NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 33

15 MAGGIO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

“FAVORIRE I PROGETTI INNOVATIVI NELLE PICCOLE IMPRESE”

UN SEMINARIO DELLA CNA MARCHE SUL PROGETTO EUROPEO WIDE

 

Sviluppare servizi utili a far emergere progetti innovativi  che altrimenti rimarrebbero nascosti nei cassetti dei piccoli imprenditori. E’ questo uno dei principali obiettivi che si pone il progetto europeo Wide, che vede la partecipazione di Cna Marche ed è finalizzato al sostegno dell’innovazione organizzativa, con particolare riferimento ai mercati dei Paesi del Mediterraneo.

Dopo una prima fase, che ha visto un’accurata indagine In Italia, Francia, Spagna e Grecia sui soggetti pubblici e privati che sostengono l’innovazione delle imprese, sono stati presi in esame i risultati ottenuti dalle imprese dell’area MED sul fronte dell’innovazione per poi individuare le azioni necessarie per migliorare questi processi e le criticità emerse in  concreto sul territorio.

Criticità e aspettative delle piccole e medie imprese rispetto ai processi di innovazioni, sono state oggetto del seminario organizzato dalla Cna Marche ad Ancona, al quale hanno partecipato la Presidenza regionale e l’intero gruppo dirigente dell’associazione. Le analisi scaturite dal progetto Wide sono state illustrate dal segretario regionale Cna Silvano Gattari e dai funzionari Cna Emilio Berionni e Marco Bilei. Il seminario è stato anche l’occasione per presentare le imprese marchigiane, abruzzesi e dell’Emilia Romagna che parteciperanno alla fase sperimentale del progetto Wide, che prevede piani di innovazione personalizzati sui quali ha relazionato Simone Petrelli, della società  Cna Tecnoquality, che seguirà le imprese in questi percorsi.

Le imprese selezionate per quest’ultima fase progettuale sono le marchigiane Fioretti Group (Montecosaro Mc); Francesca creazioni sposa (Morrovalle Mc); Neomec (Pesaro) ;Valeria Challenger Sails (Senigallia An); Tre Bi Allestimenti (Chiaravalle An). Con loro le abruzzesi  D &D pelletteria di Teramo, Italo Lupo di Pescara e Sar Snc di Chieti. Infine tre aziende dell’Emilia Romagna: OCM Clima e Tecnoagri di Ravenna, TryeCo 2.0 di Ferrara.

Si tratta di aziende della meccanica, abbigliamento, tessile, pelletteria, oreficeria, informatica applicata alla valorizzazione dei beni culturali, legatoria. Al progetto Wide chiedono di seguirli in percorsi finalizzati al risparmio energetico, all’ampliamento dei mercati, alla qualificazione dei collaboratori,  all’innovazione di processo e di prodotto, a migliorare la strategia organizzativa.

Wide è solo l’ultimo dei progetti cofinanziati dall’Unione Europea ai quali ha partecipato la Cna

Marche e che hanno avuto ricadute importanti sui territori e sulle imprese coinvolte. Negli ultimi mesi la Cna Marche si è impegnata nei progetti “Quambart” sulla qualità ambientale e “Presa” sul risparmio energetico per le imprese. Inoltre 70 imprese artigiane sono state coinvolte nel progetto “Belle Marche”, che ha finanziato con 130 mila euro iniziative commerciali verso l’estero. Infine la Cna Marche è presente in Serbia con il progetto “Tisaf”, con 20 imprese agevolate verso la catena della subfornitura per la Fiat, con il coinvolgimento del territorio e di altre eccellenze del sistema.

 

 

Da Unioncamere Marche:

 

UNIONCAMERE MARCHE, ECCO IL  PIANO STRAORDINARIO PER LE IMPRESE

 

Servirà ad affrontare un 2012 che si annuncia pesante per il sistema produttivo regionale. Le previsioni Unioncamere vedono infatti il prodotto interno lordo giù dell’1,7 per cento, i consumi delle famiglie in calo del 2,3 per cento, gli  investimenti in discesa del 3,7 per cento e l’occupazione che perde l’1,1 per cento.

 

Prodotto interno lordo giù dell’1,7 per cento, consumi delle famiglie in calo del 2,3 per cento, gli  investimenti in discesa del 3,7 per cento e l’occupazione che perde l’1,1 per cento con la scomparsa di 4.480 posti di lavoro. Dati pesanti, quelli diffusi dall’Unioncamere sulle previsioni dell’economia marchigiana per il 2012. Le uniche buone notizie arrivano dall’export che dovrebbe registrare un ulteriore aumento del 2,8 per cento dopo l’exploit del 2011, quando è cresciuto del 9,7 per cento. Segnali che sarebbe stato un anno difficile per il sistema produttivo marchigiano erano già arrivati dalla rilevazione trimestrale di Movimprese sulla natalità e mortalità delle imprese che nel primo trimestre dell’anno in corso. Tra gennaio ed aprile ci sono state 4.889 cessazioni di attività contro 3.410 nuove iscrizioni alle Camere di commercio, con un saldo negativo di 1.479 unità. A pagare il conto della crisi soprattutto il settore delle costruzioni ma anche i servizi, la meccanica e le calzature. Una situazione che non riguarda solo le Marche ma coinvolge l’intera economia italiana, con previsioni ancora più negative di quelle riferite alla nostra regione.

Per contrastare gli effetti di una recessione che si annuncia pesante, Unioncamere Marche ha incontrato i segretari regionali del Pd Palmiro Ucchielli, del Pdl Remigio Ceroni e dell’Udc Antonio Pettinari, ai quali ha presentato un piano straordinario per le imprese. E’ stato il presidente dell’Unioncamere Marche Alberto Drudi ad illustrare il pacchetto di proposte del sistema camerale ai partiti che sostengono in Parlamento il Governo Monti. Presenti all’incontro i presidenti ed i segretari delle cinque Camere di commercio marchigiane.

Ucchielli, Ceroni e Pettinari si sono impegnati a sostenerlo nei confronti delle istituzioni regionali e del Governo nazionale. In particolare  Ucchielli ha sottolineato  “l’esigenza di politiche con maggiore equità e riconosciuto  il ruolo delle Camere di commercio per l’economia delle Marche” mentre per Ceroni “la nostra regione è in grande difficoltà e servono misure urgenti per il sistema delle imprese”. Infine Pettinari ha ribadito “l’urgenza di superare il patto di stabilità e fare sistema per sostenere l’economia locale.”

“I dati di Unioncamere evidenziano” ha sostenuto Drudi “ l’urgenza di intervenire verso il sistema delle imprese con un piano straordinario per favorire gli investimenti, rilanciare l’economia e sostenere l’occupazione. Dopo quattro anni di crisi il tessuto produttivo delle Marche e dell’intero Paese appare provato e tanti piccoli e piccolissimi imprenditori rischiano di fallire per i crediti non riscossi o perché vedono ridursi i finanziamenti dalle banche. Per questi motivi abbiamo deciso di predisporre questo Piano, con proposte concrete,  senza oneri per le pubbliche amministrazioni , su alcuni temi chiave per lo sviluppo: semplificazione, internazionalizzazione, investimenti, infrastrutture,  credito e lavoro”.

In particolare, l’Unioncamere propose una disciplina speciale per le somme che le imprese debbono avere dalle amministrazioni pubbliche. Inoltre interventi verso il sistema bancario e una revisione dei criteri di Basilea 3 per la concessione del credito alle piccole e medie imprese. Unioncamere chiede inoltre investimenti infrastrutturali  e il ripristino delle fermate e delle tratte ferroviarie lungo la direttrice adriatica. Inoltre la possibilità di ammortizzare in tre anni gli investimenti aggiuntivi in macchinari e attrezzature, rispetto alla media degli ultimi tre anni e la possibilità per le Camere di commercio, di attivare i Fondi strutturali, facendo leva sulle proprie risorse e progettualità.

Un capitolo a parte è dedicato all’internazionalizzazione, strumento fondamentale per la competitività delle imprese. L’obiettivo è quello di portare a vendere all’estero le tante piccole imprese che attualmente non esportano perché si sentono poco attrezzate per competere, attraverso la creazione di specifici strumenti finanziari. Le Camere di commercio sono pronte ad intensificare il loro contributo, utilizzando la rete delle Camere all’estero, per fornire assistenza alle piccole e medie imprese sui mercati di sbocco. 

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

Contro il mega ponte scelto da Anas si schiera la CNA che indica invece le rotatorie come soluzione al problema

GRADARA ISOLATA, GLI IMPRENDITORI PRONTI A BLOCCARE LA STATALE 16

 

GABICCE MARE – “Siamo pronti a bloccare la Statale 16 Adriatica”. Imprenditori artigiani e commercianti di Gradara sono sul piede di guerra e pronti a manifestare tutto il loro disappunto dopo aver appreso che l’Anas ha respinto le richieste avanzate dai comuni di Gabicce Mare e della stessa Gradara contro la costruzione di un ponte all’altezza della centrale Enel (opera compensatoria per i lavori di costruzione della terza corsia autostradale della A/14), che di fatto cancella lo svincolo per il paese di Paolo e Francesca.

“Gradara – denuncia la CNA di Gabicce Mare – sta già pagando da mesi il suo isolamento con danni gravissimi per le imprese e il sistema economico e turistico. Figuriamoci con l’inizio dei lavori di costruzione del ponte che allungheranno questo stato di cose per mesi con conseguenze facilmente immaginabili sull’economia del territorio. Il tutto nasce dai lavori di costruzione della terza corsia dell’autostrada e dei lavori che hanno di fatto cancellato lo svincolo per Gradara. La denuncia della CNA è forte. “Non si può isolare un intero territorio comunale con decine di attività artigianali e commerciali per scelte incomprensibili. Ribadiamo tutta la nostra contrarietà al progetto che l’Anas sta portando avanti in spregio alle osservazioni delle popolazioni e degli amministratori del territorio. “E’ semplicemente folle – sostiene il presidente della CNA gabiccese, Alceo Ugoccioni – l’idea di cancellare l’uscita di Gradara e di costruire un mega svincolo con ponti e rampe che costringerà gli automobilisti a fare un vero e proprio giro dell’oca per poter raggiungere Gradara. Ci sono diverse ragioni per abbandonare subito questa idea. Innanzitutto per l’impatto ambientale che avrà un’opera del genere. Nella Valle del Castello di Gradara costruire un mega ponte di dieci metri di altezza con rampe e vie d’accesso stile Los Angeles non ci pare compatibile con il buon gusto e soprattutto con il buon senso ed il rispetto del territorio. Inoltre di questi tempi ci pare un’impresa faraonica dai costi ingiustificati anche alla luce dell’alternativa che hanno posto le amministrazioni locali all’Anas, ovvero quello di realizzare una semplice rotatoria”. Meglio. In ragione delle motivate ragioni di sicurezza, le amministrazioni hanno proposto di realizzare in alternativa al ponte tre rotatorie. Una all’altezza dell’area dove dovrà sorgere il ponte; un’altra all’ingresso sud di Gabicce e la terza  all’altezza di  Case Badioli. “Con qualche centinaio di migliaio di euro – sostiene il coordinatore della CNA pesarese, Moreno Bordoni – si potrebbero risparmiare almeno 3milioni di euro (tanto costerebbe il ponte con le relative opere), realizzando tre semplici rotatorie che avrebbero un ridottissimo impatto ambientale e che risolverebbe presto ed in maniera efficace il problema della sicurezza e della velocità sulla Statale 16 nonché offrire uno  svincolo ragionevole per Gradara”.

“L’attuale fase di stallo e le incomprensibili decisioni dell’Anas (che per le sue opere gestisce denaro pubblico),  non fa che aggravare la situazione ed allungare in maniera preoccupante i tempi e Gradara che si presenta alla stagione turistica ancora isolata. Attualmente il centro è raggiungibile solo dallo svincolo della SS16 all’altezza di Colombarone, unica via di accesso al paese di Paolo e Francesca”.

“Una situazione – conclude il direttivo della CNA di Gabicce Mare – che sta diventando insostenibile e per la quale chiediamo un intervento urgente delle istituzioni locali e dei parlamentari presso la direzione generale dell’Anas per cercare di sbloccare la situazione già dal prossimo incontro fissato a Roma con i sindaci di Gabicce Mare e Gradara e scongiurare scelte insostenibili dal punto di vista ambientale ed assai discutibili sul piano dell’efficacia e dei costi alla collettività”.

 

 

ABBONAMENTO TV, CENTINAIA DI CARTELLE ALLE IMPRESE

MA NON TUTTE LE AZIENDE SONO TENUTE AL PAGAMENTO DEL CANONE

 

PESARO – Attenzione alle migliaia di avvisi arrivati in questi giorni ad attività economiche e commerciali, imprese e studi professionali da parte della Rai che invitano a pagare il canone speciale di abbonamento alla Tv.

 

In questi giorni sono arrivati migliaia di avvisi ad attività professionali, esercizi commerciali, attività economiche della provincia che invitano a pagare la tassa annuale di abbonamento.

La CNA di Pesaro e Urbino informa che non in tutti i casi si è tenuti a pagare il canone.

 A tal proposito Luciana Nataloni, responsabile di CNA.Com, specifica che “debbono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono:  uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni quali radio, televisori, digital signage (display pubblicitario), in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell'ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto.

 Ne consegue che i personal computer adibiti ad uso lavorativo, anche se collegati in rete, se consentono l’ascolto e/o la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet, e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili al pagamento del canone.

 Nei prossimi giorni  scatteranno controlli per verificare il rispetto del pagamento sopra citato.

 Per ulteriori informazioni: 348-7009510

 

 

CNA: LO SBLOCCO DEI PAGAMENTI DA PARTE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI POTREBBE SALVARE 2.000 IMPRESE DEL PICENO DAL RISCHIO DI DEFAULT

 

ASCOLI PICENO. “Disperazione e purtroppo anche gesti estremi che è un dovere di tutti cercare di fronteggiare per sollevare dall’angoscia qualcosa come duemila imprese artigiane e commerciali del Piceno che nel 2012 rischiano il default per la crisi ma anche perché vantano da anni crediti, che non riescono a riscuotere, dalle pubbliche amministrazioni”. Così Gino Sabatini, presidente della Cna di Ascoli e vice presidente della Camera di Commercio, commenta l’annuncio del ministro Grilli di un intervento del Governo per rendere possibile un processo di certificazione dei crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione ai fini di una qualche compensazione con i debiti che le aziende stesse hanno nei confronti dello Stato.

“Da un’analisi del Centro studi Cna– aggiunge Francesco Balloni, coordinatore provinciale dell’Associazione – risulta che mentre i ritardi delle aziende nell’onorare i pagamenti verso lo Stato e verso i fornitori hanno avuto nel 2011 solo un leggerissimo incremento, i ritardi nella riscossione per i lavori fatti, soprattutto da parte delle amministrazioni pubbliche, sono più che raddoppiati. Una situazione sempre meno sostenibile per aziende che la crisi sta colpendo ai fianchi da più di tre anni e per la quale la Cna, a tutti i livelli, si sta battendo da mesi sia con le amministrazioni locali che con il Governo”.

“Ritardi nelle riscossioni di così lunga portata – conclude Sabatini – sono un rischio mortale per le imprese in quanto le portano in un circolo vizioso dal quale molte non possono più uscire. Mancate riscossioni impongono poi mancati pagamenti per carenza di liquidità e portano l’azienda stessa a finire nel libro nero dei cattivi pagatori. Cosa che, ecco la perversione estrema del meccanismo, renderà difficile se non impossibile accedere a un finanziamento per fronteggiare l’ammanco di cassa. E precluderà anche la realizzazione di lavori, soprattutto nel caso di imprese edili e del settore impiantistico, per la pubblica amministrazione stessa, non potendo avere il Durc, ovvero il documento sulla regolarità contributiva, in regola. In sostanza lo Stato dice alle nostre imprese: sei andato in difficoltà con i pagamenti perché noi non ti abbiamo pagato per i lavori fatti e ora non ti diamo più lavoro perché non sei in regola”.

 

 

MILLE GIOVANI: ULTIMI PREPARATIVI PRIMA DELL’EVENTO FINALE

 

Federmoda Cna prepara il convegno, la sfilata e la gara di stilismo che si terranno il 31 maggio al Teatro delle Muse di Ancona

 
 

ANCONA. Si è tenuto oggi, presso la sede provinciale Cna, l’incontro con i professori delle scuole superiori partecipanti a “Mille Giovani”, il progetto di Federmoda provinciale per promuovere la sartoria e la moda di qualità, soprattutto green. Ultimi dettagli da sistemare, poi l’evento finale si terrà al Teatro delle Muse il 31 maggio con un convegno mattutino su “Agricoltura no food” e la sfilata pomeridiana dei capi realizzati dai ragazzi delle scuole, per concludere con la consueta gara di stilismo su manichino.

In passerella sfileranno centinaia di studenti di tutta la regione, in totale undici le scuole partecipanti. Per questa X edizione l’intero evento prende il nome di “Mille Giovani tingono Arianne”. Da qualche anno infatti il progetto si avvale della collaborazione del Consorzio Arianne, che fa capo all’Università di Camerino e di cui Cna Ancona è socia fondatrice. Arianne annovera tra i suoi soci allevatori e produttori di lane pregiate, coltivatori di piante tintoree, aziende tessili, laboratori artistici e di confezione abbigliamento di qualità, nonché una serie di associazioni per la certificazione e la promozione della filiera del tessile naturale.

Grande attenzione dunque anche nella produzione dei capi da portare in passerella da parte degli studenti ai tessuti biologici e naturali, tanto che quest’anno hanno svolto dei laboratori di tintura dei tessuti con pigmenti direttamente ricavati da piantine tintoree da loro messe a dimora. 

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