NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 6

25 GENNAIO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

TIR, TERZO GIORNO DI FERMO. PESANTI I DANNI

 AL SISTEMA PRODUTTIVO MARCHIGIANO

CNA FITA: “GARANTIRE LE LIBERA CIRCOLAZIONE

DEGLI AUTOTRASPORTATORI CHE NON ADERISCONO AL FERMO”

 

Terzo giorno di protesta degli autotrasportatori. Anche se la situazione nelle Marche può definirsi tranquilla, permangono gravi disagi per decine di autotrasportatori marchigiani, bloccati in diverse aree di sosta italiane a causa dei presidi istituiti dagli aderenti alla manifestazione di protesta. La CNA-FITA Marche ribadisce la propria contrarietà ad un blocco che, con il passare delle ore, evidenzia tutte le sue contraddizioni. “ “In questo fermo” secondo il responsabile regionale Cna Fita Riccardo Battisti vi è una forte spinta ad esasperare il clima e tensioni nella categoria. In questi giorni abbiamo invitato tutti alla ragionevolezza e a rispettare il lavoro dei colleghi (la stragrande maggioranza della categoria), che ha deciso in piena coscienza e libertà di non aderire alla protesta. Per questo rinnoviamo l’invito alle  Prefetture e alle Forze dell’Ordine a monitorare costantemente la situazione per evitare tensioni e garantire la libertà di circolazione a tutti quegli autotrasportatori che vogliono continuare a lavorare e non creare disagi alla popolazione e alle imprese. Imprese che, a causa di questa ingiustificata protesta, anche nelle Marche stanno iniziando ad avere difficoltà. A causa dei mancati approvvigionamenti di materie prime e per i ritardi nelle consegne, sono centinaia le attività artigianali e commerciali in regione che stanno subendo dei danni. Qualcuno, come nel caso di imprese più strutturate, sarà costretto a sospendere la produzione e a mettere in cassa integrazione i propri dipendenti. Da sottolineare anche i  danni subiti da quegli autotrasportatori che, pur contrari alla protesta, per evitare problemi per la propria incolumità e dei propri mezzi è costretto a non partire e a perdere così giornate di lavoro. Mancati incassi non solo per la categoria ma – come detto – per le aziende, gli esercizi commerciali ed i cittadini già alle prese con una crisi durissima. Per questo invitiamo gli autotrasportatori presenti  ai presidi marchigiani di San Benedetto, Porto Sant’Elpidio e Fano a rispettare il lavoro dei colleghi e a non creare ulteriori disagi alla categoria a cittadini e imprese. Prosegue la nostra più totale collaborazione con le Prefetture e le Forze dell’Ordine per garantire la libera circolazione ed il rispetto della sicurezza”

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

SIAE: PAGAMENTO ENTRO IL 28 FEBBRAIO

TARIFFE AGEVOLATE DEL 25% PER I SOCI CNA

 

ANCONA. La Cna provinciale di Ancona informa tutte le attività commerciali ed artigiane che utilizzano musica d’ambiente ed apparecchi multimediali che, per evitare sanzioni, devono effettuare entro il 28 febbraio il pagamento della SIAE.

“Le imprese interessate sono quelle che fanno uso di musica – precisa Andrea Riccardi responsabile Cna Commercio – e le tariffe sono differenziate per le attività commerciali, gli alberghi ed i pubblici esercizi, compresi quelli che organizzano concertini o intrattenimenti danzanti, gli automezzi pubblici, i centri fitness e le imprese artigiane”.

La Cna ha stipulato una convenzione con la SIAE che riduce le tariffe del 25% a beneficio dei propri soci.

Presso ogni sede territoriale della Cna sono a disposizione i moduli necessari per l’applicazione delle tariffe agevolate.

Cna ricorda inoltre che sempre entro il 28 febbraio i diritti SIAE devono essere pagati anche dalle fotocopisterie (sulla base dei punti di riproduzione posseduti).

 

 

L’associazione ritiene utili agevolazioni regionali per l’acquisto di filtri antiparticolato

INQUINAMENTO DA PM10, CNA CHIEDE CONTRIBUTI ALLA REGIONE

PER PIZZERIE E PANIFICI CON FORNI A LEGNA

PESARO – Un contributo dalla Regione per la dotazione di impianti idonei all’abbattimento dei fumi. E’ quanto chiede la CNA di Pesaro e Urbino alla Regione Marche per molte delle attività (in particolare pizzerie e panifici), che adottano questo sistema di cottura dei propri lavorati. La richiesta arriva da CNA Alimentare dopo le disposizioni regionali per la riduzione  della concentrazione degli inquinanti nell’aria che impongono a molte attività di adeguarsi con le migliorie tecnologie disponibili entro il 31 marzo 2012.  “Così come sono previsti contributi per altre attività – dice la responsabile provinciale dell’associazione, Luciana Nataloni – anche pizzerie e forni devono essere ricomprese nella delibera regionale 1610 del novembre scorso che ha varato un provvedimento finalizzato alla riduzione delle polveri sottili. Non sono solo i veicoli ad essere interessati dal provvedimento, infatti, ma anche settori alimentari che lavorano nel settore alimentare. Imprese che dovranno fronteggiare notevoli investimenti per mettere a norma i propri impianti di cottura”.  “Per di più il provvedimento riguarderebbe un numero limitato di attività della provincia che operano con forni con combustione a legna. “A parte qualche eccezione come ad esempio Marotta –  afferma il responsabile territoriale della CNA di Fano, Luigi Colombaretti – dove  la gran parte delle pizzerie sono alimentate da forni a legna che, assieme ad attività di ristorazione del pesce, ormai rappresentano una  vera e propria attrattiva di turistica del territorio”.  Si tratta comunque di attività che concentrano il lavoro in poche ore al giorni (in media le pizzerie dalle 19.30 alle 23 di sera) ed i forni (dalle 3 alle 6.30 del mattino). Un inquinamento di modesta entità che di certo non incide in maniera determinante sui valori complessivi delle PM10.“Per questo – conclude Luciana Nataloni –  chiediamo di non penalizzare ulteriormente un settore che produce lavoro ed occupazione e invitiamo la Regione Marche a rivedere il provvedimento e a inserire misure di contribuzione.”

 

CIVITANOVA MARCHE, LA CNA FOTOGRAFA LA SITUAZIONE LOCALE. ARTIGIANATO IN AFFANNO MA L’OCCUPAZIONE CRESCE.

 

CIVITANOVA MARCHE. Stefano Burini e Giuliano Rocco, Presidente e responsabile sindacale della CNA di Civitanova Marche, hanno analizzato la situazione delle imprese artigiane nella città avanzando alcune proposte per uscire dalla crisi: “Le piccole e medie imprese – premettono – sono decisive per l’economia locale. A Civitanova esiste un’impresa ogni 8 abitanti e di queste quelle Artigiane sono 1405, cioè più o meno un terzo di quelle esistenti in provincia. Tutte risentono dell’aumento dei costi di produzione, che crea problemi significativi ad un’impresa su tre. Altro fattore penalizzante è il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti. “Più della metà delle imprese – osserva Rocco – subisce tempi di pagamento sempre più lunghi, mentre, in conseguenza della riduzione della domanda di mercato, solo il 6% delle imprese lavora quasi al 100% della propria capacità produttiva, le altre sottoutilizzano macchinari e altre componenti della produzione”. La nota positiva è data dall’occupazione. Stando ad una rilevazione effettuata su un campione di imprese civitanovesi, nonostante le difficoltà, nel 2011 l’occupazione ha registrato un aumento del 5% sul versante delle maestranze operaie generiche. Mentre le grandi imprese licenziano, l’artigianato crea quindi occupazione. Anche la tendenza a licenziare è meno forte nelle aziende artigiane: spesso queste resistono di fronte alla prospettiva di ridurre la manodopera perché sulla stessa hanno investito molto, in termini di formazione e di professionalità.

Per il futuro quasi la metà delle imprese prevede una situazione sostanzialmente stazionaria, mentre circa un 30% teme un peggioramento per l’aumento dei costi, la diminuita capacità di spesa del cliente e la stretta creditizia. Per superare il momento è perciò indispensabile evitare ogni aumento del costo del lavoro e bisogna individuare spazi di riduzione dei costi, iniziando dalle tariffe Inail delle gestioni del terziario e dell’artigianato, che sono in forte avanzo. E’ inoltre necessario intervenire sul sistema degli ammortizzatori sociali, che soffre di frammentazione crescente, disfunzioni ed iniquità, senza però scaricare compiti impropri sulle imprese artigiane. “Le misure di sostegno al reddito – conclude Stefano Burini – vanno distinte per settore economico e tipologia d’impresa e collegate a percorsi di ricollocamento professionale sostenuti da agevolazioni contributive e accompagnati da formazione continua. Servono inoltre pacchetti di misure permanenti e rapide per favorire l’occupazione dei giovani e delle donne, puntando anche sull’apprendistato quale forma prevalente per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”.

 

 

CIVITANOVA MARCHE, SABATO 28 CONVEGNO DI ODONTOTECNICI

 

CIVITANOVA MARCHE. Lo SNO-CNA, Sindacato Nazionale Odontotecnici, invita tutti gli operatori della categoria al convegno “Protesi dentarie: Il futuro degli odontotecnici (?!)”, che si terrà sabato 28 gennaio dalle 9.30 alle 12.30 presso il Cosmopolitan Business Hotel, di Civitanova Marche, in via Martiri di Belfiore.

Il convegno, che si tiene nell’ambito dei seminari di aggiornamento tecnico scientifico del settore Artigianato del Benessere finanziati dalla Camera di Commercio di Macerata, prevede gli interventi di Giorgio Ligliani, Presidente Regionale Sno – Marche, che tratterà il tema delle protesi dentarie, di. Massimiliano Moriconi – Direttore Fidimpresa Marche per l’area di Macerata – che tratterà del credito, delle garanzie e del rapporto tra imprese artigiane e sistema bancario locale, e di Eleonora Cestola, dell’Ufficio ambiente della CNA, che si occuperà della classificazione dei rifiuti, della denuncia annuale (MUD) e del Sistri per i laboratori odontotecnici.

La giornata fornirà anche l’occasione di ragionare sul nuovo Piano sanitario regionale, recentemente approvato, che è stato valutato positivamente dagli operatori odontotecnici, poiché viene considerato come un passo avanti fatto in direzione di un pieno riconoscimento dell’importante ruolo svolto dalla categoria, all’interno di una quadro complessivamente orientato al rispetto dei ruoli ed al bene primario che è la salute del paziente.

I lavori saranno aperti dal saluto istituzionale di Francesco Comi, Presidente V Commissione Servizi sociali, Assistenza sanitaria e ospedaliera, Assistenza Sociale della Regione Marche, ed introdotti da  Luciano Ramadori, coordinatore regionale della CNA Benessere e Sanità.

Al momento la segreteria organizzativa ha raccolto più di cinquanta adesioni. Chi volesse iscriversi a partecipare può contattare la segreteria del convegno al numero 0733279534 o scrivere ad info@mc.cna.it

 

 

PROTESTANO I CARROZZIERI PESARESI  “LE NUOVE NORME

PENALIZZANO CONSUMATORI E AUTORIPARATORI”

 

 PESARO – Maggiori costi e minore libertà di scelta per automobilisti e motociclisti pesaresi; alterazione dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione. Questi i rischi che si corrono se entreranno in vigore le norme del decreto liberalizzazioni in materia di Rc-Auto. E’ quanto denunciano i carrozzieri aderenti alla Cna (oltre 150 imprese) su 260 totali nella provincia di Pesaro e Urbino. Secondo l’associazione infatti, il decreto penalizza con un maggiore costo, pari al 30%, gli automobilisti che decidono di far riparare dal proprio carrozziere di fiducia il veicolo danneggiato in un incidente stradale.

 “In pratica – afferma il responsabile provinciale della categoria, Riccardo Battisti – con le nuove norme i consumatori solo in teoria sarebbero liberi di scegliere tra il risarcimento ‘in forma specifica’, cioè la riparazione gratuita dell'auto attraverso officine convenzionate con la compagnia di assicurazione, oppure il

risarcimento ‘per equivalente’ che consiste nel rimborso del danno dalla propria

compagnia di assicurazione”.

 Ma, secondo il decreto, chi sceglie il risarcimento ‘per equivalente’ si vedrà decurtato del 30% l’assegno che gli spetta dall’assicurazione. Ecco perché – a giudizio dei carrozzieri della CNA – la nuova norma sulla Rc auto altera in maniera evidente la libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione: l’automobilista-assicurato non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decide rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto. In tal modo si violerebbe anche la sentenza n.180/2009 della Corte

Costituzionale secondo la quale il risarcimento diretto, al cui interno si colloca il risarcimento in forma specifica, è facoltativo è non può essere obbligatorio.

 Ma a rimetterci sono anche le imprese di autoriparazione indipendenti che verrebbero assurdamente penalizzate nella competizione con quelle convenzionate con le compagnie di assicurazione.

Inoltre si creerebbe un conflitto di interessi delle compagnie di assicurazione in quanto non possono disporre la riparazione su un veicolo che non è il loro e per il quale devono pagare i costi di riparazione. “Non ci sembra proprio il massimo in quanto a tutela della libera scelta del consumatore e tutela della concorrenza del mercato dove operano sia le imprese di autoriparazione convenzionate che quelle indipendenti” sostengono i carrozzieri di CNA che annunciano battaglia per modificare il testo del decreto.

 

 

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