NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 29

7  GIUGNO 2013

Dalla Cna Marche:

 

La fuga dalle Marche dei grandi gruppi industriali, a cominciare dall’Indesit, che ha delocalizzato gran parte delle produzioni, mettono in gravissima difficoltà le aziende artigiane della subfornitura e tutto l’indotto che gravita attorno ai distretti industriali.

 

VICENDA INDESIT, ULTIMO CAPITOLO DELLA CRISI

DEL MODELLO MARCHIGIANO DI SVILUPPO

 

Modello Marche addio? La crisi dell’Indesit con il taglio di 710 posti di lavoro nelle Marche, di cui 480 a Fabriano e 230 a Comunanza, rappresenta l’ennesimo capitolo di una crisi del sistema manifatturiero che negli ultimi cinque anni ha perso 4.181 imprese, passando da 27.761 a 23.580 aziende iscritte ai registri camerali mentre gli occupati nel settore sono diminuiti di 25.222 mila unità, pari al 9,8 per cento della forza lavoro nell’industria. Dal 2007 al 2013 si è passati da 256.941 a 231.729 addetti nelle aziende marchigiane, senza considerare l’altra grave crisi del settore edile, nel silenzio quasi totale.

“La vicenda dell’Indesit” commentano Confartigianato e Cna Marche “rappresenta una ulteriore grave ferita inferta al modello di sviluppo marchigiano fondato sui distretti e sul manifatturiero. Di quel modello restano la tenacia e il sacrificio di migliaia di piccole imprese diffuse sul territorio che , malgrado un calo del fatturato del 13,7 per cento, nel 2012 hanno visto un lieve aumento delle spese per retribuzioni pari allo 0,9 per cento. Questo significa che nonostante la stagnazione della domanda è in atto uno sforzo da parte delle piccole imprese di far fronte a questa nuova difficilissima fase della crisi, incrementando la razionalizzazione dei costi, pur di non licenziare i dipendenti. A confermarlo il calo delle spese per consumi (-18,3 per cento) e per la formazione (-7,4 per cento). Sforzi che rischiano di essere vanificati dalla fuga dalle Marche dei grandi gruppi industriali, a cominciare dall’Indesit, che, decidendo di delocalizzare gran parte delle produzioni, mettono in gravissima difficoltà le aziende artigiane della subfornitura e tutto l’indotto che gravita attorno ai distretti industriali.”

Secondo le associazioni dell’artigianato e della piccola e media impresa, il comportamento di questi nostri “grandi” capitani d’industria, sta decretando  la fine del modello marchigiano di sviluppo e della sua specificità di sistema più manifatturiero d’Italia, mettendo gravemente a rischio anche la coesione sociale.

“Si tratta di un comportamento” accusano Cna e Confartigianato “assolutamente censurabile, tanto più che sia l’Indesit sia altri gruppi industriali marchigiani, hanno usufruito e stanno usufruendo di finanziamenti regionali che erano finalizzati proprio ad evitare la delocalizzazione delle produzioni e subordinati al mantenimento delle produzioni nelle Marche”.

Convincere l’Indesit e le altre grandi aziende a restare sul territorio ed a fare sistema con le piccole imprese per realizzare produzioni di qualità e competitive sui mercati esteri. Deve essere questo il compito di una politica economica industriale nazionale e regionale mirata a sostenere e promuovere il sistema Marche, attraverso incentivi ma anche attraverso la realizzazione di infrastrutture materiali e immateriali adeguate. Senza uno sforzo comune delle istituzioni, degli istituti di credito, delle associazioni economiche e sociali, continueremo ad assistere nei prossimi anni al declino definitivo del modello marchigiano ed alla desertificazione industriale della nostra regione. Al fine di contrastare questo rischio facciamo appello alla Regione, ai Parlamentari, alle forze politiche e sociali marchigiane a mobilitarsi per la soluzione della vicenda Indesit, come primo passo per invertire la tendenza e riprendere il cammino verso lo sviluppo e la crescita del sistema produttivo regionale.

 

 

TREND MARCHE, IL PRESENTE E’ NERO. SI SPERA NEL FUTURO

 IL 2012 L’ANNO PIU’ PESANTE PER LE IMPRESE ARTIGIANE.

 

“Cosa fare per tornare a crescere? In una situazione di stagnazione del mercato locale, bisogna aggredire i mercati esteri. E siccome le piccole e medie imprese da sole non ce la possono fare, occorre che le Camere di commercio, le istituzioni e le associazioni di categoria, allestiscano piattaforme di servizi per accompagnarle ed assisterle sul mercato globale.” Lo ha affermato Giacomo Vaciago intervenendo al convegno di presentazione dell’Osservatorio integrato sull’artigianato e la piccola impresa “Trend Marche”, realizzato da Cna e Confartigianato con la collaborazione della banca popolare di Ancona e dell’Istat, che è stato presentato all’Università di Ancona.

Dopo l’introduzione del presidente regionale Confartigianato, Salvatore Fortuna, i dati dell’Osservatorio integrato sull’artigianato e la piccola impresa, sono stati presentati da Ilario Favaretto, docente dell’Università di Urbino,mentre Gianluca Gregori docente dell’Università Politecnica delle Marche ha commentato i risultati di una ricerca sulle imprese “resilienti” della nostra regione. Ossia quelle che resistono e che hanno saputo adattarsi alla crisi.

L’intervento di Vaciago e le relazioni di Gregori e Favaretto sono stati gli elementi al centro della  tavola rotonda alla quale hanno partecipato  l’Assessore regionale Sara Giannini, il Vicepresidente del Consiglio regionale Giacomo Bugaro, il direttore generale della Banca Popolare di Ancona Nunzio Tartaglia , il presidente di Cna Marche Renato Picciaiola. A coordinare la tavola rotonda ha provveduto il giornalista Andrea Carloni.

Come sarà il prossimo triennio per le imprese marchigiane? Secondo l’indagine della facoltà di Economia dell’ Università Politecnica delle Marche, realizzata per Trend Marche, emerge una sorpresa: ci sono aziende molto fiduciose sul fatturato del prossimo triennio.

“ Le imprese che guardano al futuro con maggior ottimismo” secondo Gregori “ sono quelle che, durante la crisi, si sono maggiormente impegnate nella riduzione dei costi, la specializzazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione.”

In particolare il 41 per cento di queste aziende “resilienti”prevede un leggero incremento del fatturato e il 12 per cento si aspetta un forte aumento.  Per 38 imprese su 100 il fatturato alla fine del 2015 sarà lo stesso di oggi mentre solo il 9 per cento teme una ulteriore riduzione.

Se queste sono le aspettative per i prossimi tre anni, cosa è successo nei tre anni che ci lasciamo alle spalle?  dal 2009 al 2012 le imprese artigiane della regione Marche sono diminuite di 1.884 unità (-3,6%). La diminuzione si è concentrata nel manifatturiero (-913) e nelle costruzioni (-852), con una sostanziale tenuta nei servizi (-38).   Sul territorio sono andate meglio le imprese artigiane nella provincia di Ancona (-0,2%), mentre a Pesaro e Urbino si è persa quasi un’azienda su 10 (-9,0%). Tra il l’1,8 di Macerata, il 2,8 di Fermo e  il 3 per cento di Ascoli il calo registrato nelle altre province. Ma non tutti i settori sono andati male. Le imprese informatiche sono cresciute del 30,9 per cento. In crescita anche la riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+24,8%). In aumento il numero dei servizi di ristorazione (+8,1). Tra i comparti manifatturieri soltanto le industrie tessili (+1,1), quelle di materie plastiche (+0,3) e le industrie alimentari (+0,3), fanno registrare dinamiche positive.

Tra gli anni della crisi, il 2012  è stato quello più pesante. In particolare tra giugno e dicembre, secondo “Trend Marche”, il fatturato dell’artigianato e delle piccole imprese è diminuito del 13,7 per cento. Meglio l’artigianato conto terzi che ha perso solo il 7,8 per cento del fatturato. La sorpresa, in  negativo, è venuta dal fatturato estero che, dopo essere cresciuto nella prima parte del 2012 (+6,4 per cento), è crollato nel corso del secondo semestre (-33,3%).

Tra le attività manifatturiere , quelle che risentono maggiormente della nuova fase di crisi sono il legno mobile e le trasformazioni alimentari, i cui fatturati crollano a fine anno. Meno peggio, ma di poco, fanno il fatturato del tessile abbigliamento e della meccanica. L’unico settore manifatturiero che registra una crescita del fatturato, in controtendenza con tutte le attività qui considerate, è il calzaturiero che vede incrementare le vendite di un modesto ma importante +1% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima.  Tra i servizi, si conferma a fine anno il momento particolarmente difficile per i trasporti che registrano un pesante -33,3% del fatturato nella seconda parte del 2012. Anche i settori servizi a persone e famiglie e riparazione veicoli subiscono un ulteriore aggravarsi

del processo di ridimensionamento del fatturato, che cala per entrambi al ritmo del 12,8 per cento.

Secondo i dati di “Trend Marche”, continuano a calare sia le spese per consumi (-18,3%) sia le spese per formazione (-7,4% a fine 2012). Invece si arresta la diminuzione delle spese per retribuzioni, le quali riprendono seppur lievemente a crescere (+0,9%).

“Il crollo registrato dalle spese per consumi in presenza di una sostanziale tenuta dell’occupazione,” secondo Favaretto “ lascia supporre che accanto all’effetto della stagnazione della domanda sia in atto uno sforzo da parte delle imprese di far fronte a questa nuova difficilissima fase della crisi, incrementando la razionalizzazione dei costi in direzione del risparmio e della razionalizzazione dei consumi, pur di non licenziare i dipendenti. In questo contesto, purtroppo,  si riducono  ulteriormente le spese per la formazione e l’aggiornamento.”

 

Dalle Cna provinciali:

 

INDAGINE DELLA CNA SUI GIOVANI IMPRENDITORI DEL PICENO

 MENO NUMEROSI RISPETTO AD ALTRE PROVINCE

MA PIU’ MOTIVATI NEL REALIZZARE UN SOGNO

 

ASCOLI PICENO. Meno numerosi rispetto ad altre province italiane ma con maggiori motivazioni. E’ questo l’identikit dei giovani imprenditori Piceni emerso da un’indagine realizzata dalla Cna di Ascoli in collaborazione con Unioncamere e il Centro studi regionale dell’Associazione. Meno numerosi perché nella provincia di Ascoli l’incidenza dell’imprenditoria Under 35 sul totale delle aziende attive è pari al 10,5 per cento (quindi poco sotto la media nazionale). Più motivati perché, a fronte di un 32,2 per cento di giovani imprenditori che ha dichiarato – nel sondaggio Cna – di aver intrapreso l’avventura imprenditoriale per la necessità di trovare un primo o un nuovo sbocco lavorativo e per la difficoltà a trovare un lavoro dipendente, c’è un 54, 3 per cento che ha invece dichiarato di averlo fatto per realizzare un proprio sogno, una propria aspirazione.

“Da questi dati – spiega Francesco Balloni, direttore della Cna Picena – si svilupperanno sia le giornate formative di giovedì e venerdì, sia il convegno di sabato a Palazzo dei Capitani, nella tre giorni in cui noi come Cna di Ascoli ospiteremo rappresentati provenienti da tutta Italia del sistema Next, Cna giovani imprenditori”. Una provincia, dunque, con giovani “motivati” (quel 54,3 per cento citato sopra) che, sempre stando alle rilevazioni del Centro studi della Cna Regionale delle Marche, ha aperto un’impresa per le conoscenze sulle opportunità di mercato, oppure per la volontà di valorizzare le proprie esperienze e competenze professionali o, ancora, sia per il desiderio di conseguire un successo personale, sia per insoddisfazione verso il precedente lavoro.

A fronte di questo, nel Piceno come nel resto d’Italia, ai primi posti fra le difficoltà segnalate dai giovani imprenditori, dopo i problemi relativi al credito e al clima economico sfavorevole (23,2 per cento), la lentezza e la complessità delle pratiche burocratiche (12,3 per cento) e la difficoltà a farsi conoscere e commercializzare i propri prodotti (11 per cento). “In questo lungo meeting Piceno – conclude Gianluca Straccia, presidente provinciale di Cna giovani Imprenditori – affronteremo nel dettaglio queste problematiche, portando gli esempi positivi di chi c’è l’ha fatta e indicando le possibili soluzioni. Sempre nell’ottica di un’azione di sistema della Cna che, oggi più che mai, a nostro avviso, è fondamentale come supporto per un giovane che ci vuole provare ma non si può permettere nemmeno il minimo errore”.

 

FERMO, L’AUTOTRASPORTO TRA CRISI E FUTURO,

QUALI PROPOSTE PER AFFRONTARE NUOVE SFIDE”.

 

Sabato 8 giugno l’assemblea elettiva Cna del settore

Si stringe la collaborazione con Macerata: si eleggerà il presidente interprovinciale.

 

La CNA Fita, settore che si occupa dell’autotrasporto dell’associazione artigiana, sarà la prima tra le unioni di mestiere ad eleggere un presidente unico per i territori di Fermo e Macerata.

Si fa sempre più concreta, dunque, la collaborazione avviata tra le due associazioni, che porterà entro il 2014 all’istituzione di una sola CNA per il Fermano ed il Maceratese.

L’assemblea elettiva si svolgerà il prossimo sabato 8 giugno, alle ore 9, nella sede CNA di Civitanova Marche (via Einaudi 436, nei pressi dell’uscita del casello A14).

Dopo il saluto dei presidenti Provinciali Giuseppe Salvucci e Sandro Capancioni (rispettivamente per Macerata e Fermo), Gianluigi Russo presenterà la piattaforma telematica ETRUCKNET, mentre Roberto Pesaresi relazionerà a proposito del ruolo strategico dell’Interporto Marche, di cui è il presidente.

Successivamente i responsabili provinciali Fita Macerata e Fermo Giuliano Rocco e Massimiliano Felicioni, insieme al Presidente Regionale Olindo Brega e al segretario regionale Fita Riccardo Battisti, presenteranno all’assemblea le proposte del settore autotrasporto di CNA per superare la crisi e affrontare il futuro.

L’elezione del Presidente interprovinciale CNA Fita MC – FM, dei Vice presidenti e della direzione interprovinciale si svolgerà alle ore 12.

Al termine dell’assemblea gli intervenuti verranno omaggiati di una copia della “Storia dell’autotrasporto”, a cura di Giuliano Rocco.

 

 

Al Furlo di Acqualagna si chiude con l’assemblea elettiva la campagna congressuale. Nel corso dell’assise, che si celebra ogni quattro anni, sarà eletto il nuovo presidente provinciale

 

DOMENICA IL XX CONGRESSO PROVINCIALE CNA

 Ai lavori il Governatore delle Marche, Gian Mario Spacca ed il segretario nazionale CNA, Sergio Silvestrini

 

ACQUALAGNA (PU) – Dopo quasi due mesi di assemblee sul territorio con gli imprenditori, si chiude la campagna congressuale della CNA di Pesaro e Urbino che ha avuto per titolo “Insieme Oltre la Crisi”.

Una serie di iniziative (in totale 23 dal 22 di aprile ad oggi), nelle quali l’associazione ha incontrato centinaia e centinaia di imprenditori in tutta la provincia discutendo con loro dei principali problemi legati alla crisi e alla categoria. DOMENICA 9 GIUGNOad Acqualagna, l’atto conclusivo di questa primavera congressuale che è servita anche a rinnovare gli organismi territoriali e delle unioni della CNA con la celebrazione del XX Congresso provinciale dell’associazione che si terrà alla Sala Congressi del Ristorante La Ginestra – Passo del Furlo (inizio ore 9.30).  L’assise, che si tiene ogni quattro anni, provvederà ad eleggere i nuovi organismi provinciali e ad esporre le linee programmatiche per il futuro.

Aprirà i lavori il saluto del sindaco di Acqualagna, Andrea Pierotti. Seguiranno gli interventi del presidente della Camera di Commercio, Alberto Drudi e del presidente della Provincia, Matteo Ricci.

I lavori entreranno poi nel vivo con la relazione del presidente provinciale uscente e vicepresidente nazionale della CNA, Giorgio Aguzzi che traccerà un quadro su quattro anni di attività dell’associazione e sulla situazione di crisi che sta attraversando tutti i comparti della provincia.

Seguirà la relazione del segretario provinciale Moreno Bordoni, recentemente nominato alla guida dell’associazione.

Nel suo intervento il primo dirigente della CNA traccerà un quadro sulla situazione illustrando alcuni dati relativi alla difficile congiuntura economica che vede in difficoltà soprattutto il mobile, la meccanica, il tessile abbigliamento, la nautica, il mobile e la manifattura in generale. Nel suo intervento Bordoni illustrerà anche le misure economiche che l’associazione ha indicato per uscire dalla crisi.

Particolarmente atteso l’intervento del Governatore delle Marche Gian Mario Spacca che al congresso CNA parlerà degli ultimi provvedimenti della Regione in tema di economia (come ad esempio l’annunciata riduzione dell’Irap).

Concluderà i lavori della parte pubblica della mattinata, il segretario generale nazionale della CNA, Sergio Silvestrini. 

Al termine l’assemblea congressuale provvederà al rinnovo degli organismi che guideranno l’associazione di qui ai prossimi quattro anni.

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