NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 56

1 OTTOBRE 2013

Da Cna Marche:

 

FRANCESCA PETRINI PRESIDENTE PRO TEMPORE

DELLA CNA ALIMENTARE MARCHE

 

Francesca Petrini presidente pro tempore dell’Unione regionale Cna Alimentare. Lo ha deciso il Consiglio regionale dell’Unione, in considerazione dell’importante ruolo svolto dalla Petrini a livello nazionale.  La Presidenza regionale sarà composta dai cinque Presidenti dell’Unione a livello Provinciale e precisamente dalla stessa Francesca Petrini di Ancona, Isabella Mandozzi di Ascoli Piceno, Giuseppe Mannocchi di Fermo, Massimiliano Andreozzi di Macerata e Paolo Fucili di Pesaro e Urbino mentre il nuovo presidente regionale che resterà in carica per i prossimi quattro anni, verrà eletto nella prossima riunione.

Nell’’Unione sono organizzati mestieri storici della produzione di cibo e bevande quali fornai, pasticceri e produttori di cioccolato, gelatieri, produttori di pasta fresca, accanto ad importanti produttori di olio, vino, formaggi e prodotti con base di tartufo.

L’obiettivo della qualità e della tipicità marchigiana, accanto ad una rigorosa attenzione al rispetto delle norme di igiene e sicurezza alimentare contraddistinguono il lavoro artigianale degli associati CNA che nel territorio sono assistiti da una rete di qualificati tecnici e consulenti.

Partendo da questi presupposti, il Consiglio ha iniziato a definire il ruolo ed i compiti che il livello regionale della CNA è chiamato a svolgere nel prossimo quadriennio e che, in modo schematico, così può essere sintetizzato:costante confronto per un flusso di informazioni ed aggiornamenti rispetto alle regolamentazioni del Servizio di veterinaria e sicurezza alimentare e a quello del commercio della regione; confronto con la grande distribuzione organizzata, con i gruppi di acquisto ed organizzazioni legate al gusto e al cibo al fine di promuovere più incisivamente le produzioni locali di qualità; valorizzazione delle specificità del lavoro e della produzione artigianale nei territori locali anche con altre associazioni di produttori, coltivatori ed allevatori che perseguono una medesima filiera di qualità; attenzione ai mercati esteri per quelle imprese che hanno struttura, quantità di prodotto ed organizzazione adeguata.

 I delegati al Consiglio Nazionale dell’Unione sono Francesca Petrini e  Maurizio Gentili, commerciante e produttore di biscotti nella Provincia di Ancona.

 Sono stati delegati quali componenti dell’Assemblea Regionale CNA Marche: Andrea Moroni di Ancona, Massimiliano Andreozzi di Macerata e Paolo Fucili di Pesaro e Urbino.

 

Marche, le aziende femminili? Un argine alla crisi.

 

EMILIA ESPOSITO ELETTA NUOVO PRESIDENTE

REGIONALE DI CNA IMPRESA DONNA

 

Le aziende femminili resistono meglio alla crisi. Lo dimostrano anche i dati forniti da UnionCamere ed elaborati dalla CNA. Le aziende rosa nelle Marche al 30 giugno 2013 sono 42.685 su un totale di 175.810. Questo significa che le aziende a conduzione femminile nelle Marche sono quasi un quarto di quelle totali. Si tratta di imprese che producono ricchezza e che danno lavoro e occupazione e che in alcuni casi rappresentano un’eccellenza per la nostra regione.

Tutto questo in un periodo di grave crisi dove (anche i dati lo dimostrano), le aziende a conduzione femminile reggono molto meglio di altre la crisi. Su base regionale, infatti, mentre il saldo delle imprese totali tra giugno 2012 e giugno 2013 è negativo in ragione di ben 608 imprese, quello relativo alle imprese femminili è addirittura in attivo sebbene di sole 8 unità con un modesto ma consolante + 0,02%. Analizzando i dati per provincia, scopriamo poi che quella che conta il maggior numero di imprese femminili è la provincia di Ancona con 11.892 imprese che rappresentano il 25,2% del totale. Segue Macerata con 9.798 imprese (il 24,8% del totale); Pesaro e Urbino con 9.569 imprese (il 22,9% del totale); Ascoli Piceno con 6.023, (il 24,4% del totale). Sul totale delle imprese femminili, il 10,93% (pari a 4.665) risulta essere condotto da donne al di sotto dei 35 anni. Ed il 9,7% (pari a 3.957 imprese), da donne straniere (il 6,45% extra Ue). 

I settori maggiormente rappresentati dalla titolarità femminile nelle Marche sono nell’ordine quelle legate al commercio; ai servizi, alla manifattura; alla ristorazione e attività turistico-alberghiere; alle costruzioni; all’agricoltura; alle attività immobiliari. Anche se le donne continuano a scegliere prevalentemente la forma giuridica della ditta individuale, il bilancio nei 12 mesi registra un incremento delle società di capitali “rosa” del 4%. Sensibile anche l’aumento delle cooperative guidate da donne, con un aumento del 3,13%.

 Si tratta di alcuni dei dati esposti nel corso dell’assemblea elettiva regionale di CNA Impresa Donna che ha provveduto ad eleggere i nuovi organismi. Ed è della provincia di Pesaro e Urbino il nuovo presidente regionale di CNA Impresa Donna. Si tratta di Emilia Esposito di Montemaggiore al Metauro (ove ha sede la Veu l’ azienda di metalmeccanica di cui è titolare che conta una ventina di dipendenti).  La Esposito – già presidente provinciale di CNA Impresa Donna e vicepresidente della CNA di Pesaro e Urbino – rappresenterà a livello regionale un pezzo importante dell’ economia marchigiana, spesso non considerato come dovrebbe.

 “Si tratta di una realtà imprenditoriale articolata, piena di risorse ed inventiva – dice la neo eletta Emilia Esposito – che deve poter essere rappresentata per quello che realmente oggi rappresenta, ovvero un quarto della forza produttiva di questa regione. Per questo come CNA Impresa Donna vogliamo dare giusta dignità al lavoro di tante imprenditrici, spesso divise tra casa e impresa, tra figli e azienda. Vogliamo promuovere il ruolo della donna nella società anche attraverso la creazione di nuove imprese. Per questo servono procedure sempre più snelle che agevolino le idee imprenditoriali, che elimino la burocrazia e che, anzi, permettano alle donne che vogliono avviare una attività di poter usufruire di finanziamenti dedicati (europei, regionali, provinciali), rispetto alla nascita di nuovi progetti anche grazie ad apposite linee di credito agevolato”. 

 

 

 

Da Cna Nazionale:

 

ABI, ALLEANZA COOPERATIVE, ANIA, CONFINDUSTRIA

E RETE IMPRESE ITALIA:  «SERVONO STABILITÀ E DECISIONI

CORAGGIOSE PER AGGANCIARE LA RIPRESA»

 

IL MESSAGGIO DELLE IMPRESE ALLA POLITICA

 

Esprimiamo  grande preoccupazione per i rischi che si profilano sulla stabilità  di governo, che resta la prima e più importante condizione per  agganciare la ripresa, rilanciare la crescita e non vanificare i primi  segnali  positivi che si intravedono. Una crisi di Governo ora sarebbe  un gravissimo  danno  per  l’Italia  e  rischierebbe di far ripiombare  il  nostro  Paese in una spirale negativa con conseguenze pesanti  per  imprese  e  famiglie.  È  con  forza  che segnaliamo La necessità  che  il  governo sia in condizioni di assicurare compiti e funzioni  fondamentali  legati al varo imminente del disegno di legge di  stabilità e agli altri provvedimenti necessari per valorizzare le potenzialità  di  ripresa  e assicurare la tenuta dei conti pubblici.

Siamo  convinti  che  il  governo debba accelerare e intensificare le decisioni e le azioni per recuperare rapidamente competitività.

 

Da Rete Imprese Italia:

 

MALAVASI: “L’AVVIO DEL SISTRI È UN FALLIMENTO ANNUNCIATO.

 

 “Nonostante i ripetuti appelli contrari delle imprese, domani parte il Sistri, un sistema inefficiente, poco trasparente e inadeguato a tracciare i rifiuti pericolosi. Che grava sulle imprese con oneri impropri e procedure complesse. E, soprattutto, non è in grado di combattere le ecomafie, rischiando al contrario di compromettere la corretta gestione del ciclo dei rifiuti”. Lo ha dichiarato Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia, commentando l’avvio del contestatissimo sistema di tracciabilità.

“L’entrata in vigore del Sistri è un fallimento annunciato – ha proseguito Malavasi – in quanto nella fase preparatoria sono emerse difficoltà enormi ed è facile prevedere che molte imprese non saranno in grado di operare col Sistri, rischiando anche pesanti sanzioni”.

“Rete Imprese Italia ribadisce, in coerenza con quanto aveva proposto la commissione Ambiente del Senato – ha concluso Malavasi – la necessità di fissare un ragionevole periodo di sperimentazione, che faccia emergere le molteplici criticità del Sistri, più volte segnalate, e consenta la definizione delle opportune misure correttive”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

URBINO, NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO NEL SETTORE

DEL BENESSERE, DELLA SALUTE E DELLA PREVENZIONE

 

URBINO – A Biosalus 2013 si parla di nuove opportunità di lavoro nel settore del benessere, della salute e della prevenzione primaria in collaborazione con CNA Professioni.  In particolare si parlerà della professione del Naturopata alla luce della recente legge n.4 del 12/01/2013 che  ha innovato il mondo  di coloro che svolgono una attività professionale senza essere inquadrati in un Ordine o in un  Collegio. Sabato 5 ottobre, dalle ore 11.00 alle 13.00, nella Sala Incisori del Collegio Raffaello (Piazza della Repubblica), l’incontro sarà condotto da Gabriele Rotini, responsabile nazionale di CNA – Professioni, e da Wilmer Zanghirati Urbanaz, docente della Scuola Italiana di Naturopatia e Presidente dell’Associazione Italiana per la Naturopatia.  La  nuova legge  inquadra gli obblighi professionali, ma soprattutto le opportunità di qualificazione della  professionalità del naturopata. «Siamo stati molto contenti di dare il nostro apporto per arrivare alla nuova legge», dice Gabriele Rotini. «CNA aveva già lavorato con le associazioni di professionisti non legati a Ordini professionali. Quella esperienza è stata utile. Il percorso che ci attendeva non era semplice ma tutti insieme l’abbiamo condotto in porto efficacemente.  Ora – prosegue Rotini – puntiamo a delle fasi migliorative, in modo  specifico nel settore della previdenza e della fiscalità. Chiederemo di ridurre il contributo del 33% previsto dalla riforma Fornero. Nell’ambito INPS i naturopati sono collocati  in un gruppo indistinto che non li rappresenta. Chiediamo quindi una “gestione Separata INPS 2.0”. Altri aspetti riguardano il regime fiscale, che secondo noi deve essere rimodulato.  Nell’incontro di Urbino spiegheremo nel dettaglio le nostre proposte.  Devo dire -conclude Rotini– che in questo caso, la nuova regolamentazione e l’approccio legislativo sono un passo avanti rispetto all’Europa. Ma dobbiamo ancora  migliorare».«Mentre, grazie alla fattiva collaborazione con CNA Professioni, si arrivava alla concretizzazione della “nuova legge”-dice Wilmer Zanghirati Urbanaz- l’Associazione Italiana per la Naturopatia, unitamente ad altre cinque associazioni di categoria, ha partecipato ai lavori che nel corso di 3 anni hanno portato all’emanazione della Norma tecnica UNI 11491 “Figura professionale del naturopata – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”. La Norma tecnica emanata lo scorso giugno pone chiari punti di riferimento per una solida formazione e per la definizione degli ambiti operativi del Naturopata. I Naturopati che posseggono i requisiti previsti dalla Norma UNI -prosegue Zanghirati– possono sottoporsi alla valutazione di un organo indipendente di certificazione (di parte terza) e ottenere la Certificazione di Naturopata professionista, rilasciata secondo le norme ISO (riconosciute in 156 stati del mondo). La Norma italiana é subito divenuta oggetto di interesse da parte di associazioni di Naturopati di altri stati europei e, in tempi ragionevoli, si potrebbe arrivare all’emanazione di un documento “condiviso” a livello europeo. Una grande soddisfazione per la Naturopatia italiana!».

I risultati nel corso di un convegno internazionale a Pesaro. Nel resto d’Europa gli Over 60 sempre più dinamici e protagonisti nella società. Le case di riposo? All’estero viste come un’opportunità

 

PENSIONATI TRA INTERNET, UNIVERSITÀ E VOLONTARIATO

COME CAMBIA LA TERZA ETÀ IN EUROPA

 

PESARO –Si è conclusa  con la visita alla Casa di Riposo Santa Colomba e agli Orti comunali, la due giorni internazionale pesarese dei pensionati europei organizzata dalla CNA di Pesaro e Urbino e CNA Pensionati.  Ieri l’affollatissimo convegno al quartiere fieristico di Campanara che ha visto la partecipazione di cinque delegazioni estere tra le quali quelle di Inghilterra, Grecia, Polonia, Belgio.  Una giornata che è servita a fare il punto sulle politiche sociali dei rispettivi paesi e a confrontarsi sulla vita degli Over 60 in Italia e nel resto d’Europa. E così sono emersi, grazie ai risultati di una ricerca, differenti modi di vivere la terza età nel Vecchio Continente. Mentre in Italia gli anziani vengono ancora considerati non come una risorsa ma come un peso per la società, all’estero le politiche sociali tendono invece ad offrire agli Over numerose opportunità di essere ancora utili e attivi nella società. In Inghilterra ad esempio, gli anziani hanno un altissimo grado di informatizzazione. Comunicano attraverso i social network, lavorano, collaborano e sbrigano i loro acquisti attraverso la rete. Per loro corsi continui di aggiornamento e opportunità di accedere gratuitamente alla rete. Fortissimo ad esempio l’utilizzo nel mondo del volontariato, mentre le case di riposo vengono vissute in Inghilterra come in Belgio, dei luoghi di scambio culturale, di conoscenza, di incontro e di opportunità, piuttosto che come strutture di parcheggio e quasi di confino per l’anziano.  Tra gli esempi virtuosi anche quello della Polonia che ha puntato tutto sull’istruzione. Ci sono apposite università riservate a chi ha più di 40 anni con corsi di laurea in giurisprudenza, medicina, economia regolarmente riconosciute e con possibilità per l’anziano di essere ancora utile nella società e nello stesso ambito universitario. Con la Grecia poi l’Italia avvierà uno scambio di trasmissione dei saperi attraverso le professioni dell’artigianato. “L’iniziativa – ha detto nella sua relazione il presidente provinciale di CNA Pensionati, Giancarlo Sperindio – è servita ad intensificare il rapporto di conoscenza tra gli Over 60 per sviluppare specifiche sinergie di collaborazione al fine di individuare politiche comunitarie più vicine alle reali esigenze dei pensionati”. Lo studio condotto in questi mesi, grazie al coordinamento della società Training 2000 di Mondavio, ha visto l’apporto di esperti e studiosi delle principali università dei cinque paesi. Si tratta del primo studio del genere e che quindi assume una valenza inedita ed internazionale sul tema dell’invecchiamento attivo e sull’integrazione sociale dei pensionati. “L’obiettivo della CNA – spiega il responsabile provinciale di CNA Pensionati, Valerio Angelini – è quello di continuare a lavorare sul progetto Reebot, che coinvolge anche la Turchia, e di sviluppare un progetto che individui politiche sociali comuni tra i paesi europei, in particolare sulla formazione, in grado di valorizzare la figure degli Over e di renderli parte attiva e preziosa fonte di saperi ed esperienze nella società”. Nel corso della manifestazione della CNA è stato premiato Giancarlo Morbidelli ex imprenditore e costruttore di moto, più volte vincitore del mondiale costruttori che ha dedicato una vita al lavoro e alla sua passione per le due ruote. Alla premiazione era presente anche lo storico ingegnere della Morbidelli Jorg Muller. I pensionati partecipanti al convegno hanno avuto la possibilità di partecipare alla visita al Museo storico della Moto di Giancarlo Morbidelli.

 

LA CNA FORMA I GIOVANI NEL CAMPO DELL’ACCONCIATURA

AL VIA I CORSI DELL’ANAM A SAN BENEDETTO DEL TRONTO

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Il bello delle donne… e degli uomini dell’Anam, l’Accademia nazionale degli acconciatori che si appresta, il 7 ottobre a riaprire il battenti (a San Benedetto del Tronto in via Colfiorito) per dare un’opportunità ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro. “Durante l’estate – spiega Giuseppe Brutti, il presidente dell’Anam – abbiamo dato vita a numerosi eventi per farci conoscere e per spiegare, soprattutto ai giovani, come il lavoro artigiano possa rappresentare un argine alle crisi e in particolare a quella occupazionale dei giovani”.

“Gli eventi dell’Accademia – aggiunge Franco Lino, segretario dell’Anam Picena – sono stati realizzati grazie alla collaborazione del Centro di Formazione di Daniela Giobbi che ha curato l’aspetto moda e della Spem estetica che si è invece occupata del trucco. Una sinergia artigiana per avvicinare i giovani a questo tipo di professioni e anticipare i corsi che andremo a realizzare con l’apertura dell’anno accademico 2013-2014”.

I corsi per acconciatore (sia di base che di specializzazione) partiranno lunedì 7 ottobre, alle ore 15,30, nella sede Anam di via Colfiorito 21. Questi i docenti: Giancarlo Di Lorenzo, Claudio Troiani, Marco Collina, Rossella Tirabassi, Marina di Paolo, Francesco Cannella, Elisa Cannella, Massimo Capriotti

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE, PARTE IL PROGETTO JIMO

CNA partner della Sun Servizi per offrire grandi opportunità alle pmi del made in Italy

 

ANCONA. Internazionalizzare per combattere la crisi e per cogliere le opportunità – ancora tante – che l’estero riserva all’artigianato e alle piccole e medie imprese italiane. Sempre attiva su questo fronte, la Cna, attraverso il suo servizio di internazionalizzazione per pmi denominato Cna Export Box, ha presentato alle imprese della provincia di Ancona un ghiottissimo progetto, ricco di grandi vantaggi. Si tratta del Progetto Jimo, che prende il nome dalla città in cui è localizzato, una città ingrosso che serve tutto il Nord della Cina ed è al secondo posto per scambi commerciali. Jimo ha la fortuna di trovarsi in una delle più ricche provincie costiere della Repubblica Popolare Cinese, quella dello Shandong, e di essere posizionata a pochi kilometri dalla città di Quingdao (o Tsingtao) importante porto commerciale, nonché base navale e centro industriale.

Partner del Progetto Jimo sono la Sun Servizi (internazionalizzazione con la Cina) e Cna Export Box della provincia di Ancona.

“Nell’agosto 2014 – spiega Marzio Sorrentino, responsabile Cna Export Box – nascerà al centro della città di Jimo un centro commerciale internazionale di 300.000 mq distribuiti su 5 livelli: 100.000 mq saranno destinati a hotel e ristoranti mentre i restanti 200.000 mq ospiteranno i vari esercizi commerciali. Il progetto è di notevole importanza essendo destinato a prodotti internazionali per riuscire a coprire sia il mercato regionale-nazionale, sia l’interscambio commerciale con Corea del Sud e Giappone. I settori di interesse sono principalmente: moda, agroalimentare, oreficeria e oggetti di design o artigianato artistico. Grazie ai settori merceologici scelti l’Italia è stata subito coinvolta nel progetto e a marzo 2013 una delegazione italiana era già in visita nella città di Jimo”.

Nel mese di giugno, in un incontro con imprenditori cinesi, erano state vagliate imprese e prodotti che avrebbero portato il Made in Italy in Cina, alle pmi italiane sono stati destinati ben 5.000 mq di superficie. “Per agevolare il coinvolgimento delle imprese di dimensioni ridotte – continua Sorrentino – è stato inserito nel progetto anche un partner cinese saldamente radicato in Italia che fungerà da piattaforma di promozione e distribuzione per le aziende italiane. La fase di start up, l’arrivo in loco e la fase gestionale non saranno così un problema. Le aziende italiane non dovranno preoccuparsi direttamente di affitti, utenze, permessi, invii, spedizioni, sdoganamento e neppure di incassi, personale e pagamento, perché il partner penserà a tutto questo.Le aziende italiane avranno solo il compito di spedire i loro prodotti e di incassare i proventi derivanti dalla vendita”.

Jimo è solo uno dei tanti progetti per il futuro che vedono l’internazionalizzazione come fulcro del commercio e sicuramente si rivelerà essere un’ottima vetrina del Made in Italy nel mercato asiatico.

Il progetto pilota che vede protagoniste le imprese italiane partirà il 16 ottobre prossimo. Proprio di fronte al mega Mole di 300.000 mq, in un altro plesso, si darà vita al commercio della moda made in Italy attendendo la conclusione dei lavori del centro commerciale.

 

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