NOTIZIE DAL TERRITORIO N. 22

20 MARZO 2012

 

Dalla Cna Marche:

 

CRISI EDILIZIA: URGONO RISPOSTE CHIARE

Imprese, sindacati, professionisti del settore hanno dato vita all’attesa manifestazione regionale. Sotto accusa Banche e Patto di stabilità. Il tempo è scaduto ,  le istituzioni elaborino proposte per rilanciare un comparto in ginocchio. Previsto un tavolo specifico della Regione per affrontare i nodi principali.

 

Bandiere al vento questa mattina davanti alla Regione Marche. Erano quelle dei sindacati di categoria  dei lavoratori dell’edilizia, di Confartigianato, della CNA, dell’Ance che insieme ai professionisti tecnici si sono mobilitati per denunciare la gravissima situazione del comparto.

Alcune centinaia di persone hanno gremito lo spazio davanti alla scalinata di Via Gentile Da Fabriano dove si sono succeduti gli interventi dei rappresentanti della varie categorie. Il grido di dolore è stato comune: così non si può più andare avanti, l’edilizia marchigiana è in ginocchio, anzi a terra.

 “Da anni – ha esordito Massimo Ubaldi per l’Ance Marchedenunciamo la perdita di fatturato e di posti di lavoro di un settore composto in gran parte da piccole imprese. Ora la situazione è insostenibile. Ogni istituzione scarica le responsabilità sulle altre, le grandi banche ci hanno abbandonato. Il quadro è ormai gravissimo, servono risposte certe e ognuno deve farsi carico di un contesto così precario ”. Dunque urgono risposte chiare da Regione e Governo visto che, come ha denunciato Bruno Crescimbeni della Confartigianato Marche che è intervento per la categoria “la Regione non riesce ad emanare direttive semplici, chiare. Ci si perde in normative complesse”. Crescimbeni ha denunciato l’esito deludente del Piano Casa che ha portato a solo “duemila interventi, mentre in Veneto sono stati ben quarantamila”. Massimo Giacchetti segretario della Filca Cisl Marche, a nome di tutti e tre le sigle sindacali ha ricordato come l’edilizia valga il 15% del Pil marchigiano. “Oggi diamo la voce anche ai lavoratori che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione”. Anche il rappresentante sindacale ha chiamato in causa le banche che “non fanno credito alle imprese” e denunciato il mancato accordo tra istituti di credito e Regione. Sul banco degli imputati le gare al massimo ribasso: “Sono un capestro. Danneggiano lavoratori e aziende, danno spazio all’illegalità, al lavoro nero, alla concorrenza sleale”. Invece ci vogliono “più legalità, più giustizia sociale”. In tutti gli interventi è stato puntato l’indice contro il Patto di stabilità. Lo ha fatto anche Patrizia Angeli, Vicepresidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, che ha chiuso la manifestazione parlando anche a nome di architetti, geologi e geometri. “Ci sono Comuni virtuosi che a causa del Patto non possono attivare appalti perché hanno le mani legate. Noi come professionisti siamo il primo soggetto della filiera perché elaboriamo i progetti. Spesso non ci vengono pagate parcelle anche da mille euro a causa del vincolo di stabilità. Non siamo nemici della pubblica amministrazione ma chiediamo collaborazione”. Anche perché di cose da fare per rilanciare l’edilizia ce ne sarebbero: “Intervenire sul dissesto idrogeologico, rimettere in sicurezza il nostro patrimonio edilizio, in particolare le scuole. E puntare sulla green economy”. A conclusione della manifestazione una delegazione della varie categorie è stata ricevuta dagli Assessori Antonio Canzian, Sara Giannini, Marco Lucchetti, Luigi Viventi. Erano presenti i parlamentari marchigiani Mario Cavallaro, Carlo Ciccioli, Salvatore Piscitelli, Massimo Vannucci.

Alla fine la Regione si è impegnata ad affrontare nel già istituito “Tavolo con le banche” la crisi dell’edilizia e per il 20 aprile è stato programmato un incontro specifico sulla delicata questione degli appalti.

 

                                                                     Ufficio Stampa

                                                                   Segni e Suoni

 

Dalla Regione Marche:

QUANTIFICATI I DANNI CAUSATI DALL’EMERGENZA NEVE

OLTRE 770 MILIONI DI EURO

La Regione ha completato la ricognizione, passo fondamentale per accedere al Fondo di solidarietà Ue

 

Superano i 770 milioni di euro i danni causati, nelle Marche, dall’emergenza neve del febbraio 2012. La Giunta regionale ha ultimato la ricognizione, che ha consentito di individuare sul territorio, comune per comune, le devastazioni determinate dalle eccezionali precipitazioni nevose cadute nelle prime due settimane del mese scorso. La stima è stata comunicata alla presidenza del Consiglio dei ministri e andava conclusa entro il 20 marzo. Le rilevazioni hanno segnalato danni che superano i 43 milioni di euro per la somma urgenza (ripristini, sgombero delle strade, gestione della fase di prima emergenza), i 248 milioni per la calamità naturale (danni all’agricoltura), i 479 per i disseti e le infrastrutture compromesse. “Abbiamo compiuto un passo fondamentale per poter accedere al Fondo di solidarietà dell’Unione europea – ha riferito il presidente Gian Mario Spacca – La ricognizione risulta essenziale in quanto consente alla protezione civile nazionale di certificare i danni subiti, dal momento che l’istruttoria con la Ue viene gestita dallo Stato italiano. Siamo coinvolti insieme ad altre undici regioni del nostro Paese che hanno subito un’analoga devastazione. Il contributo europeo, se concesso, copre il 2,5 per cento del danno riconosciuto dalla Commissione, per cui non sarà esaustivo e sufficiente a indennizzare la totalità dei danneggiamenti. Per questo la Regione Marche si è attivata presso tutte le sedi istituzionali, in modo da recuperare più risorse possibili e aiutare le comunità colpite a ripristinare le infrastrutture e a sostenere le attività economiche compromesse”.

 

Da Unioncamere Marche:

 

UNIONCAMERE, CONTRO I TAGLI DI TRENITALIA

INIZIATIVA A SAN BENEDETTO IL 5 APRILE

 

La pressione delle Camere di commercio su Trenitalia è tutt’altro che prossima ad attenuarsi, anche se abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio riguardante il ripristino di sei fermate Eurostar a Pesaro, tre per i convogli provenienti da Milano e altrettanti da Lecce, a partire dal 7 maggio prossimo.

“Le Camere di commercio marchigiane – afferma Alberto Drudi, presidente di Unioncamere regionale e della Cciaa di Pesaro e Urbino – proseguiranno l’opera che, di concerto con le altre istituzioni locali, ha già portato a rilevanti risultati. Continueremo a sensibilizzare sia il governo centrale sia il vertice di Trenitalia sull’esigenza di recuperare altre fermate a Pesaro e nelle principali città marchigiane, in particolare per quanto riguarda i treni da e verso Roma. Il nuovo orario invernale ha di fatto dimezzato i collegamenti con la capitale. A riprova dell’impegno profuso in questa battaglia di civiltà, Unioncamere Marche organizza a San Benedetto del Tronto, il prossimo 5 aprile, un tavolo di confronto a livello interregionale e il suo obiettivo finale è di ristabilire la stessa situazione precedente agli indiscriminati tagli effettuati da Trenitalia”.

Parteciperanno le Camere di commercio marchigiane, abruzzesi, molisane e pugliesi, insieme con i parlamentari, gli amministratori regionali, provinciali e comunali eletti nei rispettivi territori, le associazioni di categoria. L’iniziativa è la logica conseguenza della manifestazione risalente alla fine del gennaio scorso, organizzata nella stazione di Pesaro dall’intero sistema provinciale, e da altre proteste in tutta la nostra regione contro i pesanti disservizi determinati dalle scelte di Trenitalia.

Il nuovo orario, ora in procinto di essere ritoccato, dimezza i convogli da e verso Roma, li riduce dell’80 per cento verso Milano e li cancella verso Lecce. Soluzioni che penalizzano intere regioni, caratterizzate dalla dinamicità della piccola e media impresa, da eventi fieristici, culturali e sportivi di livello anche internazionale, dalla rilevante capacità di attrarre turismo, dalla vitalità dei suoi centri universitari: solo alla Facoltà urbinate sono iscritti 20.000 studenti e il 20 per cento si sposta in treno.

 

 

Dalle Cna provinciali:

 

 

L’associazione chiede parità di trattamento dello Stato rispetto ad altre regioni italiane

SUL MALTEMPO LA CNA “NON VOGLIAMO ELEMOSINE

A ROMA CHIEDEREMO I DANNI SUBÌTI DALLE IMPRESE”

Partecipazione convinta al Marche Day del 21 marzo

PESARO – Mentre le cronache nazionali raccontano questa mattina il non poco invidiabile record italiano ed europeo, raggiunto dal costo della benzina e del gasolio alle pompe delle Marche,  causa diretta dell’applicazione delle accise previste dal decreto  del Governo Berlusconi (la cosiddetta tassa sulle disgrazie), la CNA di Pesaro e Urbino annuncia la piena e totale adesione al Marche Day, la giornata di protesta organizzata a Roma per il prossimo Mercoledì 21 marzo. Sarà l’occasione per ricordare al Governo le due calamità che hanno colpito i territori delle Marche (l’alluvione del 2011 e l’eccezionale  nevicata dello scorso febbraio),  che hanno messo in ginocchio l’economia di questi territori. Per questo la CNA di Pesaro e Urbino, ancora impegnata nella raccolta dei dati relativi ai danni riportati dalle imprese nell’ultima doppia tempesta di neve, aderisce alla manifestazione organizzata dalla Provincia di Pesaro e Urbino per chiedere al Governo il riconoscimento dei danni provocati dalle due ondate di maltempo.  “Quella del 21 marzo – dicono il presidente provinciale Giorgio Aguzzi ed il segretario CNA, Camilla Fabbri – sarà l’occasione per far sentire a Roma la voce di territori troppo spesso dimenticati. La nostra provincia, che con le sue tante imprese contribuisce in maniera determinante a riempire le casse dello Stato attraverso tasse e imposte, vuole avere pari dignità rispetto ad altre zone del nostro Paese che per eventi  altrettanto drammatici (vedi Veneto e Liguria), hanno visto riconosciuti fondi e concessioni straordinarie da parte dello Stato”. A fronte di una calamità come quella di febbraio, che ha messo in ginocchio migliaia di imprese della nostra provincia, la CNA di Pesaro e Urbino chiede con forza che lo Stato riconosca i danni subiti dalla nostra provincia. “Non vogliamo elemosine – dicono Aguzzi e la Fabbri – ma parità di trattamento rispetto ad altri territori. Per questo facciamo appello in primo luogo ai parlamentari eletti nei collegi delle Marche perché si adoperino per l’adozione di provvedimenti che aiutino le imprese e le famiglie delle Marche che hanno riportato danni a causa della neve” . Per questo la CNA di Pesaro e Urbino invita cittadini, imprenditori, istituzioni a partecipare alla manifestazione di Roma.  Per adesioni e informazioni rivolgersi agli uffici Cna presenti su tutto il territorio provinciale.

 

COMUNICARE DONNA, PRESENTAZIONE DEI RISULTATI DEL CORSO

 

MACERATA. La CNA di Macerata, in collaborazione con l’Università degli studi di Macerata e il patrocinio della Camera di Commercio, ha organizzato per lunedì 26 marzo 2012, alle ore 17.00, presso l’aula A del Dipartimento di filosofia e scienze umane, un incontro di presentazione dei risultati del corso di formazione “Comunicare Donna, Il successo dell’impresa”.

Il corso, tutto al femminile, si è svolto a partire dalla fine dell’ottobre scorso e si è contraddistinto per la qualità degli interventi e per l’attenzione dei partecipanti, che hanno spesso interagito con i relatori dando vita a momenti di riflessione ed analisi intellettualmente molto stimolanti. I temi affrontati hanno riguardato l’ascolto come presupposto di ogni buona comunicazione, la comunicazione in situazioni di piccolo e grande gruppo, la comunicazione interpersonale e la competenza comunicativa, la comunicazione nelle situazioni di conflitto, l’empowerment e, infine, le competenze negoziali nel processo comunicativo. I temi sono stati affrontati durante incontri e laboratori di gruppo che hanno visto la partecipazione di diversi docenti universitari.

L’incontro di lunedì, che prevede la partecipazione di Maria Pia Luchetti, della Camera di Commercio, dell’assessore alle pari opportunità del comune di Macerata Federica Curzi, e dell’assessore alle pari opportunità, alla formazione ed al lavoro della provincia, Paola Mariani, sarà introdotto dalle docenti Paola Nicolini, psicologa, psicoterapeuta, docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università di Macerata, e Barbara Pojaghi, docente di Psicologia dei gruppi e delle organizzazioni presso lo stesso ateneo.

Al termine saranno raccolte le testimonianze e le impressioni delle partecipanti al corso, che avranno così modo di spiegare come e quanto questo tipo di attività formativa sia stata declinata praticamente nella propria impresa e con quali risultati.

 

 

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