NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 44

31 LUGLIO 2013

Da Unioncamere Marche:

 

Secondo il rapporto “Giovani, imprese e lavoro 2013”, realizzato dall’Unioncamere, a lavorare, tra i 15 ed i 35 anni, è il 49,9 per cento dei giovani marchigiani mentre il 16,7 per cento è disoccupato.

 

NON SOLO DISOCCUPATI. DAGLI UNDER 35 ARRIVA

IL 17,2 PER CENTO DEL PIL DELLE MARCHE

 

Federici: “Dobbiamo far diventare i giovani veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo e favorire l’occupazione giovanile attraverso la riforma dell’apprendistato.

 

Non solo disoccupati. I giovani con meno di 35 anni concorrono al Pil della regione Marche per il 17,2 per cento con complessivi 6,3 miliardi di euro.

“Si tratta” afferma il presidente Unioncamere Marche Adriano Federici “di  risorse preziose che vanno valorizzate ulteriormente, onde evitare che  emigrino portandosi dietro tutto il know  how acquisito lungo il percorso di studi e di precedenti esperienze lavorative, visto che il 60 per cento dei marchigiani under 35 ha alle spalle almeno un lavoro”.

Disaggregando i vari settori economici, il contributo dei giovani al Pil delle Marche, è concentrato sopratutto nel terziario dove si concentrano i tre quarti  dei giovani imprenditori e dei dipendenti under 35. Una presenza consistente sia nei servizi tradizionali sia in quelli avanzati.

Secondo il rapporto “Giovani, imprese e lavoro 2013”, realizzato dall’Unioncamere, ad avere meno di 35 anni è il 34,5 per cento dei marchigiani. A lavorare, tra i 15 ed i 35 anni, è il 49,9 per cento dei giovani mentre il 16,7 per cento è disoccupato e tutti gli altri studiano oppure hanno rinunciato a cercare un lavoro pur avendo abbandonato la scuola.

Un contributo importante all’economia marchigiana viene dai giovani imprenditori under 35: sono 17.570, pari al 10 per cento del totale degli imprenditori marchigiani. Inoltre nel 2012 il loro numero è ulteriormente aumentato grazie ai 3.261 giovani che hanno avviato un’attività  mentre soltanto in 1.626 hanno deciso di arrendersi e chiudere bottega.

Fa riflettere il fatto che, secondo l’indagine Unioncamere, oltre la metà dei giovani imprenditori che hanno aperto un’azienda nell’ultimo anno, lo ha fatto investendo meno di 5 mila euro mentre un altro 27 per cento ha investito una cifra compresa tra i 5 e i 10 mila euro.

“Dobbiamo” sostiene Federici “far diventare i giovani veri protagonisti di un nuovo modello di sviluppo e favorire l’occupazione giovanile attraverso la riforma dell’apprendistato. Inoltre vanno rilanciati i servizi per l’impiego coinvolgendo sul territorio anche il sistema camerale. Utilizzando il sistema Excelsior e il Registro delle imprese, le Camere di commercio possono raggiungere in maniera mirata le aziende segnalando quelle professionalità che stanno cercando. Per quanto riguarda la nuova imprenditorialità giovanile, va favorita la nascita di nuove attività promuovendo servizi che incoraggino l’innovazione, prevedano un facile accesso al microcredito e accompagnino le neoimprese sui mercati”.

 

Dalla Regione Marche:

 

AL VIA LA GARA PER ATTIVITA’ DI RICERCA, PROGETTAZIONE

E ASSISTENZA SUI PROGETTI EUROPEI

 

Giorgi: “Il reperimento di risorse comunitarie è una priorità”

 

“Implementare in maniera incisiva il reperimento di risorse comunitarie è una priorità”: così commenta l’assessore alle Politiche comunitarie, Paola Giorgi, la delibera approvata dalla Giunta che attiva una procedura di evidenza pubblica per individuare soggetti a cui affidare l’attività di studio, progettazione e assistenza tecnica su progetti europei.

“Oltre ai Fondi Strutturali – rileva l’assessore – è fondamentale la ricerca e l’ottenimento dei Fondi Europei cosiddetti a gestione diretta disponibili attraverso la partecipazione ad appositi bandi. Un ambito in cui l’Italia risulta al penultimo tra i Paesi europei, generando una cronica  scarsità di reperimento risorse che va affrontata con determinazione”.

Il bando seleziona soggetti fortemente motivati e con specifici requisiti di esperienza e professionalità: saranno tre i soggetti selezionati specializzati nell’attività di ricerca fondi e nella relativa attività di progettazione e assistenza tecnica.

La procedura individua quattro macroaree di intervento che comprendono tutti i principali settori di attività regionali: 1)  produttive, cooperazione allo sviluppo, innovazione, ricerca, trasporti e attività residuali;  2) politiche del lavoro, istruzione, formazione e cultura; 3) territorio, ambiente, agricoltura, pesca ed energia; 4) sanità, politiche sociali e longevità attiva.

I soggetti partecipanti alla gara dovranno avere dei precisi requisiti minimi di capacità tecnico professionale, tra cui  l’aver svolto nell’ultimo triennio servizi di progettazione con esito positivo e di assistenza tecnica/rendicontazione di progetti europei a valere sui programmi a gestione diretta della Commissione Europea, su programmi a gestione decentrata, con l’esclusione dei programmi operativi regionali finanziati con Fondi strutturali e progetti finanziati con altre fonti di finanziamento europee. Ai soggetti partecipanti vengono richieste specifiche professionalità quali coordinatori  con esperienza almeno decennale nella progettazione europea e nelle relazioni internazionali, un’esperienza quinquennale nella progettazione e triennale nella rendicontazione di progetti europei.

“Particolare attenzione – rimarca Giorgi –   dovrà essere rivolta ai progetti che avranno una specifica attinenza con le aree di intervento della Strategia della Macro Regione Adriatico – Ionica”.

L’indisponibilità di risorse regionali dedicate alle attività di progettazione europea, insieme all’ esigenza di avvalersi di soggetti fortemente motivati – sottolinea Giorgi – fanno ritenere opportuna “una modalità di selezione diversa da quelle tradizionali, che non dovrà prevedere il riconoscimento anticipato di un compenso per l’attività di progettazione europea, ma sarà direttamente legata al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Pertanto, solo all’esito positivo del progetto presentato varrà attivato un contratto di assistenza tecnica con il soggetto che ha contribuito alla progettazione dell’intervento ammesso a finanziamento”.

 

Dalle Cna provinciali:

 

“IMPARARE A FARE IL GELATO”:

PARTE IL 1° CORSO DI CNA ALIMENTARE PROVINCIA ANCONA

ANCONA. Nuova iniziativa della Cna Alimentare della provincia di Ancona sul fronte della formazione nell’ambito dei mestieri artigianali di settore. Dopo pizza e pasta fresca, parte il 1° corso per imparare a fare il gelato artigianale.

Il settore alimentare è un comparto che ancora resiste alla crisi. Secondo i dati dell’Albo artigiani, ci sono nuove aperture, segno tangibile che il comparto alimentare è ancora vitale. Ecco perché da un anno e mezzo, Cna Alimentare ha avviato questa costante attività di formazione, addirittura il corso per pizzaioli è giunto alla nona edizione e le domande ancora sono tante.

L’inizio del corso “Imparare a fare il gelato” è fissato per lunedì 26 agosto. I partner dell’iniziativa sono Gelato Elitè e Cna Tecno Quality. Il corso si svolgerà presso lo stabilimento Fiorente, in zona Baraccola di Ancona, per la parte pratica e presso la Cna Provinciale di Ancona per la parte teorica.

Sono previste 12 lezioni (7 pratiche e 5 teoriche), con un minimo di 10 ed un massimo di 13 corsisti. Le lezioni pratiche saranno serali (dalle ore 18.30 alle ore 22.30), mentre le lezioni teoriche si svolgeranno in orario pomeridiano (dalle ore 14.30 alle ore 18.30). Verranno trattati anche i temi igiene e sicurezza degli alimenti per permettere il rilascio dell’attestato Haccp (obbligatorio per tutti coloro che lavorano nelle attività alimentari sia commerciali che artigianali).

Il termine delle iscrizioni è fissato per mercoledì 21 agosto.

Per info: Andrea Cantori – cell. 3483363017 – email: acantori@an.cna.it

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