NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 24

27 MAGGIO 2013

Dalla Cna Marche:

 

Tra il 1998 e il 2010, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, sono state 130.209 le abitazioni sottoporte a lavori di manutenzione straordinaria che hanno usufruito della detrazione fiscale, con un’incidenza del  24,1 per cento sul patrimonio. Altri 20 mila lavori avviati tra il 2011 e il 2012.

 

MARCHE, UNA CASA SU QUATTRO RISTRUTTURATA GRAZIE AL BONUS FISCALE

LO SCORSO ANNO GLI INVESTIMENTI IN NUOVE ABITAZIONI IN CALO DEL 17%

 

Bilei: “Se vogliamo salvare l’edilizia marchigiana dal tracollo occorre prorogare assolutamente il bonus ristrutturazioni che scade alla fine di giugno.”

 

In dodici anni una casa su quattro è stata rimessa a nuovo dai marchigiani grazie al bonus fiscale sulle ristrutturazioni edilizie. Tra il 1998 e il 2010, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, sono state 130.209 le abitazioni sottoporte a lavori di manutenzione straordinaria che hanno usufruito della detrazione fiscale, con un’incidenza del  24,1 per cento sul patrimonio abitativo. In Italia le ristrutturazioni, secondo uno studio Cna Cresme  sono state 5,4 milioni fino alla fine del 2012.

“Se consideriamo” afferma Marco Bilei responsabile Unione Costruzioni della Cna Marche “che negli ultimi due anni almeno altri 20 mila proprietari nelle Marche hanno presentato all’Agenzia delle Entrate la comunicazione di inizio lavori per ristrutturare casa, arriviamo ad avere 30 immobili su 100 risistemati utilizzando le detrazioni fiscali. Tutto questo mentre negli ultimi cinque anni gli investimenti nelle nuove abitazioni sono calati del 44 per cento e del 17 per cento solo nell’ultimo anno, con la previsione di una ulteriore flessione del 13 per cento nel 2013. Addirittura i permessi rilasciati per la costruzione di nuove case, negli ultimi sei anni, sono diminuiti di oltre il 60 per cento.”

L’anno scorso la spesa in interventi di recupero ha raggiunto il 61 per cento dell’intero fatturato  del settore edile

“Se vogliamo salvare l’edilizia marchigiana dal tracollo” sostiene Bilei “occorre prorogare assolutamente il bonus ristrutturazioni che scade alla fine di giugno. Tra l’altro si tratta di incentivi che si ripagano da soli. E’ quanto emerge dall’analisi congiunta condotta dal Centro studi Cna e dal Cresme sugli incentivi fiscali per le ristrutturazioni (50%) e per l’efficienza energetica (55%). Tra il 1998 e il 2012 lo Stato italiano ha incassato dall’attività avviata con gli incentivi 49,5 miliardi di euro, a fronte di minor gettito maturato pari a 31,7 miliardi di euro. Il saldo al 2012 è quindi positivo per 17,8 miliardi di euro.”

 

 

I Confidi e le iniziative per favorire l’accesso al credito delle imprese al centro di un convegno di Fidimpresa Marche, al quale hanno partecipato l’assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini, l’economista dell’università di Trento Luca Erzegovesi, il Direttore nazionale di Fedart Fidi Leonardo Nafissi

 

MARCHE, IN AUMENTO FALLIMENTI E SOFFERENZE BANCARIE

RADDOPPIATE LE PRATICHE DEL FONDO ANTIUSURA

 

Nei primi tre mesi del 2013 136 imprenditori hanno portato i libri in tribunale, arrendendosi alla crisi. In tutto il 2012 erano stati 438 e l’anno precedente 398. In crescita anche le richieste delle imprese di chiedere la moratoria, per sospendere le rate dei prestiti

 

Marche, sono sempre più numerose le imprese che falliscono. Soltanto nei primi tre mesi del 2013 136 imprenditori hanno portato i libri in tribunale, arrendendosi alla crisi. In tutto il 2012 erano stati 438 e l’anno precedente 398. Edilizia, commercio, ristorazione, autotrasporto e abbigliamento i settori più colpiti. Sono le vittime di una crisi che non vuole finire.

Anche se non falliscono le imprese marchigiane sono sempre più in crisi di liquidità.

“Nel 2012” ha affermato il presidente di Fidimpresa Marche Alberto Barilari, introducendo la tavola rotonda che si è tenuta a Colli del Tronto sui Confidi e il sistema del credito marchigiano “le imprese che hanno chiesto al nostro Confidi  di accedere alla moratoria, sospendendo per dodici mesi il pagamento delle rate dei prestiti, sono state 454, in netta crescita rispetto alle 102 dell’anno precedente. L’alternativa  alla moratoria è quella  di finire in mano agli strozzini”.

Una eventualità, quella di finire nel giro degli usurai, che Fidimpresa Marche  ed i Confidi regionali sono impegnati a contrastare, grazie al Fondo antiusura; lo scorso anno le pratiche deliberate e interamente garantite da Fidimpresa col Fondo antiusura sono state 84 contro le 49 del 2011.

In forte aumento nelle Marche anche le sofferenze bancarie delle imprese che sono passate da 3,1 a 3,5  miliardi di euro (+13,6%) mentre il tasso di insolvenza è salito all’11,2 per cento. Inoltre nelle Marche tra il 2011 e il 2012, secondo il “Rapporto nazionale sull’accesso al credito” di Unioncamere, si è verificata una flessione dell’erogazione di credito bancario alle imprese del 3,5 per cento, rispetto ad un dato nazionale del 2,5 per cento. Si è passati da 27,5 a 26,6 miliardi di euro. Di questi finanziamenti, solo il 25,7 per cento è andato alle imprese con meno di 20 addetti. Per queste ultime, la contrazione dei prestiti bancari è stata decisamente superiore: si è scesi da 6,7 a 6,2 miliardi, con un calo percentuale del 6,9 per cento, inferiore solo a quello del Molise (-8,3%).

La condizione essenziale per continuare a garantire il credito alle imprese, è quella della salvaguardia e del rafforzamento  del patrimonio dei Confidi.

“In quest’ottica” ha affermato il presidente di Cna Marche Renato Picciaiola “ è fondamentale il ricorso al Fondo Centrale di Garanzia, che va potenziato e ricondotto all’interno di una regia regionale, capace di garantire alle imprese più credito attraverso i Confidi più che a garantire il rischio delle banche.”

Accanto alle risorse messe a disposizione dal Fondo Centrale di Garanzia ci sono quelle del Fondo Europeo degli Investimenti (FEI) e del Fondo Regionale di Garanzia (FGM), che possono essere validamente gestite dalla Società Regionale di Garanzia in modo che garantiscano un forte effetto leva, anche attraverso il crescente contributo degli enti pubblici e delle Camere di commercio.

“In particolare” ha spiegato l’assessore regionale alle Attività Produttive Sara Giannini “dall’inizio del 2009 al 13 maggio di quest’anno,  il Fondo Regionale di Garanzia ha impegnato  31,2 milioni di euro per garantire 17.959 operazioni  per complessivi 773,5 milioni di finanziamenti. Per l’anno in corso la Regione ha stanziato ulteriori 3 milioni ed altre risorse arriveranno da Comuni, Province e Camere di Commercio, che consentiranno di coprire tutto il 2013”.

In questo contesto Fidimpresa Marche ha svolto un ruolo importante. Il Bilancio 2012 si è chiuso con una attività di garanzia in crescita (+11 per cento). Lo scorso anno sono state 4.538 le imprese che hanno ottenuto finanziamenti garantiti da Fidimpresa Marche per 200 milioni di euro. Nel 2011 le pratiche erano state 3.715 per 189 milioni di euro garantiti

I Confidi, secondo il Direttore nazionale di Fedart Fidi Leonardo Nafissi “ sono gli strumenti più in grado di supportare le imprese minori nell’accesso al credito, in quanto sono gli unici capaci di fornire anche  servizi ed assistenza finanziaria, oltre a veicolare più finanziamenti al costo più basso e con minori sofferenze.”

Tra le imprese marchigiane che si sono rivolte ai Confidi, infatti, le sofferenze sono del 6,1 per cento contro l’11,2 per cento denunciato dalla generalità delle imprese.

Ma, secondo l’economista dell’università di Trento Luca Erzegovesi, che ha partecipato al dibattito di Colli del Tronto “i Confidi sono troppo spesso fuori dai Tavoli dove le banche, gli altri creditori e le imprese cercano soluzioni alle crisi aziendali. Come potenziare questi importanti strumenti di sostegno al credito? Favorendo l’aggregazione e riordinando l’impianto degli aiuti pubblici ai Confidi”

 

Da Rete Imprese Italia:

 

E in una lettera al Ministro dell’Ambiente chiesta proroga per mappatura impianti refrigerazione

 

RETE IMPRESE ITALIA SU RINVIO ECOBONUS:

MISURE VANNO CONFERMATE IN PROSSIMO CDM

 

Rete Imprese Italia auspica che il prossimo Consiglio dei Ministri confermi l’annunciata proroga dei due bonus del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici e del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Tali agevolazioni si sono dimostrate, infatti, uno strumento efficace di sostegno e rilancio delle attività produttive fornendo, da un lato, un contributo al raggiungimento degli obiettivi che l’Italia si è impegnata a rispettare in materia di riduzione delle emissioni climalteranti e, dall’altro, un importante supporto per lo sviluppo delle imprese che operano nelle numerose attività connesse al settore. Prorogare le detrazioni significa, inoltre, assicurare positivi effetti economici derivanti dallo stimolo agli investimenti e dall’emersione dell’attività illegale.

E sempre in materia ambientale, in una lettera inviata al Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, Rete Imprese Italia chiede con urgenza una proroga dei termini, in scadenza il prossimo 31 maggio, per l’invio telematico da parte delle imprese e dei privati dei dati relativi agli impianti di refrigerazione contenenti gas fluorurati.

Nella lettera – a firma del presidente Carlo Sangalli – si evidenzia come questa disposizione, entrata in vigore solo il 14 maggio scorso con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, concede un periodo di tempo troppo esiguo agli operatori proprietari o conduttori di tali impianti comportando, di fatto, l’impossibilità pratica dell’operazione ed esponendo, di conseguenza, le imprese al rischio di incorrere in elevate sanzioni per la mancata comunicazione dei dati.

Per Rete Imprese Italia si tratta, dunque, di un’ennesima complicazione burocratica che, in assenza di un congruo rinvio dei termini, avrà inevitabili ricadute negative su cittadini e imprese. Una complicazione che, peraltro, poteva essere evitata viste le numerose segnalazioni di malfunzionamenti del sistema telematico già riscontrate dalle imprese in questi giorni.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

AL LAVORO PER LA COSTITUZIONE DEL COMITATO GIOVANI IMPRENDITORI

Coltrinari: “Puntiamo sui talenti under40”

 

FERMO. La CNA Provinciale di Fermo è sempre attenta e vicina alle nuove generazioni, vera risorsa strategica per la crescita del Paese: basti pensare, infatti, che negli ultimi anni il numero dei titolari di aziende under40 si è rivelato in costante aumento e molti di loro si sono trovati a condurre attività avviate dai padri o a creare dal nulla vere e proprie aziende.

Per questo CNA Fermo ha intenzione di sostenere le capacità imprenditoriali più giovani, attribuendo loro maggiore riconoscimento e visibilità grazie alla costituzione di un Comitato di Giovani Imprenditori.

Si tratta di un raggruppamento di interesse nato nell’ambito del sistema associativo CNA e sviluppato a livello provinciale, regionale e nazionale con l’obiettivo di cogliere le peculiarità e le criticità connesse alla nascita e al consolidamento d’impresa gestita dai giovani imprenditori. Si è Giovani Imprenditori fino a 40 anni di età in base allo Statuto e al regolamento di CNA.

Lo scopo del Gruppo CNA Giovani Imprenditori – spiega il Presidente Provinciale Sandro Coltrinariè quello di interpretare, analizzare e proporre soluzioni alle problematiche legate al mondo dell’imprenditoria, sia nella rappresentanza che in quella esterna verso le istituzioni, il governo, la società civile. Stiamo lavorando alla costituzione del Comitato nella convinzione – sostiene Coltrinariche i giovani imprenditori portino valore al sistema CNA, fungendo da stimolo all’associazione e sensibilizzando la medesima su alcune tematiche che vanno nel senso di un rinnovamento dell’ imprenditorialità”.

Una delegazione del costituendo comitato, con il responsabile provinciale Mirko Tano e Paolo Martinelli (Proff Creation – Porto Sant’Elpidio), ha già partecipato lo scorso aprile al convegno “Giovani & Lavoro: una sfida possibile”, organizzato dall’Assessore Marco Luchetti, che si è svolto ad Ancona nell’ambito delle attività di comunicazione del FSE 2007 – 2013.

Inoltre, la prossima estate si terrà per la prima volta ad Ascoli Piceno l’evento annuale di CNA Giovani Imprenditori chiamato “CNA Next”: per la promozione dell’evento si sta realizzando un video in cui, per il Fermano, hanno partecipato Mirco e Roberta Lattanzi (Calzaturificio VRL di Gianfranco Lattanzi & C. snc di Montegranaro) e Paolo Martinelli (Proff Creations di Porto Sant’Elpidio).

La CNA Provinciale di Fermo con il suo Comitato Giovani Imprenditori si propone di accompagnare le giovani imprese nella crescita professionale, esaltando il talento attraverso la conoscenza, le relazioni, la formazione e la motivazione.

Il gruppo si impegna a diffondere la cultura dell’imprenditoria e favorire lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile; orientare e formare i giovani imprenditori anche promuovendo il senso di appartenenza al sistema CNA; creare percorsi di sostegno e di sviluppo delle giovani imprese; promuovere il riconoscimento sociale dell’imprenditore e in particolare del giovane imprenditore, esaltandone la sua utilità socio-economica; sostenere lo sviluppo dei temi del un ricambio generazionale nel mondo dell’impresa e anche all’interno del sistema CNA.

 

Ricercatrice, storica e autrice di testi guiderà l’associazione cittadina.

Ieri l’assemblea con gli imprenditori. Al centro la crisi, il credito e la tassazione locale

 

CRISTINA ORTOLANI È IL NUOVO PRESIDENTE

DELLA CNA DEL COMUNE DI PESARO

PESARO – Cristina Ortolani, storica, ricercatrice, autrice di testi e pubblicazioni, è il nuovo presidente della CNA di Pesaro. L’elezione della Ortolani, che proprio per la CNA ha realizzato negli scorsi anni due pubblicazioni e diverse mostre, è avvenuta al termine dell’assemblea congressuale della CNA cittadina incentrata sulle questioni del territorio  e su quelle che più in generale attanagliano le imprese in questo difficile momento.  Il dibattito, al quale hanno preso parte tra gli altri il segretario provinciale della CNA, Moreno Bordoni ed il presidente di Fidimpresa Marche, Alberto Barilari, è ruotato attorno ai dati della crisi che attanaglia la città: oltre 200 imprese artigiane perse in quattro anni, cassa integrazione triplicata, un migliaio di disoccupati in più all’anno negli ultimi cinque; intere zone artigianali diventate una lunga teoria di capannoni sfitti. Ed ancora negozi e botteghe che chiudono i battenti; interi settori (come il tessile abbigliamento), pressochè spariti. Il mobile che arranca anche sull’estero; l’edilizia ferma, la meccanica che annaspa e l’autotrasporto al palo. L’analisi è impietosa e riguarda un po’ tutti i settori. Tra le questioni principali, quelle relativo al credito e alla mancanza di linee di finanziamento da parte degli istituti bancari. Ed ancora, la tassazione locale (Imu e Tares in particolare), che appesantisce il fardello delle aziende. Il carico di tributi nazionali e l’impossibilità di fare nuovi investimenti. Era presente anche il vicesindaco, Enzo Belloni che ha ricordato l’azione del Comune per il rilancio dell’economia del territorio attraverso il Patto sottoscritto con le associazioni di categoria per affrontare la crisi attraverso linee programmatiche, obiettivi e progetti ed elogiato l’azione della CNA.   “Il momento è nerissimo  – ha detto Moreno Bordoni – ed è per questo che la CNA in questa fase ha il compito di stare al fianco delle imprese, dei loro titolari ma anche dei dipendenti quale parte integrante di un sistema: quello della piccola impresa che ha garantito fino ad ora benessere, ricchezza e occupazione. Attraverso il nostro Confidi e il sistema CNA siamo stati in grado di salvare tante imprese (oltre un migliaio solo nel 2012), che altrimenti avrebbero chiuso i battenti. Per questo crediamo che la nostra associazione possa costituire, ora più che mai un punto di riferimento e di proposta per tutti il settore”. Ad intervenire anche il responsabile regionale CNA per l’internazionalizzazione, Emilio Berionni che ha ricordato le tante opportunità offerte dai mercati esteri e dalla possibilità per le imprese pesaresi di fare sistema e di creare reti per aggredire i mercati esteri  D’altra parte l’efficacia di questa azione di rappresentanza della CNA è testimoniata dal livello di partecipazione alle assemblee congressuali. Fino ad ora una ventina dalla fine di aprile ad oggi in tutta la provincia. “Assemblee affollate – ha detto Bordoni – con tanti imprenditori che partecipano e che vogliono dire la loro. Noi cercheremo di farci interpreti delle tante istanze e di portare a sintesi quello che abbiamo ascoltato in questi giorni anche attraverso il nostro prossimo congresso provinciale del 9 giugno”. Un ringraziamento particolare, per l’impegno,  la passione, la competenza  dimostrata in questi anni,  è stato rivolto infine alla presidente uscente della CNA di Pesaro e Urbino, Sabina Cardinali.

 

A Giorgio Iachini il Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico.

Tra i fondatori della CNA, fu precursore dei tempi promuovendo

il sistema dei consorzi e delle reti

FERMO. Quando è stato il momento di intervenire, dopo la consegna della medaglia e della pergamena del 1° Premio della Fedeltà al Lavoro e del Progresso Economico, Giorgio Iachini è stato vinto dalle emozioni e si è commosso.

Ha ritirato il prestigioso riconoscimento attribuito dalla Camera di Commercio di Fermo ieri mattina, venerdì 24 maggio, durante la cerimonia di premiazione che si è svolta nella sala convegni dell’ente camerale, affiancato dal Presidente della CNA Provinciale di Fermo Sandro Coltrinari e dal Coordinatore Provinciale Alessandro Migliore.

Un riconoscimento ai suoi 45 anni di lavoro che gli è stato tributato dal Governatore della Regione Marche Gian Mario Spacca, dal Presidente di Unioncamere nazionale Ferruccio Dardanello, dal Presidente della Camera di Commercio di Fermo Graziano Di Battista e dal vicesindaco di Porto Sant’Elpidio Monica Leoni, di fronte ad una gremitissima platea formata dalle autorità del territorio e dagli altri imprenditori, istituzioni e personalità della vita socio-economica del Paese premiati ieri mattina.

A Giorgio Iachini il premio per la categoria “Imprenditore alla guida di un’impresa con oltre 35 anni di attività”.

Il calzaturificio “Giorgio Iachini” nasceva, infatti, 45 anni fa a Porto Sant’Elpidio:  nel 1968, dopo 18 mesi di militare a Legnano, la scuola per modellisti a Sant’Elpidio a Mare e una importante esperienza come dipendente, apriva il suo laboratorio di 16 metri quadrati.

Ero un dipendente dall’età di 12 anni – racconta Iachinia quei tempi in fabbrica bisognava saper fare tutto. Quando iniziai a produrre in proprio, lo feci con un articolo molto particolare: una scarpa da donna da cerimonia, ricca di strass”.

Da allora la ditta elpidiense produce scarpe da sposa (oltre alla linea da cerimonia, disponibile anche per uomo) conosciute in tutta Europa. Nel 1970 viene affiancato dal fratello Bruno e dalle rispettive consorti Loredana e Maria. In fabbrica oltre a loro, un tagliatore, una scatolatrice e due dipendenti. Una struttura familiare e artigianale che ritroviamo ancora oggi nell’azienda che è guidata dal 2005 dai figli di Giorgio, Michele e Umberto. La ditta distribuisce sul mercato nazionale, in Europa e nel mondo e le creazioni artigianali “Giorgio Iachini” sono disponibili nelle migliori boutiques e negli atelier dedicati alla sposa.

Iachini ricorda la svolta, che avvenne negli anni Ottanta, quando incontrò un manager americano che si intendeva di marketing e comunicazione: “Lo ricordo ancora oggi e non posso smettere di ringraziarlo. Mi diede il consiglio giusto al momento giusto – dice – spiegandomi una cosa tanto semplice quanto innovativa. E cioè che le persone che lavorano meritano di essere ricompensate. Come? Facendo conoscere quello per cui lavorano ogni giorno”.

Iachini iniziò allora ad investire in pubblicità, puntando sulle riviste di settore e le sue scarpe apparivano su “Vogue Sposa”: “Lo feci quando tutti mi dicevano che erano solo soldi sprecati”.

Al successo lavorativo si affianca un attento e costante impegno associativo, iniziato nei primi anni Settanta con le primissime riunioni di CNA, proseguito con l’avvio della cooperativa d’acquisto ACA e con la fondazione del consorzio Elpidiense Export.

Un vero e proprio pallino, quello dell’aggregarsi e del fare rete, dice Giorgio Iachini, che nel frattempo si impegna anche con quella che all’epoca era la Cooperativa di Garanzia, diventata oggi Fidimpresa il confidi di CNA.

Ho sempre creduto nei consorzi e nei gruppi di imprese – afferma Iachinisono esperienze preziose, utili tanto ieri quanto soprattutto in un periodo come quello attuale. Gli artigiani soffrono, fanno fatica e io stesso mi chiedo come sia possibile andare avanti ogni giorno. La CNA mi ha insegnato tanto e oggi posso dire con sicurezza che se si lavora bene e con onestà, si partecipa e ci si confronta, si ottengono imporanti risultati”.

Giorgio Iachini è stato uno dei padri fondatori dell’associazione – dichiara il Presidente Provinciale CNA Fermo Sandro Coltrinari – e un vero e proprio precursore dei tempi, sempre attento e sensibile nei confronti delle sue maestranze, consapevole che da soli non si può andare lontani.

Il patrimonio che lascia in eredità, ora che ci segue artigiano pensionato, è inestimabile: noi lavoriamo e dobbiamo continuare a lavorare per conservarlo e tutelarlo. E’ per noi continuo punto di riferimento, fonte di conoscenza e di cultura associativa, ci aiuta a capire i nostri errori. Non possiamo che esprimere la nostra soddisfazione – conclude Sandro Coltrinariper avere come associato un imprenditore che ha saputo dare lustro alla CNA e al territorio. Giorgio Iachini rappresenta davvero quella centralità dell’imprenditore che il nostro sistema socio-economico e produttivo deve ritrovare per poter imboccare la via d’uscita dalla crisi”.

 

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