NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 61

1 OTTOBRE 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

Confronto a Pescara tra imprese e istituzioni sul futuro della macro-area. Per le Marche presenti il presidente della Commissione Trasporti della Regione Enzo Giancarli ed il professor Carlo Carboni.

 

CNA, MACROREGIONE ADRIATICA OCCASIONE DA NON PERDERE

 

Le piccole imprese di quattro regioni, insieme, per sostenere il progetto della macro-regione adriatico-ionica, stimolare le istituzioni locali, superare localismi e avviare un confronto costruttivo con Unione Europea e Governo. Questo il senso del convegno, organizzato dalla Cna di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia  che si è tenuto a Pescara.

“Non si comprende il motivo per cui grandi aziende come Anas ed Ferrovie dello Stato abbiano atteggiamenti troppo autoreferenziali e poco attenti a esigenze di coesione sociale che arrivano dai territori». Lo ha sostenuto Guido Improta, sottosegretario ai Trasporti del  Governo Monti. Secondo Improta, che ha preso parte al dibattito coordinato dal giornalista del Corriere delle Sera, Aldo Cazzullo, con il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi e al segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini, “occorre concentrare su alcune grandi infrastrutture le poche risorse disponibili, seguendo un filo conduttore in grado di connettere i territori delle due aree, adriatica e tirrenica:  «ma è assurdo – ha osservato tra l’altro – che in alcuni casi non si riesca da dare pieno vigore a interventi infrastrutturali di qualità perché, magari, manca solo una bretella di un paio di chilometri per il collegamento tra la ferrovia e un porto».

Per le Marche era presente il presidente della IV Commissione Trasporti e infrastrutture del Consiglio regionale Enzo Giancarli, secondo il quale la prospettiva di diventare la terza macro-regione europea, dopo Baltico e Danubio, rappresenta un'occasione decisiva per far tornare l'Adriatico centrale nelle politiche di sviluppo. Un approccio che non si lega solo a una rivendicazione geografica, ma punta a fare dell'Adriatico una importante “area di servizio” per il sistema Paese.”

A questa iniziativa seguiranno altri due convegni in programma a Bari ed Ancona tra la fine di novembre del 2012 e la fine di gennaio del prossimo anno,

«Sotto i colpi della crisi – ha osservato nel suo intervento d’apertura al forum il professor Carlo Carboni, direttore del dipartimento di Scienze sociali dell’università di Ancona – sta sbiadendo lidentità del modello di sviluppo che aveva reso, negli anni Ottanta, il Corridoio adriatico unimportante direttrice dellindustrializzazione del paese.”

Carboni, insieme a  Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Pescara e a Carlo Viesti, ordinario di Economia applicata nella facoltà di Scienze politiche dell’università di Bari fa parte del Comitato scientifico messo al lavoro dalla Cna delle quattro regioni sul progetto di Macroregione.

Positiva, infine, per il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini «la scelta di mettere in piedi una iniziativa di carattere strategico, nel momento in cui ognuno va per i fatti propri: vince solo chi è in grado di fare sistema, ma i freni sono ancora tanti, a cominciare dalla pervasività della burocrazia».  «Investire – ha ricordato– dipende da fattori diversi, compreso il clima che la politica riesce a mettere in campo: l'epoca delle questue è finita, occorrono politiche di coesione sociale e infrastrutture adeguate».

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

TURISMO: DALLA REGIONE CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Fidimpresa Marche assiste le aziende interessate ai finanziamenti.

           

FERMO. La Regione Marche mette a disposizione oltre 430 mila euro di finanziamenti in conto capitale riservati alle aziende del turismo per favorire e sostenere gli interventi di miglioramento delle strutture ricettive operanti sul territorio regionale.

Il bando scadrà il prossimo 20 ottobre 2012 ed è destinato alle piccole e medie imprese turistiche, attive nelle Marche: strutture ricettive alberghiere (alberghi e residenze turistiche alberghiere); strutture ricettive all’aria aperta (camping e villaggi turistici); attività ricettive rurali e residenze d’epoca; stabilimenti balneari.

Le tipologie di intervento contemplate sono quelle relative a: qualità, accessibilità e sicurezza, efficienza energetica, innovazione tecnologica. Il costo complessivo ammesso alle agevolazioni è pari a minimo 10.000 euro, per un massimo di 50.000 euro e gli interventi dovranno partire entro 3 mesi dalla concessione del contributo e concludersi entro 12 mesi dalla data di inizio.

Le risorse disponibili ammontano a 430.425 euro, di cui: 60% per le strutture ricettive alberghiere, 20% per le attività ricettive rurali e residenze d’epoca, 12% per campeggi e villaggi turistici, 8% per stabilimenti balneari.

Gli uffici di Fidimpresa Marche assistono le imprese interessate al contributo, occupandosi della valutazione degli investimenti da effettuare, per i quali si potrebbe richiedere il contributo.

Per illustrare i contenuti dell'iniziativa è previsto un incontro informativo che si terrà Martedì 2 ottobre, ore 21, Sede CNA/Fidimpresa Marche Porto San Giorgio, via Sacconi n. 39

 

AUMENTO DEI FURTI IN CASA E BOOM DEI SISTEMI D’ALLARME

CNA: “SBAGLIATO PARLARE DI IMPIANTISTI DI SERIE B”

 

PESARO – Il problema dei furti in casa e delle sempre maggiori richieste di installazione di sistemi di allarme per sventarli, è una questione che coinvolge non solo aspetti di natura tecnica ma anche di ordine sociale sui quali si impone una seria riflessione.  L’aumento di una diffusa percezione di insicurezza e di allarme sociale determinata dalla rapida ascesa del numero di furti ha fortemente accresciuto anche il sacrosanto diritto a difendere la proprietà. E difenderla, la maggior parte delle volte, non significa proteggere chissà quali patrimoni o ricchezze ma inviolabili spazi, spesso rappresentati solo dalla propria casa, dal proprio laboratorio o negozio .

Sulla questione interviene l’Unione Impiantisti della CNA di Pesaro e Urbino attraverso il presidente provinciale Francesco Zolfanelli: “Chi parla in maniera corporativa di soggetti deputati ad installare tali sistemi, sbaglia su più fronti. Primo. Non esistono categorie di imprese certificate per svolgere solo ed esclusivamente questo mestiere. Secondo: definire sprezzantemente “comuni elettricisti” come delle persone non in grado di installare correttamente impianti di sicurezza o, peggio, professionisti che “non saprebbero nemmeno dove mettere le mani”, è scorretto da un punto di vista deontologico e falso anche da un punto di vista oggettivo. Terzo la bontà di un impianto di sicurezza non è sempre direttamente proporzionale al suo costo o, peggio, alla parcella del suo installatore”.

Aggiunge Fausto Baldarelli, responsabile di CNA Unione Impiantisti “Non ci sono installatori di serie A o di serie B, ma imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio che possono vantare più o meno anni di esperienza nel settore e che sono abituate ad aggiornarsi anche attraverso puntuali seminari di aggiornamento che organizzano le associazioni di categoria. Molti di quelli che qualcuno definisce dei “comuni elettricisti”, hanno installato in questi anni un gran numero di impianti a regola d’arte per imprese, privati, enti pubblici. Ognuno risponde non ad una presunta classificazione corporativa, ma esclusivamente alla propria professionalità, competenza e rispetto di regole e norme”.

Altro problema è invece rappresentato dal lavoro praticato da soggetti non autorizzati e in regola. Molto spesso di tratta di abusivi, dopo-lavoristi, hobbysti. “Questo sì che è un problema – dicono Zolfanelli e Baldarelli – e rappresenta il vero pericolo per i proprietari che in qualche caso sì si trovano spesso nelle mani di persone sprovvedute che non hanno né le competenze né i requisiti per poter installare certi tipi di impianti. Attività per di più sconosciute al fisco che danneggiano le imprese regolari e che non sono in grado di certificare e garantire nessun tipo di lavoro”. 

 

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