NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 62

21 OTTOBRE 2013

Da Cna Marche:

 

EDITORIALE DEL SEGRETARIO CNA MARCHE  SILVANO GATTARI

 PER “IO L’IMPRESA”, RIVISTA DELLA CNA DI EMILIA ROMAGNA,  TOSCANA, MARCHE E UMBRIA

OTTOBRE 2013

 

LARGHE INTESE, PICCOLA MANOVRA.

SERVE IL CORAGGIO DEL CAMBIAMENTO

 

Riduzione delle tasse per imprese e famiglie, proroga degli sgravi fiscali per le ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico, incentivi per i contratti di lavoro a tempo indeterminato, rifinanziamento del fondo di garanzia per il credito alle piccole imprese. Se ci si ferma ai titoli delle misure decise dal Governo con la Legge di Stabilità, il giudizio è sicuramente positivo. Ma se si aprono quei capitoli, si trovano gusci vuoti. Enunciazioni prive di risorse adeguate per uscire dalla recessione, rilanciare gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie. Così la ripresa non decolla. Le piccole e medie imprese continuano a faticare a risollevarsi. Ci sarebbe voluto più coraggio nell’adottare le scelte necessarie a rimettere in moto investimenti e consumi. Il coraggio di intervenire in modo più incisivo sul cuneo fiscale e sulla riduzione strutturale dell’Irap. Il coraggio di spostare la tassazione dal lavoro alle rendite finanziarie, Il coraggio di scegliere e non la scelta minimalista di polverizzare gli interventi. Insomma, il Governo di larghe intese ha partorito una piccola manovra che, ci auguriamo, possa uscire migliorata dal confronto parlamentare.

La Cna si impegnerà in questa direzione, attraverso incontri e  iniziative a livello nazionale e sul territorio, per sensibilizzare i parlamentari sui temi che vanno messi al centro dell’azione politica, per non perdere il treno europeo della ripresa, che sta per partire dal binario tedesco. Cosa serve per rilanciare la competitività del sistema produttivo? Intanto una spesa pubblica più efficiente che ci permetta di ridurre la pressione tributaria. Inoltre un sistema finanziario a misura delle piccole imprese, oggi penalizzate dalla stretta creditizia e dall’insufficiente capitalizzazione. Infine una riforma che non costa niente ma che rende tantissimo in termini di efficienza e di competitività: la semplificazione normativa. Faccio solo un esempio. Se sono necessari dodici passaggi per assumere un apprendista, come possiamo pensare di rilanciare l’occupazione e ripartire? Serve il coraggio di abbattere il muro culturale che sta paralizzando l’Italia, impedendo qualunque seria ristrutturazione della macchina dello Stato. Serve il coraggio di tagliare le spese improduttive, al centro come in periferia. Serve il coraggio di sostituire la meritocrazia al clientelismo in tutti i settori della vita pubblica, di investire sulla scuola e sulla ricerca, trattenendo in Italia i nostri migliori cervelli e pagandoli per quello che valgono. E soprattutto serve il coraggio di smantellare la burocrazia. Anzi, le tante burocrazie che ingessano questo Paese. Altrimenti non ci sarà manovra finanziaria capace di attirare gli investimenti esteri e non cambierà mai nulla. Non ci sono alternative per rilanciare il sistema produttivo  e per non far morire la nostra economia: serve una radicale ristrutturazione dello Stato e dei tanti privilegi che si annidano nella politica e che si nascondono nei mille rivoli della spesa pubblica.

Naturalmente rinnovamento e cambiamento devono coinvolgere anche il sindacato e le associazioni datoriali, che devono smetterla di difendere l’esistente e guardare con coraggio al futuro, sapendo mettere in discussione rendite di posizione e vecchi privilegi.

“Il mondo moderno” ha affermato recentemente il ministro britannico per l’Università David Willets “è ormai una sfida continua tra esploratori e paurosi, insorti e insediati, outsider e insider” Se stiamo sempre dalla parte di questi ultimi, come possiamo pensare di vincere la sfida dell’economia globale?

 

BANCA MARCHE, IN GIOCO IL CREDITO ALLE IMPRESE

 

Confartigianato e Cna: Banca Marche pilastro del credito per il 70% del mercato delle MPI

Incontro con la terza Commissione consiliare

 

Occorre individuare una prospettiva certa  per Banca Marche, pilastro del credito per il 70% del mercato delle micro e piccole imprese della regione, punto di riferimento per il territorio. Confartigianato e Cna delle Marche  hanno nuovamente  espresso le preoccupazioni sul futuro dell’Istituto in un incontro con la III commissione regionale  attività produttive. Bisogna agire in fretta e con una autentica concertazione, con certezza e in tempi brevi bisogna definire l’ammontare dell’aumento di capitale necesssario per la ricapitalizzazione. Questo il monito lanciato dai Segretari regionali di Confartigianato e Cna  Giorgio Cippitelli  e Silvano Gattari. Non sono opportune solitarie fughe in avanti che non hanno portato a nulla .

Le dimissioni della Presidenza dell’Istituto sono la cartina di tornasole di una  situazione incerta e allo stato indefinita che deve  pertanto vedere  tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Banca d’Italia per individuare una prospettiva valida  che significa futuro delal banca e del credito alle MPI delle Marche.

Il risanamento dell’Istituto di credito compito di Banca d’Italia e dei Commissari come del management attualmente alla guida dell’Istituto, la patrimonializzazione anche con tante qualità e caratteristiche di questo territorio, vanno svolte per l’obiettivo che la storia ha consegnato a questo Istitituto.

Chi aveva garantito il proprio sostegno alla causa, nei fatti non ha concretizzato nulla. Si dimentica che nelle Marche operano oltre 160.000 imprese di cui oltre il 95% di micro e piccola dimensione. Il loro coinvolgimento e concorso ancora possibile puo’ ragionevolmente concorrerere  a  raggiungere i risultati richiesti. Noi, rappresentanti di questo mondo produttivo, abbiamo già avuto incontri con i vertici di Banca Marche e attendiamo di essere convocati dai commissari.

Banca Marche è un Istituto di Credito che ha sempre garantito attenzione alle imprese e  pertanto tutta la comunità istituzionale, pubblica e privata  deve intervenire per il suo rilancio con  strategie chiare  e condivise con rapidità e correttezza immaginando che come questa comunità anche la banca d’Italia abbia   a cuore le sorti di questo Istituto.

 

Da Cna nazionale:

 

COMUNICATO CONGIUNTO DI ABI, ALLEANZA DELLE COOPERATIVE ITALIANE, ANIA, CONFINDUSTRIA, RETE IMPRESE ITALIA

SULLA LEGGE DI STABILITA’

 

I presidenti di ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane, ANIA, Confindustria, ReteImprese Italia, riuniti stamattina a Bologna, insieme ai rispettivi segretari o direttori generali, hanno concordato alcune valutazioni e indirizzi sulla legge di stabilità.

Nelle fasi recenti della vita pubblica e della vita economica italiana, e anche durante la preparazione del disegno di legge di stabilità, abbiamo dato forte prova di responsabilità, nella misura realistica delle proposte e nel rispetto delle istituzioni.

Fa parte anche di questa responsabilità non tacere e non sminuire i problemi.

La legge di stabilità deve avere misure più consistenti per la ripresa. Deve dare i segnali  necessari alla società e all’economia per rinvigorire la fiducia in se e nel futuro.

Rileviamo che manca una rapida e decisa azione di tagli alla spesa pubblica e  la indicazione di una prospettiva di ammodernamento strutturale dello Stato e di ridefinizione dei compiti della sfera pubblica, da avviare subito.

Nella consapevolezza dei limiti imposti dai conti pubblici proporremo al Parlamento di rafforzare l’impianto in alcuni punti fondamentali, a partire da una riduzione più incisiva del cuneo fiscale e del costo del lavoro, che abbia effetti sensibili sulla competitività delle imprese e sul reddito disponibile dei lavoratori; agendo sull’accesso al credito sia attraverso la garanzie sia attraverso la patrimonializzazione delle imprese e delle banche, trovando risorse sia strutturali sia straordinarie (rimpatrio dei capitali, rivalutazione quote della Banca di Italia) e dando  impulso alla ricerca e all’innovazione,.

Persistiamo nella convinzione che la stabilità sia la prima condizione di ripresa. Ribadiamo che il Governo deve accelerare e intensificare l’azione per lo sviluppo. Auspichiamo perciò che Governo e Parlamento si impegnino al massimo per realizzare una legge di stabilità e di crescita, adeguata al difficile momento che il Paese sta attraversando.

 

Da Rete Imprese Italia:

 

ENERGIA. RETE IMPRESE ITALIA: “ONERI IMPROPRI E FISCO INIQUO

FANNO SALIRE IL PREZZO DELLA BOLLETTA PER LE MPMI.

E LE RENDONO MENO COMPETITIVE”

“L’eccessivo costo dell’energia soffoca le micro, le piccole e le medie imprese, che non possono continuare a sostenere il peso dei sussidi incrociati e dell’iniqua distribuzione del carico fiscale. E’ in gioco la loro competitività. E’ in gioco la loro sopravvivenza”. Lo ha affermato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia, intervenendo alla Indagine conoscitiva sui costi dell’elettricità e del gas come fattore strategico per la crescita del sistema produttivo del Paese indetta dalla 10a Commissione Industria del Senato.
“E’ noto che la bolletta energetica in Italia è tra le più pesanti d’Europa – ha sottolineato Malavasi – e ciò è dovuto soprattutto a un mercato liberalizzato ma non efficiente, a una fiscalità energetica elevata, al crescente peso degli oneri generali di sistema. In particolare, sul fronte dell’elettricità, i prezzi del mercato libero risultano più alti del 20% rispetto a quelli del mercato tutelato. Non solo. Sulle piccole e medie imprese grava il 74% della contribuzione agli oneri di sistema, vale a dire circa 10 miliardi sui 13,7 miliardi complessivi. Infine, le grandi imprese energivore, a fronte di consumi elettrici pari al 18% del totale nazionale, contribuiscono al gettito fiscale per appena il 3% mentre per gli altri consumatori la tassazione è sei volte tanto”.
“Nel settore del gas – ha aggiunto Malavasi – Rete Imprese Italia evidenzia che l’assenza di una vera Borsa Gas ha di fatto penalizzato le imprese a minor consumo, che pertanto rimangono ancorate a prezzi mediamente più alti rispetto alle concorrenti europee. Come se non bastasse, la recente rimozione dei meccanismi di tutela del prezzo espone le imprese a nuovi aumenti dei costi”. “Rete Imprese Italia chiede allora – ha affermato Malavasi – che, in attesa di provvedimenti strutturali e complessivi, l’attenzione del Governo e del Legislatore si concentri con urgenza su chi è ingiustamente penalizzato, alleggerendo l’attuale aggravio. Nel lungo periodo, bisogna rivedere complessivamente il sistema impositivo, correggendo l’impostazione attuale che premia chi più consuma e penalizza chi risparmia e investe in efficienza. Occorre, inoltre, persistere nell’attività di potenziamento delle infrastrutture che consentono l’ingresso del gas in Italia, in quanto la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e una gestione più efficiente del gas stoccato rappresentano – ha concluso Malavasi – l’unica via per garantire, in futuro, approvvigionamenti di gas sicuri ed economici”.

 

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