NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 26

4  MARZO 2014

Dalla Cna Marche:

 

Premiate dalla Cna a Jesi le otto aziende marchigiane più innovative del 2013 per il mercato, le persone, la strategia ed il sistema di relazioni. Menzione speciale per l’impresa socialmente responsabile.

 

DALLE BACCHETTE PER LE BATTERIE E LE PERCUSSIONI DEI MAGGIORI GRUPPI MUSICALI ITALIANI E MONDIALI AI BREVETTI PER PRODURRE LE SPINE ELASTICHE DEI TACCHI PER GRANDI CALZATURIFICI IN ITALIA, BRASILE E SPAGNA. ECCO LE IMPRESE CHE VINCONO LA CRISI

 

Sabatini: “nonostante la crisi le piccole e medie imprese marchigiane hanno continuato ad investire in ricerca e sviluppo. Nella nostra regione  in un anno sono stati  spesi 307,5 milioni di euro di cui 153,2 dalle imprese e 143,4 dalle università.

 

Dalle bacchette per le batterie e le percussioni dei maggiori gruppi musicali italiani e mondiali ai brevetti per produrre le spine elastiche dei tacchi per grandi calzaturifici in Italia, Brasile e Spagna. E poi fare della carta un’arte da vendere on line, promuovere reti d’impresa nel settore edile per realizzare metanodotti e condotte idriche, promuovere mobilità elettrica ed energia pulita, produrre strutture metalliche ed impianti antifurto con tecniche e personale all’avanguardia, specializzarsi nel recupero del patrimonio storico e artistico lavorando per il ministero dell’Interno e la Chiesa cattolica. Sono queste alcune delle imprese artigiane che hanno vinto la crisi mettendo in campo creatività, innovazione e fiducia nel futuro. Sono quelle che la Cna ha voluto premiare a Jesi (An) nell’ambito dell’iniziativa “Marche Eccellenti”, con il “Best Practice Award”: otto aziende che nel 2013 hanno ottenuto i migliori risultati grazie a pratiche innovative per la strategia, le persone, il mercato ed il sistema di relazioni. Una menzione speciale per l’impresa socialmente responsabile.

Di innovazione e trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese, hanno parlato il presidente nazionale Cna Daniele Vaccarino, il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, l’onorevole Emanuele Lodolini della Commissione Questioni Regionali della Camera dei Deputati, il direttore dell’incubatore d’impresa delle Marche JCube, Giuseppe Jacobelli, in una tavola rotonda che si è tenuta prima della premiazione delle imprese eccellenti 2013.

E’ stato il direttore del Centro Studi Sistema Cna, Giovanni Dini  a presentare il “Repertorio regionale delle imprese eccellenti 2013”, una pubblicazione  con la selezione delle trenta imprese artigiane delle Marche che più hanno investito lo scorso anno in innovazione per quanto riguarda la strategia, le persone,  il mercato e il sistema di relazioni mentre il presidente della Cna Marche Gino Sabatini ha sottolineato come, “nonostante la crisi le piccole e medie imprese marchigiane hanno continuato ad investire in ricerca e sviluppo. Nella nostra regione  in un anno sono stati  spesi 307,5 milioni di euro di cui 153,2 dalle imprese e 143,4 dalle università. Le istituzioni pubbliche hanno invece investito appena 10,6 milioni e 220 mila euro le istituzioni non profit.  Questo significa che occorre un più consistente sostegno pubblico all’innovazione che è il principale strumento a disposizione delle imprese per vincere la crisi. Ad occuparsi di ricerca e sviluppo, nelle Marche, sono 4.422 addetti. La maggior parte di essi, pari a 2.457  ricercatori, opera all’interno delle imprese e 1.812  nelle Università. Soltanto 144 gli addetti alla ricerca e sviluppo nelle istituzioni pubbliche e 9 nelle istituzioni private non profit.”

Ma quante sono le imprese marchigiane che hanno introdotto negli ultimi dodici mesi innovazioni tecnologiche di prodotto e di processo, organizzative e di marketing.? Secondo i dati diffusi dal Centro Studi Cna Marche su fonte Istat,  ad averlo fatto è stato il 46,4 per cento delle imprese ed il 22,2 per cento ha introdotto innovazioni di prodotto. Nelle Marche i laureati occupati in professioni scientifiche e tecnologiche sono il 12,6 per cento  ma solo il 2,8 per cento è occupato nei servizi ad alta tecnologia.  Un impegno, quello sul fronte dell’innovazione, che ha portato le imprese regionali nel 2013 a presentare 653 domande di registrazione di brevetti relativi a invenzioni, design o modelli di  utilità. In particolare 365 sono state le invenzioni depositate presso i competenti uffici provinciali delle Camere di Commercio, 127 i brevetti relativi al design e 161 per modelli di utilità.

Numeri in crescita, quelli dei brevetti presentati nelle Marche. Nel 2012 erano stati 538, ossia 97 in meno del 2013,

A selezionare le imprese artigiane e le piccole imprese più innovative ci ha pensato “Cna Innovazione “, la struttura che la Cna ha costituito proprio per valorizzarle e per  favorirne la replicabilità nel sistema produttivo regionale. Il viaggio tra le imprese marchigiane è durato un anno ed ha portato ad una prima selezione di 260 imprese che sono diventate 30, inserite nel “Repertorio imprese eccellenti”. Tra queste c’è stata una ulteriore cernita per scegliere le otto aziende che sono state insignite del “Best practice award 2013”.

 

       PROFILO DELLE AZIENDE PREMIATE

Il premio per l’innovazione dal mercato è andato a due aziende: la Drumart, di Petritoli (Fm) che opera nel settore degli strumenti musicali e  produce bacchette per batteria e percussioni. Utilizza macchinari con le tecnologie più avanzate e brevettate ed ha, tra i suoi clienti, i maggiori gruppi musicali italiani e mondiali.

L’altra azienda premiata  per l’innovazione dal mercato  è stata la Moviter di Ancona attiva nel settore edile e specializzata in movimento terra, demolizioni, smaltimento rifiuti, realizzazioni di condotte idriche e metanodotti. Avvalendosi di personale altamente qualificato, garantisce i più alti standard di sicurezza. Nel 2012 ha promosso una rete di imprese, per migliorare la competitività.

Il premio per l’innovazione dal sistema di relazioni è andato ad altre due aziende. La Cooperativa sociale Inkarta di Fabriano (An), ha fatto della carta un’arte, e grazie all’apertura di un portale, è diventata un brand di riferimento per la vendita on line. La finalità sociale della cooperativa nasce dal fatto che una parte dei soci è diversamente abile.

L’azienda Energy partner di Sant’Angelo In Vado (PU), promuove e diffonde la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la mobilità elettrica e il risparmio energetico. Può contare su un team di progettazione, ricerca e sviluppo interno all’azienda e si relaziona con enti e scuole per far conoscere l’importanza dell’energia pulita e della mobilità sostenibile. Ha realizzato oltre 500 impianti fotovoltaici in tutta Italia.

Il premio per l’innovazione dalla strategia è stato assegnato alla Facom di Castelfidardo (An), azienda di stampi che si è specializzata nella produzione di spine elastiche per tacchi. Grazie a continui investimenti in impianti e macchinari ed a personale qualificato, ha messo a punto due importanti brevetti. Ha raggiunto importanti quote di mercato tra i migliori calzaturifici italiani ed anche all’estero (Brasile, Spagna)

Un altro ex aequo per quanto riguarda l’innovazione dalle persone. Un premio è andato all’impresa Paccaloni Luigino di Potenza Picena (Mc), che fabbrica strutture metalliche. Una piccola azienda, che ha saputo resistere in un mercato sempre più complesso e competitivo, grazie al rapporto con il territorio. Si è inoltre dotata di uno studio di progettazione, con l’impiego di software avanzati, come il Cad tridimensionale.

Analogo riconoscimento per la ditta di installazione impianti Meneghello Uldino di Pesaro che ha reagito alla crisi affiancando all’attività principale degli impianti elettrici, nuovi servizi come gli impianti antifurto, antincendio, di illuminotecnica. La partecipazione periodica del personale a corsi di aggiornamento, consente all’azienda di erogare servizi sempre più qualificati e all’avanguardia.

Una menzione speciale come impresa socialmente responsabile, è stata conferita all’azienda Ediltres di Monsanpolo del Tronto (Ap), per l’utilizzo di materiale e tecniche costruttive all’avanguardia in modo che i lavori siano biocompatibili, evitando materiali tossici e ricercando un sempre più alto rendimento energetico. Specializzata in recupero del patrimonio storico e artistico, ha, tra i suoi clienti, il Ministero dell’Interno e diversi istituti della Chiesa cattolica.

 

“MARCHE ECCELLENTI 2013 ”, LE IMPRESE PREMIATE

IMPRESE SETTORE SEDE MOTIVAZIONE
Drumart  Strumenti musicali  Petritoli (Fm)  Innovazione dal mercato
Moviter Edilizia Ancona Innovazione dal mercato
Inkarta carta Fabriano (An) Innovazione dalle relazioni
Energy partner Energia rinnovabile Sant’Angelo in Vado (Pu) Innovazione dalle relazioni
Facom Stampi Castelfidardo (An) Innovazione dalla strategia
Paccaloni Luigino Strutture  metalliche Potenza Picena (Mc) Innovazione dalle persone
       
Meneghelli Uldino impiantistica Pesaro Innovazione dalle persone
Ediltres edilizia Monsanpolo del Tronto (Ap) Impresa socialmente responsabile
       

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

CNA, PRONTI PER LA SFIDA MILANESE DEL MICAM 2014.

 

Silenzi: “Ci aspettano svalutazione di yen e rublo, budget  ridotti e buyer sempre più cauti.

Dalla nostra rimane il saper fare e la capacità di realizzare prodotti unici”.

 

FERMO. “L’artigiano si presenterà al Micam come sempre in maniera propositiva, con i prodotti d’eccellenza per cui siamo noti in tutto il mondo e che rappresentano storia, tradizione, cultura e saper fare del nostro territorio.

Tuttavia, nonostante l’impegno per la partecipazione alla fiera sia massimo non possiamo fare a meno di considerare alcuni aspetti critici della congiuntura economica attuale, che rendono l’artigiano e il piccolo imprenditore poco sereni”.

Sono le parole del Presidente della CNA Provinciale di Fermo Paolo Silenzi alla vigilia della partenza per il Micam 2014 di Milano, la vetrina calzaturiera internazionale più attesa per la presentazione delle collezioni autunno/inverno in scena alla Fiera Milano Rho dal 2 al 5 marzo prossimi.

Impossibile affrontare la sfida della fiera senza dare uno sguardo ai numeri relativi alle imprese artigiane del comparto calzaturiero: secondo le elaborazioni del Centro Studi Sistema della CNA delle Marche, il 2013 si è chiuso con la metà delle microimprese del settore in difficoltà produttive o di mercato e con solo il 10-15% dei casi in fase di miglioramento; la situazione degli investimenti, inoltre, resta piuttosto grave e, al momento, non sembra destinata a migliorare, dato che riguardano meno del 10% delle imprese e non sono previsti in aumento.

Quindi, ben venga la fiera, ma con gli occhi sempre aperti: “Bisogna prendere atto – prosegue Silenzi – dell’oggettivo calo dei consumi che è oggi una realtà nel nostro Paese e che è necessario tenere ben presente. A questo, nel caso del calzaturiero, dobbiamo aggiungere il cambio sfavorevole di alcune valute estere: in Russia il rublo ha subito una svalutazione del 20%, mentre quella dello yen giapponese è pari al 30%.

Questo determina un calo degli acquisti da parte di quei mercati per noi consolidati e sui quali il calzaturiero punta. Inoltre i budget per gli acquisti si sono ridotti di molto e i buyer non fanno più magazzino, optando soprattutto per acquisti a breve-medio termine”.

Secondo il presidente Silenzi, questi sono gli aspetti che hanno determinato un serio cambiamento nel panorama commerciale del settore calzatura, sia dal punto di vista della vendita che della penetrazione del mercato: “Ecco perché lo spirito con cui l’imprenditore calzaturiero va al Micam è quello di un cauto ottimismo: il contesto economico in cui viviamo ci costringe ad una sfida quotidiana, che mette a dura prova il sistema così come lo conoscevamo ma che ci permette di aprirci a tutte quelle politiche innovative che la CNA sostiene e che oggi devono necessariamente diventare realtà”.

Infine, una considerazione anche sul nuovo Governo: “Troppa burocrazia, cuneo fiscale insopportabile, accesso al credito ancora difficile: il 18 febbraio eravamo 80 mila in piazza del Popolo a Roma per farci sentire. Ci aspettiamo risposte definitive, non ci accontenteremo delle promesse”.   

(segue)

Saranno i calzaturifici “Penelope” (Montegranaro), “Rosina” (Porto Sant’Elpidio) e “Colepio” (Porto Sant’Elpidio) le aziende dell’unione Federmoda che la CNA Provinciale di Fermo porterà, grazie alla collettiva organizzata e sostenuta dall’azienda speciale dell’ente camerale “Fermo Promuove”, al theMicam 2014 di Milano.

In fiera saranno presenti anche quattro delle otto aziende che formano la rete di imprese della CNA di Fermo “Modart”: “Rodà”, “Gianròs”, “Michele Secchiari”, “Bruno Parmigiani”. 

L’artigianato sarà presente anche nello spazio istituzionale allestito dalla Camera di Commercio di Fermo, con Mauro Testella (“Bottega Vasì”, Montegranaro) e la sua linea esclusiva di accessori in pelle per uomo, le creazioni della designer di calzature fermana Cristina Franceschetti e le borse di Arianna Pangrazi (“Aria”, Monte Urano).

 

MICAM 2014, IL CASO DELLA RETE DI IMPRESE “MODART ITALIA” NEL CONVEGNO IN PROGRAMMA PER OGGI ALLE 15.

 

FERMO. Intenso il programma di incontri, convegni e tavole rotonde a tema calzaturiero organizzato per i giorni del Micam di Milano dalla Camera di Commercio di Fermo nello spazio hospitality riservato al Distretto Calzaturiero delle Marche, all’interno del padiglione 7 della Fiera Milano Rho.

Il secondo previsto peroggi, martedì 4 marzo, alle ore 15, è intitolato “Showroom reali e virtuali”: il responsabile provinciale dell’unione Federmoda Giammarco Ferranti prenderà parte al dibattito per illustrare l’esperienza condotta dalla CNA Provinciale di Fermo per la realizzazione della prima rete di imprese del calzaturiero.

“Modart Italia”, infatti, oltre che un progetto che mette insieme otto aziende del settore (i calzaturifici “Bruno Parmigiani”, “Rodà”, “Gianros”, “Michele Secchiari”, “Roberto Maurizi”, “Flavian”, “Ci Effedue”, “Ellen”), sarà prestissimo uno showroom concretamente reale.

Lo spazio è in fase di allestimento a Villa Baruchello di Porto Sant’Elpidio e sarà organizzato secondo le migliori tecniche dell’immagine, della comunicazione e della funzionalità. Sarà il luogo in cui le imprese trasferiranno le loro attività commerciali, di rappresentanza e relazionali e dove saranno presenti con un numero importante di campionari, oltre ad un’ampia e diversificata scelta nelle linee stilistiche. Il luogo in cui si organizzeranno incoming, b2b e incontri con i buyers del settore, per un progetto che prevede anche la promozione del territorio in cui nasce l’eccellenza calzaturiera. In cantiere anche il sito web della rete di impresa e l’organizzazione della promozione fieristica in Italia e all’estero.

Le imprese aderenti alla rete devono produrre tutto in Italia e possedere un attestato sulla tracciabilità rilasciato dall’ITF (Italian Textile Fashion, ente terzo certificatore riconosciuto da UnionFiliere).

Ricordiamo infine che i calzaturifici “Penelope” (Montegranaro), “Rosina” (Porto Sant’Elpidio) e “Colepio” (Porto Sant’Elpidio) sono le aziende dell’unione Federmoda che la CNA Provinciale di Fermo ha accompagnato, grazie alla collettiva organizzata e sostenuta dall’azienda speciale dell’ente camerale “Fermo Promuove”, al theMicam 2014 di Milano.

Interessante e di altissima qualità la presenza firmata CNA Provinciale di Fermo nello spazio istituzionale allestito dalla Camera di Commercio di Fermo, con Mauro Testella (“Bottega Vasì”, Montegranaro) e la sua linea esclusiva di accessori in pelle per uomo, le creazioni della designer di calzature fermana Cristina Franceschetti e le borse di Arianna Pangrazi (“Aria”, Monte Urano).

 

Sono i  risultati di un’indagine dell’Università degli studi di Urbino commissionata dalla CNA su un campione di 300 microimprese della provincia di Pesaro e Urbino

 

CRISI E AZIENDE, LE DONNE IMPRENDITRICI

SANNO AFFRONTARLA MEGLIO DEGLI UOMINI

 

PESARO – La crisi economica? Le donne imprenditrici hanno dimostrato di saperla affrontarla meglio dei loro colleghi uomini. E’ quanto risulta da un’indagine commissionata da CNA Impresa Donna di Pesaro e Urbino all’Università degli Studi di Urbino e realizzata dal Dipartimento di Economia, Società e Politica (Desp), effettuata su un campione di 150 microimprese a conduzione maschile ed altrettante guidate da donne della provincia di Pesaro e Urbino. In base alla ricerca è infatti risultato che gli imprenditori maschi hanno sofferto gli effetti della crisi economica molto più delle colleghe imprenditrici,  sia in termini pratici, che psicologici che di capacità di reazione di fronte alle difficoltà. Ed in generale le donne titolari di attività hanno dimostrato di saper reagire meglio ed in maniera più energica, veloce e decisa alle difficoltà imposte dalla recessione. Si tratta di un significativo spaccato effettuato su 300 imprese nelle quali il/la, titolare assume su di sé tutte le responsabilità dell’attività (dalla titolarità, alla conduzione, fino alla produzione e commercializzazione di prodotti e/o servizi). Dall’indagine coordinata da Alessandra Benvenuti, responsabile provinciale CNA Impresa Donna e condotta dalla professoressa Francesca Cesaroni dell’Università di Urbino, è emerso che sono più numerose le imprenditrici (35,5% contro il 24% degli imprenditori), che dichiarano di aver subìto un impatto poco rilevante a causa della crisi.  Al contrario sono più numerosi gli imprenditori (21,3% contro il 9,1% delle imprenditrici), che dichiarano di avere avuto un impatto molto rilevante a causa della crisi. Gli effetti della crisi sono stati avvertiti dalle imprese soprattutto in termini di riduzione del fatturato (denunciata dal 67% delle imprese) e dalla riduzione del numero di clienti segnalata dal 51% delle imprese.

Uno dei fronti sui quali si sono registrate più differenze tra uomini e donne è quello dei crediti. Anche in questo settore le donne hanno dimostrato di cavarsela meglio ed in maniera più risoluta ed efficace rispetto ai colleghi maschi. La risposta è nei numeri. I tempi di riscossione sono infatti aumentati per il 63% degli imprenditori e solo il 9% delle donne. I crediti insoluti sono aumentati per il 34% degli imprenditori mentre addirittura nessuna delle donne interpellate ha dichiarato di aver avuto questo tipo di effetto. La liquidità in azienda infine è molto peggiorata per il 24% degli imprenditori e solo per il 6% delle imprenditrici. Insomma, anche da questi risulta che sono gli uomini ad aver sofferto molto più delle colleghe imprenditrici gli effetti della recessione. Ed anche sul fronte delle misure adottare per contrastare la crisi dalla ricerca emergono significative differenze tra le scelte effettuate da uomini e donne. Tra gli uomini, infatti, è stata più elevata la percentuale di coloro che hanno attuato iniziative di tipo “offensivo” o ”espansivo, prevalentemente sotto forma di abbassamento dei prezzi (54% contro il 17% delle donne). Da parte delle donne, invece, è risultata più marcata la tendenza ad adottare misure difensive, finalizzate alla riduzione dei costi e degli sprechi, alla contrazione dei volumi di attività, all’annullamento degli investimenti o al rinvio di quelli già programmati. Il 77% delle donne ha dichiarato infatti di aver attuato misure in questa direzione contro il 46% degli uomini, dimostrando così di essere più prudenti e più avvedute, e di saper meglio difendersi dagli effetti negativi della crisi. Nonostante tutto questo, il sistema bancario sembra favorire ancora gli imprenditori. A fronte di richieste di finanziamento per la propria attività sono di più gli uomini ad aver ottenuto l’intero importo (85% contro il 73% delle donne). Ed a preferire i Confidi (ovvero cooperative e consorzi artigiani di garanzia), sono state invece le donne (67% contro il 42% degli uomini). Sul fronte della conciliazione dei tempi, sono di più le donne, rispetto agli uomini, che affermano che i problemi di conciliazione sono migliorati durante la crisi (14,5% contro il 6,5%). Per coloro che hanno sostenuto che la capacità di conciliazione è migliorata i motivi sono stati: per le donne il fatto che i figli sono cresciuti (81,3% contro lo 0% degli uomini); per gli uomini il fatto che la crisi ha ridotto il lavoro ed ha lasciato quindi maggior tempo libero (addirittura l’86% contro il 6% delle donne). I risultati di questa indagine costituiranno per la CNA ed in particolare per CNA Impresa Donna la base scientifica sulla quale orientare corsi di formazione, progetti e proposte per le amministrazioni locali. Inoltre i risultati della ricerca costituiranno la base per una pubblicazione.

 

Domani sera iniziativa CNA per presentare il Progetto Costo Zero, una serie di agevolazioni che permettono di ristrutturare la propria abitazione a costo zero 

 

LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE, A PESARO 3MILA INTERVENTI

25MILA EURO IN MEDIA PER SISTEMARE CASA CON LE DETRAZIONI FISCALI

 

PESARO – Sono stati quasi 3.000 gli interventi di ristrutturazione che hanno usufruito della detrazione fiscale del 55% effettuati lo scorso anno nel Comune di Pesaro. Si tratta di lavori che hanno riguardato prevalentemente abitazioni e condomini per un importo medio di 25mila euro ad intervento. Rifacimenti di esterni, interni, tinteggiature, interventi tesi al risparmio energetico, etc. Ad eseguirli sono state prevalentemente imprese artigiane specializzate in questo tipo di lavori. A Pesaro, come nel resto della provincia, continua per fortuna il trend positivo per quel che riguarda le ristrutturazioni. Si tratta di lavori che per entità ed importi non possono certo compensare le perdite causate dalla crisi, anche se possono dare un minimo di ossigeno alle piccole imprese della costruzioni. Strettamente legato a quello delle ristrutturazioni c’è anche il tema della sicurezza, della qualità, della esecuzione a regola d’arte dei lavori in edilizia. Proprio su questi argomenti, ed in particolare sulla sicurezza nei cantieri e sulle ristrutturazioni, CNA costruzioni ha organizzato una serie di riunioni nella provincia per illustrare i vantaggi nel far eseguire i lavori ad imprese regolari e certificate. Il tour sulla sicurezza in edilizia e sul Progetto Costo Zero (una serie di agevolazioni che permettono di ristrutturare la propria abitazione a costo zero), prosegue domani, MERCOLEDI’ 5 MARZO (ore 20.30), nella sala Riunioni della CNA di Pesaro 1 – in via Mameli 90 – Centro Direzionale Benelli. Alla riunione di CNA costruzioni, organizzata in collaborazione con la società di consulenza ambientale e sicurezza Master Quality, parteciperanno, il responsabile di CNA costruzioni, Fausto Baldarelli, il direttore di Master Quality, Massimiliano Lucchetti e l’ingegner Fabio Vernarecci, presidente provinciale CNA Costruzioni. Introdurrà il presidente CNA di Pesaro, Cristina Ortolani e chiuderà il presidente provinciale CNA, Alberto Barilari.

Cos’è il Progetto Costo Zero

Il progetto Costo Zero, una iniziativa di CNA delle Marche prevede fino al 31 dicembre 2014 una serie di agevolazioni che consentono di effettuare opere di ristrutturazione a costo zero. Come? Grazie alle nuove agevolazioni fiscali si può ottenere il rimborso del 65% delle spese che riguardano la riqualificazione energetica degli edifici (infissi, pannelli solari, caldaie, cappotti termici, isolamento solai) e l’adeguamento antisismico. Si ha diritto al 50% della detrazione Irpef sia sulle spese di ristrutturazione edilizia di abitazione e condomini, sia sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici almeno di classe A+. La realizzazione di questi interventi consente di risparmiare energia fino ad un 25-30% annuo. Al risparmio così ottenuto dal rimborso fiscale e da quello sui costi dell’energia si può aggiungere lo sconto previsto dal Progetto Costo Zero CNA. Le imprese edili e di installazione di impianti associate alla CNA delle Marche che aderiscono al Progetto, effettueranno un ulteriore sconto di almeno il 10% sul preventivo che presenteranno al cittadino o al condominio. Inoltre per i condomìni è possibile rateizzare, con un costo aggiuntivo ridotto al minimo, le spese di ristrutturazione delle abitazioni sommando le possibilità date dalla normativa sulle detrazioni fiscali con il finanziamento agevolato di banche convenzionate.

 

CNA, IL PICENO SOTTO LO SCACCO DELLA PRESSIONE FISCALE: PAGHIAMO OLTRE SETTE MILIONI DI EURO AL MESE IN PIU’ DI TASSE

 

I dati territoriali della ricerca del Centro Studi della Cna sulle entrate erariali e locali che incidono sulla pressione fiscale complessiva

 

ASCOLI PICENO. Ricerca Cna: nel Piceno famiglie, artigiani e imprese stanno pagando oltre sette milioni  di tasse in più al mese. Un salasso, mentre la crisi morde con maggiore ferocia. Rispetto al 2012, infatti, il fisco nella nostra provincia ha incassato quasi 7 milioni di euro in più al mese nel 2013. Ovvero 33 Euro, e qualche centesimo, in più al mese per ogni abitante del Piceno, compresi i neonati. Nel dettaglio – rileva sempre lo studio Cna – l’anno “nero” per i contribuenti Piceni è stato il 2012, quando la pressione fiscale è balzata dal 42 al 44 per cento circa, complice anche il calo del Pil. Nel 2013 – se questa può essere una consolazione – il fisco si è “limitato” a confermare nella sostanza le entrate, e anche la pressione fiscale, dell’anno precedente. Stessa musica, fino ad ora, anche per il 2014.

Nel 2013 la crescita del gettito è stata determinata per 423 milioni da imposte indirette (comprese quelle di competenza europea), per 220 milioni da imposte. In questo computo rientra anche la trasformazione delle “una tantum” in “una semper” che sono diventate entrate strutturali a carico di tutti i contribuenti e, in particolare, delle imprese.

“La responsabilità principale dell’aumento della tassazione – spiega Francesco Balloni, direttore provinciale della Cna – va addebitata alla trasformazione dell’Ici in Imu. La nuova imposta sugli immobili, che ha colpito selvaggiamente capannoni, laboratori, negozi, gli immobili strumentali insomma, quelli che creano lavoro e ricchezza diffusa, è costata ai contribuenti del Piceno intorno ai 49 milioni di Euro”.

“Questo senza dimenticare – aggiunge Luigi Passaretti, presidente della Cna di Ascoli – che l’impennata del 24 per cento dell’imposta di fabbricazione sui carburanti ha permesso al fisco di introitare maggiori entrate per oltre un mione e mezzo di Euro. Maggiori entrate di certo non dovute alla crescita dei consumi, che anzi si sono ridotti, ma appunto all’impennata della tassazione”.

 

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