NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 27

4 APRILE 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

RETI, CONSORZI E AGGREGAZIONI: UNA RISPOSTA ALLA CRISI

PER LE MICRO E PICCOLE IMPRESE. FORUM CNA A BOLOGNA

 

“Le politiche e gli incentivi regionali a sostegno di network tra imprese per rilanciarle sui mercati perché reti, consorzi  e aggregazioni sono una risposta possibile alla crisi per le micro e piccole imprese.”

 E’ quanto ha affermato Rolando Amici, dirigente assessorato industria e artigianato della Regione Marche, al Forum organizzato dalla  CNA di Marche, Emilia Romagna, Umbria e Toscana a Bologna con le istituzioni del Centro Nord.

Hanno partecipato  all’iniziativa anche Roberto Centazzo responsabile ricerca e sviluppo di CNA Emilia Romagna; Glauco Lazzari responsabile servizio politiche per l’industria, l’artigianato, cooperazione e servizi della Regione Emilia-Romagna; Angelita Luciani dirigente settore ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico della Regione Toscana; Luigi Rossetti coordinatore del settore imprese e lavoro della Regione Umbria.

Il Dottor Amici ha portato al Forum l’esperienza della Regione Marche in tema di reti, consorzi e aggregazioni d’impresa nei settori del credito, del manifatturiero e dei servizi.  In particolare i contratti di rete hanno coinvolto nel 2011, sul territorio marchigiano, 73 imprese e 1.265 a livello nazionale.

Secondo i partecipanti al Forum, la cui sintesi sarà pubblicata sul prossimo numero di “Io l’impresa”, rivista bimestrale della Cna di Marche, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, la recessione sta mettendo a dura prova i sistemi produttivi regionali.

Ma proprio per questo occorre attivare politiche e incentivi mirati a favorire la collaborazione tra micro e piccole imprese, incentivandone la capacità di accedere a maggiori informazioni e conoscenze, agli investimenti e all’innovazione.

L’esigenza di fare rete riguarda tutte le imprese, ma può risultare estremamente importante per le micro e piccole. Per questo tipo di aziende, aggregarsi ha assunto sempre più valore a  partire dai processi di globalizzazione e riorganizzazione dei sistemi produttivi nazionali ed internazionali.

La rete, è stato spiegato dagli intervenuti al Forum,  offre, infatti, questi vantaggi: una piccola impresa “aumenta di taglia” senza aumentare in dimensione, rafforza la propria capacità competitiva, riducendo i costi di gestione e accresce la possibilità di affrontare con successo mercati che, da sola, avrebbe difficoltà a raggiungere.

La presenza di migliaia di micro e piccole imprese nelle quattro regioni del Centro nord, può favorire un’aggregazione in network interregionali per consentire di affrontare insieme gare e appalti, sviluppo di consulenze, marketing e formazione, all’interno di un progetto comune di sviluppo imprenditoriale.

In particolare vanno incentivati i processi di integrazione e collaborazione tra le imprese che possono assumere forme giuridiche diverse.

 Ai  rappresentanti delle amministrazioni regionali di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria, la CNA ha chiesto di attuare politiche e misure che favoriscano i processi di collaborazione tra micro e piccole imprese. Ad esempio prevedendo forme di incentivi nella partecipazione a bandi e gare di appalto per reti tra micro e piccole imprese o aggregazioni, che comunque vedono al proprio interno una presenza maggioritaria di questa tipologia di impresa.

 

 

MARCHE, IL GASOLIO VOLA VERSO I 2 EURO AL LITRO

 

Il prezzo del gasolio ha già superato la soglia psicologica di 1,80 euro al litro e vola verso i due euro.  Le ultime notizie relative alla determinazioni di politica estera degli Stati Uniti nei confronti dell’Iran poi non lasciano certo ben sperare. La CNA-Fita delle Marche è sul piede di guerra ed esprime fortissime preoccupazioni per la categoria. “Il Governo deve immediatamente intervenire per disinnescare l’aumento indiscriminato dei prezzi alla pompa che va avanti da mesi. A dirlo è Olindo Brega, presidente regionale di CNA-Fita che dice “Oltre alla volatilità dei prezzi del barile le concause di quest’emergenza, che sta letteralmente uccidendo le imprese di autotrasporto, sono l’aumento della tassazione sui carburanti che a partire dallo scorso aprile 2011 ha visto aumentare le accise e l’iva sia a livello nazionale quanto regionale. Le compagnie di conseguenza, riducendosi i consumi, hanno a loro volta aumentato i prezzi approfittando di una situazione di assoluto controllo della distribuzione”. In questo momento in attesa che passi la liberalizzazione della distribuzione carburanti contenuta nel decreto “Salva Italia” e che se ne valuti successivamente la reale incidenza e valenza, la Cna-Fita invita il Governo ad attivarsi su alcuni punti. A spiegarli il coordinatore regionale di CNA-Fita, Riccardo Battisti.

Reintroduzione dell’accisa mobile. “Non costerebbe nulla al bilancio dello Stato, perché potrebbe essere utilizzato l'extragettito incassato in questi tre mesi. Si potrebbero così frenare i rialzi e dare almeno un segnale. L'accisa mobile consiste infatti proprio in una riduzione delle accise (nel 2008 era trimestrale) compensata dalle maggiori entrate dell'Iva che lo Stato incassa ad ogni aumento dei carburanti”.

Sterilizzazione dell’Iva sulle accise. “Sarebbe opportuno ridurre le accise al minimo livello consentito dalle direttive comunitarie e comunque in questa situazione di estrema emergenza è necessario assoggettare all'Iva il solo prezzo industriale dei carburanti. Solo in questo modo si porrebbe fine all'iniqua ed imbarazzante sistema delle tasse sulle tasse rispettando alla lettera il principio ispiratore dell’azione del governo Monti: l’equità”.

–          Rimborso trimestrale e annuale delle accise per autotrasporto.  “Chiediamo al governo, che ha già consentito il rimborso trimestrale delle accise, di mantenere la possibilità di richiederlo ogni anno. La CNA-Fita a tal proposito ha presentato un suo emendamento che a causa della fiducia non è passato. La doppia possibilità, peraltro tecnicamente di facile applicazione, permetterebbe alle piccole aziende di richiedere il rimborso senza dover per questo affrontare onerose spese di gestione della pratica trimestrale. In questo tipo di norme è necessario poter contemplare le diverse esigenze delle imprese strutturate e no”.

–          Intensificazione dei controlli sulle catene distributive. “CNA-Fita invita il Governo a mettere in campo ogni possibile strumento di controllo per sventare i comportamenti tipici dei cartelli economici che attraverso i prezzi “imposti” impoveriscono la nostra economia. A tal fine richiediamo che si intensifichino i controlli della Guardia di Finanza e che l’Antitrust possa verificare se e come esistano cartelli economici nella gestione del prezzo dei carburanti alla pompa”.

 

 Dalla Regione Marche:

 

IL CREDITO NELLE MARCHE. LA CRISI E IL RUOLO DEI CONFIDI

 

Si è svolto via Gentile da Fabriano il seminario di presentazione dello studio sul sistema dei Confidi, realizzato per la Regione dal Mofir – Money & finance research group – del Dipartimento di Economia dell’Università Politecnica delle Marche. Sono intervenuti l’assessore alle Attività produttive, Sara Giannini e il coordinatore della ricerca, Pietro Alessandrini, docente della Facoltà di Economia “G. Fuà”. Ha preso parte all’iniziativa anche l’assessore al Bilancio, Pietro Marcolini. Presenti esponenti delle associazioni di categoria, del sindacato e del settore creditizio regionale.

 “Quello presentato oggi è uno studio molto importante e utile – sottolinea Giannini – che raffigura in modo chiaro la situazione del sistema di garanzia per le imprese marchigiane. Mette in evidenza punti di forza e di debolezza di questo sistema e indica la strada per la futura politica di sostegno regionale. Si tratta di una base di confronto tra associazioni di categoria, confidi, mondo del credito e istituzioni, per avviare un percorso che porti al rafforzamento della filiera del credito nelle Marche”.

Lo studio analizza il sistema del credito operante nelle Marche e le sue principali componenti, mettendo in luce le tendenze e gli elementi di criticità della domanda e dell'offerta di credito nel contesto di crisi in atto.  Il rapporto, anche attraverso il metodo del confronto tra gli interventi della Regione Marche e quelli delle altre Regioni, affronta in particolare il ruolo svolto dalla rete regionale dei Confidi come ammortizzatore anticiclico nell’attenuare gli effetti negativi della crisi e formula alcune conclusioni, dalle quali possono scaturire ipotesi di interventi futuri per i policy maker regionali.

Il rapporto mette in evidenza due aspetti strutturali virtuosi, che hanno consentito di attenuare l’impatto della crisi sull’economia regionale. Impatto che si è sentito, ma in misura minore rispetto alla media italiana. Il primo connotato strutturale virtuoso riguarda il radicamento territoriale delle banche operanti nelle Marche. Questo aspetto influisce sull’offerta di credito ed è orientato in senso positivo dal peso crescente delle banche di credito cooperativo, i cui sportelli sono più che raddoppiati negli ultimi quindici anni, e dalla presenza di una banca di medie dimensioni che, rimanendo autonoma, ha mantenuto la testa pensante all’interno della regione. Il secondo connotato strutturale virtuoso riguarda la rete regionale di confidi, che ha svolto pienamente il ruolo di ammortizzatore anticiclico nell’attenuare gli effetti negativi della crisi. I confidi agiscono dal lato della domanda di credito, riducendo le asimmetrie informative tra banche e imprese e svolgendo un’azione di monitoraggio preventivo sulla qualità delle richieste di finanziamento, con i vantaggi di aumentare il potere contrattuale delle imprese nei confronti delle banche e di ridurre i rischi che gravano sul patrimonio delle banche. In ordine di importanza quantitativa delle garanzie in Italia, le Marche sono la settima regione e salgono al terzo posto per le garanzie fornite alle imprese con meno di 20 addetti, che coprono oltre un quinto dei prestiti ad esse erogati. Si conferma anche per i confidi regionali l’importanza del radicamento territoriale come fattore strategico.

 

Dalle Cna provinciali:

 

 “IMU, CHE SALASSO PER LE IMPRESE!”

LO DICONO LE SIMULAZIONI DELLA CNA

Per laboratori, capannoni e magazzini a Pesaro si pagherà da un minimo del doppio a più di due volte gli importi della vecchia Imposta Comunale Immobili

 

PESARO – Quanto inciderà la nuova IMU sulle tasche degli imprenditori pesaresi? Tantissimo, in qualche caso quasi tre volte il costo della vecchia ICI. Già perché secondo una simulazione effettuata dagli uffici della CNA di Pesaro, in diverse zone della città e con diverse tipologie di laboratori ed esercizi, l’Imposta Municipale Unica peserà come un macigno sui bilanci delle imprese. Qualche esempio? Per un negozio in via Branca  con una rendita catastale di 6.667,82 euro (categoria C/1), con l’ICI 2011 al 7per mille, l’importo da pagare fino allo scorso anno era di 1.666,30 euro; ora con l’IMU 2012 il negoziante dovrà sborsare più di 4mila euro (4.081,72 per l’esattezza), ovvero due volte abbondanti il costo della vecchia Ici. I parametri calcolati tengono conto degli stessi indicatori catastali e vengono moltiplicati in base alle nuove aliquote. Così se l’Ici veniva calcolata moltiplicando gli indici di base imponibile al 7 per millle, l’Imu viene conteggiata all’1,06 per cento, ovvero al 10,6 per mille.Altri esempi pratici? Per un negozio fuori centro (la categoria è sempre la C/1), con una rendita catastale di 3.326 euro, l’esercente pagava 831 euro di Ici; ora con l’Imu arriva a sborsare 2.036 euro. Un laboratorio artigiano (categoria C/3) con una rendita catastale di 378,05 euro pagava 277,88 euro di Ici ed ora con l’Imu dovrà versare più del doppio, ovvero 589,09 euro. Un capannone in zona periferica (categoria D/7), ed una rendita catastale di 2.326 euro pagava 1.025 euro di Ici mentre ora pagherà “solo” 1.553 euro. L’ultima simulazione della CNA riguarda un magazzino adibito a ripostiglio (categoria C/2), rendita catastale di 445,08 euro pagava 327 euro di Ici, pagherà ben 792 euro di Imu. Insomma si tratta di una botta spaventosa per molte imprese, già alle prese con una crisi gravissima. Su questo argomento la CNA di Pesaro e Urbino ha organizzato un incontro per informare tutti gli imprenditori sui criteri di applicazione e di calcolo della nuova imposta nel corso di un incontro dal titolo “da ICI a IMU, cosa cambia per le imprese con l’imposta sugli immobili”.L’iniziativa si terrà giovedì 5 aprile, alle ore 21, nella sede CNA-Pesaro 1, in via Mameli 90, Centro Direzionale Benelli. E’ previsto l’intervento dell’Assessore al bilancio del Comune di Pesaro, Antonello Delle Noci, quello di Sabina Cardinali, presidente della CNA di Pesaro e di Moreno Bordoni, coordinatore CNA Ambito di Pesaro.

 

TRECENTO IMPRENDITORI DA TUTTA LA PROVINCIA PER LA 7a EDIZIONE DELLA FESTA DELL’ARTIGIANO DELLA CNA DI ASCOLI PICENO

 

ASCOLI PICENO. Grande successo per la settima edizione della Festa dell'Artigiano della Cna di Ascoli Piceno. Oltre trecento gli imprenditori artigiani di tutta la provincia che si sono ritrovati all'hotel Villa Pigna di Folignano per affrontare, insieme a politici e amministratori locali, i temi più scottanti per le imprese del Piceno. Subito dopo il dibattito c'è stato il momento clou della Festa, con la consegna di targhe agli artigiani associati alla Cna di Ascoli da più tempo iscritti all'Albo artigiani della provincia o che si sono distinti per la loro attività.

Gli artigiani che hanno avuto un riconoscimento sono stati:Luigi Passaretti (Comunanza – autocarrozzeria): premio speciale per l’impegno nella formazione; Barbara Tomassini (Folignano – ceramica e restauro): premio speciale per l’impegno nel sociale; Andrea Passaretti (Comunanza – giovane imprenditore): premio speciale per la crescita dell’impresa; Giovanni Passaretti (Comunanza – autocarrozzeria): premio Una vita con la Cna; Pietro Borraccini (Ripaberarda – produzione scale e ringhiere in legno): premio Una vita con La Cna; Roberto Gatti (San Benedetto del Tronto – orafo): premio Una vita con la Cna; Paolo Ferretti (Ascoli Piceno – serigrafia metalli preziosi): premio Una vita con la Cna; Roberto Cappelli (Ascoli Piceno – fabbro): premio Una vita con la Cna; Vincenzo Giantomassi (Ascoli Piceno – odontotecnico): premio Una vita con la Cna; Attilio Fazzini (Monsampolo del Tronto – parrucchieria): premio una vita con la Cna; Giuseppe Traini (Castel di Lama – manutenzione verde e giardini): premio Una vita con la Cna; Graziella Maranci (San Benedetto del Trono – pizza al taglio): premio Una vita con la Cna; Remo Paoletti (San Benedetto del Tronto – auto spurgo): premio Una vita con la Cna; Guido Di Luigi (Ascoli Piceno – autotrasporto:  premio Fidimpresa Marche.

Prima della consegna degli attestati agli associati di “lungo corso” e ai più giovani, il coordinatore provinciale, Francesco Balloni, ha illustrato i risultati che la Cna di Ascoli Piceno ha conseguito nel corso del 2011 e ha ribadito l'importanza per l'economia del territorio di un'azione di supporto alle imprese che punti su quei settori che possono dare una concreta speranza per il rilancio. In prima linea, su questo fronte, l'aggiornamento professionale e l'innovazione delle imprese, le nuove tecnologi al servizio del marketing e del mercato globale, il risparmio energetico e la green economy.

 

 

CNA MACERATA, APPREZZAMENTO PER IL TAVOLO PROVINCIALE

PER LO SVILUPPO ECONOMICO.

 

MACERATA. Sabato 31 marzo 2012, presso la provincia di Macerata, si è insediato il Tavolo istituzionale per lo sviluppo economico della provincia.

Al Tavolo sono rappresentate le diverse associazioni di categoria e di rappresentanza,  sia sindacale che datoriale, di tutti i settori produttivi, dall’agricoltura all’industria, dall’artigianato al commercio ed alla Piccola e media impresa. Presenti anche i due poli universitari, la Camera di Commercio ed i rappresentanti dei comuni.

 

La CNA di Macerata – rappresentata dal presidente provinciale Maurizio Tritarelli – “ritiene molto utile ed apprezzabile il lavoro che si sta facendo per tentare di unire idee e forze da mettere in campo per cercare nuove soluzioni per uscire dalla crisi”. L’associazione, infatti, da tempo è impegnata sul fronte del coordinamento di azioni,competenze e conoscenze, in un’ottica che mira a superare inutili e dannosi campanilismi. “Questo primo incontro – aggiunge Tritarelli – è servito per conoscerci ed ognuno dei presenti ha manifestato la piena disponibilità dell’associazione o categoria rappresentata affinché permanga nel futuro l’impegno per raggiungere obiettivi importanti e condivisi”.

“La nostra Associazione, a questo tavolo, può portare l’importante contributo costituito dall’esperienza che in questi anni ci siamo formati – e ci stiamo formando – in materia di aggregazione tra imprese e di costituzioni di Reti, a dimostrazione di quanto realmente siamo convinti che nell’aggregazione e nella costruzioni di sinergie, nell’integrazione tra diversi settori produttivi e nel collegamento tra imprese piccole medie e grandi – all’interno di un sistema di filiera – possano trovarsi nuovi strumenti e risposte per affrontare i cambiamenti. In questo senso anche la provincia potrebbe contribuire, mettendo a disposizione strutture, competenze e magari predisponendo dei fondi di garanzia che sostengano queste trasformazioni produttive”.

 

ASSOCIATI