NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 37

30 MAGGIO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

Presentati ad Ancona da Regione Marche, Cna e Casartigiani i risultati del progetto PRESA sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale. Più di mille le  imprese coinvolte per ridurre i consumi energetici del 46 per cento entro il 2015, secondo gli obiettivi del PEAR.

 

MARCHE, I CONSUMI DA ENERGIA RINNOVABILE FERMI AL 10,9 PER CENTO

SOLO IL 23,1 PER CENTO DELLE IMPRESE TRA IL 2008 E IL 2011

HA INVESTITO IN EFFICIENZA ENERGETICA

 

Dalla Regione oltre 1 milione di euro alle imprese con copertura del 40 per cento degli investimenti in risparmio energetico ed energie rinnovabili.

 

Più di mille imprese coinvolte e 150 audit per il risparmio e l’efficienza energetica realizzati nelle aziende marchigiane dell’artigianato nei settori dell’autoriparazione, della metalmeccanica, delle tintolavanderie, del mobile e della plastica. Sono questi i  risultati del progetto PRESA, presentati ad Ancona da Regione, Cna Marche e Casartigiani. Un’iniziativa importante perché nelle Marche i consumi da energia rinnovabile coprono soltanto il 10,9 per cento del totale e solo il 23,1 per cento delle imprese tra il 2008 e il 2011 ha investito in efficienza energetica.

Il progetto  “PRESA”, sul risparmio energetico e la sostenibilità ambientale, è stato al centro di un convegno ad Ancona condotto dal presidente Cna Marche Renato Picciaiola secondo il quale “l’impegno della Cna è quello di contribuire a raggiungere l’obiettivo previsto dal Piano Energetico Ambientale Regionale (Pear) di ridurre i consumi energetici del comparto manifatturiero del 46 per cento e del terziario del 44 per cento entro il 2015. “

Oltre alla redazione degli audit energetici, il progetto ha permesso la redazione di linee guida operative, di carattere organizzativo e tecnologico, per la predisposizione di Piani energetico ambientali aziendali relativi a 5 settori produttivi. Le imprese interessate a mettere in pratica tali indirizzi possono cogliere l’occasione del bando “Sostegno agli investimenti finalizzati al risparmio energetico e alla produzione di energia da fonti rinnovabili da utilizzare in contesti produttivi” che prevede un contributo regionale del 40% sul costo dell’investimento). Le risorse disponibili (fondi POR Marche 2007-2013) ammontano a Euro 1.087.108,34.

L’assessore all’Industria e Artigianato Sara Giannini, ha evidenziato come per fronteggiare l’attuale crisi economica l’’aspetto energetico è cruciale in quanto una maggiore efficienza si traduce in un risparmio per l’impresa e in un fattore di innovazione, quindi di competitività. Il progetto Presa si inserisce in questo contesto ed ha beneficiato del sostegno regionale in quanto in linea con il primo pilastro del Piano energetico ambientale regionale: il risparmio energetico”

Con una nota è intervenuto anche   l’Assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati  il quale ha ricordato che “il progetto ha permesso l’apertura di 10 sportelli distribuiti su tutto il territorio regionale al servizio delle imprese. Attraverso l’analisi dei propri consumi, degli eventuali sprechi, delle possibilità offerte dai nuovi sistemi di produzione e gestione dell’energia, dei vantaggi dell’impiego delle fonti rinnovabili, le imprese artigiane sono divenuti soggetti attivi del PEAR e delle nuove frontiere della green economy, cogliendone tutte le opportunità.”

Sono intervenuti inoltre il responsabile regionale Cna Ambiente Marco Bilei, Fabio Polonara, docente del dipartimento di Energetica dell’Università Politecnica delle Marche e Antonio Minetti capo servizio Territorio Ambiente ed Energia della Regione Marche. Dopo la presentazione degli Audit energetici da parte della società ESCO Marche e la consegna degli attestati alle imprese partecipanti al progetto “PRESA”.

Ha concluso i lavori Tommaso Campanile, responsabile nazionale Cna del dipartimento Competitività e Ambiente il quale ha ricordato che “la questione energetica è oggi un elemento centrale per la competitività delle imprese e le aziende italiane scontano un  handicap pesantissimo, pagando, a parità di consumi, il 30 per cento in più delle imprese di altri Paesi”.

 

 

Dati  sul risparmio energetico e le energie rinnovabili nelle Marche.

 

Nelle Marche, soltanto il  23,1 per cento delle imprese marchigiane, tra il 2008 e il 2011 ha investito in prodotti o tecnologie a maggior risparmio energetico e minor energetico.

 

La nostra regione è invece al settimo posto per quanto riguarda la produzione di energie rinnovabili, con il 20,6 per cento del totale rispetto ad una media nazionale impatto ambientale. Una percentuale ancora inferiore alla media nazionale del 23,9 per cento, che pone le Marche al tredicesimo posto nella classifica delle regioni che investono di più nel risparmio del 25,9 per cento. Ancora bassi invece i consumi da energia rinnovabile, che sono pari al 10,9 per cento dei consumi complessivi, mentre in Italia questa percentuale è del 22,2 per cento. Alla luce di questi dati, per raggiungere gli obiettivi del Pear entro il 2015, la strada è ancora lunga e serve l’impegno di istituzioni, imprese e cittadini.

 

Il consumo procapite di energia elettrica nelle Marche,  è salito negli ultimi dieci anni da 4.337 a  4.730 Kw/h con un incremento del 9,1 per cento rispetto ad una media nazionale del 6 per cento.

Le imprese marchigiane non sono invece molto energivore. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, sull’intensità energetica dell’industria, per produrre un milione di euro di valore aggiunto, le aziende marchigiane consumano 77 mila tonnellate equivalenti di petrolio rispetto ad una media nazionale di 136 mila tonnellate.

 

 

Da Rete Imprese Italia:

 

TERREMOTO, “SIAMO FRATERNAMENTE VICINI ALLE POPOLAZIONI COLPITE. SECOLI D’ARTE DEVASTATI E UN’ ECONOMIA AL COLLASSO RICHIEDONO SUBITO UNA LEGGE SPECIALE”

 

Il dramma tremendo che stanno vivendo le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia impone non solo una forte e fraterna solidarietà dell’intero Paese, ma anche scelte rapide e incisive.  Ci sono un’economia intera al collasso, un patrimonio artistico devastato, tanto lavoro cancellato che ora attendono risposte commisurate alla tragedia che migliaia di imprenditori e lavoratori stanno vivendo.”

Rete Imprese Italia chiede con forza al Governo ed al Parlamento di decidere con la necessaria coesione e rapidità il varo di una legge speciale che favorisca l’attuazione di interventi urgenti e ponga basi solide per la ricostruzione. Serve un messaggio inequivocabile, indirizzato alle comunità delle zone devastate dal terremoto, per dimostrare loro, con un atto politico concreto, che non verranno lasciate sole a fronteggiare l’emergenza e poi il cammino faticoso verso la normalità.

 

 

Da Unioncamere Marche:

 

Secondo la “Giuria della Congiuntura” di Unioncamere Marche, le imprese dichiarano un utilizzo degli impianti inferiore al 70 per cento della capacità produttiva ed hanno ordini assicurati per appena cinque settimane. Produzione, fatturato e ordinativi giù del 7 per cento. Pressoché stabile il fatturato estero (-0,3 per cento).

 

ECONOMIA MARCHE,  E’ RECESSIONE

PER IL TERZO TRIMESTRE CONSECUTIVO

 

Economia delle Marche in recessione per il terzo trimestre consecutivo, con le imprese che dichiarano un utilizzo degli impianti inferiore al 70 per cento della capacità produttiva ed hanno  ordini assicurati per appena cinque settimane. Le aziende marchigiane continuano dunque a soffrire e non riescono a superare la crisi. La “Giuria della Congiuntura”, indagine trimestrale del Centro Studi Unioncamere Marche sui primi tre mesi del 2012, conferma la situazione di difficoltà del sistema produttivo regionale, che fa registrare una diminuzione  della produzione per il terzo trimestre consecutivo. E questa volta i dati Unioncamere indicano un crollo produttivo del 7,7 per cento che sale al 10,8 per cento per l’artigianato. Anche il fatturato è andato giù del 7 per cento e gli ordinativi sono scesi del 6,9 per cento mentre il fatturato estero smette di crescere (-0,3 per cento).

“Le pesanti ripercussioni della negativa congiuntura economica nazionale e la debolezza del mercato interno ” commenta il presidente regionale Unioncamere Alberto Drudi “non risparmiano le imprese marchigiane, mentre anche il fatturato estero ha smesso di crescere. Alla luce di questi dati diventa ancora più attuale il Piano straordinario per le imprese che Unioncamere Marche ha presentato nei giorni scorsi e che deve vedere lo sforzo congiunto di istituzioni e parti sociali per trovare pronta e immediata attuazione”.

Tra i settori più colpiti dalla crisi il calzaturiero, la filiera energia, il tessile abbigliamento, la meccanica e il mobile mentre sono riuscite a contenere le perdite di produttività e fatturato al di sotto del 4 per cento, gli alimentari e l’industria delle macchine elettriche ed elettroniche.

Secondo il Centro Studi Unioncamere anche gli investimenti hanno subito un calo del 3,8 per cento a causa della capacità produttiva inutilizzata, di diffuse incertezze sull’andamento del mercato e di persistenti difficoltà di accesso al credito.

Ad essere maggiormente in sofferenza sono le imprese al di sotto dei dieci dipendenti,  che vedono la produzione diminuire del 12,7 per cento ed il fatturato del 12 per cento mentre le province che risentono più della crisi sono quelle di Fermo (produzione e fatturato in calo del 9,4 per cento) e Macerata (cali superiori all’8 per cento) mentre i dati di Ancona e Pesaro sono in linea con quelli regionali. Ad andare meno peggio sono le imprese di Ascoli Piceno che vedono produzione e fatturato contrarsi del 4,7 e del 4,5 per cento.

Il tessuto produttivo marchigiano mostra segnali contrastanti sul versante delle esportazioni, con dati positivi per il fatturato estero dell’alimentare (+8,3), mobile (+3,9) e abbigliamento (+2,6), i settori che si sono maggiormente aperti  ai mercati esteri. In calo l’export degli altri comparti manifatturieri con il peggior risultato fatto registrare dalle macchine elettriche ed elettroniche (-4,4). Tra le province, l’unica dove cresce il fatturato estero è Pesaro e Urbino (+1,6 per cento)

 “Un segnale incoraggiante ” afferma Drudi “è quello della crescita delle esportazioni delle imprese artigiane (+1,6 per cento), le quali stanno sperimentando nuove forme consociative e possono anche beneficiare delle politiche di internazionalizzazione promosse dalle istituzioni regionali e da Unioncamere”

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

LAVANDERIE A GETTONI: TROPPI I CASI DI ABUSIVISMO.

GLI OPERATORI CHIEDONO CHE VENGA RISPETTATA LA LEGGE.

 

FERMO. Le lavanderie artigiane, che fanno parte dell'unione “Servizi alla comunità” della CNA Provinciale di Fermo, lamentano il dilagare del fenomeno delle lavanderie a gettone o self service. Queste ultime sono già da tempo fonte di preoccupazione per gli operatori del settore, in aggiunta alla perdurante situazione di crisi economica. Sappiamo che a tali esercizi commerciali non si applica la normativa relativa alla Legge n.84 del 22 febbraio 2006 “Disciplina dell'attività professionale di tintolavanderia”, e che per operare, sono tenuti solo all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all'ottenimento dell'autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l'attività.

La lavanderia self service è in pratica una semplice attività di noleggio attrezzature: uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi, utilizzati direttamente dalla clientela tramite l'acquisto di appositi gettoni e, nell'evenienza, anche di detergenti.

Eppure in molti casi, purtroppo, l'esercizio di tale attività si discosta dal modello sopra descritto, dal momento che è spesso presente un addetto che fornisce assistenza ai clienti, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi a domicilio, oltre a numerosi altri tipi di servizi normati proprio dalla legge n.84/06.

Si tratta dunque, oltre che di una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderia, di un esercizio abusivo di attività. Premesso che le lavanderie artigiane non hanno nulla da esporre contro all'esercizio regolare dell'attività da parte delle lavanderie self service (in molti casi ne rappresentano i legittimi interessi), si ritiene che se queste ultime svolgono attività che invadono l'ambito di competenza delle tintolavanderie, offrendo servizi che per legge possono essere offerti unicamente dalle lavanderie tradizionali, è necessario chiedere di tutelare i legittimi interessi delle imprese che esercitano l'attività nel pieno rispetto della normativa vigente. È opportuno ricordare che il mancato rispetto delle norme in materia sanitaria specificamente previste per le tintolavanderie, nonché la presenza di personale e la mancata comunicazione del responsabile tecnico, come previsto dalla legge n. 84/2006, configurano l'esercizio abusivo dell'attività di tintolavanderia da parte delle lavanderie self service.

Gli operatori del settore rappresentati dall'unione “Servizi alla comunità” della CNA Provinciale di Fermo chiedono alle Amministrazioni Comunali del Fermano, nell'interesse anche del consumatore, che le prerogative di professionalità richieste per legge agli operatori del settore siano salvaguardate.

 

 

DIFFERENZIAZIONE DEI RIFIUTI: LA CNA NE HA DISCUSSO A VILLA POTENZA

CON IL COMUNE DI MACERATA E LA POLIZIA PROVINCIALE.

 

MACERATA. La CNA di Macerata ha chiamato istituzioni, cittadini e imprese a raccolta sul tema ambientale. Sono emersi chiaramente tutti i problemi della frazione di Villa Potenza sui temi in discussione; Stefano Monachesi Presidente della SMEA ha evidenziato come sia complesso organizzare la raccolta differenziata in un area così vasta e di campagna, che si colloca tra l'altro al confine con numerosi comuni limitrofi ed è quindi destinataria di rifiuti che arrivano da tanti altri territori. La differenziata ha costretto ad un cambiamento di abitudini rispetto al solito modo di conferire i rifiuti, tanto che il processo di adattamento al nuovo sistema è lento e necessita di continui miglioramenti. Il Capitano Casoni Comandante della Polizia Provinciale e residente della frazione si è molto soffermato sul concetto di rifiuto come risorsa e non come problema, proiettando su un grande schermo le immagini della "scelleratezza ambientale": discariche abusive a cielo aperto di ogni tipo, campi e fiumi inquinati. Una serie di gravi situazioni che hanno costretto gli enti pubblici, comuni e province, a spendere milioni di euro per bonifiche e messa in sicurezza. Se tutto questo non accadesse, sarebbe ovvio ed immediato il guadagno per il cittadino in termini economici e di salute! L'assessore Valentini del Comune insiste sul coordinamento tra enti
locali per "allineare" i regolamenti sulla gestione e assimilabilità dei rifiuti delle imprese perché la differenza di trattamento tra i diversi territori induce alla "migrazione" del rifiuto. La CNA, per voce di Stefano Spernanzoni, esprime soddisfazione per l'incontro che ha raggiunto l'obiettivo di fare un quadro completo sul tema delicato della gestione dei rifiuti. L'impegno preso è quello di ripetere l'esperienza in altri Comuni perché la diffusione della cultura ambientale è passo imprescindibile per la crescita di cittadini e lo sviluppo dell'economia.

 

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