NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 30

9 MAGGIO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

Nei primi tre mesi dell’anno hanno chiuso i battenti 1.820 imprese artigiane contro 1.248 nuove attività, con un saldo negativo di 581 aziende. I dati peggiori per costruzioni (-306) e servizi alla persona (-228). Male anche meccanica (-142) e calzaturiero (-46).

 

MARCHE, PER L’ARTIGIANATO IL 2012 COMINCIA IN SALITA

 

Picciaiola e Fortuna: “in questi primi tre mesi del 2012, la tendenza a chiudere bottega si è accentuata e non bastano più le esportazioni a sostenere l’occupazione ed a garantire il benessere diffuso sul  territorio regionale. Occorre far ripartire la crescita o  sarà a rischio la tenuta del tessuto sociale.”

 

Allarme artigianato. Nelle Marche la crisi sta colpendo duramente le piccole imprese. Una crisi che nel primo trimestre di quest’anno ha visto la scomparsa di 1.829 imprese artigiane mentre sono state 1.248 le nuove iscrizioni ai registri delle Camere di commercio, per un saldo negativo di 581 aziende e la scomparsa di 1.500 posti di lavoro.

“Questi dati” affermano i presidenti di Confartigianato Marche Salvatore Fortuna e di Cna Marche Renato Picciaiola “sono lo specchio fedele delle difficoltà che sta vivendo il sistema produttivo marchigiano, frenato da una profonda incertezza sul futuro. La realtà della piccola impresa marchigiana vede le banche chiudere i rubinetti del credito, i fornitori e le pubbliche amministrazioni allungare i tempi di pagamento, la pressione fiscale in aumento. Non è più possibile continuare così. Servono politiche di sostegno dell’impresa più piccola, quella diffusa da cui dipende il destino di decine di migliaia di lavoratori marchigiani, di famiglie e di giovani. Oltre ad un migliore accesso al credito  e ad una semplificazione della burocrazia, occorre che gli enti pubblici paghino i debiti con le aziende. Servono inoltre azioni straordinarie sul fronte occupazionale e fiscale”.

A pagare il prezzo più salato della crisi, sono gli artigiani delle costruzioni, con la scomparsa di 306 aziende edili che hanno pagato la paralisi degli appalti pubblici mentre anche le manutenzioni degli edifici privati segnano il passo. Anche le imprese artigiane dei servizi segnano il passo dopo anni di crescita (-228). Più contenuto il calo del settore manifatturiero (-43) sul quale incide il dato pesante della meccanica (-142) ed anche quello delle calzature (-46).  Segno meno anche nei trasporti (-38), nel commercio (-32) e nella ristorazione (-10). In lieve aumento il numero degli artigiani che fanno servizi alle imprese (+17), informatica ed editoria (+16) , attività professionali e di consulenza (+7).

Guardando alla ragione sociale, si vede come la moria di imprese abbia riguardato  quasi esclusivamente le imprese individuali (-534) e marginalmente le società di persone (-64). Malgrado la crisi, continuano invece ad aumentare le società di capitali (+16) che sono la forma preferita dai giovani che decidono di avviare una nuova attività.

L’artigianato, secondo Cna e Confartigianato, vive una pesante recessione in tutte le province marchigiane. Peggio di tutti va alle imprese pesaresi, che pagano le difficoltà dei distretti del mobile e del tessile  e calano di 198 unità. La provincia di Ancona è trascinata in basso dai dati della meccanica (-128). Seguono  Ascoli Piceno (-110), Fermo (-101) e Macerata (-44).

“L’ultimo anno che” sostengono Picciaiola e Fortuna “il numero delle imprese artigiane delle Marche è aumentato, è stato  il 2008. Da allora è stata una continua discesa che ha portato il totale delle aziende a diminuire di 1.942 unità con la perdita di oltre 6 mila posti di lavoro. In questi primi tre mesi del 2012, la tendenza a chiudere bottega si è accentuata e non bastano più le esportazioni a sostenere l’occupazione ed a garantire il benessere diffuso sul  territorio regionale. Occorre far ripartire la crescita o  sarà a rischio la tenuta del tessuto sociale.”

 

 

Dalla Regione Marche:

 

PROFESSIONI ARTIGIANE – NUOVA DISCIPLINA E FORMAZIONE PER I SUAP

 

Con due delibere della Giunta regionale, sono state introdotte nuove norme per le professioni artigiane di acconciatore ed esercente di tinto lavanderia. Ne dà notizia l’assessore all’Artigianato, Sara Giannini. “Abbiamo approvato – sottolinea – specifici programmi formativi e titoli abilitanti che portino al rilascio della relativa qualifica professionale, ora queste attività potranno essere avviate attraverso il regime della segnalazione certificata di inizio attività, senza più la necessità di ricorrere ad autorizzazioni. Un iter più veloce che agevolerà la nascita di nuove attività imprenditoriali, specie per i giovani”.

Ampio spazio sarà riservato ai comuni, che provvederanno all’accertamento dell’abilitazione professionale, alla vigilanza e alle sanzioni.

“Prosegue, dunque – ricorda Giannini – l’attività di regolamentazione delle professioni artigiane, con cui sono state recepite nell’ordinamento regionale, le normative comunitarie e nazionali sulla semplificazione e liberalizzazione, tutela della concorrenza e salvaguardia dei consumatori. Un ruolo molto importante è svolto dai comuni e dagli sportelli unici per le attività produttive. Per questo ho riconfermato ai sindaci marchigiani l’impegno che ho assunto con l’Anci, per l’organizzazione di corsi formativi dedicati ai responsabili degli sportelli. Dato il loro ruolo, è auspicabile la massima partecipazione dei comuni a questo importante momento di formazione e informazione”.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

Accordo Cna, Confartigianato e Adusbef che garantisce qualità e trasparenza agli automobilisti. E' il primo a livello nazionale

 

PESARO, UN PATTO  TRA CARROZZIERI E CONSUMATORI

CONTRO IL MONOPOLIO DELLE ASSICURAZIONI

 

PESARO – Un patto tra Autocarrozzerie e Consumatori all’insegna della trasparenza e della qualità del servizio. E’ questo lo scopo dell’iniziativa “Carrozzerie libere” promosso dalle associazioni di categoria CNA e Confartigianato con l’associazione dei consumatori Adusbef della provincia di Pesaro e Urbino. Un accordo che vede il sostegno della Camera di Commercio di Pesaro e Urbino e che favorirà l’utenza (automobilisti e motociclisti) e che servirà a tutelare la professionalità delle imprese di autocarrozzeria.

Si tratta di una risposta chiara e ferma alle pressioni esercitate dalle compagnie assicurative nei confronti dei propri clienti obbligandoli, alla stipula del contratto, a rivolgersi a carrozzerie fiduciarie; imprese spesso costrette ad applicare tariffe fuori mercato, sottocosto, ed in alcuni casi con parti di ricambio fornite direttamente dalle compagnie assicurative. Il tutto a scapito dell’assicurato che, oltre a non vedere garantita la qualità della riparazione, molto spesso si trova nelle condizioni di non poter scegliere liberamente l’officina di fiducia.

Quello che è stato sottoscritto a Pesaro è il primo accordo a livello nazionale tra associazioni di categoria e consumatori dopo che il Parlamento ha respinto l’emendamento promosso dalle compagnie assicurative che proponeva la penalizzazione del risarcimento nella misura del 30% per coloro che non si fossero avvalse per la riparazione del proprio veicolo ad carrozzerie convenzionate. All’accordo hanno già aderito un centinaio di autocarrozzerie (sono poco più di 200 in tutta la provincia), ma già altre adesioni stanno arrivando ed altre potranno arrivare nei prossimi mesi.

Il patto sottoscritto a Pesaro prevede alcuni principi fondamentali tra cui:

1)      Dare maggiore sicurezza al cittadino consumatore nell’affidare la  riparazione della propria auto, garantendo la professionalità delle imprese aderenti al gruppo “Carrozzerie Libere”.

2)      Condividere con le Associazioni dei Consumatori, attraverso la sottoscrizione di un codice etico, un corretto rapporto tra autocarrozzerie e cliente, che tuteli maggiormente quest’ultimo.

3)      Mantenere e rafforzare la libera imprenditorialità delle autocarrozzerie per non renderle succubi delle compagnie di assicurazione.

4)      Dare maggiore informazione agli aderenti sulle problematiche di settore, condividendone fini ed obiettivi.

5)      Raggruppare tutte le imprese sotto un unico logo raffigurante la volontà di essere imprenditori liberi di decidere il proprio futuro.

 

Il segretario della CNA di Pesaro e Urbino domattina negli studi della trasmissione Tg2 Insieme

SUICIDI CAUSATI DALLA CRISI, CAMILLA FABBRI OSPITE DEL TG2

PESARO – Dopo Ballarò, Camilla Fabbri torna sugli schermi televisivi nazionali. Questa volta il segretario provinciale della CNA di Pesaro e Urbino sarà ospite di Tg2 insieme, la trasmissione di approfondimento del telegiornale di RaiDue in onda ogni mattina alle ore 11. Domani, giovedì 10 maggio, Camilla Fabbri sarà negli studi di Saxa Rubra in qualità di ospite della trasmissione del Tg2 curata e ideata da Stefano Marroni per parlare dello scottante tema dei suicidi degli imprenditori.  Rappresentante di una delle organizzazioni più numerose del centro Italia per numero di aziende iscritte, la Fabbri porterà la testimonianza di una realtà e di un territorio attanagliato da una crisi senza precedenti dove non sono mancati gesti estremi da parte di imprenditori disperati alle prese con difficoltà della propria attività. Un’occasione per parlare anche di proposte e soluzioni per cercare di aiutare le imprese in crisi a riprendere la propria attività. 

 

CNA ALIMENTARE: IN PARTENZA I CORSI BASE

E AGGIORNAMENTO ALIMENTARISTI

 

Ultimi giorni per iscriversi al corso di formazione alimentare obbligatorio per tutti coloro che lavorano nel settore.

 

ANCONA – La CNA Alimentare, in collaborazione con la CNA Tecnoquality, organizza corsi di formazione sulle normative inerenti la Sicurezza Alimentare e Normative del settore (autocontrollo HACCP, rintracciabilità degli alimenti, etichettatura, etc.). Il primo dei corsi base programmati per il 2012 si svolgerà presso la sede CNA di Ancona (zona Baraccola) nei giorni di giovedì 10 e 17 maggio.

Le iscrizioni, ancora aperte, si concluderanno giovedì mattina alle ore 12.00.

Il corso sulla sicurezza alimentare, secondo la normativa nazionale e regionale, è obbligatorio per tutti coloro che hanno intenzione di intraprendere un’attività ove si svolga una delle seguenti attività: preparazione, trasformazione, fabbricazione, confezionamento, deposito, trasporto, distribuzione, manipolazione, vendita o fornitura, compresa la somministrazione di prodotti alimentari. Il responsabile dell’esercizio, infatti, deve garantire che le attività sopra elencate avvengano in tutta sicurezza per la salute del consumatore finale.

Sempre secondo la normativa regionale, la durata del corso base e di almeno 10 ore. Per tutti coloro, invece, che hanno già frequentato il corso, sempre secondo la delibera regionale, vi è l’obbligo di aggiornamento ogni tre anni.

Per informazioni o prenotazioni potete contattare:

Andrea Cantori (segretario della CNA Alimentare della Provincia di Ancona): 3483363017 – acantori@an.cna.it

 

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