NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 3

13 GENNAIO 2014

Dalla Regione Marche:

MACROREGIONE ADRIATICO IONICA, IL PRESIDENTE SPACCA ALL’INCONTRO CON L’EUROPARLAMENTARE PITTELLA ORGANIZZATO DALL’ON.LODOLINI

 “Il progetto della Macroregione adriatico ionica potrà essere il fiore all’occhiello della presidenza italiana dell’Unione europea. Concretizzare questa strategia significa dare grande speranza non solo ad Ancona, non solo alle Marche, ma a tutto il Paese”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, nel corso del suo intervento all’incontro sulla Macroregione adriatico ionica, organizzato dall’on. Emanuele Lodolini, con il vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella. Spacca ha ricordato che il progetto coinvolge gran parte d’Italia, ben 13 regioni dopo la recente adesione di Umbria, Lombardia, Trentino Alto Adige. “Le 13 regioni italiane, insieme a quelle dell’altra sponda – ha detto – sono chiamate a cogliere l’alta sfida che l’Europa ci ha lanciato per rafforzare il fianco sud est del continente, quello da cui provengono le maggiori minacce alla coesione dell’Unione. La Macroregione adriatico ionica è il primo passo di una più ampia strategia mediterranea. Una visione geopolitica straordinaria con cui possiamo dare forza e identità alla comunità di questo mare”. Spacca ha ricordato il grande impegno degli ultimi mesi per la costruzione della strategia non solo dal punto di vista politico, ma anche dei contenuti, con la messa a punto del Piano d’azione nei suoi quattro pilastri (Blue economy, Interconnessioni e infrastrutture, Qualità ambientale, ecosistemi e cambiamenti climatici, Attrattività) e i due assi trasversali (Ricerca, innovazione, sviluppo delle Pmi e Formazione e capacity building). “Ad Ancona – ha concluso – si sono svolte importanti consultazioni per la costruzione del Piano, la cui bozza è stata approvata dal Governo italiano e presentata a livello europeo. La proposta di Piano sarà discussa ad Atene il prossimo febbraio in una due giorni aperta alle comunità interessate”. Tra i progetti lanciati dalla Regione Marche per il Piano d’azione, la creazione di una scuola sul modello della francese Ena (Ecole nationale d’administration) per accrescere la cultura amministrativa; una cloud adriatica, infrastruttura informatica per facilitare la comunicazione nell’area; un progetto per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari.

Dalle Cna provinciali:

 

“DESTINAZIONE ITALIA”: IL DECRETO CHE ROTTAMA LE AUTOCARROZZERIE.

IL 15 GENNAIO MOBILITAZIONE GENERALE A ROMA

 

FERMO. Il provvedimento del Governo denominato “Destinazione Italia” si occupa anche di RC auto (con l’articolo 8 del Decreto – in particolare riferimento al comma 1, punti d1, e1, f1) e lo fa, secondo l’unione Autoriparazione della CNA, non agendo affatto nel nome delle liberalizzazioni, bensì spingendo nel burrone migliaia di piccole imprese artigiane di carrozzeria che rischiano la propria sopravvivenza.

Con l’articolo 8 del decreto il Governo “regala” l’assoluto controllo del mercato della riparazione dei veicoli incidentati alle assicurazioni, illudendosi che ciò produca l’automatica riduzione delle tariffe RC auto. Così facendo si renderebbe nei fatti obbligatoria la forma specifica nel risarcimento dei danni ai veicoli, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con le assicurazioni.

Si indirizzerebbe, quindi, tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate, attraverso una consistente penalizzazione di natura economica per chi volesse utilizzare un altro percorso attualmente previsto dalle leggi. Ciò espelle dal mercato della riparazione la stragrande maggioranza delle 17.000 carrozzerie italiane che hanno individuato nella propria indipendenza imprenditoriale la scelta strategica di mercato, mettendo inoltre a serio rischio la permanenza di 60.000 posti di lavoro.

Siamo convinti che il consumatore debba essere messo nelle condizioni di scegliere – sostiene Mauro Cruciani, il Presidente dell’unione Autoriparazione della CNA Provinciale di Fermo – e che lo Stato, in un momento drammatico come questo, debba occuparsi di questioni più urgenti e non di far guadagnare ancora di più alle compagnie assicurative”.

Infatti dagli anni Novanta ad oggi i costi delle polizze sono aumentati del 245% mentre i sinistri sono calati del 40%. Gli incidenti nelle Marche siano diminuiti passando dai 6.535 del 2011 contro i 5.463 del 2012: secondo dati Istat, nel Fermano il calo è stato pari al 24% (morti -55%, feriti – 25,2%).

Questo significa che sono aumentate le entrate delle Assicurazioni ed è diminuito di molto il lavoro dei carrozzieri.

“Inoltre – prosegue Cruciani – si finge di ignorare il pericolo che le compagnie assicurative, per far crescere i propri utili(come d’altronde farebbe qualsiasi impresa), una volta avuto in mano la quasi totalità del mercato delle auto incidentate, potrebbero costringere le eventuali carrozzerie convenzionate a lavorare con tariffe orarie basse, se non sottocosto, tempi di riparazione ridotti, ricambi dati in conto lavorazione, servizi aggiuntivi  richiesti a  titolo gratuito e percentuali di ristorno sul fatturato, mettendo a rischio sia la qualità del lavoro sia la loro sopravvivenza. Augurandoci che ciò non avvenga – conclude il presidente Cruciani – siamo disposti ad aprire un dialogo che sia il più possibile costruttivo e non danneggi le parti interessate né tanto meno il cliente finale”.

 

 

CARROZZIERI PESARESI SUL PIEDE DI GUERRA

IN PULLMAN A ROMA CONTRO I PROVVEDIMENTI SULLE RC AUTO

 

PESARO – Carrozzieri pesaresi sul piede di guerra. Il prossimo 15 gennaio saranno a Roma per protestare contro l’ultimo provvedimento del Governo in tema di presunte liberalizzazioni della tariffe assicurative. A rischio – dicono i carrozzieri di CNA e Confartigianato – ci sono decine e decine di aziende in provincia di Pesaro e Urbino e molti posti di lavoro. “Non accettiamo di essere messi fuori mercato in nome di una presunta riduzione delle tariffe Rc auto e di una finta liberalizzazione”.  

Gli operatori del settore di CNA e Confartigianato della provincia hanno proclamato lo stato di mobilitazione e parteciperanno alla manifestazione del 15 gennaio a Roma. Seguiranno poi altre iniziative anche locali per sensibilizzare opinione pubblica e forze politiche.  Le disposizioni in materia di rc auto contenute nell’art. 8  D.L. 145/13  dell’ultimo provvedimento del Governo denominato “Destinazione Italia”, minacciano infatti la sopravvivenza di imprese e di addetti del settore. I carrozzieri Cna e Confartigianato contestano la misura che renderebbe nei fatti obbligatoria la “forma specifica” nel risarcimento dei danni dei veicoli incidentati, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle carrozzerie convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da queste ultime. In questo modo si rischia di far chiudere le carrozzerie indipendenti, che non operano in convenzione con le assicurazioni, e si impedisce ai cittadini di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dall’officina di fiducia. Questa norma – sottolinea Riccardo Battisti della CNA – è l’esatto contrario delle liberalizzazioni perché, nei fatti, si indirizza tutto il mercato della riparazione verso le carrozzerie convenzionate, alle quali le assicurazioni impongono condizioni contrattuali-capestro che le costringono a lavorare sotto costo, mettendo così a rischio anche la qualità della riparazione e con essa la sicurezza dei veicoli. Le compagnie di assicurazioni, in palese conflitto di interesse, tentano così di appropriarsi del mercato della riparazione dei veicoli incidentati – ribadiscono Cna e Confartigianato.  La riparazione costituisce solo una piccola parte nella gestione del sinistro.  Basti ricordare infatti che  fatto 100 il costo medio complessivo del sinistro , il 65% è imputabile ai risarcimenti per danno fisico, il 25% serve a coprire alcuni  costi fissi e indiretti delle compagnie (non collegabili ai singoli sinistri) e solo il 10% copre il costo puro della riparazione. Quest’ultimo per il 60% è imputabile al prezzo dei ricambi mentre solo il 40% riguarda la manodopera delle carrozzerie. Pertanto se l’obiettivo è quello di ridurre i costi dei sinistri, nel tentativo di perseguire una riduzione dei premi assicurativi, occorre attuare una strategia e un piano di azione coerenti con la composizione di tali costi, evitando ipotesi che danneggiano la concorrenza nel mercato della riparazione e negano la libera scelta dell’assicurato. Le Associazioni artigiane invitano anche a leggere bene le clausole al momento della stipula delle polizze per evitare brutte sorprese.  

 

LA CNA DI ASCOLI SULLA “TASI” LANCIA UN APPELLO AGLI ENTI LOCALI “INTOLLERABILI NUOVI AUMENTI DEL FISCO SU LABORATORI E CAPANNONI”

 

ASCOLI PICENO. «Un ulteriore aumento della pressione fiscale locale sugli immobili delle imprese è intollerabile. Il fisco immobiliare è passato dai 10 miliardi dell’Ici 2011 ai 20 miliardi dell’Imu che per la maggior parte è versata da immobili produttivi, capannoni, negozi, uffici, alberghi, centri commerciali. Un peso insostenibile che crescerà ancora se verrà confermata la possibilità da parte dei Comuni di aumentare il limite superiore della tassazione TASI tra lo 0,1 e 0,8 per mille, limitatamente per l’anno 2014, e solo per finanziare detrazioni fiscali per i meno abbienti. Si potrebbe così arrivare ad una aliquota TASI più IMU massima per il 2014 del 11,4 per mille per seconde case ed immobili strumentali delle imprese. È assolutamente inaccettabile».

Francesco Balloni, direttore provinciale della Cna di Ascoli, lancia l’allarme: non è pensabile mettere ancora le mani nelle tasche delle imprese. Lo 0,8 per mille aggiuntivo, infatti, potrà essere applicato indifferentemente alle prime case e agli altri immobili. Ma è evidente qual è la principale fonte di incasso per i Comuni. «Questa mossa vanifica la bontà della deduzione IMU sui redditi (30% nel 2013 e 20% dal 2014) prevista nella legge di stabilità – aggiunge il presidente della Cna Picena, Gino Sabatini – e si configurerebbe come l’ennesima mazzate per le attività economiche, in particolare per le piccole. La Cna di Ascoli chiede da tempo l’introduzione di una misura di giustizia fiscale che raggiunga l’obiettivo dell’abolizione delle imposte sugli immobili strumentali delle imprese, quelli cioè che concorrono alla formazione del reddito dell’impresa già abbondantemente tassato. Questo in particolare per laboratori e capannoni del nostro territorio, dove le imprese artigiane sono particolarmente in difficoltà e, malgrado questo, sono ormai le uniche a contribuire a sostenere il reddito delle famiglie».

La sintesi della “mazzata 2014”, precisa la Cna Picena è così completa. Moltiplicazione esponenziale delle scadenze fiscali che, complicando gli adempimenti, aumenta i costi per le imprese. Oltre alle due scadenze IMU fissate a livello nazionale fissate del 16 dicembre (acconto) e del 16 giugno (saldo), i Comuni potranno infatti prevedere altre due scadenze per la TARI (ex Tares), la tariffa rifiuti, e altre due per la TASI, arrivando a sei distribuite nel corso dell’anno.

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