NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 5

Notizie dal territorio 05   23 gennaio 2017

 

Dalla Cna Marche:

 

I termini tassativi per le domande per i sopralluoghi di agibilità e per il trasferimento delle attività produttive, visti i nuovi recenti eventi, debbano essere assolutamente riaperti

 

CNA MARCHE: BASTA BUROCRAZIA.   INTERVENIRE SUBITO PER AIUTARE LE IMPRESE COLPITE DAL SISMA E DAL MALTEMPO

 

Sono almeno 10 mila le imprese marchigiane  manifatturiere, dell’agroalimentare e del turismo che stanno pagando un conto salatissimo all’emergenza, senza contare gli effetti indiretti sul turismo e sui servizi di ristorazione e di accoglienza di tutta la regione.

 

“Non perdere tempo e far arrivare al più presto i sostegni e gli incentivi previsti per le imprese colpite dal sisma e i moduli abitativi per chi ha casa e attività inagibile, evitando gli eccessi burocratici che abbiamo visto in passato. Lo spopolamento e la crisi delle attività produttive  rischiano di far scomparire un intero sistema economico e sociale che, se le istituzioni non intervengono subito, non si riprenderà mai più”.

A lanciare l’appello alla Regione ed al Commissario del Governo per la ricostruzione Vasco Errani, è la Cna   Marche, che chiede di dare maggiore forza ed efficacia alla “cabina di regia” regionale, con la partecipazione delle associazioni di categoria delle imprese.

L’eccezionale maltempo e le nuove forti scosse hanno colpito ulteriormente le attività produttive che erano state messe in ginocchio dai terremoti di agosto e ottobre e che, faticosamente, stavano cercando di ripartire. Vanno snelliti perciò controlli e autorizzazioni e rese chiare le procedure, senza rinunciare al rigore e alla sicurezza.

Sono almeno 10 mila, secondo la Cna Marche, le imprese marchigiane  manifatturiere, dell’agroalimentare e del turismo che stanno pagando un conto salatissimo all’emergenza, senza contare gli effetti indiretti sul turismo e sui servizi di ristorazione e di accoglienza di tutta la regione.

“Abbiamo fatto un censimento tra le imprese associate, che hanno subito danni dalle nuove scosse o che hanno visto aggravarsi la situazione preesistente. Maltempo e terremoto “precisa la Cna “hanno provocato ulteriori danni per 130 milioni di euro di cui 30 alle imprese della nostra regione. Attività e produzione sono a forte rischio in tutta l’area perché il maltempo e viabilità bloccata ostacolano rifornimenti, trasporti e scorte.”

La Cna Marche esprime soddisfazione per la firma della Convenzione tra Regioni e Governo per la concessione di ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti, autonomi e titolari di imprese individuali; che  attribuisce un’indennità   una tantum  per il 2016, pari a 5 mila euro, per complessivi 96 milioni di euro per le Marche. La Cna chiede l’estensione dello stanziamento anche per il 2017 e per tutte le imprese, non solo per quelle individuali. Altrimenti resterebbe escluso un terzo delle imprese danneggiate. Occorre anche che vengano immediatamente varate le misure attuative e la modulistica per le imprese i modo da poter accedere con tempestività al contributo.

La Cna Marche chiede  di prevedere  contributi per il  “lucro cessante” delle aziende del “cratere” e anche di quelle fuori “cratere” che hanno avuto danni economici dal sisma. Infine, visti i ritardi nella rimozione delle macerie, aggravati dalle forti nevicate, chiede   di consentire alle imprese edili il trasporto e smaltimento dei materiali dovuti ai crolli e alle demolizioni, oggi previsto solo per gli autorizzati ai rifiuti urbani, rendendo così più rapida ed efficace l’azione di rimozione.

Infine, la Cna ritiene che i termini tassativi per le domande per i sopralluoghi di agibilità e per il trasferimento delle attività produttive, visti i nuovi recenti eventi, debbano essere assolutamente riaperti

 

 

Nel 2015 secondo gli ultimi dati Istat, ogni famiglia marchigiana ha speso ogni mese in servizi ricettivi e ristorazione 303 euro, pari al 13,2 di una spesa complessiva di 2.305 euro. In un anno tra pranzi, cene e colazioni se ne vanno se 3.636 euro per ogni famiglia marchigiana.

 

I MARCHIGIANI TORNANO AL RISTORANTE. MA ANCHE AL BAR O IN PIZZERIA.

 

La domanda dei marchigiani viene soddisfatta da 8.520 attività di ristorazione iscritte alle Camere di Commercio a settembre 2016. Cinque anni fa le imprese in attività erano 8.121. In questi anni di crisi sono quindi aumentate di 399 unità di cui 281 ristoranti, 111 bar e 7 servizi di catering. La stretta sui ristoranti fatti in casa.

 

Ai marchigiani piace mangiare al bar, in pizzeria o al ristorante. Sono stati otto su dieci lo scorso anno quelli che hanno pranzato almeno una volta fuori casa, scegliendo anche fast food e tavole calde per la pausa pranzo. Il 30 per cento lo fa due volte a settimana e un altro 30 per cento più di due volte. Intanto arriva la stretta sui ristoranti fatti in casa. E’ all’esame del parlamento una legge che disciplina l’attività non professionale di ristorazione esercitata da persone fisiche nelle abitazioni private.

“Finalmente” commenta Gabriele Di Ferdinando responsabile Cna Marche per le imprese del turismo e della ristorazione verranno tutelati sia i consumatori sia i ristoratori dalla concorrenza sleale. Le nuove regole prevedono requisiti igienico sanitari per le abitazioni dove viene svolta questa attività, prenotazioni solo on line, un massimo di 10 coperti al giorno e 500 all’anno, l’attestazione di inizio attività inviata al Comune e un’assicurazione civile per danni contro terzi. Dopo l’esame della Camera ora passerà al Senato”.

Nel 2015 secondo gli ultimi dati Istat, ogni famiglia marchigiana ha speso ogni mese in servizi ricettivi e ristorazione 303 euro, pari al 13,2   di una spesa complessiva di 2.305 euro. In un anno tra pranzi, cene e colazioni se ne vanno se 3.636 euro per ogni famiglia marchigiana.

Quanto spende ogni giorno chi pranza fuori casa? Il 44,9 per cento dedica al pranzo tra i 5 e i 10 euro mentre per il 32,4 per cento la spesa oscilla tra i 10 e i 20 euro. A stare sotto i 5 euro è il 12,6 per cento dei consumatori e il 10 per cento supera i 20 euro.

Ripresa dei consumi o poca voglia di stare in cucina? Secondo la Cna Marche più la prima ipotesi che la seconda.

“I marchigiani” afferma Di Ferdinando “sono sempre più attenti al rapporto tra la qualità e il prezzo e, specialmente nella pausa lavorativa scelgono pasti veloci ed economici, pur con grande attenzione alla salute ed alla qualità dei prodotti”

Cosa si mangia nella pausa pranzo? Soprattutto panini e tramezzini (34,1) ma anche pizza (33,8). Il 30 per cento mangia solo un primo e il 24 per cento solo un secondo. Pranzo completo solo per il 13 per cento degli clienti.

Le cose cambiano per la cena. A farla da padrona in questo caso è la pizza, scelta dal 60 per cento di chi mangia fuori casa la sera mentre il 34 per cento ordina primo e secondo o contorno e il 20 per cento opta per il pasto completo. Anche la spesa sale. Tra i 10 e 20 euro per il 54,6 per cento dei consumatori e oltre i 20 euro per il 35 per cento.

La domanda dei marchigiani viene soddisfatta da 8.520 attività di ristorazione iscritte alle Camere di Commercio a settembre 2016. Cinque anni fa le   imprese in attività era di 8.121. In questi anni di crisi sono quindi aumentate di 399 unità di cui 281 ristoranti, 111 bar e 7 servizi di catering.

L’offerta dei servizi di ristorazione nelle Marche, dopo aver reagito brillantemente alla crisi già nel corso del 2011-2015, ha continuato ad espandersi anche nel corso del 2016. Questo perché l’alimentazione e il ristoro costituiscono necessità che sono cresciute di peso invece che calare nella composizione dei consumi dei marchigiani. Ciò ha portato da un lato alla crescita dei soggetti dell’offerta, dall’altro ad una crescente concorrenza tra di essi che si è riverberata sulla qualità e, di conseguenza, sulla domanda, in un circolo virtuoso che dovrebbe aver conferito ai servizi alla ristorazione marchigiana, una crescente qualificazione, confermata anche dalle tendenze favorevoli che registrano le iscrizioni di giovani alle scuole professionali per i settori alberghiero, della ristorazione, di sala bar, di cucina e turismo.

Scelta della location, personalizzazione dell’offerta, professionalità del personale. Sono questi, oltre alla qualità del cibo,   i requisiti che determinano il successo o il fallimento di una attività di ristorazione.

“Soprattutto” sostiene Di Ferdinando “il personale può segnare la sorte di un locale. Sia quello in cucina sia quello in sala. In particolare questi ultimi devono conoscere le lingue, avere competenze culinarie ed enologiche, avere capacità relazionali.”.

MARCHE – Attività dei servizi di ristorazione       

  attive
2011 8.121
2015 8.457
primi nove mesi 2016 8.520

 

 

 

dati assoluti 2011 2015 2016*
56.1 RISTORANTI E ATTIVITÀ DI RISTORAZIONE MOBILE 4.701 4.929 4.982
56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile 79 53 52
56.10.1 Ristorazione con somministrazione; ristoraz.connessa aziende agricole 2.787 2.992 3.051
56.10.2 Ristorazione senza somministrazione con prepar. di cibi da asporto 1.247 1.293 1.287
56.10.3 Gelaterie e pasticcerie 553 545 541
56.10.4 Ristorazione ambulante e gelaterie ambulanti 35 46 51
56.10.5 Ristorazione su treni e navi 0 0 0
56.2 FORNITURA PASTI PREPARATI (CATERING) E ALTRI SERV. DI RISTOR. 54 58 61
56.3 BAR E ALTRI ESERCIZI SIMILI SENZA CUCINA 3.366 3.470 3.477
I 56 Attività dei servizi di ristorazione 8.121 8.457 8.520

* primi nove mesi

Fonte: elab. centro studi CNA Marche su dati Ufficio Statistico della Camera di Commercio di Ancona – Infocamere Stockview

Confronto 2011 e 2015 2011 2015 var.ass. var.%
56.1 RISTORANTI E ATTIVITÀ DI RISTORAZIONE MOBILE 4.701 4.929 228 4,9
56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile 79 53 -26 -32,9
56.10.1 Ristorazione con somministrazione; ristoraz.connessa aziende agricole 2.787 2.992 205 7,4
56.10.2 Ristorazione senza somministrazione con prepar. di cibi da asporto 1.247 1.293 46 3,7
56.10.3 Gelaterie e pasticcerie 553 545 -8 -1,4
56.10.4 Ristorazione ambulante e gelaterie ambulanti 35 46 11 31,4
56.10.5 Ristorazione su treni e navi 0 0 0  
56.2 FORNITURA PASTI PREPARATI (CATERING) E ALTRI SERV. DI RIST. 54 58 4 7,4
56.3 BAR E ALTRI ESERCIZI SIMILI SENZA CUCINA 3.366 3.470 104 3,1
I 56 Attività dei servizi di ristorazione 8.121 8.457 336 4,1

* primi nove mesi

 

Confronto 2015 e 2016* 2015 2016* var.ass. var.%
56.1 RISTORANTI E ATTIVITÀ DI RISTORAZIONE MOBILE 4.929 4.982 53 1,1
56.10 Ristoranti e attività di ristorazione mobile 53 52 -1 -1,9
56.10.1 Ristorazione con somministrazione; ristoraz.connessa aziende agricole 2.992 3.051 59 2,0
56.10.2 Ristorazione senza somministrazione con prepar. di cibi da asporto 1.293 1.287 -6 -0,5
56.10.3 Gelaterie e pasticcerie 545 541 -4 -0,7
56.10.4 Ristorazione ambulante e gelaterie ambulanti 46 51 5 10,9
56.10.5 Ristorazione su treni e navi 0 0 0  
56.2 FORNITURA PASTI PREPARATI (CATERING) E ALTRI SERV. DI RISTOR. 58 61 3 5,2
56.3 BAR E ALTRI ESERCIZI SIMILI SENZA CUCINA 3.470 3.477 7 0,2
I 56 Attività dei servizi di ristorazione 8.457 8.520 63 0,7
  • primi nove mesi

 

Dalla Cna Nazionale:

 

 

CNA COSTRUZIONI: “CRISI EDILIZIA, NON SI PUÒ PIÙ RIMANDARE UN PACCHETTO DI INTERVENTI URGENTI E STRAORDINARI INSIEME A UN PIANO PLURIENNALE. E’ ORA DI FARE USCIRE DAI BOX CASA ITALIA”

 

“Oltre 52mila imprese. Un terzo del fatturato e altrettanto del valore aggiunto, crollato da 23,8 a 15,8 miliardi. E più di mezzo milione di occupati, tre su dieci. La lunghissima crisi che ha devastato l’economia italiana tra il 2008 e il 2016 è stata un’ecatombe per il settore delle costruzioni che ha perso in questi anni imprese, fatturato, valore aggiunto, occupazione. Non si può più rimandare un pacchetto di interventi urgenti e straordinari per arrestare l’emorragia e cercare di avviare la ripresa di un comparto che non ha mai intravisto l’uscita dal tunnel”. A lanciare questo appello è il presidente di CNA Costruzioni, Rinaldo Incerpi.

“Recuperare le imprese e i lavoratori usciti dal mercato non è facile né scontato – spiega – ma non si può perdere altro tempo. Il Governo deve cominciare presto e bene a intervenire su questo settore cruciale per la ripresa economica dell’Italia. La semplificazione burocratica, la trasformazione in credito del bonus per la ristrutturazione e la riqualificazione energetica, l’allentamento della stretta creditizia, l’alleggerimento fiscale sono i primi ingredienti di una incisiva politica per il rilancio del settore da mettere rapidamente in campo. Ma è indispensabile un piano pluriennale straordinario che permetta la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano a partire dalle aree colpite dal terremoto e una rigenerazione urbana profonda di tutti i centri d’Italia, piccoli, medi e grandi. Insomma, è ora di far uscire dai box Casa Italia, che racchiude tutto questo nella sua missione”. “Un chiara indicazione di rotta sull’edilizia, sostenuta da adeguate risorse, da parte del nuovo Governo – conclude – è il necessario segnale che le imprese edili attendono da anni. Confidiamo che possa essere la volta buona”.

 

Dalle Cna Territoriali:

 

TERREMOTO, GESTIONE DELL’EMERGENZA DISCUTIBILE E DA RIVEDERE

 

FERMO. Gestione dell’emergenza discutibile e da rivedere, con evidenti le carenze da parte di chi è chiamato ad agire concretamente per le popolazioni e per il sistema economico.

Si è ancora in una piena fase emergenziale, comunità e imprese cercano di sopravvivere nonostante i mille inghippi burocratici che quotidianamente vengono segnalati alla task force attivata dalla CNA e al suo sportello.

Il Direttore Provinciale Alessandro Migliore fa il punto: “Stalle mobili non disponibili, controlli sulle strutture abitative di emergenza dal punto di vista paesaggistico, poca chiarezza sulla possibilità di delocalizzare da parte delle imprese, sul contributo di 5.000 euro tanto sbandierato, sul fondo di garanzia per le Pmi, per non parlare delle linee politiche per il ripopolamento delle zone colpite dal terremoto e il loro rilancio turistico. C’è bisogno di agire velocemente: di parole ne abbiamo ascoltate fin troppe, di concretezza invece ne abbiamo vista poca. I tempi di attuazione sono lunghi e costringono le popolazioni ad una prolungata situazione di estremo disagio”.

Il D.L. 205 prevede l’acquisizione e la predisposizione di aree da destinare ad insediamenti di container ad uso abitativo, in attesa di fornire alle popolazioni sfollate le più confortevoli strutture abitative di emergenza, per cui alcuni Comuni hanno consentito, con delibere comunali, di provvedere autonomamente per reperire e istallare strutture abitative mobili in terreni privati, senza rischio per l’incolumità degli stessi e senza costi per lo Stato. D’altro canto, invece la Regione Marche, con la comunicazione “Strutture abitative di emergenza. Normativa di riferimento” richiama ad attenersi alla normativa statale e non adottare provvedimenti contrastanti, invitando le Province a vigilare, annullando concessioni e autorizzazioni comunali.

In questo modo – sostiene Migliore – non si lavora per il ripopolamento ma si va addirittura contro quel principio di sussidiarietà che alcune amministrazioni applicano, fornendo una risposta di buon senso alle esigenze delle comunità che amministrano. Inoltre è necessario poter rispondere a quelle imprese che continuano a chiamarci chiedendo quando e come avranno il contributo di 5.000 euro, promesso in più sedi dalla Regione Marche e contenuto nel DL 189”. Si tratta del contributo in favore dei titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di rapporti di agenzia o di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa degli eventi sismici e che operino nei comuni inseriti nel cratere. “Scarse le notizie sulla sottoscrizione della convenzione tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Il Ministero dell’Economia e le Regioni: perché questo ritardo? 5.000 euro sembrano pochi per chi è abituato a introitare dalla politica cifre diverse, ma per queste imprese rappresentano un motivo per credere che si può continuare. Purtroppo ancora una volta – segnala il direttore – noi associazioni di categoria, front office in casi disperati come questi, siamo costretti a dire che bisogna aspettare”.

Si prevedono aiuti per le imprese: agevolazioni come contributo in conto interesse e in conto capitale; risorse per il sostegno alle aziende agricole, zootecniche e produttrici di latte; finanziamenti agevolati a tasso 0 per garantire un futuro alle imprese esistenti e per le nuove imprese che portano lavoro; contributi Inail per progetti di investimento e formazione. Dice ancora Migliore: “Attendiamo ancora i decreti attuativi che indichino come usufruire di queste risorse e disporne, piuttosto che continuare a leggerle negli stessi decreti o ascoltarle nelle varie assemblee. E’ previsto un Fondo di Garanzia per le PMI in favore delle zone colpite, cioè un intervento concesso a titolo gratuito per un importo massimo garantito per singola impresa di 2.500.000 € con durata massima di 3 anni: le somme a disposizione sono, dalla lettura dei decreti, notevoli e c’è la necessità di muoversi quanto prima. Non ci sono però procedimenti pratici e informazioni metodologiche per accedere a questi fondi”.

CNA Fermo ritiene che sia strategico studiare un piano per il ripopolamento delle zone colpite dal terremoto, investendo in un’adeguata promozione turistica: un’azione da mettere in campo prima che sia troppo tardi, chiarendo come utilizzare i fondi messi a disposizione dell’Enit tramite bandi e progettualità finalizzati all’incremento turistico, coordinando gli operatori turistici e programmando iniziative da svolgere la prossima primavera-estate in favore delle strutture ricettive.

Ci risulta però – riferisce il Direttore – che dall’Ufficio Commercio, Turismo, Cultura e Internazionalizzazione della Regione sia partita una comunicazione via mail diretta ai tour operator, invitati a visitare le Marche elencando solo i luoghi lontani dal sisma. Questo non ci sembra proprio il modo di fare promozione turistica con l’obiettivo di non far dimenticare le zone terremotate e di salvaguardarne l’economia”.

La CNA Provinciale di Fermo prosegue nella sua azione di supporto a cittadini e imprese, intervenendo sui tavoli istituzionali perché si intervenga perché le popolazioni interessate non soccombano alla catastrofe.

 

RICOSTRUZIONE, TECNICHE INNOVATIVE: SEMINARIO GRATUITO

IL 27 GENNAIO A CAMERINO. OLTRE 100 LE DOMANDE DI ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE STRAORDINARIA INVIATE TRAMITE CNA.

 

MACERATA. CNA Macerata, in collaborazione con Officina2630.it, organizza per il prossimo venerdì 27 gennaio 2017, alle ore 15, il seminario dal titolo “Tecniche di consolidamento strutturale innovative”.

Nell’Aula magna dell’ITC “Antinori” di Camerino (via Madonna delle Carceri) si terrà un incontro, coordinato dall’ingegner Luca Bisbocci, con le imprese e i professionisti impegnati nella ricostruzione post-sisma, al quale parteciperanno le aziende Alperal srl, Fibre Net srl, Kerakoll spa, Tecnaria spa.

Si tratta di un’occasione formativa e di confronto importante – afferma il Direttore Provinciale CNA Luciano Ramadori – alla quale potranno partecipare anche gli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale, i professionisti di domani. Confidiamo in una partecipazione forte da parte delle aziende interessate dalla ricostruzione, dei loro collaboratori e dei tecnici”.

Il lavoro a supporto di cittadini e imprese colpiti dal sisma è ingente, sono tantissime le segnalazioni che arrivano da parte di chi ha bisogno di aiuto per destreggiarsi tra i meandri della burocrazia, ad esempio per la compilazione delle domande per l’accesso ai contributi, per capire quali sono le procedure corrette o avere comunque chiarimenti su tempi e modalità. C’è grande preoccupazione, dovuta a comunicazioni contrastanti e, in alcuni casi, confuse, e le continue scosse non aiutano a tranquillizzarsi”.

Così il Presidente Provinciale della CNA di Macerata Giorgio Ligliani, a commento del lavoro che sta svolgendo la task force dedicata e attiva sin da agosto scorso.

Sono oltre 100 le imprese che hanno inviato, tramite CNA Macerata, la domanda di iscrizione all’Anagrafe Straordinaria, la “white list”, e sono in attesa di ricevere la comunicazione dell’esito.

A riferirlo è Michela Rossi, responsabile dello sportello che gestisce le iscrizioni all’Anagrafe Antimafia, al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (Me.Pa.), che informa sulle gare di appalto, la SOA, la formazione e la qualificazione delle imprese. Me.Pa, gare e appalti della CNA di Macerata: “La Struttura di Missione del Ministero dell’Interno – riferisce Rossi – sta già inviando a chi ha richiesto di iscriversi alla white list l’esito della domanda oppure, a seconda dei casi, richiesta di integrazioni. Per ampliare la possibilità di iscrizione all’elenco, ricordiamo che è possibile iscriversi alla white list anche sotto forma di ATI, cioè associazione temporanea di imprese e di ATP, associazione temporanea di professionisti. La CNA è a disposizione per effettuare eventuali studi di fattibilità in merito”.

Per info: CNA Provinciale Macerata, info@mc.cna.it, 0733/27951.

 

 

 

                                                                                               

 

 

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