NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 26

30 MARZO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

Organizzato da Confartigianato Trasporti e Fita Cna Marche, con il contributo di Regione, Interporto e consorzio Cam. Verrà distribuito “Il manuale dell’Autotrasporto”, scritto dal direttore della Scuola di formazione della Polizia Stradale Balduino Simone, contenente le disposizioni aggiornate sulla circolazione stradale, sui conducenti, sulle violazioni, le responsabilità e le sanzioni.

 

 

SICUREZZA STRADALE, SABATO 31 MARZO A JESI

UN CONVEGNO DEGLI AUTOTRASPORTATORI

 

Sulle strade marchigiane ogni anno muoiono più di 100 persone (132 nel 2008,117 nel 2009 e 109 nel 2010) mentre quasi 10 mila sono i feriti in più di 6.500 incidenti stradali.

 

Sulle strade marchigiane ogni anno muoiono più di 100 persone (132 nel 2008,117 nel 2009 e 109 nel 2010) mentre quasi 10 mila sono i feriti in più di 6.500 incidenti stradali. Un bilancio tragico che ha spinto le associazioni dell’autotrasporto marchigiano ad attivarsi per rendere le strade più sicure. Tra l’altro, malgrado facili luoghi comuni, soltanto il 6 per cento degli incidenti stradali vede il coinvolgimento degli automezzi pesanti. Questo perché i professionisti dell’autotrasporto sono ben consapevoli dei rischi che esistono sulle strade ed autostrade della regione.

 Nell’intento di contribuire alla riduzione dei sinistri e ad una maggior sicurezza degli utenti della strada, la Confartigianato Trasporti Marche e  Cna Fita Marche, con la collaborazione della Regione Marche, Dipartimento Politiche di Sicurezza, di Interporto Marche e CAM  Trasporti di Jesi hanno organizzato un importante convegno sulla “Sicurezza stradale e dei lavoratori dell’Autotrasporto” in occasione del quale verrà presentata dall’autore e distribuita la pubblicazione “Il manuale dell’Autotrasporto”, scritto dal direttore della Scuola di formazione della Polizia Stradale Balduino Simone, contenente le disposizioni aggiornate sulla circolazione stradale, sui conducenti, sulle violazioni, responsabilità e le sanzioni.

Il  convegno  si  terrà  sabato  31 marzo 2012  con  inizio  alle  ore  15  presso  l’ Interporto Marche  di  Jesi  in Via Coppetella  –  ingresso dalla nuova SS 76. I lavori saranno introdotti da Gilberto Gasparoni, segretario di Confartigianato Trasporti Marche. Interverranno  Roberto Pesaresi Presidente Interporto Marche, Antonio Grilli Dirigente CAM Trasporti, operatore logistico operante nell’Interporto Marche, Gian Mario Spacca, Presidente della Giunta della Regione Marche e Balduino Simone,  Direttore Scuola di Formazione Polizia Stradale. Le conclusioni saranno di Riccardo Battisti, Segretario Cna Fita Marche

Nell’occasione verranno  distribuiti gratuitamente ai  presenti un etilotest e copia del manuale dell’autotrasporto, importante pubblicazione, contenete le disposizioni inerenti la lista ufficiale dei controlli stradali, l’idoneità dei conducenti, l’impiego dei veicoli, il documento di carico, la tutela dell’attività, l’applicazione dei costi minimi della sicurezza ed i contratti di trasporto, nonché le violazioni, la responsabilità e le sanzioni previste dalle leggi vigenti.   All’incontro sono invitate, le imprese ed i loro collaboratori e le forze dell’ordine operanti nella Regione Marche. 

 

 

 

RETI D’IMPRESA, PIU’ OPPORTUNITA’ SUI MERCATI

PER LE MICRO E PICCOLE IMPRESE

Politiche e incentivi regionali a sostegno delle aggregazioni tra imprese saranno al centro del Forum organizzato da CNA in programma domani a Bologna.

 

L’esigenza di fare rete riguarda tutte le imprese, ma può risultare estremamente importante per le micro e piccole. Per questo tipo di aziende, l’esigenza di fare rete ha assunto sempre più valore a  partire dai processi di globalizzazione e risistemazione dei sistemi produttivi nazionali ed internazionali. La crisi, infatti, ha accentuato e modificato una serie di dinamiche ed ha reso ancor più cruciale per le imprese di ridotte dimensioni, aggregarsi per resistere sul mercato, ma anche per cercare nuove vie di sviluppo.

Dunque attraverso le aggregazioni, le piccole imprese hanno cercato nuove vie per la competitività.

CNA da tempo è impegnata a sostenere i processi di aggregazione tra imprese poiché ritiene che

intraprendere questa strada consenta alle micro e piccole aziende da una lato di poter acquisire i vantaggi derivanti da una maggiore dimensione, e dall’altro mantenere quei livelli di flessibilità organizzativa e di capacità imprenditoriale ancor più diffusa, che sono stati e possono essere tuttora una delle carte vincenti del nostro modello produttivo emiliano romagnolo e più in generale delle regioni del Centro Nord. La rete offre, infatti, questo doppio vantaggio: una piccola impresa “aumenta di taglia” senza aumentare in dimensione, e mantiene le prerogative in positivo di essere più imprenditoriale e più flessibile. Tutto questo significa strutturarsi per stare meglio sul mercato.

Esiste in Emilia Romagna una lunga ed estesa tradizione consortile che ha conseguito notevoli successi e salvaguardato le imprese, favorito l’accesso ai mercati, dato competitività.

La rete però è un modello diverso, ancor più vicino allo spirito di un mercato sempre più globale e sempre più competitivo.

Da due anni in Italia è stata creata una nuova modalità per fare aggregazione tra  imprese: si tratta del contratto di rete. A fine 2011 i contratti siglati erano 247 a livello nazionale e 1.265 le imprese coinvolte. Di queste 178 imprese in Emilia Romagna, 9 in Umbria, 208 in Toscana e 73 nelle Marche.

I settori sono molto differenziati: si va dalla metalmeccanica che rappresenta il 15%, l’alimentare il 12%, i servizi innovativi l’11%, impiantistica 10%, comunicazione e informatica il 9%, l’edilizia il 7%. Una dinamica importante e in crescita dunque. Una dimensione che va supportata con politiche e incentivi appropriati. Si tratta di un’ innovazione importante che tuttavia non deve far dimenticare che non è il contratto di rete in sé che va incentivato, quanto piuttosto i processi di integrazione e collaborazione tra le imprese che possono assumere forme giuridiche anche diverse dal contratto di imprese.

Un elemento importante per incoraggiare le imprese a fare rete tra loro è rappresentato dal ruolo delle istituzioni anche a livello regionale attraverso la messa in campo di strumenti normativi di incentivazione e lo sviluppo di politiche adeguate.

Di questo si parlerà nel corso del Forum su “Politiche e incentivi per le reti d’impresa” organizzato da CNA di Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria che si terrà domani, 3 aprile 2012 alle ore 10 a Bologna presso la Torre CNA in viale Aldo Moro 22. Al confronto tra imprese e istituzioni parteciperanno: Rolando Amici, dirigente assessorato industria e artigianato della Regione Marche; Roberto Centazzo responsabile ricerca e sviluppo di CNA Emilia Romagna; Glauco Lazzari responsabile servizio politiche per l’industria, l’artigianato, cooperazione e servizi della Regione Emilia-Romagna; Angelita Luciani dirigente settore ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico della Regione Toscana; Luigi Rossetti coordinatore del settore imprese e lavoro della Regione Umbria e Sergio Silvestrini segretario genale CNA: 

 

Dalla Regione Marche:

 

IL CREDITO NELLE MARCHE. LA CRISI E IL RUOLO DEI CONFIDI

 

Si svolgerà lunedì 2 aprile 2012 alle ore 15,00 presso il Palazzo Li Madou della Regione Marche (V° Piano – Via Gentile da Fabriano, 2/4) il seminario di presentazione dello studio realizzato dal MOFIR – Money & Finance Research Group – del Dipartimento di Economia della Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche. Interverranno il Presidente Gian Mario Spacca e l’Assessore Sara Giannini, oltre al Coordinatore della Ricerca, il Prof. Pietro Alessandrini della Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.

Il seminario, programmato per il 6 febbraio 2012, era stato rinviato a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Lo studio analizza il sistema del credito operante nelle Marche e le sue principali componenti, mettendo in luce le tendenze e gli elementi di criticità della domanda e dell'offerta di credito nel contesto di crisi in atto.  Il rapporto, anche attraverso il metodo del confronto tra gli interventi della Regione Marche e quelli delle altre Regioni, affronta in particolare il ruolo svolto dalla rete regionale dei Confidi come ammortizzatore anticiclico nell’attenuare gli effetti negativi della crisi e formula alcune conclusioni, dalle quali possono scaturire ipotesi di interventi futuri per i policy maker regionali.

 

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

LE MILLE SPINE DELL’AUTOTRASPORTO

Nella sola provincia di Ancona perse in dieci anni ben 868 imprese 

 

ANCONA. Autotrasporto in tilt. Molteplici cause continuano a mettere in ginocchio un settore di fondamentale importanza per la nostra economia (oltre l’80% delle merci nel nostro Paese viaggia ancora su gomma).

Per avere un quadro della situazione che, da alcuni anni, sta investendo l’autotrasporto merci anche nella nostra provincia, basta dare uno sguardo ad alcuni dati dell’Albo Artigiani.

Nell’arco degli ultimi dieci anni (2001–2011) hanno chiuso l’attività 868 imprese di autotrasporto artigiane. Il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni tocca la punta negativa di –253 attività, dato che pone il comparto in cima alla triste classifica dei settori artigiani che sia in termini assoluti che percentuali presentano il quadro più  sfavorevole.

“Nell’ultimo periodo – racconta il responsabile provinciale Fita Cna Fausto Bianchelli – il continuo aumento del prezzo del gasolio alla pompa, +25 % in un anno, dovuto sia alle manovre speculative delle compagnie petrolifere (guarda caso assolutamente indenni dalle liberalizzazioni) sia alle accise governative, sta aggravando la crisi strutturale del settore trasformandola in una vera emergenza che diventa insostenibile per le imprese di autotrasporto. Il prezzo del gasolio in Italia è assolutamente fuori dal mercato. E’ il paese europeo con il prezzo del carburante più alto, con 27 centesimi al litro in più rispetto alla media europea”.

Un autotrasportatore italiano oggi è costretto a pagare il gasolio alla pompa 33 cent in più di un suo collega francese o austriaco, 35 cent in più rispetto alla Spagna, ben 43 cent in più rispetto alla Slovenia.

Per non parlare poi del peso fiscale che grava sugli autotrasportatori italiani rispetto alla media europea.

“In questa situazione – continua Bianchelli di Fita Cna – l’autotrasporto nazionale rischia la completa marginalizzazione, non solo a livello di mercato internazionale, ma anche in patria”.

E in questo quadro, come se non fosse sufficientemente fosco, si aggiungono le novità previste dal nuovo Regolamento Comunitario che ridisciplina i requisiti di accesso e di mantenimento della professione di autotrasportatore.

“Il Regolamento n. 1071/2009 – spiega Bianchelli – entrato in vigore lo scorso dicembre (dopo due anni dalla sua emanazione in cui il Governo Berlusconi avrebbe dovuto apportare modifiche che puntualmente sono rimaste promesse disattese),  prevede, ad esempio, che le imprese che esercitano l’attività di autotrasporto debbano dimostrare, entro il prossimo giugno, la cosiddetta capacità finanziaria presentando fidejussioni bancarie o assicurative a partire da € 9.000 in su (a seconda del numero dei veicoli). Accanto a ciò si aggiungano ulteriori appesantimenti burocratici e l’indefinitezza di molte nuove norme e la non univoca interpretazione delle stesse da parte degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche”.

Convinzione di Fita Cna è che probabilmente l’impatto sul mondo dell’autotrasporto di queste disposizioni non è stato attentamente valutato: “tale adempimento mette in seria difficoltà moltissime imprese, soprattutto quelle di dimensioni minori, che trovano enormi ostacoli, in questo momento, all’accesso al credito bancario. E che potrebbero addirittura trovarsi nelle condizioni di non poter proseguire l’attività. Il paradosso è che tutto ciò avviene mentre da un lato si propagandano semplificazione e rimozioni di ostacoli all’esercizio di impresa”.

Fita Cna si sta battendo affinché siano rese più semplici, chiare, omogenee a livello nazionale e, soprattutto, meno impattanti sul piano finanziario le nuove disposizioni comunitarie.

 

Un sondaggio svela aspirazioni e problemi del cosiddetto popolo delle partite Iva in provincia di Pesaro e Urbino. Il rapporto-indagine presentato ieri nel corso di un convegno di CNA Professioni

PROFESSIONISTI E FREE-LANCE? ISTRUITI, DI MEZZA ETÀ

CON UNA GRANDE VOGLIA DI REALIZZARSI E GESTIRE IL TEMPO LIBERO

Più uomini che donne, interessati alla qualità della vita piuttosto che al denaro

 

PESARO – Lavoratori autonomi e professionisti in provincia di Pesaro e Urbino? Sono per il 62% uomini e per il 38% donne. L’età? Il 48% ha più di 40anni (il 42% dai 30 ai 40 e solo il 10% under 30). La fotografia dei professionisti, consulenti  e free-lance pesaresi parla anche di un alto livello di scolarizzazione (32% è in possesso di una laurea; il 36% di un diploma; il 14% di un master post laurea, il 10% di una qualifica post-diploma). Sono questi alcuni dei risultati resi noti nel corso di un affollato convegno sulle nuove professioni organizzato dalla CNA di Pesaro e Urbino. Il rapporto-indagine condotto nel secondo semestre del 2011 tra il cosiddetto popolo delle partite Iva della provincia, ha svelato altri particolari interessanti.  Il 68% di professionisti e atipici associati a CNA è stato alle dipendenze prima di mettersi in proprio. La fotografia dei professionisti autonomi pesaresi svela inoltre che un 20% svolge la propria attività come consulente aziendale; il 21% opera invece nel mondo della sanità e del benessere (escludendo la categoria medica); il 12% è formato da consulenti informatici;  il 10% interpreti traduttori istruzione formatori. Vicina all’8% anche la percentuale di chi lavora nel mondo della comunicazione (pubblicisti, giornalisti, creativi, etc). Paola Travagliati, responsabile di CNA Professioni, l’associazione che d’ora in poi si occuperà dei lavoratori  atipici e dei professionisti, spiega che “tra le difficoltà maggiori incontrate all’inizio dell’attività vi è il reperimento dei clienti (per il 60%) tra le cose che li assilla maggiormente. Ed ancora  il riconoscimento del proprio status professionale (al 50%). Ma anche l’accesso al credito rappresenta per molti notevoli difficoltà. Ma cosa piace di più della propria attività? Per l’80% è la possibilità di una crescita personale e professionale; una percentuale pressoché analoga indica l’autonomia e la gestione del proprio tempo libero; solo il 10% cita le soddisfazioni economiche. All’incontro di Pesaro, che ha visto la partecipazione del coordinatore nazionale, Gabriele Rotini e del presidente nazionale di CNA Professioni, Gianni Berloffa, sono emerse anche le preoccupazione degli atipici per il futuro: al 68% la pressione fiscale e contributiva; seguita dalla stabilità del lavoro. Ma un 58% è fortemente preoccupato per il reddito ed il potere d’acquisto. Un 42% pensa invece con preoccupazione alla copertura previdenziale. Altri pensieri sono occupati dalla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e dal mantenimento e aggiornamento competenze professionali. Ma chi sono i clienti degli autonomi pesaresi? “Per il 45% si tratta di aziende; per il 35% di privati cittadini e per il 20% di enti pubblici. Di questi il 74% si trova in regione; il 26% fuori regione. I professionisti pesaresi contano due o più clienti (nel 92% dei casi); un dato molto interessante alla luce delle norme approvate proprio in questi giorni riguardo alla disciplina volta a combattere il del fenomeno della mono committenza che spesso cela un rapporto di lavoro dipendente o parasubordinato. Solo l’8% dei soggetti dichiara di lavorare con un solo cliente, percentuale che almeno da noi, denuncia che il fenomeno sembrerebbe marginale. Nonostante tutto i lavoratori autonomi sono ottimisti: solo il 28% prevede un calo del fatturato nei prossimi tempi; invariato (il 38%); un aumento nel 20%.  Il sondaggio è servito a CNA Professioni di Pesaro e Urbino per inquadrare le problematiche di un esercito di lavoratori in continuo movimento che spesso non è rappresentato da nessun ordine professionale. Per questo l’associazione si sta attrezzando per dare risposte a questo tipo di lavoratori non solo in termini tecnico-contributivi, ma anche di rappresentanza sindacale.

 

 

LAVORI PUBBLICI: FORMALIZZATE LE RICHIESTE DELLA CNA.

NECESSARIO FAVORIRE IL LAVORO DELLE IMPRESE LOCALI

 

FERMO. l 23 marzo scorso il direttore Alessandro Migliore ha incontrato, insieme ai presidenti delle unioni Impianti Meccanici e Impiantisti, Franco Ciucani e Gaetano Pieroni e al delegato Guido Gennaro, l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fermo, Luigi Montanini.

La riunione per sottoporre all'attenzione dell'amministrazione alcune richieste che arrivano dalla categoria degli artigiani.

Il nostro ruolo di associazione di categoria, che agisce a tutela degli artigiani – dichiara il presidente della CNA Provinciale di Fermo, Sandro Coltrinari – ci impone di segnalare all’amministrazione comunale alcune procedure, in materia di appalti pubblici, che non favoriscono la partecipazione attiva delle imprese del territorio fermano, gravando di conseguenza sulle condizioni economiche e la permanenza nel mercato delle ditte stesse”.

Come emerso dall’incontro – aggiunge il coordinatore provinciale, Alessandro Migliore – i soggetti che soventemente si aggiudicano gli appalti sono imprese che prendono il lavoro già con un ribasso iniziale o con l’offerta economicamente più vantaggiosa. Tali imprese subappaltano a loro volta il lavoro a piccole imprese artigiane, che sono costrette a lavorare a prezzi che non esitiamo a definire 'ridicoli', pur di non perdere la commessa. Risulta quindi chiaro come, al fine di ottenere un margine, la società appaltante le obblighi a lavorare sottocosto: una consuetudine che sta generando da tempo gravissimi danni alle nostre imprese locali”.

            La delegazione della CNA fermana ha voluto ricordare all'assessore Montanini che, assegnando un importante lavoro ad una sola impresa, si corre il rischio che la stessa non mantenga i propri impegni economici nei confronti dei subappaltanti: e questo accade perché il massimo ribasso dell’impresa appaltante trova riscontro nel mancato pagamento di parte delle aziende subappaltanti o sulla qualità del lavoro.

            L’intento della Cna Provinciale di Fermo è di favorire:

 

–        una politica di “spacchettamento” degli appalti concessi fino ad un massimo di importo lavori, per permettere alle imprese dei diversi settori, fra le quali oltre alle imprese edili annoveriamo anche le imprese di installazione e impianti, di partecipare. Per spacchettamento si intende evitare di predisporre un’unica gara, dividendo l’opera per le categorie più importanti (come ad esempio parte edile e parte impianti, divisa nelle varie categorie);

–        una politica di richiesta dei requisiti aziendali per partecipare all’appalto proporzionali al lavoro da svolgere;

–        per i lavori di piccolo importo, come la legge prevede, chiediamo di farsi inviare diversi preventivi dalle micro-imprese artigiane del territorio, fra le quali scegliere quella più idonea al caso.

 

I delegati hanno riscontrato la piena disponibilità dell'assessore Montanini, che dichiara:

“Siamo vicini all'associazione di categoria degli artigiani, con la quale c'è la piena condivisione delle problematiche, oltre alla comprensione del problema e delle richieste avanzate. L'amministrazione comunale esprime la volontà di trovare idonee strade da percorrere, fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia e l'interesse a non penalizzare le aziende locali e il loro lavoro”.

 

 

ASSOCIATI