NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 49

9 SETTEMBRE 2013

Da Cna Marche:

 

IL PRESIDENTE REGIONALE UNIONE SANITA’ BENESSERE, GIORGIO LIGLIANI, ESPRIME LA SUA SODDISFAZIONE PER IL LAVORO SVOLTO A FAVORE DEGLI ODONTOTECNICI

 

“Carissimi Colleghi Dirigenti, egregi Funzionari,Con molto piacere vi informo che dopo un lungo e delicato lavoro a livello Nazionale siamo riusciti a fare intervenire a favore del comparto Odontotecnico  RETE IMPRESE ITALIA. Questo a dimostrazione della fondamentale importanza che ricopre anche la nostra Associazione Cna/Sno nelle politiche di rappresentanza datoriale.

Le lettere che sono state inviate alle diverse Autorità Governative a firma del Presidente Malavasi rappresentano la migliore “moneta” che possa ricevere un Dirigente che crede ancora nella, indispensabile, Politica Sindacale.

Un caro saluto a Tutti, Giorgio Ligliani “

RETE IMPRESE ITALIA

SCRIVE AI MINISTRI. MOAVERO MILANESI, DEL RIO E LORENZIN ED AL PRESIDENTE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI ERRANI

 

Rete Imprese Italia si mobilita a tutela degli odontotecnici. L’associazione di rappresentanza dei piccoli e medi imprenditori, con il suo presidente Ivan Malavasi, ha richiesto un incontro con i ministri per gli Affari Europei Moavero Milanesi, con il ministro alla Sanità Beatrice Lorenzin e con il ministro per gli Affari Regionali Graziano Del Rio e con il presidente della Conferenza Stato Regioni Vasco Errani. A questi interlocutori Malavasi ha scritto una lettera nella quale vengono sottoposte alla loro attenzione le questioni che investono la sfera di attività della categoria. Si tratta di un segnale di attenzione di Rete Imprese Italia nei confronti del settore degli odontotecnici, che va particolarmente apprezzato e che dimostra l’importanza del ruolo che svolge Cna Sno nelle politiche di rappresentanza.

Le questioni affrontate da Malavasi sonA  essenzialmente due. Intanto la richiesta di riconoscimento del profilo professionale dell’odontotecnico, che anche l’Istat ha inserito nell’ambito delle professioni sanitarie. Inoltre al necessità di chiarire, nel nuovo regolamento all’esame del Parlamento Europeo, gli ambiti di competenza e i requisiti necessari per fabbricare i dispositivi medici su misura.  E poi la situazione venutasi a creare a seguito del recepimento della Direttiva 2007/47/CE sui dispositivi medici (D. lgs. 25 gennaio 2010, n. 37).

Le circolari esplicative del Ministero della Sanità hanno ammesso la possibilità che l’odontoiatra possa realizzare protesi dentaria anche mediante il ricorso a soggetti diversi dall’odontotecnico. Ciò ha generato – di fatto – una distorsione della concorrenza, a scapito tanto degli operatori del settore che del cittadino consumatore, in termini di qualità del prodotto.

L’attuale contesto normativo ha portato all’affermazione sul mercato di numerosi competitori, quali ad esempio le multinazionali del settore e gli operatori dei Paesi dell’est, non sempre in possesso dei requisiti professionali e delle competenze previste dalla legge per la fabbricazione delle protesi dentarie.  L’avvento di tali soggetti ha causato tra l’altro la chiusura di un sensibile numero di laboratori, con conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro.

Nella risposta a Malavasi, il ministro Moavero Milanesi ha confermato che “d’intesa con i colleghi ministri Beatrice Lorenzin e Graziano del Rio  e con le rispettive amministrazioni , valuteremo senz’altro le questioni evocate. Alla luce di tale esame potremo individuare una data per l’incontro da Lei richiesto”.

 

LE ORGANIZZAZIONI IMPRENDITORIALI E SINDACALI DELL’AUTOTRASPORTO  HANNO INCONTRATO IL PREFETTO DI MACERATA  PER SEGNALARE  LE GRAVI CRITICITÀ DEL SETTORE TRASPORTO MERCI E LOGISTICA

le Organizzazioni Imprenditoriali e Sindacali di riferimento della categoria autotrasporto sono state ricevute dal Prefetto di Macerata per porre all’attenzione le problematiche del settore trasporto merci e logistica e segnalare rischi e criticità del comparto.

Le Organizzazioni hanno infatti ritenuto necessario e urgente sottoporre alla Prefettura e, successivamente, a tutte le Autorità della vigilanza e ispettive del nostro territorio, la difficile situazione in cui versa il settore in oggetto nel territorio provinciale.

Presenti all’incontro erano Giorgio Menichelli e Giovanni Ronconi per Confartigianato Trasporti, Giuliano Rocco e Riccardo Battisti per Fita Cna, Maurizio Amadori per Filt Cgil Marche,  e Daniela Rossi per Filt Cgil, e la Uil Trasporti con un proprio rappresentante.

“Nel trasporto delle merci e nella logistica la crisi economica e finanziaria – hanno affermato le organizzazioni nel corso dell’ incontro – ha prodotto, e sta producendo tuttora,  una pesante situazione nelle imprese e un drammatico peggioramento delle condizioni dei lavoratori. L’effetto di tutto questo e’ lo stillicidio di casse integrazioni, di mobilità e licenziamenti che stanno subendo i lavoratori, la chiusura di aziende e, nella migliore delle ipotesi, i ritardi nei pagamenti delle retribuzioni. Si continua ad assistere ad una continua violazione delle leggi, delle norme nazionali ed europee. Si sta innescando sempre di più una situazione pericolosa, con una competizione che non e’ più basata sul rispetto delle regole ma piuttosto sulla loro violazione e di questo sono vittime sia i lavoratori che le imprese che vogliono stare sul mercato rispettando leggi e contratti”.“A questo purtroppo – hanno sottolineato le organizzazioni – si aggiunge un pericoloso fenomeno che già da diversi anni sta imperversando nel settore dell’autotrasporto e  che si è accentuato negli ultimi anni, non solo a causa della crisi ma anche di una legislazione non sempre chiara ed efficace. Ci riferiamo, in particolare,  alle imprese nate surrettiziamente nei paesi  dell’Europa dell’Est (es. Romania, Bulgaria, Polonia, Lituana, Estonia ecc. ecc. ) che vengono ad operare in Italia svolgendo attività di trasporto domestico, applicando ai lavoratori contratti, contribuzione sociale e assicurativa di quei paesi in cui hanno sede legale e consentendo in tal modo di effettuare viaggi con ribassi di tariffe del 20% e oltre. In questo modo le imprese nazionali o quelle che intendono mantenere un rapporto corretto con i lavoratori retribuendoli secondo il ccnl e pagando la contribuzione previdenziale e assistenziale vigente nel nostro paese vengono messe fuori mercato. Molto spesso  – hanno spiegato – queste aziende hanno la loro sede operativa in Italia ma i loro mezzi hanno targhe straniere e utilizzano personale proveniente dai paesi d’origine dell’azienda stessa. Non rispettano le norme sul cabotaggio, come dovrebbero, e purtroppo, anche per la carenza di controlli, continuano imperterrite ad operare creando danni a tutto il settore. Nelle nostre province si stanno poi insediando imprese che hanno sedi operative in regioni vicine ma di fatto propongono tariffe con fortissimi ribassi in quanto utilizzano mezzi e personale provenienti dalla Bulgaria. Per questo chiediamo che i controlli vengano effettuati in maniera piu’ efficace, ed in particolar modo sulla committenza piu’ che sui singoli veicoli in strada”. Un altro fenomeno che è stato denunciato dalle organizzazioni, riguarda l’applicazione della direttiva 96/71 che consente il distacco dei lavoratori effettuato nel quadro di una prestazione di servizi, in Italia. “Un fenomeno – hanno spiegato – che  interessa prevalentemente il settore dell’autotrasporto, con aziende interinali estere ( in particolare dalla Romania) che offrono alle imprese nazionali l’utilizzo di autisti a condizioni economiche estremamente vantaggiose, con l’applicazione di contratti e regimi fiscali e previdenziali del paese di provenienza. Considerata  la differenza notevole dei contributi a carico delle imprese (che si ridurrebbero a poche centinaia di euro) le imprese che accettano tale offerta vedono ridursi il costo del lavoro di circa 15 mila euro l’anno.  Le imprese di trasporto che  ricorrono  al “lavoro interinale” in tale forma, riducono  i livelli occupazionali in Italia aumentando i costi alla collettività per l’utilizzo ( improprio)  degli ammortizzatori sociali. Le aziende artigiane, le piccole e medie imprese italiane che effettuano la vezione con propri veicoli e con propri dipendenti, già in difficoltà per il drammatico aumento dei costi,  ed ai ritardi ormai cronici, dei pagamenti da parte dei propri committenti  e per la disapplicazione dei costi minimi previsti dall’83/bis (unici beneficiari di questo stato di cose)  devono quindi,  anche difendersi dagli artificiali ed insostenibili ribassi dei noli che proprio grazie a quei comportamenti inaccettabili  si rendono possibili”. 

“Tali comportamenti – hanno concluso le organizzazioni – al pari dei tentativi sempre più avvertibili dell’illegalità organizzata di utilizzare il settore come una sorta di grande “lavatrice”, finiscono per vanificare ogni tentativo di difendere l’attività di quelle aziende dell’autotrasporto e dei lavoratori che nel rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, della legislazione vigente in materia di  sicurezza, si impegnano oggi più che mai affinché non venga depauperato il patrimonio imprenditoriale e lavorativo del nostro paese”.

Il Prefetto di Macerata, dopo aver ascoltato attentamente gli argomenti portati all’attenzione, ha preso atto della situazione ed ha stabilito di intervenire operativamente, sia segnalando la situazione ai Ministeri dei Trasporti e del Lavoro,  che coinvolgendo a breve in un prossimo incontro tutte le Autorità della vigilanza e ispettive del nostro territorio.

 

Da Cna nazionale:

 CAF CNA É AGENZIA PER LE IMPRESE

 

La direzione generale della divisione Promozione della concorrenza – dipartimento Impresa e Internazionalizzazione del ministero dello Sviluppo Economico – con la nota 144737 del 5 settembre 2013, ha inviato il decreto di accreditamento di Caf Cna Srl per lo svolgimento di attività di Agenzia per le imprese. Questa decisione rappresenta il riconoscimento di un modello che valorizza tutte le esperienze e le qualità delle strutture territoriali del sistema Caf Cna.

Per ottenere l’accreditamento sono state sfruttate non solo l’esperienza decennale del Caf, ma anche la consulenza e le tecnologie di strutture come Interpreta e Sixtema. Il Caf Cna sarà operativo al più presto in tre regioni e, in futuro, sarà esteso alle altre.

E’ tempo, però, che la scelta delle Agenzie per le imprese sia migliorata e agevolata con specifici interventi normativi allo scopo di realizzare quella sussidiarietà tra pubblico e privato che può agevolare la vita delle imprese e dei cittadini, evitando invenzioni come, da ultimo, il Tutor delle imprese.

Esistono, infatti, ancora troppi livelli istituzionali, burocratici e regolamentari che imbrigliano le attività imprenditoriali e il loro svolgimento con norme, peraltro, non in grado di garantire imprese, clienti, consumatori, rispetto alla qualità dei servizi e alla tutela della concorrenza.

 

Dalla Regione Marche:

 

EVENTO MARCHE 2020 ALLA MOLE VANVITELLIANA DI ANCONA:

ISTITUZIONI, CATEGORIE ECONOMICHE E SOCIALI, MONDO DELLA CULTURA E DELL’UNIVERSITÀ A CONFRONTO PER DISEGNARE LE MARCHE DEL FUTURO

 

Un confronto ampio e trasversale per aprire al contributo di cittadini, istituzioni, imprese, Università, categorie sociali ed economiche, la costruzione delle Marche del prossimo decennio. Anni che si annunciano cruciali. Alla ripresa  – ormai prossima, secondo tutti gli osservatori – dalla crisi economica vissuta dal Paese e dall’Europa, la Regione vuole infatti vivere da protagonista la costruzione del proprio futuro, a partire dal prossimo periodo di programmazione europea 2014-2020 e dall’accesso ai relativi fondi strutturali. Per farlo dovrà essere ben chiara la rotta che le Marche vogliono seguire nel futuro prossimo, nette le priorità e alti i progetti.

Si è aperta una riflessione molto vasta sui modelli organizzativi che presidiano lo sviluppo delle comunità locali. Anche nella nostra regione è necessario avviare un confronto diffuso in ogni sede: nelle istituzioni, tra le categorie sociali ed economiche, nel mondo accademico. Entro poche settimane la Regione dovrà definire il Piano di utilizzazione delle risorse europee 2014-2020. Si fa quindi urgente e sempre più necessario avere un quadro chiaro dello scenario presente e delle prospettive future.

Sono questi i temi al centro dell’evento “Marche 2020” che si svolgerà sabato 14 settembre alle 9,30 all’Auditorium della Mole Vanvitelliana ad Ancona. L’iniziativa, voluta dal Gruppo Consiliare Gian Mario Spacca Presidente, sarà coordinata dal vicedirettore di La7 Andrea Pancani e vedrà gli interventi – accanto a quello del presidente della Regione Spacca – del presidente dell’Assemblea legislativa Vittoriano Solazzi, dei docenti universitari Marco Pacetti e Gian Luca Gregori, del presidente dell’Istituto Piepoli, Nicola Piepoli. L’incontro sarà l’occasione per approfondire questi temi strategici, con il contributo di rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, delle categorie.

 

Da Unioncamere Marche:

 Secondo l’indagine trimestrale “Giuria della Congiuntura” di Unioncamere Marche, tra  aprile e la fine di giugno, la produzione industriale è calata del 3 per cento, mentre il  fatturato è sceso del 3,9 per cento e gli ordinativi del 3,7. Stabile il  fatturato estero  (0,1) che nei trimestri precedenti era sempre cresciuto.

 

MARCHE, LA RIPRESA NON ARRIVA.

ANCHE NEI PROSSIMI MESI LA CRISI COLPIRA’ LE IMPRESE

                       

Federici: “gli imprenditori si aspettano un autunno difficile e sperano nel 2014. Ma servono provvedimenti capaci di rilanciare i consumi, riducendo il prelievo fiscale su imprese e lavoratori”. 

 

La ripresa? Per il sistema produttivo marchigiano ancora non c’è, anche se ci si aspetta una prima inversione di tendenza per l’inizio del prossimo anno. . E’ quanto emerge dalla “Giuria della Congiuntura”, l’indagine trimestrale realizzata dal Centro Studi Unioncamere. Il 27 per cento  degli imprenditori marchigiani intervistati dall’Unioncamere si aspetta per la fine di settembre un ulteriore calo della produzione mentre il 29 per cento prevede che diminuiranno anche fatturato e ordinativi. Gli ottimisti, ossia coloro che si aspettano per la loro azienda un pur lieve aumento di produzione, fatturato e ordinativi non superano il 12 per cento  mentre per il 60 per cento non cambierà nulla.

“La prudenza e la cautela   dei nostri imprenditori” commenta il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici “sono dovuti  dovuta soprattutto alla debolezza della domanda interna mentre tra le imprese esportatrici soltanto il 12 per cento teme di veder diminuire gli ordinativi esteri e 18 imprese su 100 prevedono un aumento dell’export. Quello che il sistema produttivo si aspetta dalle istituzioni nei prossimi mesi sono provvedimenti capaci di rilanciare i consumi, riducendo il prelievo fiscale su imprese e lavoratori”.

Intanto l’andamento della produzione industriale ha fatto registrare l’ottavo trimestre consecutivo di recessione. Da giugno 2011 il sistema produttivo marchigiano non cresce più. Da due anni sono in calo anche fatturato e ordinativi. Nel secondo trimestre 2013, secondo la “Giuria della Congiuntura”, la produzione industriale ha perso il 3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre il fatturato è sceso del 3,9 per cento e gli ordinativi del 3,7 per cento. Si ferma anche al corsa del fatturato generato dagli scambi con l’estero, rimasto sostanzialmente invariato (+0,1) mentre nei trimestri precedenti aveva sempre mostrato segnali di crescita. Ad andar bene sui mercati esteri rimangono l’abbigliamento (fatturato +4,4 per cento ) e la meccanica (+2,6) mentre gli altri settori perdono quote di mercato.

A pagare il prezzo più alto della crisi sono ancora una volta le micro e piccole imprese dove la produzione è crollata del 5,2 per cento, con le imprese artigiane che hanno perso il 4,5 per cento. Soltanto le aziende di grandi dimensioni mostrano di avere ancora risorse per fronteggiare la crisi, con la produzione (-0,4) quasi allo stesso livello dell’anno precedente.

Il calo di produzione, fatturato e ordinativi, nel secondo trimestre del 2013, ha colpito tutti i settori. Peggio di tutti vanno il calzaturiero (-5,3 la produzione  e –4,5 il fatturato) e l’abbigliamento (-4,2 e –4,5)  mentre il mobile tiene i livelli produttivi (-0,8) ma sacrifica il fatturato (-4,0). Perdite contenute per gli alimentari ( produzione giù dell’1,2 per cento) e la meccanica (-2,2). Infine le industrie delle macchine elettriche ed elettroniche e dell’energia registrano cali produttivi superiori al 3 per cento.

Le difficoltà del settore calzaturiero penalizza le imprese del fermano che perdono il 4,2 per cento dei livelli produttivi, e quelle maceratesi (-3,7 per cento). Per le altre province il calo della produzione oscilla tra il 2 e il 3 per cento con perdite con perdite del fatturato superiori al 3 per cento.

Diminuendo produzione e ordinativi, le imprese marchigiane continuano a lavorare a ritmo ridotto, utilizzando gli impianti solo al 73,9 per cento della loro potenzialità, contro il 74,1 del trimestre precedente.  In ulteriore diminuzione anche le settimane di produzione garantite dagli ordinativi:  5,2 settimane rispetto alle 5,5 di fine marzo. Per  gli artigiani le settimane di produzione assicurata sono appena 3,3.

congiuntura II trim 2013 su II trim 2012 Produzione

fatturato

ordinativi

fatt.estero settimane produzione assicurata utilizzo impianti nel trimestre

var %

variaz.% var % variaz.% numero %
TOTALE

-3,0

-3,9

-3,7

0,1

5,2

73,9

 – di cui: Artigianato

-4,5

-5,2

-5,6

-0,5

3,9

73,9

SETTORI DI ATTIVITA’
Industrie alimentari

-1,2

-1,4

-1,4

-0,2

3,5

84,0

Industrie tessili e dell’abbigliamento

-4,2

-4,5

-5,8

4,4

6,2

78,9

Industrie delle pelli, cuoio e calzature

-5,3

-4,5

-4,9

-2,3

5,3

69,2

Industrie del legno e del mobile

-0,8

-4,0

-2,0

-1,2

5,1

74,9

Industrie metalmeccaniche e dei mezzi di trasporto

-2,2

-3,1

-3,3

2,6

6,3

76,3

Industrie delle macchine elettriche ed elettroniche

-3,4

-4,1

-2,1

-1,2

4,7

78,2

energia e altre imprese manifatturiere

-3,3

-4,6

-4,5

0,2

4,0

67,0

CLASSE DI ADDETTI
 1-9 dipendenti

-5,2

-5,7

-6,0

-1,3

3,4

73,3

 10-49 dipendenti

-3,4

-4,2

-4,2

-0,8

6,4

74,5

 50-499 dipendenti

-0,4

-1,8

-0,8

0,9

5,4

73,7

PROVINCE
 Ancona

-2,5

-3,7

-3,3

0,5

5,4

74,6

 Ascoli Piceno

-2,8

-3,5

-3,1

0,5

5,1

74,8

 Fermo

-4,2

-4,1

-4,5

-1,9

5,2

71,2

 Macerata

-3,7

-4,2

-3,9

-0,1

4,8

72,8

 Pesaro e Urbino

-2,3

-3,9

-3,5

0,8

5,5

75,5

         
Fonte: Unioncamere – Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera per la regione Marche
 
Previsione imprese marchigiane per la fine di settembre
aumento stabilità diminuzione
Produzione

12

60

27

Fatturato

12

59

29

Ordinativi

10

61

29

Ordinativi esteri*

18

70

12

*solo imprese esportatrici

 

Dalle Cna provinciali:

 

Arrivano i primi dati. Il 60% delle aziende in difficoltà e solo l’8% con attività produttiva in crescita. Crollano gli investimenti. Segnali discordanti per il mobile, mentre è ancora in forte affanno l’edilizia e l’autotrasporto

 

DOPO FERIE, RIPRESA IN FORTE SOFFERENZA

LA PROVINCIA DI PESARO E URBINO LA PEGGIORE

 

PESARO – La ripresa dell’attività dopo le ferie non ha portato nessuna buona notizia per le imprese della provincia di Pesaro e Urbino. Anzi. Secondo prime stime almeno una trentina di imprese  non ha ancora ripreso l’attività e non si sa nemmeno se qualcuna di queste riaprirà i battenti nei prossimi giorni.

“Una situazione che, come annunciavamo prima delle ferie, permane estremamente difficile – commenta il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino, Moreno Bordoni – soprattutto per le piccole e piccolissime imprese che continuano a registrare nel corso della prima metà dell’anno una situazione difficile, ancor più di quella regionale”.

Secondo dati elaborati dalla Cna delle Marche la percentuale di imprese artigiane con attività produttiva in crescita in provincia di Pesaro e Urbino non supera l’8% dei casi mentre per la regione nel suo complesso tale quota è pari al 10%.

“Nella provincia, inoltre – aggiunge Bordoni – le imprese in condizioni di difficoltà crescente (cioè con attività produttiva in diminuzione) sfiorano il 60% dei casi, una quota superiore a quella regionale (55%)”.

Un dato significativo è anche quello degli investimenti. “Le microimprese della provincia – aggiunge il presidente provinciale della CNA, Alberto Barilari – investono in misura largamente inferiore a quella regionale: solo il 3% delle imprese hanno realizzato investimenti nella prima parte dell’anno e solo il 4% prevede di effettuarne nella seconda parte. Per la regione nel suo complesso tali quote sono sensibilmente superiori e si approssimano al 6% sia per i dati a consuntivo sia per quelli attesi”.

Tra i settori manifatturieri artigiani in maggiore difficoltà, d’altra parte, quello che caratterizza maggiormente la provincia – l’artigianato del legno e del mobile – risulta caratterizzato dalla più marcata polarizzazione tra casi di miglioramento e di difficoltà. In altri termini, nessun altro settore manifatturiero come il legno-mobile presenta la maggior quota di imprese in miglioramento (oltre il 15%) e in difficoltà (oltre il 65%). “Come si vede, la preponderanza dei casi di difficoltà su quelli di miglioramento – commenta Bordoni – è particolarmente elevata; tuttavia la quota non trascurabile di casi di aumento dell’attività produttiva  segnala che una risposta alla crisi è possibile e non poche imprese riescono a trovarne la possibilità. Un altro aspetto che merita di essere sottolineato per questo settore è quello dell’attività di investimento, relativamente scarsa nella prima parte dell’anno ma prevista in aumento per la seconda parte”.

Ma sullo sfondo, secondo l’analisi della CNA, rimangono dati devastanti.

L’artigianato della provincia ha perduto in 12 mesi (i dati sono aggiornati alla fine del primo semestre 2013) ben 423 imprese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. 112 delle imprese in meno (il 26,5%) appartengono ai settori di attività manifatturieri. Tra questi,  le perdite maggiori di imprese in termini assoluti si concentrano  nei settori legno (-25), mobili (-27), prodotti in metallo (-22).

Il settore delle costruzioni  perde da solo 220 imprese (il 52 % delle perdite) e quello dei trasporti (gli autotrasportatori) 55 imprese (il 13%).

“Facile comprendere – commentano Bordoni e Barilari – come questi dati lascino ben poco margine a previsioni ottimistiche. Secondo tutti gli analisti per l’Italia potrebbe a breve intravedersi una piccola ripresa. Purtroppo non sarà così – almeno a brevissimo tempo – per la provincia di Pesaro che sconta più di altre la sua alta vocazione manifatturiera. Non ci facciamo per questo facili illusioni ed indichiamo ancora la necessità per le microimprese di fare rete, di cercare di aderire ad un sistema associativo che consenta loro di aprirsi a nuove opportunità di internazionalizzazione e di poter accedere ad un sistema di servizi, di convenzioni e di finanziamenti agevolati che consenta loro di avviare una nuova fase”.

 

SUCCESSO DEL SEMINARIO ODONTOTECNICO

SNO CNA DI CIVITANOVA MARCHE

CIVITANOVA MARCHE. Si è tenuto sabato  presso l’Hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche  un seminario organizzato da CNA SNO, sindacato nazionale odontotecnici, con il contributo della CCIAA di Macerata  e la collaborazione di OdM , Odontotecnici delle Marche, un seminario dal titolo “Odontotecnico tra professione e politiche d’impresa” al quale hanno partecipato oltre 50 titolari di laboratori odontotecnici.

L’incontro aperto dai saluti di Giorgio Ligliani presidente regionale CNA Benessere e Sanità , che ha illustrato i promettenti  sforzi che sta profondendo Rete Imprese Italia , l’organizzazione unitaria  nazionale dell’Artigianato e del Commercio tramite il presidente Nazionale Ivan Malavasi, affinché il governo e la Conferenza Stato Regione approvino il profilo professionale per gli odontotecnici .

E’ seguito quindi l’intervento del prof. Giovanni Dini che ha realizzato una indagine sugli odontotecnici della provincia di Macerata e delle Marche .

Sulla base dei dati medi raccolti per alcune variabili, raccolti in forma anonima dai dati della CNA del periodo 2008/2012 ,  si evidenzia l’ampiezza dell’effetto negativo della crisi sulla redditività e sulla capacità di investimento. In particolare   fatto 100 i dati del 2008 nel 2012 il fatturato medio è sceso al 39,1%, gli investimenti al 12,5%, la media spesa per consumi al 56%, la media per retribuzioni al 49,2%. La caduta è stata più alta tra il 2011 e il 2012 rispetto al periodo precedente, anche perché la crisi ha fatto tagliare e sospendere gli interventi sanitari odontoiatrici delle famiglie.

Da questo punto di vista , una boccata di ossigeno può arrivare , sostiene il responsabile prov.le Ramadori Luciano dalla copertura  del Fondo Sanarti , fondo di assistenza sanitaria integrativa per lavoratori dell’artigianato,  alternativo rispetto a quello fornito dal Servizi Sanitario Nazionale.

Il seminario è quindi proseguito con gli interventi dei maestri odontotecnici: Andrea Schiavoni “Estetica funzionale”;  Carlo Paletti “ L’odontotecnica che…. non ..cambia” ; Giovanni Liberini –“Osservando la natura”.

Il Presidente CNA Benessere e Sanità Giorgio Ligliani, ha infine ringraziato  i tre relatori con una targa ricordo  per la passione che hanno trasmesso nell’esposizione delle metodiche di lavoro.

PAOLO MARTINELLI È IL PRIMO PRESIDENTE

DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CNA FERMO.

 

FERMO. Presidente Provinciale: Paolo Martinelli (Porto Sant’Elpidio).

Componenti del direttivo: Sergio Mazza (Fermo), Gaetano Di Donna (Fermo), Alessandro Rossi (Petritoli), Paolo Nicolai (Fermo), Luca Aferri (Moresco), Simone Aferri (Moresco), Loris Antolini (Monsampietro Morico), Giada Ginevri Cherri (Fermo).

Ecco i nomi dei primi componenti della categoria “Giovani Imprenditori” della CNA Provinciale di Fermo, i pionieri del raggruppamento di interesse creato dalla CNA Nazionale ora presente anche nel nostro territorio.

Un gruppo nuovo di zecca, guidato da Paolo Martinelli (grafico di Porto Sant’Elpidio) e nato lo scorso venerdì 6 settembre, durante l’assemblea elettiva dal titolo “Giovani imprenditori: imprenditori del futuro”, svoltasi a Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio.

Ad inaugurare l’avvio del nuovo gruppo di lavoro c’erano il Presidente Nazionale CNA della categoria Andrea Di Benedetto, affiancato da Alessandra Benvenuti, responsabile regionale dei Giovani Imprenditori di CNA, oltre al Presidente regionale CNA Renato Picciaiola e il Presidente Provinciale Sandro Coltrinari.

Passaggio generazionale, modalità di ingresso sul mercato, il significato dell’essere associati, come affrontare le difficoltà del percorso imprenditoriale, sono solo alcuni dei temi affrontati durante l’assemblea di venerdì scorso, durante la quale il Presidente Andrea Di Benedetto ha illustrato anche il lungo e complesso lavoro che la categoria, a livello nazionale, porta avanti, con particolare riferimento al progetto di alta formazione professionale “Cna Next”.

Sono orgoglioso di essere il primo presidente di questo nuovo gruppo – dichiara, non senza emozione, Paolo Martinelli – l’elezione mi ha sorpreso ma anche davvero lusingato, per la fiducia che è stata riposta in me nell’avviare il cammino di una categoria che l’associazione provinciale ha voluto con forza fosse rappresentata. Non c’è tempo da perdere – prosegue Martinelli – entro brevissimo ci sarà la prima riunione operativa, per focalizzare subito quali sono le problematiche che i Giovani Imprenditori vogliono mettere sul tavolo, le idee e le proposte da realizzare al più presto. D’altronde la CNA di Fermo è una delle più giovani ma anche delle più attive a livello regionale, in grado di dare il proprio contributo e far sentire la propria voce in tutti gli ambiti.

Tra le priorità – conclude il Presidente – ci sono senza dubbio il passaggio generazionale, perché diventi una fase realmente positiva nella vita delle nostre imprese, il credito e tutto quanto concerne la comunicazione della propria attività e la visibilità sul mercato, a partire già da quello locale”.

 

 

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