NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 47

6 LUGLIO 2012

 

Da Rete Imprese Italia:

 

RETE IMPRESE ITALIA IN AUDIZIONE ALLA CAMERA:

“STRADA POSITIVA. MA SERVONO MISURE AD HOC PER LE PMI”

 

“Si è intrapresa una strada positiva, ma alcune misure vanno meglio tarate sulle esigenze dell’impresa diffusa”.

E’ il giudizio sul Decreto Sviluppo espresso da Rete Imprese Italia, nel corso di un’Audizione alla Commissione congiunta Finanze e Attività produttive della Camera.

“Le piccole imprese – ha sottolineato Rete Imprese Italia – si aspettano che il Decreto sviluppo sia soltanto il primo capitolo di un disegno di crescita che dovrà arrivare nei prossimi mesi”.

Sul fronte delle infrastrutture e delle misure per attrarre capitali, Rete Imprese Italia ritiene necessario estendere le disposizioni fiscali per il settore edile anche ad altri settori e sollecita l’introduzione del regime di determinazione dell’Iva secondo il criterio della cassa e per i soggetti in contabilità semplificata la possibilità di determinare il reddito secondo il principio di cassa.

Positivo il giudizio di Rete Imprese Italia sulle misure di razionalizzazione dell’Ice, sul sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, sull’apparato sanzionatorio per tutelare il made in Italy, sull’apertura al mercato dei servizi pubblici locali.

Rete Imprese Italia, inoltre, apprezza la misura che prevede la sospensione del Sistri, il Sistema telematico per la tracciabilità dei rifiuti, rivelatosi complesso, costoso e inapplicabile alla realtà italiana. Ora Rete Imprese Italia sollecita l’introduzione di una nuova modalità di tracciabilità dei rifiuti che abroghi completamente e definitivamente il Sistri e chiede che, contemporaneamente, venga affrontato il problema della restituzione dei contributi annui versati dalle imprese.

Soddisfazione viene espressa per la riconferma e la stabilizzazione del sistema di incentivazione per edilizia e efficienza energetica ma, tra le indicazioni per migliorare il Decreto Sviluppo, Rete Imprese Italia ritiene necessari ulteriori sforzi a sostegno dell’efficienza energetica con incentivi specifici e strutturali per un settore con una forte presenza di piccole imprese. Interventi più incisivi sono sollecitati anche per favorire una effettiva apertura dei mercati dell’energia e per riequilibrare il prelievo fiscale oggi fortemente sbilanciato a sfavore delle piccole imprese che pagano la ‘bolletta’ energetica più alta d’Europa anche a causa della pesante tassazione. Positivo anche il giudizio sul Piano Nazionale per le città e sui contratti di valorizzazione urbana che devono tradursi concretamente in regole, modalità e scenari e rendere praticabili le logiche di partenariato per favorire occupazione, coesione sociale e una migliore qualità della vita.

Sul fronte dell’innovazione e della ricerca, Rete Imprese Italia propone strumenti di finanziamento a favore delle aggregazioni e delle reti di imprese e misure specifiche per la piccola e micro impresa, quali il voucher, da utilizzare per progetti e attività innovative. La riforma degli incentivi, che Rete Imprese Italia considera una necessità importante per le imprese, va integrata con risorse aggiuntive per la piena operatività del nuovo Fondo per la crescita sostenibile. Positiva viene giudicata la revisione della legge fallimentare, mentre Rete Imprese Italia si dice delusa dalle misure sul credito d’imposta per le nuove assunzioni di profili altamente qualificati che escludono le piccole imprese. Così come vengono sollecitati interventi per consentire alle micro imprese di fruire dei nuovi strumenti di finanziamento alternativi al credito bancario.  

 

 

Dalla Regione Marche:  

 

RISORSE PER EDILIZIA PUBBLICA E SCOLASTICA, INFRASTRUTTURE E SEMPLIFICAZIONE . IL SOSTEGNO DELLA REGIONE AL COMPARTO EDILE

 

“Ci rendiamo conto del momento di profonda difficoltà attraversato dall’edilizia, settore che risente della crisi più di altri. Per questo siamo impegnati a realizzare tutte le iniziative utili a dare respiro al comparto. Durante l’incontro dello scorso marzo, che ha visto attorno a uno stesso tavolo le diverse organizzazioni edili e i quattro assessori regionali competenti per affrontare i tanti e diversi problemi che riguardano l’edilizia, è emerso quanto la Regione da parte sua può fare e sta facendo nell’immediato per sostenere il comparto”. Così Sara Giannini, assessore alle Attività produttive, fa il punto sulle azioni di sostegno al comparto edilizio e sulle proposte avanzate dalle associazioni artigiane. “Ovviamente siamo disponibili a un protocollo per la gestione degli appalti positiva per le imprese locali, ma dobbiamo tener conto del quadro normativo nazionale, a cui anche la Regione è sottoposta.  Il confronto costante con le associazioni di categoria – prosegue Giannini – che sia pubblico o tecnico, è essenziale, ma quello che conta nell’immediato è concretizzare quanto già concordato tre mesi fa. I 22 milioni di euro per l'edilizia residenziale pubblica e per l'efficientamento dell'edilizia scolastica saranno cantierabili, come stabilito, a strettissimo giro, mentre è in fase di elaborazione un Fondo immobiliare. Grazie all’iniziativa della Regione, poi, gli enti locali, si sono visti liberare risorse per 92 milioni a favore dei loro pagamenti. E’ noto tuttavia che il patto di stabilità, limita le istituzioni e, di conseguenza le imprese, e su di esso le Regioni, nonostante le ripetute prese di posizione, hanno poca incisività, vista la natura europea della normativa. Per questo mi ero rivolta ai parlamentari marchigiani chiedendo l'impegno a promuovere modifiche che consentano margini più elastici di manovra. Nella prossima riunione della sede stabile di concertazione al Ministero dello Sviluppo economico, prevista il prossimo 12 luglio e presieduta dal ministro Passera, affronteremo la questione della certificazione dei crediti. Proporremo una verifica del progetto d’intervento governativo, perché condividiamo le preoccupazioni delle associazioni sui tempi e perché i rimedi proposti non finiscano per peggiorare la situazione, anziché migliorarla.

      Sul versante infrastrutturale, il lavoro fatto dalla Regione, dopo anni di immobilismo, è testimoniato dallo sblocco dei lavori per le grandi opere pubbliche. Le Marche beneficiano dei più grandi investimenti da parte di Anas e Società Autostrade, pari a 4 miliardi di euro. Sul versante normativo, poi, è stato appena approvato dall’Assemblea legislativa in modo condiviso un Piano infrastrutturale che prevede una serie di priorità cantierabili entro il 2013, di oltre un miliardo e 256 milioni di euro. La Regione, poi, si è già detta disponibile a rivedere il Piano Casa, mentre prosegue l'impegno per la modifica della  legge Urbanistica, in cui si perseguirà lo scopo di ridurre al massimo i tempi burocratici, senza derogare alle norme per il buon governo del territorio, che è uno degli asset di maggior rilievo per mantenere e valorizzare l’immagine di regione attrattiva per qualità della vita e dell’ambiente. Lo snellimento dei vincoli burocratici è una priorità del Governo regionale, come dimostra la proposta di legge sulla semplificazione approvata nei giorni scorsi, redatta in stretta collaborazione con le categorie economiche. Sono certa che quest’impostazione caratterizzerà anche le nuove norme urbanistiche, questione seguita direttamente dall’assessore Viventi”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

PRIMO SEMESTRE 2012: LA CONGIUNTURA DEL COMMERCIO

E DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE NELLA PROVINCIA DI ANCONA

 

Nuova indagine dell’Osservatorio sul Commercio della Cna Provinciale di Ancona

 

Il primo semestre del 2012 si chiude con segno negativo per il commercio e i servizi di ristorazione della provincia di Ancona. E’ quanto emerge dalla nuova indagine seguita dall’Osservatorio istituito dalla Cna Commercio e Turismo della provincia di Ancona in collaborazione con il Centro Studi Sistema di Cna Marche.

Tra le maggiori difficoltà incontrate nel corso del primo semestre figurano gli effetti della diminuzione dei consumi e della concorrenza dei centri commerciali, mentre le previsioni per la seconda parte dell’anno sono orientate ad una stabilità connotata da caratteristiche di stagnazione.

 In un periodo di crisi, di cassa integrazione, di difficoltà nell’avviare nuove imprese e di abitudine nel leggere cartelli con scritto “chiuso per cessata attività”, diventa sempre più importante elaborare studi mirati e dettagliati e per questo, Cna Commercio e Turismo ha ultimamente elaborato un’indagine sull’andamento congiunturale del commercio e dei pubblici esercizi della provincia di Ancona.

“Per non perdere nessun tipo di sfumatura – spiega Andrea Riccardi Responsabile provinciale Cna Commercio e Turismo – ho coordinato personalmente la raccolta dati attraverso un campione rappresentativo di imprese legate al commercio e pubblici esercizi della provincia e impostato, con Giovanni Dini direttore del Centro Studi Sistema, uno studio sulle dinamiche del territorio del primo semestre del 2012 e le prospettive degli imprenditori per i prossimi mesi”.

Nella sua analisi Riccardi snocciola qualche numero: “Il fatturato è stato registrato in diminuzione dall’80% delle imprese intervistate; è stato indicato come stabile dal 18% e in aumento solo dal 2%. Nello stesso periodo, i costi sono stati in aumento per il 69% delle imprese, stabili per il 24% e in diminuzione per il 7%. Questo significa che per buona parte delle imprese il calo del fatturato ha coinciso con un aumento dei costi provocando un nuovo abbassamento dei margini di guadagno e la compressione dei margini di redditività è probabilmente una delle cause della scarsissima diffusione delle attività di investimento. Importante specificare che l’andamento sfavorevole del fatturato si è riflesso solo in parte sulla dinamica delle rimanenze in magazzino, che sono cresciute per il 22% delle imprese, sono risultate in calo per il 24% e stabili per il 54%”. 

“Tra le maggiori difficoltà incontrate dalle imprese – continua Giovanni Dini del Centro Studi – sono stati segnalati gli effetti della diminuzione dei consumi (rilevanti per il 36,4% delle imprese, discreti per il 41,8%), della concorrenza dei centri commerciali (rilevanti per il 29,1% e discreto solo per il 14,5%), mentre il costo dei carburanti rappresenta una difficoltà rilevante solo per il 18,2% e discreta per il 21,8%”. 

Le attese per la seconda metà del 2012 sono orientate soprattutto alla stabilità (oltre la metà dei casi) e per oltre un terzo delle imprese intervistate ad una ulteriore diminuzione di fatturato e consumi.

“Si deve osservare che la condizione di stabilità – precisa Andrea Riccardi – si configura in questa fase di crisi piuttosto come stagnazione su bassi livelli che non come indicatore di capacità di tenuta. Solo una parte assai ridotta delle imprese prevede aumenti di fatturato (13% dei casi) e dei consumi (9% delle imprese). La prevista prevalenza della condizione di stabilità dei prezzi riflette ampiamente le difficoltà della domanda, tale che prezzi di vendita in diminuzione sono previsti da un quinto delle imprese”.

Dall’indagine condotta dalla Cna Commercio e Turismo emerge infine che le previsioni di nuove assunzioni riguardano meno del 6% delle imprese e fortunatamente tale quota è anche quella delle imprese che prevedono licenziamenti. Ciò significa che l’occupazione è attesa rimanere stabile, probabilmente a ragione del fatto che il suo livello è già quello minimo, reso adeguato nel corso di questa lunga fase di crisi.

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