NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 63

 

24 ottobre 2013

 

Da Cna nazionale:

 

INCONTRO SOTTOSEGRETARIO GIRLANDA: POSITIVI GLI IMPEGNI DICHIARATI MA IN ASSENZA DI UN RADICALE RIPENSAMENTO SUL TAGLIO DELLE ACCISE SARÀ PROCLAMATO IL FERMO NAZIONALE DELL’AUTOTRASPORTO

 

Si è tenuto l’incontro con il Sottosegretario ai Trasporti Girlanda sul tema delle problematiche riguardanti il settore e sulle politiche dei controlli.

In particolare il Sottosegretario Girlanda ha dichiarato la volontà del Governo di intervenire sui seguenti aspetti:

–         Sistri: è quasi certo il posticipo di 10  mesi dell’applicazione delle sanzioni

–         Parte normativa: domani in prosecuzione dell’incontro di oggi si terrà una ulteriore riunione in sede tecnica per definire un primo pacchetto normativo sulle principali tematiche di interesse dell’autotrasporto: queste troveranno la loro concreta attuazione con un decreto d’urgenza che sarà approvato al più tardi la settimana prossima.

–         Fondi autotrasporto: stanziamento di € 330 milioni

–         Art. 83 bis: ad ore uscirà una direttiva del Ministro che definirà le procedure per l’applicazione delle sanzioni

Unatras e Anita giudicano positivamente gli impegni assunti dal Governo, resta tuttavia da definire la questione del taglio sul rimborso delle accise.

Unatras e Anita hanno comunicato al Governo che in assenza di un radicale ripensamento sul taglio delle accise sarà proclamato il fermo nazionale dell’autotrasporto.

 

Da Art, For Job:

 

GLI ORI DELLE MARCHE DI NUOVO PROTAGONISTI NEGLI EMIRATI ARABI

ALL’EVENTO INTERNAZIONALE DELLA GIOIELLERIA NEL GOLFO

 

Ad ottobre si rinnova l’appuntamento con l’alta gioielleria a Sharjah (Dubai – Emirati Arabi Uniti): è il MidEast Watch & Jewellery Show, tra i principali eventi fieristici del settore negli Emirati Arabi, per tradizione mercato molto attento al mondo dei gioielli e degli accessori moda più preziosi. Le aziende orafe e artigiane del gruppo Art For Job hanno confermato la loro partecipazione all’evento e il loro interesse nei confronti di un mercato e di un target di livello che dimostrano un elevato apprezzamento della manifattura gioielliera made in Italy, d’alta qualità e tradizione.

Nell’ambito del gruppo Art For Job hanno partecipato con successo all’evento fieristico i laboratori orafi e artigiani: Arte Idea di Loredana Corbo (Fermo) che presenta per l’occasione la sua nuova collezione autunno-inverno di creazioni e accessori moda che uniscono, ad elementi di porcellana dipinta a mano, un mix affascinante di pietre semipreziose e materiali naturali, perle, conchiglie e coralli rosa, puntando su colori glamour come l’ametista e il quarzo verde. Atelier Gioielli di Sergio Nicolini (Senigallia – AN) con l’eleganza e lo stile che caratterizzano da sempre le sue creazioni d’alta oreficeria artigianale, e Staccioli Gioielli di Franco Staccioli (Senigallia – AN), con una serie di preziose parure, in oro giallo, pietre di colore e punti luce di diamanti, pensate per un target internazionale, con un occhio attento al cliente arabo e ad un pubblico dal gusto giovane e fresco.

Continuando con la raffinatezza della gioielleria classica artigianale del laboratorio orafo Marco Meletti (Fano – PU) che ha proposto anche una pregevole selezione di particolari pietre preziose sciolte. E ancora, con le inesauribili idee di Capriotti Gioielli (San Benedetto del Tronto – AP), che s’ispira alle colorate cupcake e alla fantasiosa pasticceria dell’Antico Caffè Soriano di San Benedetto del Tronto, per proporre i deliziosi gioielli, da mangiare con gli occhi, della nuova collezione “La Dolce Vita” del designer Sigismondo Capriotti

Il MidEast Watch & Jewellery Show di Sharjah è un evento unico, totalmente dedicato al settore della gioielleria, che due volte l’anno, in primavera e in autunno, apre le porte ad operatori del settore e consumatori finali. Gioielleria, oreficeria, orologeria, le ultime tendenze dal mondo dell’oro e dei preziosi sono protagoniste al Centro Espositivo dell’Emirato Arabo di Sharjah (Expo Centre Sharjah).

L’edizione autunnale 2013 si è sviluppata su un’area totale di circa 20.000 metri quadri e ha ospitato più di 450 espositori gioiellieri da tutto il mondo. I Paesi che hanno partecipato all’edizione di ottobre 2013 sono: Arabia Saudita, Bahrain, Brasile, Cina, Giappone, Giordania, Emirati Arabi Uniti, India, Italia, Libano, Lituania, Malesia, Oman, Pakistan, Singapore, Stati Uniti, Thailandia, Turchia.

Il MidEast Watch & Jewellery Show è un evento atteso e apprezzato sia dagli addetti ai lavori, grossisti e rivenditori che dal pubblico degli acquirenti finali, perché consente di apprezzare da vicino le produzioni dei maggiori nomi dell’oreficeria e gioielleria globale, ma anche di conoscere anteprime e lanci di nuove linee, nonché usufruire di interessanti offerte mirate per i clienti dell’area.

Il mercato degli Emirati Arabi Uniti, quasi 5 milioni di abitanti (1 milione e mezzo solo a Dubai), si colloca nel contesto sociale più dinamico del Medio Oriente. Per quanto riguarda in particolare il commercio, Dubai rappresenta infatti uno dei principali centri commerciali degli Emirati Arabi Uniti, fatto dovuto alla sua posizione strategica, proprio nel mezzo della costa

degli Emirati, una collocazione vantaggiosa sia nei confronti delle rotte mercantili che degli scambi via terra: un vero e proprio ponte commerciale tra Oriente e Occidente.

Oro, pietre preziose, gioielli sono da sempre molto popolari nell’area del Golfo. Il consumatore arabo è infatti tra i più grandi compratori di preziosi, ed è quindi un acquirente consapevole e aggiornato, costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Particolarmente ricercati dalla clientela locale la ricchezza e il colore nell’utilizzo delle pietre preziose. Evidente, sempre e comunque, la ricerca da parte del cliente arabo di tutto ciò che è unico e nuovo, che esalti originalità ed eleganza del design. Esigenze che possono essere soddisfatte da leader del mercato della gioielleria come gli italiani, in grado di offrire, tramite una costante ricerca, produzioni innovative per design, materie prime, manifattura e stile.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

ANCONA,  PARTE LA DUE GIORNI

DI ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROVINCIALE CNA

 

Si comincia con l’evento pubblico venerdì 25 ottobre alle 16 in CNA provinciale di Ancona con Valeria Mancinelli, Rodolfo Giampieri, Patrizia Casagrande e il segretario nazionale Cna Sergio Silvetrini

 

ANCONA. Dopo 29 congressi, tra territorio e categorie, due grandi eventi pubblici, uno in apertura ad aprile al Museo della Carta di Fabriano, ed uno in chiusura venerdì scorso alla Mole Vanvitelliana di Ancona, è alle battute finali la stagione delle assemblee elettive della Cna provinciale di Ancona.

In questi mesi sono stati rinnovati tutti gli organismi dirigenti a livello territoriale e settoriale, ma soprattutto nelle varie occasioni si è dato vita ad un confronto aperto che ha visto dialogare fra loro i vari attori dell’economia locale: imprenditori, istituzioni, associazioni, mondo bancario…Un percorso che ha avuto un filo conduttore: il concetto che gli imprenditori sono protagonisti nel territorio, tanto più in un periodo di forte crisi come questo, che sta durando da tanto tempo. E per dare volto, nome e voce agli imprenditori, la Cna ha dedicato a questo concetto tutta la campagna immagine che ha fatto da spalla alla stagione congressuale.

Ora, in conclusione, è il momento di rinnovare gli organismi dirigenti provinciali. Due gli appuntamenti previsti: uno pubblico ed uno riservato ai delegati. Entrambi si svolgeranno presso il centro direzionale Cna in via Umani ad Ancona.

Si comincia venerdì 25, alle ore 16 con l’assemblea pubblica. Un momento di importante sintesi, in cui i decisori della vita economica territoriale sono chiamati a dire la loro sull’attualità che stiamo vivendo, anche rispondendo alle numerose istanze avanzate dagli imprenditori in questo percorso di confronto durato sei mesi.

Presenti: il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, il presidente della Camera di Commercio di Ancona Rodolfo Giampieri, il commissario straordinario della Provincia Patrizia Casagrande Esposto, oltre al presidente provinciale Cna Marco Tiranti e al segretario nazionale Cna Sergio Silvestrini.

In platea ovviamente tutti i protagonisti: gli imprenditori del sistema Cna.

E’ l’occasione per discutere sugli argomenti più impellenti per la vita delle piccole e medie imprese. In particolare, sette le questioni prioritarie: completare la semplificazione istituzionale, operare un sensibile taglio delle spese improduttive, recuperare il sommerso, ridurre sensibilmente il carico fiscale e il costo del lavoro, favorire l’accesso al credito, ammodernare la rete infrastrutturale, rilanciare l’identità territoriale.

“La politica deve capire una volta per tutte – spiega Marco Tiranti, presidente provinciale Cna – che di fronte allo smarrimento in cui ci troviamo oggi, con il fallimento di un’impresa ogni due ore, la nostra pazienza non è infinita”.

Dopo l’evento pubblico, sabato mattina, a partire dalle ore 9, sarà il momento delle elezioni. In assemblea riservata ai delegati, dopo le relazioni introduttive del presidente e del direttore provinciali Cna, Marco Tiranti e Otello Gregorini, si terrà l’elezione dei nuovi organismi (presidenza, direzione, presidente e direttore) che reggeranno le sorti della Cna provinciale per i prossimi quattro anni.

 

Irpef o Ires e Imu e indeducibilità della stessa Imu si traducono in bagno di sangue per le aziende. L’indignazione del presidente CNA, Alberto Barilari

 

PESARO, LA BEFFA SUI CAPANNONI

“GLI ARTIGIANI LA PAGANO TRE VOLTE”

PESARO – La diminuzione del cuneo fiscale? Un apprezzabile diversivo. Diminuire il costo del lavoro quando il lavoro non c’è è come offrire un ombrello quando fuori c’è il sole. “Non bastasse tutto il resto, a preoccupare le imprese pesa oggi come un macigno – dice il presidente provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Alberto Barilari – anche la tassazione degli immobili strumentali”. Il presidente dell’associazione aggiunge. “Forse non tutti lo sanno ma sugli immobili gli artigiani pagano tre volte: prima con l’Irpef o l’Ires, poi con l’Imu e poi con l’indeducibilità della tassa Imu dal reddito d’impresa; una vera e propria tassa occulta che agli imprenditori italiani quest’anno costerà 1,77 miliardi”. In un provincia come quella di Pesaro e Urbino, dove la proprietà di laboratori, capannoni ed opifici è molto diffusa, si tratta di una tripla beffa”. La legge di stabilità rappresenta per aziende e partite Iva l’ultima opportunità per poter ottenere un alleggerimento almeno sul fronte della deducibilità. Il decreto legge sull’Imu garantiva la completa deducibilità; in sede di conversione però – spiega la CNA –  la norma è scomparsa. La CNA teme che però anche questa volta la norma possa saltare. “Una prima versione  chiarisce l’associazione – prevedeva la deducibilità al 50% dell’Imu sui beni strumentali ma la norma è saltata nei giorni scorsi e poi reintrodotta in misura inferiore. La deducibilità sarebbe ora al 20% del 2013, coperta sempre dall’Irpef sulle case sfitte, considerando però solo il 50% della rendita catastale. “Una deducibilità al 20%- afferma Barilari – è sicuramente un risultato minimo rispetto a quanto chiedevano le imprese. D’altra parte anche se andasse in porto la deducibilità al 50% (ipotesi assai improbabile al momento), un capannone industriale verrebbe a costare più di una seconda casa. Si può continuare a penalizzare così chi cerca di lavorare e produrre reddito?”. Secondo uno studio della stessa CNA, se l’incremento dell’Imu sulle imprese registrato nel 2012 rispetto all’Ici 2011 è stato di circa 4,6 miliardi (+98%), nella sostanza si è assistito ad un raddoppio della pressione fiscale sugli immobili strumentali. Nel 2013 gli aumenti potrebbero arrivare al 127% in più rispetto al 2011 se i Comuni tra i quali Pesaro, Fano, Urbino e altri si attestassero sull’aliquota massima applicabile che è al 10,6 per mille. E poi perché il fatto che si paghi l’Irpef o l’Ires anche su l’Imu pagata costituisce una vera e propria beffa. Con aggravi pesanti per le imprese. Per esempio ad un laboratorio artigiano di Pesaro, con un reddito d’impresa pari a 50mila euro, la mancata deducibilità costa circa 3mila euro. Sarebbero 3mila preziosissimi euro che l’imprenditore potrebbe risparmiare e reinvestire sulla propria attività: oro di questi tempi. Ed è per questo che chiediamo la deduzione totale dell’Imu sugli immobili strumentali. Crediamo sia un fatto di giustizia e di civiltà, in un Paese che sembra aver smarrito la bussola del buon senso. Se la deducibilità si fermasse al 20%, così come pare debba fissare la legge di stabilità, i vantaggi sarebbero davvero ridicoli”.

 

 PAOLO SILENZI È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CNA DI FERMO.

L’ELEZIONE SABATO SCORSO DURANTE L’ASSEMBLEA AL FERMO FORUM.

FERMO. L’elezione si è svolta durante l’assemblea provinciale di sabato scorso, il 19 ottobre, al Fermo Forum, che è stata preceduta dal convegno “Sguardi di futuro. Contro il declinismo, le proposte CNA per lo sviluppo delle imprese e dei luoghi che abitiamo“, a cui sono intervenuti anche il Segretario nazionale CNA Sergio Silvestrini e il Presidente della Commissione Attività Produttive del Senato Massimo Mucchetti.

La parte privata dell’assemblea ha visto l’elezione, all’unanimità dei delegati presenti, di Paolo Silenzi alla guida della CNA di Fermo.

Ecco una breve scheda del Presidente e la sua prima intervista.

PAOLO SILENZI

Imprenditore calzaturiero, è nato a Macerata il 17 marzo 1975, risiede a Montegranaro. Dopo aver conseguito il diploma tecnico-commerciale, inizia l’esperienza professionale nell’azienda di famiglia “Linea Italia Calzature”, che è stata fondata dal padre Mario negli anni ’70 e che produce calzature da uomo classiche. Nonostante fosse impiegato nel settore amministrazione e contabilità, il clima artigianale e creativo della ditta lo contagia tanto che nel 1998 avvia, con la collaborazione degli stilisti della sua azienda, una collezione donna, tesa ad intercettare la domanda femminile, quella che notoriamente dedica maggiori budget al prodotto calzaturiero. Integrando la produzione donna l’azienda di Montegranaro inizia a lavorare sul mercato internazionale, anche attraverso la partecipazione a eventi e fiere di settore in tutta Europa. Ad oggi “Linea Italia Calzature” ha una clientela al 95% straniera.Paolo Silenzi è attualmente il responsabile della rete commerciale e del marketing.

Come è iniziato il suo impegno in CNA?

L’associazione era alla ricerca di una figura che non solo guidasse l’unione Federmoda, ma che fosse un esempio di quelle caratteristiche di storia, artigianalità, eccellenza che da sempre contraddistinguono il nostro distretto calzaturiero. La CNA ha rintracciato in me e nella mia azienda quel saper fare che potesse essere da giusto esempio per gli artigiani del comparto.

Attraverso l’impegno in Federmoda abbiamo lavorato per diffondere il più possibile la cultura dell’internazionalizzazione, così da aiutare gli artigiani nella vendita del proprio prodotto attraverso nuovi canali. Ad esempio, abbiamo affiancato alcuni associati per entrare a far parte di un consorzio Tedesco, che raggruppa attività di piccolo e medio dettaglio presenti in Germania, Belgio e Olanda. Oltre a questo, ci siamo impegnati per la creazione di un progetto di rete di imprese, presentato alla Regione Marche, teso alla valorizzazione dell’aggregazione tra aziende, alla creazione di un sito Internet e allo scopo di creare una location comune (uno showroom che realizzeremo a Villa Baruchello) destinata ad ospitare i rapporti commerciali con operatori e buyer di settore attraverso incoming o appuntamenti con chi visita regolarmente il nostro territorio alla ricerca delle nostre eccellenze.

Quali sono i motivi che l’hanno spinta a candidarsi alla Presidenza Provinciale della CNA di Fermo?

Gli stessi con cui ho portato avanti l’esperienza in Federmoda: essere uno stimolo per la valorizzazione a 360 gradi del saper fare artigiano e del comparto artigianale che la CNA rappresenta sul territorio.

Quali sono gli obiettivi del nuovo mandato?

La parola d’ordine è innovazione. Che sia vera e concreta. La crisi, lo stallo dei consumi e la conseguente sofferenza delle aziende impongono oggi un cambiamento netto del modo in cui ci si presenta sul mercato. Da questo territorio nasce un prodotto eccellente, prezioso e in alcuni casi particolare ed esclusivo. Ora però è necessario rivedere i sistemi di vendita e promozione, lavorando in termini innovativi.

Dovere della CNA è fornire agli artigiani gli strumenti adeguati e attivare tutte le politiche necessarie perché ci siano le condizioni per innovare e avviare un processo di cambiamento favorevole. Questo si realizza anche grazie alle sinergie che l’associazione è capace di mettere in atto con i soggetti istituzionali provinciali, regionali e nazionali, oltre che con le altre associazioni di categoria.

Quali sono le prossime sfide a cui andrà incontro la CNA?

L’incarico in Federmoda mi ha permesso di conoscere meglio la realtà associativa e di capire quanta passione e professionalità gli organismi di ogni Direttivo mettono nel supporto alle proprie categorie produttive. Grinta, passione e dedizione che mi hanno dato la carica e la motivazione necessaria per affrontare il nuovo mandato.

Sono convinto che la CNA abbia attuato fino ad oggi gli interventi giusti e le strategie migliori per essere al fianco degli artigiani. La sfida dell’innovazione investe anche l’associazione stessa, che ha il compito di guidare gli artigiani in questo delicatissimo passaggio verso un cambiamento necessario. Un obiettivo che potremo centrare lavorando insieme alle altre associazioni di categoria e mettendo da parte ogni campanilismo, creando momenti di dialogo e operando per un interesse comune che è la tutela di chi lavora, produce l’eccellenza e rappresenta la storia di un territorio.

 

ASSOCIATI