NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 60

 

27 SETTEMBRE 2012

Dalla Cna Marche:

 

 

MACRO REGIONE, DALLE MARCHE ALLA PUGLIA

LA PICCOLA IMPRESA FA FRONTE COMUNE

 

Sabato 29 settembre confronto a Pescara voluto dalla Cna di Marche, Abruzzo, Molise e Puglia sul destino dell'area adriatico-ionica. A novembre di quest’anno e a gennaio 2013 altri due appuntamenti a Bari e Ancona. Il sostegno dell’assessore Viventi.

 

Le piccole imprese di quattro regioni, insieme, per sostenere il progetto della macro-regione adriatico-ionica, stimolare le istituzioni locali, superare localismi e avviare un confronto costruttivo con Unione Europea e Governo. Questo il senso del convegno, organizzato dalla Cna di Abruzzo, Marche, Molise e Puglia, che sabato 29 settembre, vedrà a Pescara il primo di tre appuntamenti (i successivi sono già fissati a Bari, per la fine di novembre, e ad Ancona, per la fine di gennaio del 2013) stabiliti dall'agenda della confederazione artigiana delle quattro regioni.

“Si tratta” ha affermato l’assessore regionale ai Trasporti della Regione Marche Luigi Viventi, “di iniziative che hanno il pieno sostegno della Regione Marche perchè vanno nella stessa direzione del nostro impegno per valorizzare l’area adriatico – Jonica e il ruolo che Ancona e la nostra regione possono andare a ricoprire in tale contesto”.

“Adriatico, un mare di opportunità” è il titolo della manifestazione in programma, con inizio alle 10, nella sala Petruzzi in via delle Caserme. Numerosi gli ospiti istituzionali che saliranno sul palco, per il dibattito coordinato dal giornalista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, che sulle pagine del quotidiano milanese ha ricordato, di recente, il rischio di un processo di emarginazione progressivo del versante adriatico del nostro Paese: con lui ci saranno il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi; il Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti del Governo Monti, Guido Improta; il vice presidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella; il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini.

Prima di loro, dopo i saluti del presidente regionale della Cna abruzzese, Italo Lupo, le ragioni dell'iniziativa saranno illustrate dalle relazioni di Carlo Carboni, direttore del dipartimento di Scienze sociali dell'università di Ancona e da Roberto Mascarucci, ordinario di Urbanistica alla facoltà di Architettura di Pescara; i due docenti, assieme a Carlo Viesti, ordinario di Economia applicata nella facoltà di Scienze politiche dell'università di Bari, fanno parte del comitato scientifico che la Cna delle quattro regioni ha messo al lavoro sul tema della macro-regione. Diversi i temi che saranno al centro dell'attenzione della discussione: dall'Alta velocità ferroviaria alle grandi infrastrutture trans-europee, dalla dotazione di porti e aeroporti al ruolo dell'economia della conoscenza, dalle possibili sinergie al ruolo delle imprese.

«Lo scopo degli incontri – ha spiegato  Carboniè quello di sollecitare le istituzioni e le imprese a mettere in campo un progetto comune, incentrato sull’asse adriatico di sviluppo di piccole e medie imprese e sulle necessarie economie esterne e infrastrutturali, in un’ottica europea che assuma l’Adriatico come cerniera verso l’area del sud-est europeo». «Purtroppo – ha aggiunto  – sotto i colpi della crisi sta sbiadendo l’identità del modello di sviluppo che aveva reso, negli anni Ottanta, il Corridoio adriatico un’importante direttrice dell’industrializzazione del Paese; con risultati ragguardevoli, visto che il Pil pro-capite medio delle province adriatiche, oltremodo depresso all’inizio del 20esimo secolo, si è affacciato al 21esimo superando quello medio delle province tirreniche. Da allora un rapido declino dei numeri, con incerte previsioni, con la crisi trasferita ai bilanci pubblici e all’economia reale, all’affanno di Pmi e distretti, si associa un prevedibile collasso della spinta degli enti locali e regionali per lo sviluppo e per i servizi, vista l’attuale situazione finanziaria delle nostre istituzioni locali. Pesa anche sulla qualità della vita, se si pensa alla decrescita della manutenzione dei beni comuni. Tutto ciò pesa sulla coesione sociale, grava sulla qualità della vita».

 

 

Da Unioncamere Marche:

 

Le rilevazioni coinvolgono nella nostra regione un campione di 7.860 imprese su un totale di 177.116, oltre a 15.961 Istituzioni non profit. I questionari vanno consegnati entro il 20 ottobre.

 

MARCHE, AL VIA IL 9° CENSIMENTO  DELL’INDUSTRIA E DEI SERVIZI E IL CENSIMENTO DELLE ISTITUZIONI NON PROFIT DELL’ISTAT IN COLLABORAZIONE CON IL SISTEMA CAMERALE

 

L’ indagine darà un contributo importante per le decisioni di politica economica e per lo sviluppo delle imprese sul territorio regionale”.

 

Una fotografia precisa e puntuale del sistema produttivo delle Marche. E’ quello che si propone il “9° Censimento dell’Industria e dei Servizi”. Le operazioni di rilevazione dei dati sono partite il 10 settembre e tutto dovrà concludersi entro il 20  dicembre.

Le imprese coinvolte nelle Marche sono un campione di 7.860 e rappresentano un totale di 177.116 aziende. Inoltre il censimento, per la prima volta, si occuperà delle Istituzioni non profit, che nella nostra regione si aggirano attorno alle 16.000 unità. In Italia le imprese coinvolte sono 260 mila su un totale di 4,5 milioni e le Istituzioni non profit ammontano a circa 475 mila unità.  Le operazioni del censimento sono a cura dell’Istat che,  per le operazioni di rilevazione sul territorio regionale si avvarrà della collaborazione dell’Unioncamere Marche e delle cinque Camere di Commercio. In particolare l’Unioncamere seguirà l’attività censuaria per le province di Pesaro e Fermo mentre per Ancona, Ascoli Piceno e Macerata saranno i locali enti camerali ad impegnarsi nelle rilevazioni.

“Si tratta di un censimento che rispetto al passato” sostiene l’Unioncamere Marche “non mira solo a cogliere le caratteristiche quantitative delle imprese ma si propone di indagare anche i fenomeni qualitativi, in modo da conoscere meglio il sistema produttivo regionale e le sue caratteristiche sul territorio. In particolare, in una situazione difficile come l’attuale, verranno acquisite informazioni sul modo in cui le imprese si sono confrontate con le sfide imposte dalla congiuntura economica.  L’indagine darà inoltre un contributo importante per le decisioni di politica economica e per lo sviluppo delle imprese”.

Al centro delle rilevazioni anche la capacità innovativa, le nuove strategie organizzative e finanziarie, i futuri programmi di sviluppo e di posizionamento delle imprese sul mercato, l’internazionalizzazione, la governance.

I questionari dovranno essere compilati obbligatoriamente via web dalle imprese con oltre 10 addetti mentre quelle con meno di 10 addetti potranno anche optare per la compilazione cartacea e consegnare i modelli entro il 20 ottobre agli uffici postali oppure entro il 20 dicembre direttamente agli sportelli istituiti dall’Unioncamere presso le Camere di Commercio. I dati saranno poi elaborati dall’Istat e diffusi nel secondo semestre 2013.

 

Da Inail Marche:

 

DAL 28 SETTEMBRE 2012

 DIVENTA OBBLIGATORIO PER LE IMPRESE

COMUNICARE ON LINE CON L’INAIL

 

L’INAIL prosegue nella progressiva telematizzazione obbligatoria dei servizi messi a disposizione dall’Istituto per la comunicazione con le imprese*.

In particolare, dal 28 settembre 2012, le denunce e le comunicazioni, di seguito descritte, devono essere effettuate con modalità esclusivamente telematiche, attraverso i relativi servizi web dell’Istituto, già operativi da tempo:

1) denuncia di iscrizione/di esercizio per inizio attività con polizza dipendenti e/o artigiani (apertura codice ditta): l’adempimento deve essere effettuato utilizzando l’apposito servizio “Iscrizione ditta” attivo in www.inail.it  (Punto cliente – Denunce). Il servizio deve essere utilizzato nei soli casi in cui non è obbligatoria la Comunicazione Unica al Registro delle imprese.

L’obbligo di utilizzare il servizio “Iscrizione ditta” riguarda esclusivamente gli intermediari, vale a dire i soggetti di cui alla legge n. 12/1979 e ad altre leggi specifiche, legittimati ad effettuare adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale dei lavoratori dipendenti, quando non sono curati direttamente o a mezzo di propri dipendenti dal datore di lavoro, nonché gli intermediari legittimati ad effettuare adempimenti in materia di previdenza per imprese senza dipendenti

2) denuncia di cessazione attività (chiusura codice ditta): l’adempimento deve essere effettuato utilizzando l’apposito servizio “Cessazione ditta” attivo in www.inail.it  (Punto cliente – Denunce). Il servizio deve essere utilizzato nei soli casi in cui non è obbligatoria la Comunicazione Unica al Registro delle imprese

3) denuncia di nuovo lavoro a carattere temporaneo: l’adempimento deve essere effettuato utilizzando l’apposito servizio “DNL TEMP” attivo in www.inail.it  (Punto cliente – Denunce)

4) denunce retributive contratti di somministrazione: l’adempimento deve essere effettuato utilizzando l’apposito servizio “Somministrazione di lavoro”, attivo in http://interinale.inail.it/li

5) comunicazione tabella d’armamento settore navigazione: per accedere al servizio occorre collegarsi al sito www.inail.it (Navigazione marittima – Servizi on line – Accesso area dedicata agli utenti del settore navigazione – Denuncia tabelle di armamento)

6) denuncia retribuzione per l’erogazione di tutte le prestazioni del settore navigazione:

per accedere al servizio, tramite le credenziali di accesso, bisogna connettersi al sito www.inail.it (Navigazione marittima – servizi on line – Accesso area dedicata agli utenti del settore navigazione – Denuncia retribuzioni)

7) denuncia prima iscrizione per il settore navigazione:questo adempimento deve essere effettuato via web collegandosi al sito www.inail.it (Navigazione marittima – Servizi on line – Accesso area dedicata agli utenti del settore navigazione – Denuncia prima iscrizione)

8) denuncia riassicurazione in corso d’anno per il settore navigazione:questo adempimento deve essere effettuato dagli armatori/delegati, usando le credenziali di accesso al web, tramite il sito www.inail.it  (Navigazione marittima – Servizi on line – Accesso Area dedicata agli utenti del settore navigazione – Denuncia di riassicurazione)

Per ogni ulteriore chiarimento è attivo il Contact center al numero verde gratuito 803164.

 

Dalla Regione Marche:

 

SOTTOSCRITTO l’ACCORDO PER LA DISCIPLINA DELL’APPRENDISTATO

Luchetti: “Un importante passo avanti per accrescere l’occupabilità dei giovani”

 

Sono stati firmati questa mattina gli accordi tra la Regione Marche, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro, le Università, l’Ufficio scolastico regionale e le Fondazioni ITS, per la disciplina dell’apprendistato. Documenti che recepiscono le recenti nuove disposizioni emanate a livello nazionale, contenute nell’apposito Testo Unico. Quest’ultimo definisce l’apprendistato come contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani, la cui disciplina è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti di lavoro stipulati a livello nazionale o interconfederale e mantiene la classica suddivisione delle tre tipologie di contratto innovandole: apprendistato per ottenere la qualifica e il diploma professionale, anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione destinato ai giovani di età compresa tra 15 e 25 anni; apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, destinato ai giovani di età compresa tra 18 e 29 anni, per il conseguimento di una qualifica professionale mediante assunzione in tutti i settori di attività, pubblici e privati; apprendistato di alta formazione e di ricerca, destinato ai giovani che dai 18 ai 29 anni intendono acquisire un diploma di istruzione secondaria superiore, titoli di studio universitari e dell’alta formazione, nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche o per esperienze professionali.

Tre sono, dunque, i documenti sottoscritti questa mattina, preceduti da momenti di confronto tra le parti, conclusi con la loro approvazione nella seduta della Commissione Regionale Lavoro del 20 luglio scorso.

“I documenti firmati oggi – dichiara l’assessore regionale al Lavoro, Marco Luchetti – rappresentano un passo avanti importante a favore dei giovani. Accrescendo, infatti, la loro professionalità e le loro competenze, se ne potenzia comunque l’occupabilità, contribuendo a ridurre la dispersione scolastica e formativa”.

Riguardo alla prima tipologia di apprendistato, per accrescerne il fattore di interesse da parte delle imprese e dei giovani, gli obiettivi sono la valorizzazione delle competenze pregresse; la qualificazione e caratterizzazione del sistema dell’offerta formativa attraverso un’organizzazione strutturata e allo stesso tempo modulare e flessibile di erogazione che preveda l’intervento delle agenzie formative e delle istituzioni scolastiche anche in forma congiunta; la valorizzazione dell’impresa quale soggetto formativo che, sulla base del Piano formativo individuale concordato con l’istituzione scolastica e l’agenzia formativa, favorisca la realizzazione del programma formativo; la valorizzazione del ruolo delle Parti sociali; l’interazione tra impresa, istituzione scolastica e agenzia formativa.  A questo scopo specifico vengono introdotte le figure del tutor didattico e del tutore o referente aziendale che operano in raccordo per il coordinamento della attività previste dal Piano Formativo Individuale dell’apprendista.

Il secondo tipo di formazione, professionalizzante e di mestiere, è svolta sotto la responsabilità dell’azienda ed è disciplinata  dagli accordi interconfederali o collettivi in ordine alla durata e alle modalità di erogazione della formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche in funzione dei profili professionali. La Regione Marche regolamenta l’offerta formativa pubblica finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e trasversali nelle seguenti discipline: sviluppo delle competenze relazionali, organizzazione ed economia, disciplina del rapporto di lavoro,  informatica, lingua straniera, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Sull’apprendistato per l’alta formazione e ricerca, “lo scopo prioritario dell’attivazione di questa innovativa tipologia contrattuale – spiega ancora Luchetti – è l’adozione di una metodologia basata su una forte integrazione tra il percorso realizzato in azienda e il percorso realizzato nell’istituzione formativa: l’ateneo riconosce e valorizza il percorso in impresa e rilascia il titolo di studio finale attribuendo i crediti formativi anche per le conoscenze maturate lavorando in azienda. D’altra parte, il giovane apprendista laureato ha l’opportunità di conseguire un titolo di studio universitario ottenuto attraverso un percorso formativo misto, calato nel processo produttivo/aziendale che si trova al centro del piano di studio o di ricerca, con elevate possibilità di stabilizzazione occupazionale o quantomeno migliorare la propria occupabilità”.

 

ARTIGIANATO DI QUALITA’ – AL VIA LE BOTTEGHE SCUOLA

 

“Dopo l’attribuzione della qualifica di maestro artigiano a diversi imprenditori marchigiani, prende ora quota il nostro progetto di “bottega scuola”, cioè il laboratorio guidato dal maestro, luogo di formazione per i giovani che possono trovare nell'artigianato di qualità una concreta prospettiva professionale”. L’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini, commenta così l’avvio dei termini per presentare le domande di accreditamento delle “botteghe scuola”. Laboratori guidati dal maestro artigiano che diventano luoghi di formazione professionale per giovani che vedono nel settore una concreta prospettiva professionale, garantendo il necessario ricambio generazionale. “Un modo – sottolinea Giannini – per permettere continuità nell’eccellenza espressa dalle tante specializzazioni artigianali presenti nei borghi e nelle città marchigiane, coniugandola con nuove idee e sensibilità, di cui sono portatori i più giovani”.

La Regione, nell’approvare i requisiti per il riconoscimento del titolo di “bottega scuola”, in cui opererà il maestro, oltre ad essersi coordinata con le associazioni artigiane, ha tenuto conto delle diverse prescrizioni in materia di sicurezza e idoneità dei locali adibiti, della particolare attività formativa da realizzarsi e della presenza di idonei impianti e attrezzature in grado di trasferire efficacemente le conoscenze dal maestro all’allievo.

Molti i mestieri in cui sono impegnati i maestri artigiani che hanno ricevuto il riconoscimento regionale e che saranno responsabili dell’insegnamento all’interno delle botteghe. Dalla lavorazione del ferro battuto a quella dei metalli e pietre preziose, dalla realizzazione di calzature su misura agli abiti da sposa, dall’intaglio e restauro di mobili ai fonditori e scultori, dalla tessitura a mano alla rilegatura manuale dei libri, dalla produzione di ceramiche artistiche alla sartoria di costumi teatrali, dalla realizzazione di cesti al ricamo.

La modulistica e le modalità di presentazione sono disponibili al sito http://www.impresa.marche.it/MarcheEccellenzaArtigiana/BottegaScuolaMaestroArtigiano.aspx

La cerimonia di consegna degli attestati di qualifica avrà luogo ad ottobre, a San Severino Marche, nell’ambito della manifestazione “Settimana Europea delle piccole e medie imprese 2012”, iniziativa dedicata all’artigianato artistico, tipico e tradizionale e alle iniziative che la Regione Marche promuove per valorizzare e tutelare il settore.(f.b.)

 

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

MAROTTA, LA CNA INVITA I SINDACI DELLA VALLATA

AD OPPORSI ALLA COSTRUZIONE DELL’OUTLET

 

MAROTTA (PU) – La CNA di Pesaro e Urbino interviene sul dibattito in corso contro l’Outlet di Marotta e rinnova la sua contrarietà alla costruzione del Centro Commerciale. 

Un centro che, secondo l’associazione, assesta un colpo definitivo al territorio di Marotta e della Valcesano. Secondo l’associazione della piccola e media impresa, l’edificazione del centro  provocherà ripercussioni e danni irreparabili su tutta l’economia del territorio ed in particolare per i settori del commercio e dell’artigianato.

Secondo il presidente della CNA di Marotta, Giuliano Mancinelli “A fronte di un’effimera offerta di posti di lavoro (si parla di qualche centinaio di contratti a tempo determinato a rotazione), si mettono infatti a rischio centinaia di piccole attività commerciali ed artigianali che fanno della loro presenza capillare sul territorio la loro principale caratteristica.

Non solo. La realizzazione di un moloch con tali caratteristiche si tradurrà in un colpo mortale per il territorio ed i centri storici di tutta la zona”.

Secondo il responsabile dell’ambito territoriale dell’associazione, Luigi Colombaretti “occorrerebbe un sussulto da parte dei sindaci della zona. “La costruzione di un centro commerciale finirà per spopolare i centri storici di molti comuni della zona e rappresenterà un danno economico notevole per il territorio e costringerà alla chiusura tante attività, commerciali e artigianali, che rappresentavano l’ultimo baluardo contro l’invasione e la massificazione commerciale. Per questo occorre che i sindaci si mobilitino e si oppongano a questa operazione che rischia di desertificare i centri storici dei loro comuni”.  

Nel dibattito interviene anche il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della CNA, Giorgio Aguzzi secondo il quale  si rischia “La morte non solo commerciale ma anche sociale e culturale di un’intera vallata. Già perché il dilagare di outlet e grandi store si è storicamente tradotto in questi primi dieci anni di esplosione del fenomeno in un  progressivo processo di depauperamento sociale e antropologico dei territori e dei centri storici sui quali i grandi centri commerciali insistono e provocano inevitabilmente la loro influenza”.

Secondo Colombaretti e Mancinelli “Come una sorte di nube radioattiva, un centro commerciale rischia di creare il deserto

intorno, con migliaia di persone e intere famiglie che – specialmente nei week-end – finiscono per rinchiudersi in padiglioni coperti spopolando così i centri storici, piccoli negozi,  botteghe artigiane. Un fenomeno di appiattimento culturale e sociale che porta la gente a perdere il contatto con il territorio, con le bellezze naturali e culturali di cui è ricca l’intera vallata”.

In un momento in cui anche la politica parla di rilancio dell’economia, di valorizzazione dei borghi e delle città, di rivalutazione dei centri storici e dei beni artistici e culturali, favorire l’insediamento di grandi centri commerciali come quello di Marotta rappresenta un vero e proprio suicidio per un’intera vallata che ha fatto della bellezza del territorio e della qualità della vita una sua precisa caratteristica.

La CNA di Pesaro e Urbino vuole per questo marcare la sua posizione circa la costruzione del centro  commerciale dalla mera difesa di interessi di tipo corporativo (che pure rivendica),  e spostare piuttosto la discussione sulla difesa dei centri storici e del territorio”.

“Un bene prezioso ed insostituibile che non si può misurare a contratti a tempo determinato, all’apertura di qualche decina di attività o a interessi di tipo privato. Per questo invitiamo la politica, le istituzioni e tutti i soggetti interessati, ad aprire un dialogo per cercare di scongiurare la morte ed il depauperamento di un’intera vallata”.

 

LINEE DI SOSTEGNO PER L’IMPRESA ROSA

Cna: “Nonostante la crisi, le imprese al femminile continuano a crescere” 

 

ANCONA. Il Comitato Impresa Donna della Cna Provinciale di Ancona comunica a tutte le imprese femminili che è attiva l’edizione 2012 del bando di concorso “Impronta d’impresa innovativa” della CCIAA, attraverso il quale vengono premiate le prime tre aziende distintesi per aver sviluppato progetti aziendali innovativi.

“Per progetto innovativo – precisa Adriana Brandoni, Presidente provinciale Cna Impresa Donna – si intende l’applicazione di nuove tecnologie, l’introduzione di nuovi processi produttivi e nuovi prodotti, di nuovi strumenti di commercializzazione, di comunicazione e di marketing. In tal modo, è possibile individuare le buone pratiche da diffondere, premiando le esperienze più significative, dando anche maggiore visibilità alle aziende al femminile nel loro insieme”.

Nonostante la crisi le imprese a guida femminile aumentano: “nel 2011 a livello nazionale – aggiunge Adriana Brandoni – sono nate 7.000 imprese in più rispetto al 2010, portando il dato a circa 1 milione e 500 mila imprese in rosa, pari al 23.5% del totale delle imprese italiane”.

Anche nelle Marche e nella Provincia di Ancona il trend di crescita viene confermato, con una valore addirittura superiore alla media nazionale (1 impresa su 4 è donna). “Il dato più interessante, ma è una conferma – continua Brandoni – riguarda la natura giuridica e l’organizzazione aziendale: infatti nelle Marche crescono nel 2011 le società di capitale (+4,5%), anche se le imprese a conduzione individuale prevalgono (sono il 65% delle imprese femminili). Continuano ad affermarsi quei settori tradizionalmente prerogativa delle imprese femminili: l’agricoltura ed il commercio rappresentano, infatti, quasi la metà del totale, ma aumentano quelle rivolte ai settori innovativi (energia, servizi…). A livello nazionale la provincia di Ancona si colloca al 36° posto per tasso di femminilizzazione  con il suo 25,1% rispetto al totale”.

“Nonostante questa vitalità e il dinamismo – afferma Elisabetta Grilli, responsabile provinciale del Comitato Impresa Donna Cna – sono ancora insufficienti le misure a supporto delle donne che lavorano e che intraprendono. Voglio segnalare altre due opportunità riservate alle donne: la prima è un piano di azioni ministeriale, che comprende un sostegno all’occupazione ed al reinserimento lavorativo delle donne, alla costituzione o al consolidamento dell’impresa e, infine, a progetti integrati di rete. La seconda, invece, è il supporto allo start up d’impresa, sia attraverso i servizi di affiancamento previsti da Cna nell’ambito del progetto Creaimpresa, che da nuove opportunità legate all’accesso al credito. In particolare Banca Marche, con la collaborazione di Cna e del Consorzio di Garanzia Fidimpresa, mette a disposizione, attraverso l’iniziativa Youstartup, linee di finanziamento a condizioni particolari riservate alle nuove imprese al femminile”.

“Questa è una opportunità da cogliere – conclude Adriana Brandoni – l’accesso al credito è una delle componenti che maggiormente penalizzano le donne che vogliono avviare una propria attività. Rimuovere questi limiti è uno degli obiettivi primari a cui tende il Comitato Impresa Donna della Cna nella sua attività quotidiana”.

 

"CHI PUÒ METTERCI LE MANI? INIZIATIVA CONTRO L’ABUSIVISMO E A FAVORE DELLA PROFESSIONALITÀ DI ESTETISTE E ACCONCIATORI"

 

MACERATA. Successo per l’importante convegno “Chi può metterci le mani? iniziativa contro l’abusivismo e a favore della professionalità di estetiste e acconciatori” , organizzato da Confartigianato Benessere e Cna Benessere e Sanità e tenutosi ieri mattina nell’ambito di AFRODITexpo, fiera del benessere svoltasi nella prestigiosa cornice dell’Abbadia di Fiastra. Scopo dell’evento da parte CNA e Confartigianato, seguendo la strada già tracciata nell'impegno a favore della professionalità nel settore benessere e contro le imprese non regolari, è stato quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema dell’abusivismo nel settore. A  partecipare all’evento, coordinato dalla Responsabile Provinciale di Confartigianato Benessere Eleonora D’ Angelantonio, sono stati il Direttore della Direzione Provinciale del Lavoro Pierluigi Rausei, la Dirigente del Servizio Industria ed Artigianato della Regione Marche Carla Stramignoni, Il Responsabile Provinciale di CNA Benessere e Sanità Giuliano Rocco, la componente del Direttivo Provinciale delle Estetiste di Confartigianato Imprese Macerata Rosetta Buldorini, il Presidente Regionale Cna Benessere e Sanità Giorgio Ligliani ed il dermatologo Riccardo Bianchini.Nel corso dell’evento è stata inoltre presentata un’indagine promossa da CNA e Confartigianato relativamente alla percezione del fenomeno abusivismo nel settore benessere nella nostra provincia. < Oltre l’80% degli intervistati – ha spiegato in proposito il Responsabile Provinciale di CNA Benessere e Sanità Giuliano Rocco – ritiene che il fenomeno sia grave e addirittura quasi il 67% afferma che negli ultimi tre anni è addirittura aumentato. Secondo le stime elaborate a fronte dell’indagine, il numero delle attività abusive potrebbe aggirarsi intorno al 30 % di quelle regolari, con oltre 300 soggetti che operano in maniera abusiva>.Il convegno è stato il punto di partenza per una prossima attività di Confartigianato Benessere e CNA Benessere e Sanità a favore della professionalità del settore e contro l’abusivismo, che sarà espletata mettendo in campo una serie di iniziative tra cui raccolta delle segnalazioni di attività abusive e campagna di sensibilizzazione ed informazione ai consumatori

 

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