NOTIZIE DAL TERRITORIO n. 4

NOTIZIE DAL TERRITORIO 23 GENNAIO

 

Dalla Cna Marche:

 

Sospeso il fermo dell’autotrasporto.

i Tir marchigiani viaggeranno regolarmente..

 

Niente fermo dell’autotrasporto. Scongiurato per le Marche il rischio di finire come la Sicilia. Oggi, lunedì 23 e per tutta la settimana, contrariamente a quanto annunciato, i Tir circoleranno regolarmente. Ha vinto la linea della trattativa voluta dalla Cna Fita contro l’oltranzismo della protesta predicato da altre sigle di categoria.“Nelle scorse settimane” afferma il segretario regionale Cna Fita Riccardo Battisti “ è aperto un tavolo di confronto con Confindustria e Confetra allo scopo di trovare una soluzione per il recupero dei costi di gestione di gasolio e autostrade. Confronto che prosegue. Così come il confronto con il Governo che nei giorni scorsi ha dato la disponibilità affinché siano più celeri i rimborsi delle accise sul gasolio anno 2011 ed ha garantito  la predisposizione di una norma che permetta il rimborso delle accise 2012 trimestralmente”

Il Governo, informa la Cna Fita,  ha valutato l’applicazione delle norme sui costi minimi di sicurezza, legge dal 2008, confermando  la difficile applicazione della norma ritenendo utile su questo un intervento legislativo sulle sanzioni ed un invito alle parti per un serio confronto. Il Governo si è inoltre espresso sul recepimento del regolamento dell’Unione Europea  in quanto deve essere valutato l’impatto di detta norma sul’accesso al mercato.

E’ stato dunque sospeso un fermo che la Cna Fita, al contrario di altre sigle sindacali, non aveva mai proclamato per le gravi conseguenze sull’economia in una situazione di grande difficoltà per i continui aumenti del costo del gasolio. Sui costi minimi di esercizio, ricorda la CNA FITA,  il Governo, ha già accolto un ordine del giorno dal Parlamento  condividendo pienamente la necessità di riconoscere agli autotrasportatori la copertura dei costi incomprimibili della sicurezza. Inoltre, è stato già predisposto e sarà prossimamente sottoscritto il decreto interministeriale di riparto delle risorse – 400 milioni di euro -previste per il settore dalla legge di stabilita per il 2012, che non saranno soggette a riduzione. È altresì in via di conclusione il procedimento di emanazione del decreto che disciplina le procedure per l'applicazione delle sanzioni concernenti la tutela della sicurezza stradale. Circa l'aumento del costo delle assicurazioni il Governo è intervenuto presso l'associazione delle imprese assicuratrici per approfondire e porre rimedio alla situazione di aumento generalizzato dei premi assicurativi RC-auto ed ha effettuato una segnalazione all'Antitrust per attivare una verifica sull'eventuale esistenza di intese o di operazioni restrittive della concorrenza tra le compagnie di assicurazione.

La CNA FITA vigilerà sul mantenimento di questi impegni da parte del Governo, operando, come ha sempre fatto, nell’esclusivo interesse degli autotrasportatori e pronta al fermo ed a forme di protesta più eclatanti qualora le richieste della categoria non dovessero essere accolte.

 

 

Dalla Cna nazionale:

 

RC AUTO “CON NUOVE NORME SU RISARCIMENTO

PENALIZZATI CONSUMATORI E AUTORIPARATORI”

Maggiori costi e minore libertà di scelta per i consumatori. Alterazione dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione. Questi i rischi che si corrono se entrerà in vigore l’articolo 35 del decreto liberalizzazioni sulle norme in materia di Rc Auto. E’ quanto denunciano le Associazioni dei Carrozzieri di Confartigianato e Cna. Secondo le due Associazioni, infatti, il comma 3 dell’articolo 35 del decreto penalizza con un maggiore costo, pari al 30%, i consumatori che decidono di far riparare dal proprio carrozziere di fiducia il veicolo danneggiato in un incidente stradale. In pratica, con le nuove norme i consumatori solo in teoria sarebbero liberi di scegliere tra il risarcimento ‘in forma specifica’, cioè la riparazione gratuita dell'auto attraverso officine convenzionate con la compagnia di assicurazione, oppure il risarcimento ‘per equivalente’ che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione. Ma, secondo il decreto, chi sceglie il risarcimento ‘per equivalente’ si vedrà decurtato del 30% l’assegno che gli spetta dall’assicurazione. Ecco perché – a giudizio dei carrozzieri di Confartigianato e Cna – il comma 3 dell’articolo 35 altera in maniera evidente la libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione: l’automobilista/assicurato non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decide rimetterci di tasca propria il 30% di quanto gli è dovuto. In tal modo si violerebbe anche la sentenza n.180/2009 della Corte Costituzionale secondo la quale il risarcimento diretto, al cui interno si colloca il risarcimento in forma specifica, è facoltativo è non può essere obbligatorio. Ma a rimetterci sono anche le imprese di autoriparazione indipendenti che verrebbero assurdamente penalizzate nella competizione con quelle convenzionate con le compagnie di assicurazione. Inoltre si creerebbe un conflitto di interessi delle compagnie di assicurazione in quanto non possono disporre la riparazione su un veicolo che non è il loro e per il quale devono pagare i costi di riparazione. “Non ci sembra proprio il massimo in quanto a tutela della libera scelta del consumatore  e tutela della concorrenza del mercato dove operano sia le imprese di autoriparazione convenzionate che quelle indipendenti” sostengono i carrozzieri di Confartigianato e Cna che annunciano battaglia per modificare il testo del decreto.

 

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

FIDEJUSSIONI RECUPERO RIFIUTI

UN PROVVEDIMENTO CHE PENALIZZA FORTEMENTE LE IMPRESE

 

ANCONA. In questi giorni stanno arrivando alle imprese che svolgono attività di recupero di rifiuti delle comunicazioni da parte della Provincia di Ancona con cui, richiamando una recente Delibera della Regione, si invitano tutti i soggetti che svolgono operazioni di recupero e/o smaltimento di rifiuti a prestare garanzie finanziarie (fidejussioni bancarie) in favore della Provincia, come requisito obbligatorio per proseguire l’attività.

La garanzia deve essere presentata entro il 21 febbraio 2012 ed è determinata a seconda della tipologia di recupero/smaltimento e della tipologia e quantità di rifiuti che vengono trattati. Qualora entro quella data non si riuscisse a presentare la fidejussione, decade l’autorizzazione allo svolgimento delle suddette attività.

Ora sappiamo che tali garanzie sono richieste dalle leggi nazionali (D.Lgs. 152/2006), ma la misura delle stesse viene decisa dalla Regione.

Gli importi previsti nel provvedimento regionale risultano, a nostro giudizio, spropositati, spesso insostenibili (anche molto oltre i 100.000 €).

 Questa Delibera è stata adottata senza tenere conto:

  delle enormi difficoltà ed in molti casi dell’impossibilità dell’accesso al credito e quindi della grande ritrosia nella concessione di ulteriori fidejussioni da parte del sistema bancario;

del momento congiunturale che stanno vivendo le piccole imprese e che sta pesantemente stressando il nostro sistema economico regionale;

che per svolgere le attività di recupero e smaltimento occorre farsi rilasciare una specifica autorizzazione dalla Provincia o dalla Regione e che per ottenere l’autorizzazione occorre, giustamente, dimostrare di possedere e di mantenere precisi requisiti tecnici, ambientali ed urbanistici (si pensi alla Valutazione di Impatto Ambientale) che costituiscono, in molti casi, investimenti e costi di esercizio molto elevati;

infine, che molte di queste attività sono già tenute a prestare fidejussioni bancarie o assicurative consistenti in favore del ministero dell’Ambiente.

 Per concludere vogliamo segnalare che tra i soggetti obbligati risultano anche le autocarrozzerie che effettuano distillazione di modestissimi quantitativi di solvente, per poterlo riutilizzare nell’ambito del proprio ciclo produttivo, piuttosto che smaltirlo come rifiuto pericoloso. Tale pratica antica e sostenibile andrebbe supportata e non disincentivata, perché consente, praticamente senza significativi rischi ambientali,  di riutilizzare un prodotto e quindi di non introdurre nell’ambiente uno scarto pericoloso.

Ci sono sentenze di Tribunali che considerano questa attività un riutilizzo nell’ambito del medesimo ciclo produttivo e non un’attività di recupero di rifiuto vera e propria e dunque non soggetta ad autorizzazioni. Così come ci sono Regioni e Province che considerano, per i motivi sopra citati, tale attività non compresa tra quelle soggette ad autorizzazioni, mentre nella Regione Marche si richiede addirittura una Valutazione di Impatto Ambientale (come se si trattasse di una discarica).

La Regione si era impegnata a considerare la questione ma sembra aver tirato dritto, addirittura disincentivando ulteriormente l’attività con fidejussioni da 5.000 a 15.000 €.

Chiediamo con forza che si riveda in tempi rapidi il provvedimento. Nel frattempo consiglieremo alle nostre carrozzerie di non stipulare fidejussioni e di dismettere i distillatori.

 

 

La Cna aderisce alla protesta indetta dalla Camera di Commercio per giovedì 26 gennaio alla stazione di Pesaro

 

PESARO E TRENITALIA, IMPRENDITORI SUI BINARI

CONTRO LA SOPPRESSIONE DELLE FERMATE

 

 PESARO –  Anche la CNA di Pesaro e Urbino aderisce alla protesta indetta dalla Camera di Commercio alla stazione di Pesaro per giovedì 26 gennaio (ore 11), contro la soppressione delle fermate dei treni a lunga percorrenza decisa da Trenitalia lungo la dorsale Adriatica che penalizzano alcune stazioni delle Marche ed in particolare quella di Pesaro. “Una adesione totale e convinta – dicono Giorgio Aguzzi, vicepresidente nazionale della CNA e Camilla Fabbri, segretario provinciale CNA – contro una politica di tagli che non porta a risparmi e razionalizzazioni vere per Trenitalia, ma solo ad una ingiustificata penalizzazione di un territorio. Una adesione ancor più totale e convinta visto che con la soppressione delle fermate alla stazione di Pesaro dei Freccia Bianca (ridotte dell’80%) e della forte riduzione delle soste degli Intercity si danneggiano imprenditori e cittadini di questa provincia che usano abitualmente il treno soprattutto per lavoro”. Secondo l’associazione inoltre non sono solo i collegamenti verso Roma e Milano ad essere penalizzati ma anche quelli con le altre stazioni della regione a causa di una forte riduzione dei treni regionali che finiscono per penalizzare lavoratori e studenti pendolari. “Non bastasse la crisi economica – aggiunge Camilla Fabbri – dobbiamo sopportare oltre che una assurda discriminazione sul fronte dei collegamenti anche ad una insopportabile delegittimazione dal punto di vista infrastrutturale e di sviluppo (i progetti dell’Alta velocità hanno tagliato fuori la dorsale Adriatica).    Per questo la CNA di Pesaro e Urbino non solo parteciperà  convintamente alla manifestazione di giovedì ma collaborerà ad ogni forma di iniziativa volta a modificare la riduzione delle fermate alla stazione di Pesaro da parte di Trenitalia.  

 

ASSOCIATI