel. 0731 239461 – e mail export@an.cna.it

 

 

Nella Sala della Concordia il racconto di tre generazioni di imprenditrici

FANO DAGLI ANNI CINQUANTA AD OGGI.

STORIE DI ARTIGIANE DI IERI E OGGI A CONFRONTO

L’incontro sarà preceduto da una visita guidata alla Chiesa restaurata di San Pietro in Valle

 

FANO (PU) – Dagli anni Cinquanta ad oggi. Saranno tre generazioni di imprenditrici quelle che si racconteranno nel corso dell’iniziativa “Donne e Lavoro”, Imprenditrici di ieri e oggi a confronto, organizzato da CNA Impresa Donna con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Fano che si terrà nella Sala della Concordia del Comune in via San Francesco, GIOVEDI’ 7 MARZO (ore 21). L’incontro, che racconterà la storia di donne della nostra provincia che hanno saputo coniugare la loro attività imprenditoriale ai figli, alla famiglia, sarà preceduto alle 20.30 da una visita guidata alla Chiesa di San Pietro in Valle con la restauratrice Giovanna Macchi. Subito dopo la visita, il confronto tra le artigiane di ieri e di oggi. Gina Magrini, Milena Carlotto, Caterina Pagnini, Viviana Virgili, Laura Tarsi e Giada Pascucci racconteranno se stesse e la loro storia di donne e imprenditrici. L’incontro, nel corso del quale saranno illustrati anche alcuni dati relativi all’imprenditoria femminile nella nostra provincia, sarà introdotto dal vicesindaco e Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Fano, Maria Antonia Cucuzza. Seguirà il saluto di Emilia Esposito, presidente provinciale di CNA Impresa Donna. Seguiranno le testimonianze ed il confronto tra artigiane di ieri e di oggi. Concluderà l’incontro organizzato da Alessandra Benvenuti, responsabile provinciale di CNA Impresa Donna,  il nuovo segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni.

 

Secondo l’associazione ormai non c’è più nessun settore che si salvi. Appello alle forze dell’ordine

ABUSIVISMO, GRIDO D’ALLARME DELLA CNA

“LE IMPRESE REGOLARI NON CE LA FANNO PIÙ”

PESARO – Le frontiere dell’abusivismo e del lavoro sommerso si allargano a macchia d’olio anche nella nostra provincia, complice non solo la crisi ma fenomeni sempre più diffusi di illegalità, e le imprese regolari non ce la fanno più. Ai vecchi e più conosciuti (e per tanto tempo tollerati), fenomeni di lavoro abusivo domestico come ad esempio quello dell’acconciatura e dell’estetica; o a pratiche più complesse come quelle della tinteggiatura, della muratura, delle piccole riparazioni, dell’idraulica, dell’impiantistica elettrica, ora si aggiungono nuove forme si concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari. Qualche esempio? Nel settore alimentare aumentano casi di pasta fresca lavorata in casa piuttosto che in laboratorio venduta eludendo costi aziendali dati dal rispetto di normative giustamente rigidissime per il rispetto di  prassi d’igiene alimentare (tracciabilità, formazione etc.). Altro esempio? La vendita di pane congelato spacciato come fresco in danno del lavoro di tanti panifici che per garantire il prodotto fresco lavorano tutta la notte. Nel commercio poi si segnalano casi di venditori abusivi, stocchisti spesso riforniti al di fuori delle normali forme contrattuali e giuridiche che, per mantenere l’esclusiva di marchi e griffe, costringono il negoziante ad acquistare merce per importi notevolissimi. Anche il settore dell’artigianato artistico non è immune dal fenomeno. Nella ceramica ad esempio prolifera la produzione degli hobbysti che – anziché rispettare i rigidi confini definiti per chi lavora la ceramica per passione – sconfina molto spesso in vera e propria vendita parallela e concorrenziale. A denunciare fenomeni vecchi e nuovi di abusivismo e lavoro irregolare, è la CNA. “Ormai – dice Luciana Nataloni, responsabile provinciale di CNA Benessere e Sanità, di Cna Alimentare e CNACom – non c’è un settore che si salvi. Stiamo assistendo oltre che ad un danno notevolissimo anche ad una beffa. Beffa generata soprattutto dalla mancanza del rispetto della legalità; abusivismo in primis che genera concorrenza sleale che in un periodo di crisi come questa  rischia di compromettere definitivamente l’operato e le prospettive delle imprese che resistono e che operano nella legalità”. Fa una ulteriore riflessione , Moreno Bordoni, nuovo segretario provinciale della CNA. “Servizi a costo più basso, illusione di poter risparmiare su un lavoro od un bene e la possibilità di eludere controlli o regole,  diventano argomenti di facile presa, soprattutto in un momento di difficoltà rispetto al far quadrare i bilanci familiari. Si tratta però – sottolinea Bordoni – di comportamenti  che provocano danni all’intera collettività e al tessuto sano della nostra società”.“Prima che sia troppo tardi – concludono Luciana Nataloni e Moreno Bordoni – occorre intervenire.  Come Cna rivolgiamo per questo l’ennesimo appello alle forze dell’ordine, agli organi di controllo affinché mettano in atto forme di controllo e prevenzione per fermare questa piaga”. Su questo argomento la CNA di Pesaro e Urbino si sta muovendo già da tempo. Dopo decine di incontri, segnalazioni ed anche denunce, l’associazione intende ora proseguire con una ulteriore azione di sensibilizzazione e denuncia attraverso ulteriori incontri sul territorio”

PICCOLE MA BUONE, LE IMPRESE DONNA RESISTONO ALLA CRISI
Il Comitato Impresa Donna CNA: “Ma vengono penalizzate nell’accesso al credito”

ANCONA. Piccole ma buone, le imprese donna resistono alla crisi malgrado siano afflitte da penalizzazioni di genere. Secondo i dati Unioncamere, nel 2012 sono aumentate a livello nazionale dello 0,5%. Nelle Marche invece si è assistito ad un leggero calo (-0,03%) ma se si considera l’intero periodo del dopo crisi (2009-2012) si nota come il numero delle imprese femminili attive abbia tenuto e anzi, nella provincia di Ancona, si sia accresciuto, nonostante la crisi (+106). Così oggi nelle Marche un’impresa su quattro è donna e nella provincia di Ancona tale quota è addirittura superata (25,5%).
“Non possiamo ignorare questi numeri – dichiara Adriana Brandoni, presidente Comitato Impresa Donna Cna provincia Ancona – abbiamo anzi bisogno di valorizzare questa fetta dell’economia. Le nostre performance restano migliori rispetto a quelle dell’impresa maschile: l’impresa rosa reagisce alla crisi ponendo molta attenzione alla formazione, alle politiche ambientali, alle risorse umane, all’innovazione, ma è penalizzata nell’accesso al credito, dove possiamo parlare di vera e propria discriminazione di genere”.
Nonostante secondo vari studi le donne risultino più solvibili degli uomini, il costo del denaro per loro continua ad essere più alto: vengono richieste maggiori garanzie ed applicata una maggiorazione dei tassi (+0,50%).
“Servono azioni forti – continua Adriana Brandoni – il prestito deve essere concesso in base a un’analisi del momento in cui si concede il credito. Non sul genere, ma sull’impresa”.
“Le imprese femminili costituiscono una realtà dinamica – aggiunge Elisabetta Grilli, responsabile provinciale Cna Impresa Donna – che mette in luce comportamenti economici maturi, profili professionali specifici. E’ noto che le imprese con una forte presenza femminile fanno registrare quasi il doppio di profitti in un’azienda tradizionale. Bisogna però creare le condizioni necessarie per dare alle donne la possibilità di non dover scegliere tra carriera e famiglia”.
“Non dimentichiamo – si inserisce la presidente Brandoni – che per molte di noi è stato possibile avviare un’attività imprenditoriale perché hanno potuto fare conto su una rete familiare di supporto nella gestione dei figli: le statistiche sono impietose e ci dicono che con l’aumentare dei figli aumenta la percentuale di abbandono del lavoro da parte della donna. C’è necessità di attuare politiche di conciliazione stabili e sistematiche: sporadici interventi pubblici e quelli spontanei posti in essere da imprenditrici/ori più illuminati non sono sufficienti”.
“Serve quindi un welfare per tutti – conclude la Grilli – che sia di aiuto vero alle famiglie così da non penalizzare il lavoro. E serve una più profonda integrazione tra il mondo in cui si produce e quello in cui si produce la vita”.

8 MARZO – FESTA DELLA DONNA:

 L’AIUTO DAL PENSIERO POSITIVO.

 

FERMO. Le presidenti dei Comitati Impresa Donna delle CNA Provinciali di Fermo e Macerata, Rosanna Santarelli e Patrizia Tiranti, in occasione della Giornata Internazionale della Donna 2013, hanno organizzato un’iniziativa sul pensiero positivo, inteso come metodo che possa fornire un valido aiuto nell’affrontare il difficile periodo che la società sta affrontando.

Il seminario dal titolo “La psicologia positiva: un approccio alla vita ed alle professioni”, si svolgerà venerdì 8 marzo, alle ore 18, presso la sede CNA di Civitanova Marche (Via Einaudi 436 – Zona Commerciale Aurora – uscita superstrada) e sarà tenuta dal Supervisor Councelor Dott. Filippo Sabattini.

Laureato in Scienze della Formazione, è stato cultore di materia all’Università di Verona (Facoltà di Scienze Motorie e Sportive) in “counseling educativo e di comunità” presso la cattedra di Psicologia Generale (2001-2003) e docente a contratto presso l’Università di Urbino in “Educazione degli Adulti” (Facoltà di Scienze della Formazione, anno 2003-2004). Ha conseguito il diploma di Counseling Professionale presso l’ASPIC di Roma ed è stato coordinatore didattico della Scuola di Counseling AIPAC di Pesaro dal 2001 al 2005.

Dal 2007 Direttore Didattico e Scientifico dell’Associazione per lo sviluppo dell’espressività psicocorporea e interpersonale “Rimbalzo” di Pesaro, in cui svolge attività di counseling privato, dopo aver svolto un percorso ulteriore di specializzazione e supervisione in Terapia Biosistemica con il dott. Maurizio Stupiggia.

Docente presso scuole di formazione in Counseling e Pedagogia Clinica, svolge attività di formazione presso scuole pubbliche, enti privati e pubblici e società sportive. Consulente presso associazioni e comunità educative per la prevenzione delle dipendenze in adolescenza e supervisore in counseling educativo e familiare di diversi associazioni e amministrazioni pubbliche che promuovono percorsi di counseling e sostegno e alla genitorialità.

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